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Milano | Bresso – Seveso: respinto il ricorso del supercondominio

Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto il ricorso del Supercondominio Campo Giochi di Bresso che chiedeva l’annullamento del progetto definitivo della vasca di laminazione delle piene del torrente Seveso da realizzarsi nel Comune di Milano presso il Parco Nord. È quanto emerge oggi dopo la pubblicazione della sentenza.

Il progetto della vasca al Parco Nord aveva ottenuto il parere favorevole di Via (valutazioni di impatto ambientale) e – come si legge nel dispositivo del Tribunale Superiore delle Acque pubbliche – nei motivi di impugnazione sono stati rilevati profili di inammissibilità e infondatezza. In particolare si afferma che il Comune di Bresso non è Ente qualificato ad esprimere pareri in tema di salute ed ambiente e inoltre che tra il parco giochi e le abitazioni e la vasca vi è la distanza del fiume Seveso e di un fronte alberato.

“Nel frattempo – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Marco Granelli – i lavori per la realizzazione della vasca continuano, verso l’obiettivo di avere il sistema di protezione dalle esondazioni funzionante per l’estate 2022”.


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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


27 thoughts on “Milano | Bresso – Seveso: respinto il ricorso del supercondominio

    1. Monica

      Se deforestare per Lei significa andare avanti ho seri dubbi che Lei ne comprenda il significato.
      Mi chiedo se Lei ha idea di quante zone adiacenti potevano essere utilizzate senza sradicare centinaia di piante. Un bosco quando si distrugge è distrutto e pensare di crearne un altro significa attendere un tempo infinito . Povero l uomo che non ne comprende la gravità

      1. Anonimo

        Lei pensa davvero che non siano state considerate le alternative e che crudeli forze anti-vegetali abbiamo appositamente identificato il boschetto come area dove costruire questa vasca per il sadico piacere di vedere piante rimosse?

        Non prendo alla leggera l’abbattimento di alberi, ma comprendere che un problema idrologico sotto gli occhi di tutti non richiede un’intelligenza Superiore

  1. stefano

    La sentenza non è relativa al ricorso contro il progetto definitivo, è quella relativa al ricorso contro “il decreto del commissario governativo” di luglio 2017, con cui lo stesso commissario validava la conclusione della conferenza dei servizi sul progetto stesso.
    La sentenza è stata emanata in MAGGIO 2019 – PRIMA DELL’USCITA DELLA SENTENZA DI CASSAZIONE FAVOREVOLE AL SUPERCONDOMINIO e che ne riconosce la legittimità a ricorrere – e pubblicata recentemente.
    Restano pendenti il ricorso contro IL DECRETO DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE, il ricorso contro IL PROGETTO DEFINITIVO, il ricorso contro IL PROGETTO ESECUTIVO. Evviva la propaganda dell’ assessore!!!!!!!

    1. Massimo

      Bene così sono contenti e felici la loro vasca verrà fatta come da progetto, non tenendo conto delle problematiche di chi vive a ridosso della futura vasca.
      Bravi siete felici adesso, avete distrutto una parte di bosco di più di 30 anni, ammazzato animali, e sconvolto un equilibrio naturale, tutto questo per una stupida vasca che non risolverà il problema !!!!! Bravi ancora complimenti al Sig. Granelli al caro sindaco di Milano Sig. Sala e a tutti coloro che credono in questo progetto inutile👏👏👏

  2. Anonimo

    Cioè… fatemi capire… esiste un “Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche”?? (e quindi, presumibilmente, anche uno inferiore…)

    Non bastano i TAR e i tribunali civili con i loro 627 gradi di giudizio?

    Ma dove vogliamo andare in Italia finché ci terremo questi 840mila strati di burocrazia???

    1. Anonimo

      Lo sapevo già, ma ogni volta mi chiedo: cioè ma ci sono dei giudici che si occupano solo di acque? Boh.
      Però il altri settori della giustizia avere dei tribunali specializzati sarebbe una scelta intelligente.

  3. Massimo

    Bene così sono contenti e felici la loro vasca verrà fatta come da progetto, non tenendo conto delle problematiche di chi vive a ridosso della futura vasca.
    Bravi siete felici adesso, avete distrutto una parte di bosco di più di 30 anni, ammazzato animali, e sconvolto un equilibrio naturale, tutto questo per una stupida vasca che non risolverà il problema !!!!! Bravi ancora complimenti al Sig. Granelli al caro sindaco di Milano Sig. Sala e a tutti coloro che credono in questo progetto inutile👏👏👏

    1. Anonimo

      Sull’utilità del progetto, lascerei che di esprimano gli esperti, a meno che Lei sia il Massimo esperto, nel qual caso vince contro il Tribunale Superiore delle Acque.

      Nel qual caso si sarebbe risolto il problema dell’utilità di quest’ultimo che verrebbe considerato un ente superfluo tipo CNEL.

