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Milano | Scalo Romana – Il progetto AOUMM per la nuova stazione P.Romana

Lo studio AOUMM (Argot Ou la Maison Mobile), formato da Luca Astorri, Riccardo Balzarotti, Rossella Locatelli e Matteo Poli, ha progettato il rinnovo per la stazione ferroviaria di Porta Romana.

Progetto interessante, presentato lo scorso gennaio, che vede la completa riqualificazione della vecchia stazione ferroviaria di Porta Romana che sarà connessa allo Scalo Romana e verrà collegata con la stazione della M3 Lodi Tibb.

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha sviluppato il progetto della nuova stazione , mantenendo la posizione attuale , però prevedendo un integrato sistema di accessibilità ciclopedonale con la stazione metropolitana di piazzale Lodi (linea M3). Rispetto alla versione iniziale sono previste pensiline di copertura per il collegamento a piazzale Lodi e spazi commerciali al di sotto del cavalcavia di c.so Lodi. Il rinnovo è previsto in vista dell’Olimpiade Invernale 2026.

La vecchia stazione FS di Porta Romana sarà completamente rimodernata mantenendo il vecchio edificio vincolato dalla Sovrintendenza (realizzato nel 1931 in stile modernista decò). Saranno realizzate nuove pensiline e nuovi ascensori per consentire un più facile accesso, da Corso Lodi.

Oltre ai percorsi pedonali per l’accesso alla stazione M3 di Lodi T.I.B.B, saranno realizzate anche piste ciclabili per consentire di raggiungere la stazione con la bici e collegare il piazzale con via Sannio.

Gli accessi alla stazione sono stati moltiplicati, rendendola di facile utilizzo per chiunque debba utilizzarla in zona. Sarà anche realizzato un sottopasso per collegare il lato di via Sannio con via Longanesi.

Se però dobbiamo muovere un appunto (al di là della decisione di lasciare la stazione dov’era, invece di avvicinarla a piazzale Lodi) dobbiamo dire, che, per quanto migliorato rispetto alla situazione attuale, il collegamento con M3 è troppo lungo e dispersivo. Anche mantenendo la posizione corrente della stazione ferroviaria si potrebbe creare un accesso diretto alle banchine della metropolitana dal lato di Porta Romana FS, magari sfruttando proprio gli spazi sotto il cavalcavia di corso Lodi e scavando delle discenderie dirette alla fine delle due banchine sul piano binari M3.

Nel frattempo sono stati offerti 180 milioni di euro per lo scalo Romana, secondo quanto riferisce Affaritaliani.it Milano. L’offerta è stata presentata dalla cordata immobiliare formata da Coima, di Manfredi Catella, Covivio e Prada a Ferrovie dello Stato Sistemi Urbani (Fssu). La controllata di Ferrovie fa sapere che si prenderà tempo fino al 10 di novembre (la gara si è chiusa il 31 ottobre) per valutare la congruità dell’offerta e annunciare chi si aggiudicherà lo scalo ferroviario dismesso, futuro cuore pulsante delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il 21 ottobre l’amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani, Umberto Lebruto, parlando in commissione a Palazzo Marino ha affermato che era in corso una “competizione viva” per aggiudicarsi lo scalo Romana. Ma secondo quando risulta ad Affaritaliani.it Milano l’offerta da 180 milioni di euro è l’unica giunta a Fssu, dopo che, invece, a luglio sette cordate avevano depositato una prima offerta economica non vincolante durante il primo step della gara pubblica. Sentita da Affaritaliani.it Milano Coima non ha per il momento né confermato né smentito l’importo dell’offerta da 180 milioni di euro. Mentre Covivo – il colosso immobiliare italo-francese specializzato in uffici e hotel con Leonardo Del Vecchio come principale azionista – fa sapere di non poter anticipare questa informazione prima che lo faccia Ferrovie. Non resta che attendere il 10 novembre.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | Scalo Romana – Il progetto AOUMM per la nuova stazione P.Romana

    1. V.

      Dopo una certa ora la S9 non la prende nessuno e comunque dopo le 22.30 non passa manco più.

      In ogni caso, quell’interconnessione con buio sarà da film dell’orrore. Meno male che fare il giro dal ponte come si fa adesso non cambia di molto il tragitto o il tempo che ci si mette.

