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Milano| Lombardia Trasporti – Un treno a idrogeno per Trenord

Il progetto denominato H2iseO, di Trenord con FNM (Ferrovie Nord Milano) prevede la sostituzione dei treni diesel della flotta.

Per ora sarà interessata la tratta Brescia-Edolo, ma in futuro la cosa potrà essere estesa anche alle altre tratte lombarde gestite da Trenord.

Infatti il gruppo FNM, con Trenord e Regione Lombardia, sta dando vita a un modo di trasporto a zero emissioni per gli spostamenti su rotaia, tramite l’utilizzo di treni a idrogeno, con tecnologie di ultima generazione. Gli innovativi convogli sono forniti da Alstom che ha già prodotto per la Germania e per l’Italia (treni Donizetti) sistemi ferroviari con alimentazione ad idrogeno. Il sistema utilizzato si chiama Alstom Coradia Stream e i convogli raggiungeranno una velocità massima di 140 km/h, analoga a quella dei regionali diesel.

Vi sarà una prima fase sperimentale, come dicevamo, sulla linea Brescia – Iseo – Edolo, oggi esercitata con 14 treni diesel che verranno sostituiti da quelli Fuel Cell in fasi successive. I primi sei treni in consegna serviranno anche per permettere a Trenord di addestrare i conducenti e gli addetti alla manutenzione; a questi si aggiungeranno gli altri otto treni così da rimpiazzare interamente i mezzi coinvolti nella tratta.

Ma non ci si ferma solo alla fornitura e alla messa in esercizio dei nuovi convogli, si penserà anche alla produzione dell’idrogeno che li alimenterà, in modo da abbattere le emissioni totali di CO2. Verrà creato ad Iseo un impianto di produzione, di proprietà FNM, come la tratta ferroviaria accanto alla quale sarà costruito, tra il 2021 e il 2023. Per la prima fase (36 mesi previsti, consegne dei treni di Alstom entro il 2023) serviranno 800 kg di idrogeno al giorno, con l’obiettivo di arrivare a 2.000 kg/giorno per alimentare l’intero parco circolante sulla Brescia-Iseo-Edolo. Sono in corso verifiche con i produttori di energia per raggiungere il traguardo previsto: l’ipotesi è di realizzare uno o due ulteriori impianti di elettrolisi entro il 2025. L’utilizzo dell’idrogeno sarà poi esteso al resto del trasporto pubblico con la flotta di autobus di FNMA, così da coprire anche il trasporto passeggeri su gomma dell’area lombarda interessata: circa 40 mezzi in Valcamonica.

L’investimento complessivo è stimato in 250/300 milioni di euro tra treni, impianti di produzione e interventi infrastrutturali.

Questo progetto non vuole essere un episodio isolato ma piuttosto un esempio per dare il via a iniziative simili in tutta la regione e in tutta Italia avendo, Val Camonica e Sebino, l’ambizione di diventare un riferimento per la filiera dell’idrogeno.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


14 thoughts on “Milano| Lombardia Trasporti – Un treno a idrogeno per Trenord

  1. Anonimo

    Bene, ci si aspetta ora che la Regioni inizi a investire veramente su Trenord e la smetta di propinarci un servizio da terzo mondo.

    1. Anonimo

      Concordo in pieno. La Lombardia ha un bilancio di ca. 25 miliardi l’anno dai quali 16 servono per la sanità. Ci servono spiegazioni perchè siamo stati colpiti così duramente dal virus 2 volte (senza uscirne) e soffriamo un servizio ferroviario assolutamente da TERZO MONDO.

      1. Anonimo

        Bravo. Servono per la sanità, infatti lo sai che la Lombardia ha la più alta percentuale di guariti dal virus? E’ difficile sentirlo dai telegiornali o leggerlo sul fattoquotidiano ma è così.

      2. V.

        Per lo stesso motivo per cui il Comune di Milano con un bilancio da 7,8 miliardi e un settimo dei residenti della Regione, non riesce nemmeno a tenere in ordine le aiuole o i muri dei suoi edifici puliti? 😉

  2. Wf

    La caratteristica che rimane di questi nuovissimi treni ad alta tecnologia è che rimarranno in ritardo secondo le best practices di Fontana&GalLera

    Premiata ditta Fontana&Gallera

  3. Anonimo

    Bene. Serve che la regione Lombardia si sveglia e investe seriamente nei servizi ferroviari regionali. Anche nelle linee che sono connesse direttamente ai laghi. Bisogna investire, investire, investire. Il treno aiuta a ridurre congestione e inquinamento. Ed è un mezzo accessibile a tutti!

  4. Albe

    Mah, 300 milioni non sono pochi. Idrogenare le linee a gasolio del lago d’Iseo non mi sembra il primo intervento urgente per decongestionare e migliorare Trenord ed anche in prospettiva l’applicazione è esclusivamente per le linee non elettrificate (tendenzialmente anche non congestionate), che sono una minoranze.
    Ma si sono sprecati soldi in modi peggiori…

    1. Anonimo

      Probabilmente elettrificare le linee costerebbe di più. E non è male farsi un po’ di esperienza nel settore delle fuel cell a idrogeno ed avere impianti produttivi in Italia, che tra l’altro in quella zona è possibili usino energia idroelettrica.

  5. Giuliano

    Certo che prima di parlare bisognerebbe guardare i numeri: in Italia circolano circa 9000 treni al giorni 1/3 solo in Lombardia – la rete di proprietà di RFI non ha avuto uno sviluppo pari a quello dell’aumento dei treni in Lombardia e adesso paghiamo le criticità. Certo FNM deve migliorare ma se noi siamo il terzo mondo le altre regioni dove sono. Ancora una volta siamo i primi per innovazione con i nostri soldi e non di Roma come fanno le altre regioni…….poi mi spiegate cosa c’entra Gallera con i trasporti!

  6. Anonimo

    Forse sarebbe anche il caso di modernizzare un po’ l’infrastruttura e le stazioni. Faccio qualche esempio (Como, Lambrate, Laveno-Mombello, Varese ecc. ecc.). Ok, non dipende solo dalla regione, ma il momento sarebbe quello giusto di discutere qualche investimento serio in dialogo con Roma e l’Unione Europea.

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