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Milano | Porta Volta – Giardino Crispi-Feltrinelli: ottobre 2020

Aggiornamento di ottobre 2020 dal cantiere per il giardino di viale Crispi, in costruzione lungo il fianco del palazzo Feltrinelli, tra Porta Volta e Porta Garibaldi. 

I lavori sono ormai giunti ad un buon punto. Le aiuole sono state definite, così come i muretti, e già da diversi giorni sono state piantate le alberature.

Unica pecca, forse, di questo progetto, secondo noi, è l’eccessiva area “pedonale” in cemento. Forse si poteva allargare la fascia a prato sino a comprendere il punto dove oggi c’è la cesata di cantiere.

E poi, speriamo sempre in un restauro dei due vecchi caselli di porta Volta, ancora molto decadenti.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


22 thoughts on “Milano | Porta Volta – Giardino Crispi-Feltrinelli: ottobre 2020

  1. Seflo

    Capisco che sto per dire una terribile eresia, ma sarebbe così devastante per la storia dell’architettura mondiale la demolizione dei suddetti caselli? Ah già, la stratificazione! Parola chiave di questa Sovraintendenza salvamuri!

    1. Lorenzo

      Ma cosa c’entra? Un contro sono questi caselli, assolutamente da preservare, un conto è il muro di p.ta Genova che non ha nessun valore storico (e nemmeno simbolico)

      1. _

        Sono caselli costruiti alla fine dell’800 e rimasti in attività non per molto.

        Concettualmente ha più senso preservare il muro di Porta Genova, a memoria del passato industriale della zona prima che diventasse un abbeveratoio alcolico per mandrie di trentenni di buone speranze (spero per loro)

          1. Anonimo

            Finchè dall’altra parte del muro c’è la tradotta per Mortara che passa a binario unico due volte l’ora se va bene, ha senso.

            Quando finalmente il “treno” non ci sarà più…se riqualifichi bene e ricuci le zone, magari un senso il muro ce l’ha. Come memoria, che la zona non era solo un groviglio di bar, tanti anni fa.

    2. Marshall

      Risponderò con un eresia ancora più grande.
      Era proprio necessario, in una zona già congestionata, riempire il vuoto creato dall’inconsulto atterramento dei Bastioni con queste rinunciabilissime nuove banali volumetrie?

  2. Biagio

    Ci mancherebbe solo che si abbattessero i caselli daziari! Per quanto riguarda il giardino Feltrinelli va bene l’idea dell’aiuola a collinetta che separa,almeno visivamente, la parte pedonale dal traffico di viale Crispi. Io però l’avrei fatta se non più elevata, almeno più larga, fino al limite delle panchine già in uso. In effetti la striscia di cemento, così restando le cose è veramente troppo ampia. Qualcuno ha detto che ci potrebbero atterrare i jet e non è andato lontano dal vero.

  3. N

    as usual – ci siamo non ci siamo.
    Come gia ribadito mi unisco alla voce di Urbanfile.
    Il girardino poteva (doveva?) incominciare qualche metro più avanti.
    sarà un’enorme distesa calpestabile priva di una reale funzione.
    E continuo a rimanere dubbio rispetto al doppio marciapiedie per viale Francesco Crispi – anzi – mi pare gia di vedere tutte le macchine parcheggiate sul lato strada…. :-/

  4. Anonimo

    Il muretto sembra fatto apposta per diventare l’ennesima lavagna per grafomani. Da quando tolgono le cesate, gli do una settimana la massimo per restare pulito.

    E dubito che i bimbiminkia avranno almeno rispetto per i resti delle mura spagnole (che ovviamente non sanno cosa sono).

    Speriamo che la cura sia affidata alla Feltrinelli perché se ci deve pensare il Comune siamo a posto.

  5. Anonimo

    A parte la distesa di cemento su cui molti hanno già ampiamente commentato…

    aggiungerei, come al solito, arredo urbano di una banalità sconcertante… panchine e lampioni dozzinali… (era troppo difficile mettere gli stessi della Biblioteca degli Alberi???) … e proprio non si poteva trovare una soluzione migliore dei cavi sospesi con pali da un metro e mezzo di diametro per illuminare la distesa di cemento?

  6. bis badl

    per favore comune disseminate una sequela di dissuasori, compreso via pasubio, o altrimenti troveremo anche qui auto parcheggiate sui marciapiedi.

  7. Marshall

    Risponderò con un eresia ancora più grande.
    Era proprio necessario, in una zona già congestionata, riempire il vuoto creato dall’inconsulto atterramento dei Bastioni con queste rinunciabilissime nuove banali volumetrie?

  8. Elius

    Più che un giardino o parchetto sembra la ristrutturazione di un marciapiede…dalle foro molto deludente. Spero di ricredermi. I caselli se ristrutturati sarebbero interessanti. Solo in cosa possono essere trasformati? Sarebbe bello lasciarli aperti…ma diventerebbero rifugio per senzatetto o peggio.

  9. guido roccatagliata

    Poco verde, zero piste ciclabili, il nuovo palazzo è inguardabile: insomma milano che diventa più moderna, più ordinata ma spesso più brutta…

  10. lisander

    io trovo i caselli daziari suggestivi a modo loro, una testimonianza del passato, una traccia seppur quasi impercettibile delle antiche mura spagnole, in sito in trasformazione, un giusto mix di antico e moderno, ovviamente vanno ristrutturati e valorizzati, vedi quelli di Piazza Oberdan, di Piazza cinque Giornate, di Piazza Ventiquattro Maggio, che hanno trovato nel tempo un loro ruolo e una giusta funzione che li ha resi piu’ visibili alla cittadinanza e al quartiere.

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