  1. Anonimo

    Chi ha fatto il progetto è stato bravo (a parte il nome inutilmente fricchettone che si è scelto 🙂 )

    Ma questa stazione è sbagliata, andava spostata. Di poco ma spostata. Così è solo una toppa.

    1. Osservatore

      Spostare 300 metri più avanti (verso San Cristoforo) la fermata mettendola nelle immediate vicinanze del mezzanino della M3? Troppo complicato?

  2. Anonimo

    la stazione li è una stupidata atomica, bastava spostarala di 100 mt, anche per metà sotto il ponte.
    il marciapiedi è strettissimo per chi sale sul ponte, avrebbero dovuto allargare anche quello.
    qualcuno su fb diceva che potevano anche mettere una bella costruzione sopra la stazione…

    Altra cosa: se arrivo dalla metro devo uscire, camminare, fare il sotto passo per andare dall’altra parte?

    Per chiudere in bellezza: lo scorso weekend si sono giusto accoltellati, ma ogni settimana succede qualcosa: c’è gente che spaccia e disperati che dormono nel parchetto a 50 mt da li, adesso avranno accesso ancora più comodo direttamente dalla via.

    avanti tutta!

    1. Anonimo

      Non c’è molta scelta…la S9 e forse la linea per Mortara se da Porta Genova la deviano su Rogoredo.

      Non credo che da li ci sia alcuna possibilità di connessione col “passante” vero e proprio da e per Porta Vittoria (i binari scorrono ad un certo punto vicini ma non sono connessi).

        1. Anonimo

          Che è come dire che questa “meravigliosa” stazione è praticamente tutto quello che il Comune ha strappato a RFI in cambio dell’edificabilità degli immensi scali ferroviari.

          Barsport forever?

  3. maurizio

    Una follia. Non si comprende perché la stazione debba rimanere “costretta” senza respiro dov’è ora e non venga invece spostata dalla parte opposta, dove sarebbe possibile un migliore collegamento con il capolinea della 90/91 e con la M3. Mi immagino quel passaggio coperto e il tunnel pedonale la sera (ma non impariamo mai nulla dagli errori, vedi ad esempio i tunnel pedonali sotto piazzale Lugano e cavalcavia Bacula?)

  4. Anonimo

    non la spostano per poter fare il semi interramento dei binari. ci sono dei vincoli di distanza da rispettare. oltre al risparmio

    1. Andrea

      Pazzesco. Visto che il semi-interramento a ovest di Corso Lodi verrà fatto in un terreno incolto, immmagino si scaverà a cielo aperto. Costava troppo semi-interrare anche la stazione da quel lato?

  5. Anonimo

    La fermata era da avvicinare a piazza Lodi
    Erano anni che la città lo chiedeva, e come sempre la risposta delle ferrovie è una bella e sonora pernacchia, a conferma che per loro i viaggiatori sono solo una scocciatura e che se potessero, preferirebbero far correre i treni vuoti (e prendersi i soldi dallo stato).

  6. Riccardo

    Se si scartano miglioramenti con un costo/opportunità così basso (significativo miglioramento della connettività a un costo bassissimo, specie se considerato nel contesto di una operazione edilizia enorme) – allora vuol dire che non è neanche una questione di soldi. E’ proprio che i decisori sono degli asini incompetenti. Ennesima occasione persa per la città. Errore che tra l’altro insiste sulla stessa direttrice della connessione farsesca tra M3 ed M5 a Crocetta/Sforza

  7. Dario

    Il progetto della stazione Porta Romana è la dimostrazione che chi fa questi progetti e soprattutto chi li approva non possiede nessuna conoscenza e sensibilita’ delle esigenze del territorio. Lo scalo di porta romana è da anni ritrovo di tossici e senza fissa dimora, i treni sono estremamente rumorosi per i condomini limitrofi. La stazione andava spostata e/o interrata in quando troppo vicina ai palazzi, e almeno costruite delle barriere acustiche. E’ assurdo aprire tutto sul lato di via Sanno che la notte è “terra di nessuno” mal presidiata dalle forze dell’ordine e frequente scenario di furti e atti vandalici. Sembrerebbe un riqualificazione a beneficio solo della fondazione Prada, e che andrà a sostenere le quotazioni immobiliari su quel versante dove vi saranno i cantieri immobiliari a discapito del lato di via Sannio/Longanesi. Con buona pace di questa amministrazione comunale. C’è seriamente da rimpiangere la Signora Moratti. Un saluto

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