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Milano | Regolamento comunale: arriva il divieto di fumo all’aperto

Da domani, martedì 19 gennaio 2021, non si potrà più fumare nei parchi pubblici della città, nelle aree cani, nei cimiteri, nelle aree attrezzate destinate al gioco, allo sport o alle attività ricreative dei bambini, nelle strutture sportive compresi gli spalti, alle fermate di attesa dei mezzi pubblici, inclusi i posteggi dei taxi. Norma approvata lo scorso 19 novembre ma che una serie di passaggi tecnici previsti dalla legge, entra in vigore per l’appunto solo domani.

In realtà, la norma approvata nel novembre scorso col regolamento comunale sulla qualità dell’aria sarebbe dovuta entrare in vigore dal primo gennaio. Poi, per ragioni amministrativo-burocratiche, l’avvio del divieto è slittato al 19 gennaio. Ad ogni modo, la pandemia, la zona rossa, la crisi economica consigliano comunque un avvio molto leggero, senza avvisi pubblici o manifesti. Sarà consentito fumare solo se nell’area di circa 10 metri non sia presente un’altra persona.

Da uno studio, pare proprio che le sigarette sarebbero corresponsabili della pessima qualità dell’aria cittadina, insieme alle auto, ai riscaldamenti, ai forni a legna delle pizzerie. Così lo stop nei parchi e alla fermate degli autobus sarà solo propedeutico al divieto assoluto di fumare una sigaretta all’aperto, come si è fatto sinora, che scatterà in tutta la città dal 2025. Le misure anti-sigaretta comunque non rappresentano un messaggio di semplice natura educativa. Le tabelle di Arpa Lombardia infatti certificano che ben il 7 per cento del Pm10 che ammorba la metropoli è causato dal fumo del tabacco.

Ma il piano aria in questione non riguarda solo il fumo, ma tutta una serie di misure pensate per ridurre lo smog in città, tra le più inquinate della pianura Padana (nell’area milanese, non tanto estesa, ci vicino anche circa 4 milioni di abitanti), ovvero l’area più avvelenata del Paese. Inoltre la particolare configurazione orografica e le condizioni meteo climatiche della pianura fanno sì che in inverno si verifichino condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti. In testa rimane il trasporto su strada (45 per cento), seguito dalla “combustione non industriale”, che comprende il riscaldamento (19 per cento).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


22 thoughts on “Milano | Regolamento comunale: arriva il divieto di fumo all’aperto

  1. Anonimo

    Fermare e controllare per favore anche il fumo nelle staioni. Che ancora oggi si fuma all’interno della Milano Centrale è proprio una cosa irragionevole (e anche disgustosa).

  2. Anonimo

    “Le tabelle di Arpa Lombardia infatti certificano che ben il 7 per cento del Pm10 che ammorba la metropoli è causato dal fumo del tabacco.”

    Se ci aggiungiamo i “forni a legna delle pizzerie”, è palese il milione e mezzo di auto in circolazione ogni giorno sulle strade di Milano in fondo inquinano ognuna come un pacchetto di MS 😉

  3. Anonimo

    Grande passo di civiltà!
    Un giorno ci guarderemo indetto e ci farà schifo pensare che la città fosse piena di gente che rovinava la propria e l’altrui salute con il fumo. E che inzozzava l’aria con il fumo e il terreno con i mozziconi.

  4. Anonimo

    A prescindere dalle percentuali comunque significative, il fumo di tabacco inquina senza alcun beneficio. Modalità di trasporto e riscaldamento possono essere modificate e migliorate, ma queste funzioni sono necessarie, e si può puntare a riduzioni corpose sulle emissioni sull’arco di anni/decenni. Sul fumo non c’è nessuna giustificazione, se non un mal riposto senso di libertà. I danni sulla dl salute della comunità e sull’ambiente sono documentati.

    Inoltre abbiamo già attraversato una rivoluzione quasi vent’anni fa con i divieti di fumo nei ristoranti, bar e luoghi pubblici, e prima ancora sui mezzi di trasporto da aerei a treni: i benefici in vivibilità furono immediati e riconosciuti anche da molti fumatori. Il puzzo di fumo che rimaneva addosso dopo aver cenato in un ristorante, sparito per sempre. Sarà così anche con questo nuovo restringimento del perimetro di concessione.