      Capisco che un laghetto sotto casa possa dar fastidio magari per le zanzare d’estate o perché lamentarsi per principio è sport nazionale, ma se viene considerato importante per evitare inondazioni qualcuno la vasca dovrà accettarla sotto casa. Caso di scuola di NIMBYIsmo

      1. Anonimo

        Lì c’è già il laghetto, è quello di Niguarda. La vasca di laminazione serve a raccogliere le acque putride del Seveso quando piove.
        Il problema è l’odore nauseabondo di quelle acque. Andate a vedere nelle vicinanze il velodromo del Parco Nord che funge da vasca per le acque del Seveso. Quando passo di lì c’è un odore che fa vomitare. Peccato perché l’area altrimenti sarebbe bellissima.

    2. OK Boomer

      Ci può gentilmente spiegare, egregio ing. Massimo, sulla base di quali dati tecnico-scientifici può affermare che la vasca non risolverà il problema?

    1. Anonimo

      bene, letto, grazie.

      Da un lato si dice che le vasche hanno una loro OGGETTIVA efficacia, dall’altro che POTREBBERO (POTREBBERO) non essere efficaci in determinate circostanze.

      Mi sbaglierò ma, vocabolario alla mano, una “oggettiva efficacia” in generale è senz’altro più rilevante di un’ipotetica (IPOTETICA) non efficacia solo in determinate circostanze.

      Sarebbero queste le motivazioni per montare tutto ‘sto bailamme Nimby?

      Che “potrebbero” non essere efficaci nel caso (nel caso) si ripeta l’evento del 2014?

      Come dire che è inutile costruire un edificio antisismico capace di resistere ai terremoti di grado 8 come la maggioranza perché POTREBBE verificarsi un terremoto di grado 10 come quello del 1600 e rotti.

      Grazie dell’istruttiva lettura.

  4. Anonimo

    Capisco che in quest’epoca di social media, tutti abbiano l’inviolabile diritto di considerarsi onniscienti (dalla virologia all’idrologia) e abbiano la possibilità di trovare un sedicente esperto che ne confermi la correttezza di diagnosi del Problema è soluzione prospettata.

    Però non si può sempre soddisfare posizioni antitetiche e per questo ci sono istituzioni demandate in virtù della loro riconosciuta e specifica conoscenza a prendere decisioni su materie complesse e che non sia uno dei sessanta milioni di CT della nazionale ad avere l’ultima e definitiva parola

    Tecnici di università, enti pubblici di controllo o, per materie giuridiche, tribunali devono avere parere dirimente in queste circostanze

    1. Anonimo

      Sulla riconosciuta e specifica conoscenza delle istituzioni preposte mi permetto di esprimere qualche dubbio.

      Peggio mi sento con i tribunali, che per definizione competenze tecniche non ne hanno, hanno competenze giuridiche, tant’è vero che devono affidarsi ai periti.

      1. Anonimo

        Allora affidiamoci all’esperto Massimo, al metodo “chi vusa de pu la vaca l’è sua”, a tirare a sorte chi prende la decisione o un bel referendum. Facciamolo anche per un intervento a cuore aperto o per guidare un aereo, visto che ci siamo.

        I periti fanno parte delle soluzioni a cui i tribunali fanno ricorso per affrontare problemi altamente tecnici. Fanno parte del sistema istituzionale, nel momento in cui chiamati ad esprimere un parere.

        Ma se il disfattismo imperante porta all’uno è uguale a uno o qualche profonda riflessione di questo genere, questi commenti facili o complottistici sono la naturale derivazione

        La soluzione di ricorso alle istituzioni è molto imperfetta, la soluzione del Far West mi sembra molto peggio.

  5. Giacomo

    Ma quale Nimbysmo, ma quali no-tutto… Qui non si tratta di criticare semplicemente un’opera inutile, ma piuttosto più in generale un sistema sbagliato di affrontare i problemi. Perché non si parla di ripulire il fondale del Seveso? o perché non si parla di sanzionare e chiudere gli scarichi abusivi che ci sono? Come la cementificazione indiscriminata ha contribuito a creare questo problema e come si può invertire la rotta?
    A me sembra che i grandi ‘blastatori’ pro-vasca siano i primi a rispondere un sonoro NO quando qualcun* propone di fare qualcosa per risolvere i problemi sistemici che causano (e continueranno a causare) questi disastri.

    1. Anonimo

      Io partirei dal problema concreto delle frequenti e devastanti esondazioni nell’area milanese.
      Il problema è stato analizzato da esperti del settore con maggior competenza di tutti i frequentatori del forum e di chi ha suggerito soluzioni alternative.

      L’opzione scelta dopo innumerevoli discussioni e ricorsi cade sulla combinazione di più vasche a monte di Milano, una delle quali è quella di Bresso. Ogni vasca contribuisce a mitigare la forza dell’acqua, tutte insieme dovrebbero risolvere la gran maggioranza degli eventi più distruttivi, anche se per l’Armageddon probabilmente non sarebbero sufficienti.

