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Milano | Zona San Babila – Via Passerella si rifà il look

Dopo la chiusura del vecchio cinema Excelsior, in Galleria del Corso, a due passi da San Babila, il Gruppo Coin trasformò lo spazio da cinema a mega-store. Per la sua trasformazione venne scelto uno dei più grandi architetti internazionali, Jean Nouvel, che trasformò lo spazio in qualcosa di unico e molto iconico nel 2011 con Coin Excelsior.

Ora lo spazio è stato nuovamente riqualificato per diventare il il più grande flagship store Victoria’s Secret del nostro Paese (questo fino a prima della pandemia).

Beni Stabili lo scorso anno aveva venduto lo stabile della Galleria del Corso a Fabbrica Immobiliare Sgr (gruppo Caltagirone).

Nel luglio dello scorso anno, Beni Stabili aveva stipulato un nuovo contratto di locazione per circa 5.000 mq con Hexagon, del Gruppo Percassi, il quale è il veicolo dedicato allo sviluppo della rete in franchising dei negozi Victoria’s Secret in Italia, Francia e Spagna. L’immobile milanese ospiterà a fine lavori il più grande flagship store Victoria’s Secret.

Mentre lo spazio commerciale è ormai quasi completato, si è passati ora a intervenire in Via Passerella, quella che funge da ingresso al nuovo store. Al momento non sono stati divulgati rendering.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Zona San Babila – Via Passerella si rifà il look

  1. Anonimo

    Speriamo bene, a fine maggio Victoria’s Secret ha chiuso 250 negozi in Nord America (quasi il 30%)…
    E giusto per rimanere in tema “positivo” 🙁 a primavera il GAP poco distante se ne va, GAP abbandona l’Europa.

    1. Andy77

      Nooo GAP se ne va?
      E’ un peccato…anche se gli acquisti on line ed il Covid hanno reso per certi versi anacronistica l’esistenza di negozi così grandi.

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