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Milano | Bruzzano – Parco Nord: attivato il bypass idraulico del Seveso

Al via la nuova fase: la costruzione dell’opera per regolare il deflusso di acqua alla vasca in caso di piena, nonché la riqualificazione dell’area con nuovo verde e la messa in sicurezza dell’alveo originario

È stato attivato ieri mattina 25 gennaio 2021, il bypass idraulico nel cantiere nel Parco Nord dove si sta realizzando la vasca per difendere Milano dalle esondazioni del Seveso.

Dopo aver realizzato un nuovo alveo completo e provvisorio, della lunghezza di circa 200 metri, che corre in affiancamento all’attuale, oggi sono state completate le ultime lavorazioni e attivata la deviazione del corso d’acqua. Questo bypass resterà attivo per circa 10 mesi, quando il Seveso tornerà nel suo alveo originario. 

Questa deviazione è necessaria per consentire due fasi fondamentali. In primo luogo la realizzazione del manufatto di presa definitivo, ossia la struttura che conterrà gli organi necessari al funzionamento idraulico per regolare il deflusso d’acqua alla vasca in caso di piena. 

Inoltre, il bypass consentirà di riqualificare l’area dell’alveo originario, in un tratto di circa 400 metri, in particolare concentrandosi sul fondo e le sponde oggi fortemente ammalorate. Queste lavorazioni consentiranno di ripristinare il deflusso originario in sicurezza. È importante ricordare che la riqualificazione di questo tratto comprende anche il rinfoltimento dell’area boschiva e la piantumazione di nuove essenze. 

La vasca in costruzione si trova subito a valle del cosiddetto “sgrigliatore”, la struttura esistente che garantirà protezione anche alla vasca stessa dalla presenza di grandi detriti in caso di piena.

Insieme alla realizzazione del manufatto di presa definitivo e alla riqualificazione dell’originario alveo del Seveso proseguono regolarmente i lavori relativi allo scavo della vasca (capacità invaso circa 250mila mc, profondità circa 70cm). Tutta l’opera sarà completata nell’estate 2022 su progetto e direzione lavori di MM spa.

Questa, localizzata nel Parco Nord (fine dei lavori prevista per l’estate del 2022), è una delle vasche che fa parte del gruppo di opere di prevenzione contro le esondazioni del Seveso  approvato e finanziato nel 2015, ora in fase di realizzazione.

Il progetto complessivo, in sintesi, prevede l’adeguamento delle aree golenali (aree dove il torrente fuoriesce naturalmente quando va in piena) di Cantù, Carimate e Vertemate con Minoprio e 4 vasche situate nei comuni di Lentate, Paderno Dugnano, Senago e Milano. 

Per quanto riguarda l’intervento nel Comune di Milano l’area del Parco Nord, a ridosso di via Aldo Moro (distretto di Bruzzano), è stata individuata per la sua vicinanza all’imbocco dell’interramento del fiume Seveso in città. Questo  consentirà un utilizzo immediato in caso di necessità, contenendo le piene che si formano a sud del canale scolmatore nord-ovest ed evitando che l’acqua cerchi una via di uscita attraverso i tombini (ad esempio in via Ca’ Granda, Istria, Zara) allagando e infangando strade, piazze, giardini, cantine e negozi. 

Il laghetto artificiale sarà soprattutto un luogo ricreativo con percorsi ciclabili e pedonali a diverse altezze, immerso nel verde e nel bosco che sarà ampliato con nuove alberature, adatto alla nidificazione degli uccelli acquatici. Sarà alimentato con acqua pulita di falda e continuamente mossa per favorire l’ossigenazione, evitare i ristagni e proliferazione di alghe. 

In caso di piogge eccezionali e di esondazione, mediamente sei volte l’anno, la vasca potrà riempirsi di acqua di fiume che, prima di entrare nel bacino, verrà ripulita dai rami e altri materiali grazie a un sistema di griglie. L’acqua rimarrà nella vasca per il tempo della piena del Seveso e quindi verrà reimmessa nel fiume. Il bacino sarà ripulito e nuovamente riempito di acqua pulita. Il processo dura complessivamente dalle 48 ore ai cinque giorni per consentire il completo ricambio. 

Questo complesso sistema è sicuro per i cittadini: l’accesso al laghetto è videosorvegliato e, in occasione delle piene, alcune barriere automatiche impediranno l’ingresso e pannelli a messaggio variabile comunicheranno l’allerta ai cittadini che volessero entrare. 

