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Milano | Isola – Quanto ci piace via Vincenzo Civerchio

Spesso troviamo delle riqualificazioni ben fatte sparse un po’ a macchia in giro per la città. Una di queste la possiamo ammirare in Via Vincenzo Civerchio all’Isola. Ci troviamo nella parte settentrionale dell’Isola, a due passi dalla stupenda chiesa di Santa Maria Alla Fontana, antico tempio rinascimentale studiato persino da Leonardo da Vinci.

Nel 2010/11 la Via Vincenzo Civerchio venne completamente riqualificata dopo che venne realizzato il complesso edilizio di via Francesco Arese (anch’essa riqualificata) come oneri di urbanizzazione.

Si tratta senz’altro di un’ottima soluzione, dove sono state create delle aiuole con alberature e parcheggi ben ordinati a lisca di pesce su di un lato.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


17 thoughts on “Milano | Isola – Quanto ci piace via Vincenzo Civerchio

  1. papoff

    “Ci troviamo nella parte settentrionale dell’Isola, a due passi dalla stupenda chiesa di Santa Maria Alla Fontana”

    ecco appunto: è il quartiere della fontana, non isola.
    quando la smettere di confondere il duc (distretto urbano commerciale) coi quartieri?
    poi magari fra 20 anni farete un articolo nel quale piangete la perdita dei nomi dei vecchi quartieri mentre nel presente contribuite a farlo.

    1. Anonimo

      La Fontana è un crocicchio di strade, al massimo è considerabile un distretto del quartiere Isola. Quindi l’articolo è corretto.

  2. Anonimo

    Sì, diciamo che se gli attraversamenti pedonali fossero rialzati, i marciapiedi lastricati anziché asfaltati e i lampioni appena appena decenti, potrebbe sembrare una normale via residenziale di una vera città europea.

    1. Anonimo

      @Anonimo11:11. Il paradosso è che, dato il nulla assoluto delle ultima giunte, ci si accontenta di queste riqualificazioni 2010/11 “ben fatte” e che “possiamo ammirare”.

  3. Anonimo

    Vi accontentate davvero di poco.
    Vi consiglierei di vedere anche solo con google Street view le strade di quartiere olandesi o danesi.
    A me personalmente una via con le auto accatastate a lisca di pesce fa piuttosto schifo. Troppo spazio buttato per le auto. Una strada può essere molto di più: spazio a verde fruibile, socializzazione, panchine, spazi gioco per i bambini o orti condivisi.. noi pensiamo solo e esclusivamente alle auto, auto e solo auto

    1. daniele

      Sì, è vero, però – senza nulla togliere all’assoluta civiltà scandinava e nordeuropea (top assoluto), poi vai anche a vedere il PIL pro capite di Amsterdam, Copehagen, la pressione fiscale effettiva (cioè computando anche l’evasione), la quota di risorse pubbliche postata in investimenti e quella che invece deve finire nel pagare interessi suld ebito pubblico, la quota di tasse che resta sul territorio rispetto a quella che viene “devoluta” alle casse centrali dello Stato e redistribuita in “solidarietà” alle regioni meno ricche. Non credo che non ci sia gente capace di disegnre strade decenti anche qui… certo che se per mettere quattro alberi e due fili d’erba siamo costretti a usare gli oneri d’urbanizzazione…

      1. Anonimo

        Va bene. Niente orto, a te non piace. Ma nemmeno si può pretendere un marciapiede più largo dove due persone possono incrociarsi senza sbattersi addosso? E non si può pretendere nemmeno una panchina o due per gli anziani della via? e delle aiuole più larghe, e qualche rastrelliera per le bici, e uno spazio gioco per i bambini?
        Lo spazio deve essere al 95% per le auto, il 5% per gli automobilisti che diventano pedoni una volta parcheggiata la loro auto.
        Ecco cosa è giusto e cosa no. Ma questa mentalità cambierà, son sicuro 🙂

  4. Lorenzo Lamas

    Mi unisco ai toni trionfalistici per segnalare che capolavori di pari valore possono essere ammirati non solo all’ISOLA ma altresì a Buccinasco, Cesano Boscone e addirittura a Corsico!

  5. Andrea

    Una via progettata cercando di far parcheggiare il maggior numero di auto possibile, stringendo i marciapiedi al limite per disporre gli stalli a lisca di pesce e senza lasciare il minimo spazio a chi vuole percorrere questa via di quartiere in bicicletta liberamente, CIOÈ IN ENTRAMBI I SENSI.

    Il tutto è stato ripulito con due o tre sputi verdi e tanta ipocrisia.

    Così ora, dopo questa riqualifica, ci ritroviamo una strada piena di automobili parcheggiate che non si potrà riprogettare perché altrimenti c’è il rischio di dover abbattere quegli alberelli.

  6. daniele

    Premesso che piutost che nient l’è mei piutost e che non si può certo pensare che le auto spariscano dalla sera alla mattina, dovendogli comunque riservare dello spazio, secondo me questo intervento è peggiorativo rispetto ad altri compiuti anni fa come, per esempio, via Ozanam o via Mameli.

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