    La crociata per debellare questo cancro dovrà però essere condotta con enorme serietà, con controlli e sanzioni, specie all’inizio, per chiarire che questa è una svolta senza ritorno e senza eccezioni

    Inutile dire che la stessa tolleranza zero dovrebbe essere introdotta per il parcheggio selvaggio, che rimane ancora una piaga cittadina

      1. Anonimo

        Questa sede è utilissima, da qui si vede come il progetto delle eltes nere di automizzare e cyberizzare l’uomo, a cui la tragica farsa covid è preordinata, procede spedito con l’asinino e garrulo entusiasmo di somari scalcianti, complici inconsapevoli della loro rovina

        1. Anonimo

          Fa molto ridere, spero ne rida anche tu (nel qual caso hai un gran senso dell’umorismo) altrimenti ridiamo grassamente di te

  5. Murphy

    L’unico dato scientifico incontrovertibile è il corollario della Legge di Murphy per cui, Indipendentemente dalla posizione del fumatore e dalla direzione del vento, il fumo della sigaretta andrà sempre verso il non-fumatore più vicino.

  6. Anonimo

    Pur se non-fumatore, non sentivo esattamente la necessità in questo triste periodo di un nuovo decreto di limitazione. 🙂

    Comunque male non fa, anche se l’assenza di sanzioni, l’assenza di controllori sulle strade e soprattutto la composizione etnico-demografica dei pochi che ancora fumano, mi fa pensare che resterà la solita grida manzoniana…

    1. Anonimo

      La limitazione era per noi non-fumatori di non poter respirare aria senza residui ed olezzo di tabagismi (Per gli altri agenti inquinanti devono essere prese misure, ma questo non toglie che queste siano sacrosante)

      Ora questa limitazione viene parzialmente rimossa.

      Quanto alla traduzione pratica della normativa, spero che vengano date chiare istruzioni alle forze dell’ordine di controllare e perseguire chi le trasgredisce. Ed è il caso che questo venga fatto da subito per trasmettere un messaggio senza zone grigie.

      Un paio di giorni fa ad un camionista inglese che entrava nella EU (in Olanda) è stato requisito un panino. Questo ha avuto la giusta eco mediatica per sottolineare la serietà delle regole. Qui servirà lo stesso

  7. Anonimo

    Sembra anche a me enorme confrontato a tubi di scappamento e comignoli/ciminiere.

    Però basta entrare in una stanza dove qualcuno abbia fumato per rendersi conto, anche senza studi scientifici, del peggioramento della qualità dell’aria.

    Avendo lavorato a lungo in cardiochirurgia posso garantire che l’impatto sul sistema cardiocircolatorio (e sui rischi di cancro) non sono sufficientemente compreso da chi fuma

    E non solo del fumatore ma anche dei vicini. Ben venga un confinamento del tabagismo a soli ambienti privati e speriamo che questo faccia diminuire ulteriormente una pratica sgradevole e inquinante

    (Evitiamo il benaltrismo, please)

  8. Anonimo

    Il problema son anche le tonnellate di mozziconi buttate per terra ogni giorno. Dobbiamo veramente abbellire Milano tenendola più pulita e ordinata. E quindi più vivibile per tutti!

    1. Anonimo

      Giustissimo. Per qualche ragione è comportamento socialmente accettato consumare la propria sigaretta all’aperto e poi buttarne a terra il mozzicone, che adornerà il selciato a lungo, se non per sempre. Questo è l’arredo urbano omogeneo che spesso invochiamo!

      La norma dovrebbe contrastare il fumo per se e la pratica maleducata di lasciare il proprio ricordino per terra.

      Il problema sarà l’applicazione della norma, in attesa che ci sia uno scatto culturale che renda questi concetti parte del modo di pensare collettivo.

      Avere più presenza di forze dell’ordine sulle strade con mandato ad intervenire in queste situazioni, così come per gli escrementi di cane non rimossi dai loro proprietari o le auto parcheggiate da pirati

  9. Anonimo

    È passato un mesetto dall’introduzione di queste nuove norme, ma non vedo alcuna traduzione in pratica. Ho visto fumare al parco Sempione, Giardini Pubblici e BAM, a diverse fermate dei mezzi pubblici, con le nuvolette di fumo e i mozziconi lasciati a perenne memoria del passaggio del fumatore (e dell’infrazione della nuova regola)

    Ovviamente il mio campione di osservazione è limitato, ma comunque penso che questa legislazione richieda sforzi perché entri nelle abitudini collettive. La legge Sirchia fu un successo, questa forma di aggiornamento deve avere la stessa serietà di applicazione, anche se solo su base locale.

    Una volta entrata nel DNA della popolazione tabagista, staremo tutti meglio. Anche i nicotinomani

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