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Milano | Barona – Forrest in Town: nuovo “complesso all’antica”

Una sapiente operazione di riqualificazione architettonica, a cura del Gruppo Building e firmata dallo studio DFA Partners, che nasce dal recupero di un’ex area manifatturiera, l’ex fabbrica Galbani, memoria del passato produttivo dell’area dove sorgeva l’antico nucleo della Barona. Realizzato secondo l’antica tipologia a corte milanese è impreziosito al centro da un parco di 6.200 metri quadrati su cui si affacciano i vari edifici del complesso.

Ci troviamo alla Barona storica, tra le vie Biella e Via Bonaventura Zumbini.

In parte recupero e in parte reinventato ma in stile rurale-chic, il nuovo complesso ci piace molto e si colloca in un contesto dove persistono antiche cascine e condomini anni Cinquanta e Sessanta.

Il lotto è ora occupato da alcuni edifici di varie epoche: edifici rurali dell’Ottocento, edifici magazzino del primo Novecento, ma soprattutto rifacimenti più recenti, degli anni Cinquanta e Sessanta. Utilizzati come magazzini, carrozzieri e altri settori nel manifatturiero. Al centro presenta una vasta corte con al centro, miracolosamente un’area verde che ha suggerito il nome del complesso: Forrest in Town (foresta in città).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Barona – Forrest in Town: nuovo “complesso all’antica”

  1. enrico

    Ma è un fake pazzesco, tipo il Venetian Resort Hotel Casino di Las Vegas… Mah, mi sfugge il senso di tali americanate fatte in Europa. Una resa alla ricerca di uno stile proprio dell’epoca che si vive, un’operazione da cultura debole, subalterna, minoritaria, retrograda, conservatrice, insomma, da vecchi. Che tristezza, invece di sognare il futuro, siamo ridotti a scimiottare il passato.

  2. Francesco De Collibus

    Bellissimo, stupendo. Ora attendo con ansia il primo che si straccerà il petto gridando al falso storico.

    1. Anonimo

      Più che altro, come spesso accade a Milano, serve a poco fare un singolo intervento di recupero dell’antico quando il contesto circostante è ormai irrimediabilmente compromesso e mediamente terrificante, dal punto di vista urbanistico.

    2. enrico

      Vai Francesco, stracciati pure il petto (argh!), parto io: mi fa cagare! Sembra un set di Cineccità con le facciate finte. E’ penoso che riprodurre cose di eri e che non si sappia immaginare qualcosa per l’oggi o per il domani. E’ preoccupante che con nuove tecnologie, nuovi materiali, nuovi processi produttivi, nuovi sistemi di progettazione si sia così privi di cultura e immaginazione per non costruire anche una nuova estetica, anche a costo di sbagliare.

      1. Lorenzo Lamas

        Beh, di sbagli – o per meglio dire di sgorbi grigio topo con finestre asimmetriche e serramenti con la consistenza del domopack – è purtroppo piena Milano e forse sarebbe ora di darsi una regolata.

        Il complesso, da quel che si può vedere, sembra bello.

        Ottimo che si continui a migliorare tutti i quartieri di Milano, anche quelli che non fanno parte del circolino della evve moscia.

  3. R.Bitter L.A. Gantz Yaroom

    Mi sono sempre chiesto come si sarebbe potuta recuperare decentemente quella cascina storica.
    Oggi ho avuto la risposta.
    Non sarà filologicamente ineccepibile, ma siamo sicuri che bisogni sempre ‘tornare indietro’ a un passato idealizzato e non guardare avanti verso qualcosa di nuovo, come è stato fatto?
    Insomma, una bella sorpresa.

  4. Wf

    Il vero falso storico è voler fare edifici moderni postmoderni nel 2020…

    Questo è un bellissimo complesso che segue la contemporaneità

    Del 2020.
    Non del 1990 1980 ndr

  5. N

    bha ma seriamente c’è gente che si indigna per questo?
    sicuramente bisogna vedere il progetto finale per giudicare e capire se davvero si sentirà quell’effetto da outlet o Theme Park.
    Se bisogna citare architetture storiche preferisco i primi del 900 piuttosto che l’estetica postmoderna.
    Inoltre nello specifico qusto recupero degli spazi comuni con questa ariosa corte interna mi pare molto bello.
    Incredibile avessero fatto il classico cubo da 8 piani a balconi sfalsati la gente avrebbe criticato meno….

  6. Anonimo

    C’è qualche fonte relativa alla ex fabbrica Galbani?
    Ci abito davanti e non ne ho mai sentito parlare, sono curioso.

  7. LucaT

    A me piace molto , lo trovo molto piu autentico e con una storia, almeno architettonicamente, Il parco molto meno . Comunque nel complesso mi piace, molto meglio cosi che inventarsi nefandezze moderne senza senso ed esteticamente da brividi . Ce ne fossero di recuperi cosi

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