      SI è cercato appositamente di distruggere la vegetazione quando c’erano aree diverse che avrebbero potuto essere considerate? Stento a credere che questo sia successo, considerando che i tecnici sanno il fatto loro, e che ci sono tantissimi occhi COMPETENTI puntati su progetti come questi e pronti a smascherare possibili errori.

      Si sarebbe potuto gestire meglio il territorio in passato e limitare la cementificazione? Di sicuro. Ma è improponibile saltare sulla macchina del tempo e ripristinare le condizioni di un secolo fa (ammesso che allora le acque non creassero già grattacapi)

      L’unica ragione per cui le soluzioni meno invasive non sono state adottate è che non erano considerate adeguate. Oppure, la massoneria, i servizi segreti deviati, i palazzinari e altri poteri occulti hanno tramato contro il boschetto e deciso di sacrificare ipotesi molto migliori per cadere su quella peggiore

      Questa polemica è davvero NIMBY + onniscienza del popolino

      1. Giacomo

        A mio parere questa retorica che immagina l’esistenza di un sapere esperto unitario a cui bisogna sottomettersi senza la possibilità di avere voce in capitolo è pericolosa e dannosa per vari motivi. Il primo è il fatto che, portandola all’estremo, porterebbe allo smantellamento della democrazia a favore di una tecnocrazia dove le decisioni vengono prese solo da “chi sa” e ha le competenze tecniche. E la storia è piena di esempi in cui il parere del “popolino” era più sensato di quello degli “esperti”; l’esempio più chiaro è il caso della diga del Vajont.

        Il secondo motivo è il fatto che non esiste alcun sapere esperto unitario, e anzi anche tra gli esperti c’è dibattito riguardo a cosa fare. E anche riguardo a questo caso ci sono altri esperti che la pensano diversamente: https://www.youtube.com/watch?v=l_OAIUY-axU

        “Si sarebbe potuto gestire meglio il territorio in passato e limitare la cementificazione? Di sicuro. Ma è improponibile saltare sulla macchina del tempo e ripristinare le condizioni di un secolo fa” -> perché no? quindi alla cementificazione l’unica risposta possibile è altra cementificazione? in che senso non ci sono altre alternative?

        In poche parole, il vero motivo è che ogni scelta ha un valore politico. Senza ricorrere a deliri complottisti, è abbastanza scontato che la scelta di costruire la vasca ha il valore politico di non pensare ad uno sviluppo diverso per il territorio, ma ricorrere a tappabuchi per continuare così come si è sempre fatto, a spese degli abitanti che vivono nei dintorni.

        1. Anonimo

          Grazie per avere risposto in modo equilibrato.
          Il punto è che il popolino ha opinioni ancora più frammentare e polarizzate, spesso un’ottica a breve termine e a breve raggio e una certezza granitica nelle proprie posizioni che si trasforma in fede religiosa nella propria visione (paradossalmente rigettando quelle che altre parti del popolino possono propugnare). In più il popolino è molto soggetto ad essere sedotti da un capopopolo/capitolino che regali messaggi semplici (riferimenyo non voluto all’attuale presidenza americana giusto per uscire dai nostri angusti confini)

          I tecnici non sono onniscienti, ma hanno dedicato la vita ad una materia e di sicuro la conoscono di più del panettiere, del professore di lettere o del direttore di banca, a meno che il soggetto in discussione non sia il pane, la poesia o un prestito.

          In genere non si interpella un unico tecnico, ma più d’uno, e ci sono pesi e contrappesi che sono stati introdotti per evitare la dittatura di una sola voce (e che creano notevoli barriere burocratiche e dilatazione dei tempi di ogni intervento). Ed esiste la democrazia rappresentativa che mette le decisioni strategiche in mano a organismi democraticamente eletti.

          Poi, se vogliamo lasciare alla massa tutte le decisioni, da come intervenire su un’aneurisma dell’aorta a come far atterrare un 737, adducendo esempi in cui chirurgo o pilota hanno commesso errori in passato, liberissimi. Spero di non aver bisogno di cure mediche o di trasporto aereo…

          Quanto al merito delle soluzioni, sono assolutamente d’accordo sugli enormi errori che la cementificazione ha creato, tra l’altro con una combinazione di scelte politiche e di pareri tecnici sommatisi nei decenni. Non difendo uno stravolgimento del territorio ad capocchiam, ma mi sembra che nelle circostanze attuali con le cicliche alluvioni che abbiamo visto negli ultimi decenni, un intervento sia necessario e quanto prospettato sia stato progettato da tecnici, vagliato, discusso, approvato dalla politica.

          Questo non toglie che alcune delle mostruosità passate possano essere corrette e che nuove proposte debbano avere la lungimiranza di essere analizzate pensando alle conseguenze sul territorio

          Buon natale

    2. ambrogio

      se parliamo di cementificazione indiscriminata tirate la zappa sui piedi del supercondominio, non fa parte anche lui di questa?

  6. Wf

    È proprio perché c’è una mediazione tra tecnici e politica che provi deve assumersi le responsabilità delle decisioni che scontentano alcuni che si arriva a fare opere utili come questa.

    Nessun complotto.

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