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Milano | Corvetto – Torna la mano de «El Signurun de Milan»

Milano riceve uno dei regali di Natale più belli di questo periodo tanto difficile e confuso. Dopo tanti anni torna la mano del Signurun de Milan di via San Dionigi al Corvetto.

La mano, tranciata tanti anni fa durante alcuni lavori, è tornata in questi giorni e presto verrà rifinita. Il merito di questo risultato nel quale nessun ormai più sperava è di Chiara Perazzi, consigliere del Municipio 5 di Milano e dell’imprenditore Romano Saini che si prendono a cuore la vicenda e non si arrendono neppure un istante, nemmeno quando si accorgono che in realtà la statua non è censita da nessuna parte. Insomma, è come se non esistesse. Chiara e Romano Saini contattano poi lo scultore Antonio Mendola e dopo quasi un anno di impegno, nei giorni scorsi, la mano ricompare. In passato, Romano Saini passava di qui con il babbo e i ricordi tornano, insieme alle emozioni. Questo suo gesto generoso è un bel regalo di Natale per lui e ancor di più per noi. Inutile dire poi la gioia degli abitanti della zona e dei Milanesi.

L’imponente statua, si trova al civico numero 6 di via San Dionigi, nel distretto del Corvetto, collocata sulla punta di un curioso terrazzino di una palazzina liberty e che forma un cuneo tra due biforcazioni della stessa via tra enormi palazzoni popolari e piccole case di ringhiera, si erge solenne questa grande statua di Cristo Redentore con la croce e in atto benedicente, che per le sue dimensioni e fattezze i vecchi milanesi e i contadini inurbati hanno affettuosamente ribattezzato “el Signurun de Milan” (il Signorone di Milano) o più rozzamente “el Cristùn de cement” (il Cristone di cemento). 

Come la polena di un vascello, il Cristo benedicente, essendo situato lungo l’antica via d’accesso alla città, sembra accogliere benevolmente, ancora oggi, chi vi accede.

Le origini della statua sono abbastanza misteriose. Infatti non si è mai scoperto chi l’abbia realizzata o commissionata, né quando di preciso, e neppure a quale scopo.
C’è chi dice che fu ripescata dalle acque della vicina Vettabbietta, altri invece che si tratti del modello di prova per un Cristo in bronzo che il fonditore alla fine non ebbe cuore di distruggere, altri ancora che non essendo stata ritirata dal committente fu presa dal capomastro e installata sulla casa ove abitava.

Di sicuro si sa solo che è composta da graniglia e sabbia del Ticino impastate con polvere di cemento (da cui il nomignolo “el Cristùn de cement”), mentre riguardo alla datazione si presume sia stata realizzata sicuramente nell’Ottocento.

Non si tratta certo di una grande opera artistica, anche perché colorata in modo esagerato, ma la grande statua è diventata, col tempo, un simbolo del quartiere.

(parte del testo di Andrea Cherchi)

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


2 thoughts on “Milano | Corvetto – Torna la mano de «El Signurun de Milan»

  1. Sgb

    Una buona notizia, veramente un “grazie” a chi si è dato da fare. In effetti fu un po’ azzardato il volerla colorare qualche anno fa, era meglio per me quando era in grigio cemento.

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