A compensazione dell’intervento di costruzione del bacino di esondazione, vengono ampliate le aree pubbliche in gestione al parco per una dimensione pari a tre volte la dimensione della vasca: se per la vasca sono necessari 37mila mq, al Parco Nord saranno conferite nuove aree per 109mila metri quadrati da rendere verdi, permeabili e con numerosi nuovi alberi. 

Qui articolo sul progetto.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Bruzzano – Parco Nord: attivato il bypass idraulico del Seveso

  1. Anonimo

    Bravissimi! Grazie per il vostro impegno. So che fare le infrastrutture in Italia è una cosa complicatissima, tra appalti, ricorsi e trappole burocratiche. Finalmente Milano ottiene nuove infrastrutture!

  2. Andrea

    Quali sono i 109mila metri quadrati da rendere verdi? Sulla mappa è indicato solo il luogo dove è stata realizzata la vasca.

  3. Wf

    Sarà la prima giunta e il primo sindaco della storia di Milano a mettere in sicurezza tutto il nordovest della città dalle esondazioni del Seveso ultradecennali.

    Risolvere problemi decennali

    1. Anonimo

      ““Dopo 50 anni di attesa – sottolineano Pietro Foroni, assessore al Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia, e Marco Granelli, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Milano – risposte concrete per prevenire le esondazioni e tutelare le zone rivierasche della Brianza e della Città Metropolitana, sei quartieri di Milano (Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Maggiolina, Marche, Isola), decine di migliaia di cittadini, centinaia di esercizi commerciali e imprese esposte al rischio di esondazione del Seveso.
      Nello specifico, Regione Lombardia e Comune di Milano stanno rinnovando ed intensificando la piena collaborazione istituzionale con Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, con l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) e con Città Metropolitana per l’attuazione del Piano Aree Metropolitane avviato nel 2015 e per attuare quanto previsto nel Contratto di Fiume Seveso per la salvaguardia idraulica e la riqualificazione ecologico-ambientale del fiume e suoi affluenti. Un Piano complessivo per 142 milioni di euro per il Seveso di cui 112 dal Governo, 20 dal Comune di Milano, 10 da Regione Lombardia. A questi vanno aggiunti altri 23 milioni di euro di Regione Lombardia per il potenziamento del Canale scolmatore di nord-ovest (quello che parte dal Seveso tra Paderno Dugnano e Palazzolo) e altri 7,6 milioni arrivati dallo Stato nel 2019 per consolidare il Redefossi (il canale sotterraneo dove viene confluita l’acqua del Seveso a Milano).”

      Wf = lo sprezzo del ridicolo.

    1. GArBa

      che le tombinature, in tutto il Paese ma anche nel mondo, siano state spesso dimensionate in modo errato, è un fatto. Che l’intervento ingegneristico possa porre rimedio all’errore dell’intervento ingegristico precedente, anche.
      La “rinaturalizzazione” è di fatto un intervento ingegneristico, peraltro. il cui scopo, in termini idraulici, è lo stesso di una vasca di laminazione o di uno scolmatore.

    2. Anonimo

      Interessante, però non dà motivazioni sufficienti, anzi c’è scritto che la vasca di laminazione “potrebbe non funzionare” ma non spiega i motivi e quando nell’articolo ci provano dicendo che la vasca di Bresso non è sufficiente si dimenticano che non è l’unico intervento messo in atto per contrastare questo fenomeno. Sono d’accordo però che il motivo principale sia la cementificazione incontrollata di quell’area.

    3. Anonimo

      Articolo interessante, come altri analoghi
      Però
      1- non riesco a leggere da nessuna parte che il lavoro attualmente in atto nel Parco Nord sia inutile. Si può dire che serva come parte di un sistema (ancora in fase di sviluppo) di vasche, ma da qualche parte bisognerà pur iniziare. Inoltre il riferimento alla possibile insufficienza di questo bacino singolo per le alluvioni più estreme, ma per cominciare questo può mitigare quelle di media entità

      2- sulla decementificazione, concordo che sia un obiettivo lodevole. Ma se costruire vasche di laminazione ha richiesto un quarto di secolo, quanto ci vorrà a decementificare il corso del Seveso al punto di renderlo “innocuo”?

      Una cosa non esclude l’altra

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