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Milano | Cascina Gobba – Il nuovo Polo Chirurgico al San Raffaele: febbraio 2021

Aggiornamento sullo stato dei lavori per la costruzione del nuovo padiglione progettato dallo studio di Mario Cucinella Architects per il nuovo Polo Chirurgico e delle urgenze I.R.C.C.S. dell’Ospedale San Raffaele di Milano in via Olgettina nel distretto di Cascina Gobba, sono stati avviati nel settembre 2018.

La realizzazione dell’edificio è stata affidata all’impresa costruttrice ITINERA, mentre per quanto riguarda l’impiantistica interna se ne occuperà la società Deerns Italia Spa.

Come si vede, l’edificio è a buon punto, sia nella parte interna che esterna.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Cascina Gobba – Il nuovo Polo Chirurgico al San Raffaele: febbraio 2021

  1. Anonimo

    Uno degli interventi che mi convince meno del bravo Cucinella. Purtroppo la leggerezza dell’edificio è rimasta solo sui rendering.

  2. Andrea

    In Lombardia abbiamo pure gli ospedali di design, è proprio vero che quella lombarda è la sanità migliore al mondo (se te la puoi permettere).

      1. Andrea

        Certo, prima di poterci entrare gratis devo però prima pregare San Raffaele in un miracolo! Altrimenti ora che mi fanno entrare faccio prima a morire.

          1. Anonimo

            Concordo.

            L’accesso alle strutture private convenzionate in Lombardia è assolutamente identico a quello delle strutture pubbliche in termini di prenotazioni, accettazione e costi. Andare a Niguarda e al San Raffaele è lo stesso.

            E un ospedale come il San Raffaele ha livelli di eccellenza (termine abusato dalla politica lombarda ma appropriato) mondiali in diverse specialità

            Le critiche al sistema sanitario lombardo sono legittime per quanto riguarda il depauperamento della medicina di base, ma questo non vuol dire che ogni componente del sistema non funzioni: i grandi istituti di ricerca e cura a carattere scientifico (IRCCS) sono gioielli di cui andar fieri e grazie a Dio i loro servizi sono a disposizione dell’intera cittadinanza e non solo di chi possa spendere cifre elevate per la propria salute.

            Il sistema misto pubblico/privato è un’idea molto buona, che come tutti i concetti può essere realizzato bene (servizi migliori, liste d’attesa ridotte, costi contenuti dalla concorrenza) o male (fiumi di denaro pubblico indirizzati nei posti sbagliati, e/o guidati dalla corruzione). In Lombardia abbiamo visto tutto.

          2. Andrea

            @Anonimo 19:42: aggiungerei anche “fiumi di denaro privato buttati solo per vendere il prodotto”.

          3. Luca

            Per Anonimo delle 19:42
            Il sistema misto pubblico/privato è un’idea molto buona, che come tutti i concetti può essere realizzato bene (servizi migliori, liste d’attesa ridotte, costi contenuti dalla concorrenza)
            Beh non è proprio corretto, la sanità privata non contribuisce a ridurre le liste d’attesa, poichè non condivide il proprio calendario con la sanità pubblica, e la sanità privata effettua in convenzione solo le visite per lei profittevoli, molte volte non dovendo condividere il proprio calendario con la sanità pubblica possono anche dirti che se vuoi fare da loro un esame in convenzione, la disponibilità è fra un mese ma se lo stesso lo vuoi pagare da privato allora lo fanno il giorno dopo.
            Stessa operazione distorta sono le visite intramoenia, che drenano le risorse pubbliche verso prestazioni private.
            Ricordati l’interesse del privato è fatturare, il pubblico ha solo l’obbligo di curare.

          4. Anonimo

            Nella mia famiglia abbiamo fatto dall’ecografia prenatale agli esami del sangue alla TAC con il sistema sanitario nazionale, chiamando il CUP e avendo come lista di opzioni il San Raffaele o il Monzino o il Galeazzi.

            La possibilità di essere trattati privatamente e con lista d’attesa pressoché azzerata si ha dia nel pubblico (intramoenia) che nel privato (solventi). Si può discutere sulla correttezza concettuale delle prestazioni private, ma non sul fatto che queste esistano in modalità identiche su entrambi i fronti

            Non vedo grandi differenze ed un vantaggio per i pazienti nel l’avere più alternative e, ripeto, liste d’attesa più corte.

            Che poi il privato concentri la sua attenzione sulle diagnostiche e terapie più profittevoli è indubbio, e il sistema dovrebbe garantire che anche le prestazioni meno interessanti dal punto di vista economico vengano adeguatamente coperte.

            Non sono un apologeta acritico del modello Lombardia, ma penso che il principio sia corretto, l’applicazione debba essere scrutinata con attenzione per evitare degenerazioni del sistema (un governatore della regione di lungo corso ci ha lasciato le penne politiche di questo…)

          5. Anonimo

            “I fiumi di denaro privati buttati per vendere il prodotto” sono assolutamente legittimi come in ogni campo in cui l’iniziativa privata sia consentita

            Ma dai tuoi commenti percepisco che il nodo cruciale sia la Tua contrarietà alla presenza del privato nell’offerta di sanità, o almeno alla convenzione con il sistema pubblico.

            Io ne farei meno una guerra di religione e sarei altresì implacabile nell’identificare e affrontare le storture o i crimini nella sua applicazione

        1. Anonimo

          Il San Raffaele è convenzionato con il SSN.

          Ho una malattia cronica e sono 20 anni che vengo curato gratis al San Raffaele da alcuni dei migliori specialisti d’Europa nella loro specializzazione.

  3. Anonimo

    Dopo la bruttezza dell’angelo con la spirale del DNA sul tetto (davvero inguardabile), hanno fatto un notevole paso avanti.

  4. Wf

    L’accesso agli esami e alle prestazioni non è affatto identico.

    Se vai con la mutua l’esame te lo fanno il mese dopo.
    Se vai pagando privatamente te lo fanno il giorno dopo.

    Nella stessa identica struttura convenzionata (sovvenzionata con i sei dello stato ndr)

    ..
    Questo perché i privati mettono pochissimi slot per i clienti con la mutua in modo tale da obbligare la gente ad andare a pagamento cash.

    Quindi prendono da una parte le convenzioni dello stato dall’altra prendono anche soldi freschi dal cittadino .

    È un problema sanitario.

    1. Anonimo

      Guarda che è lo stesso a Niguarda e al policlinico, al Sacco o al San Paolo. Privati : fast track. Servizio sanitario nazionale: lista d’attesa

      Non demonizziamo il privato che in Lombardia funziona bene in complemento al pubblico.

      Il problema Lombardo è la medicina di base e gli investimenti sbilanciato verso gli ospedali. Gli ultimi dodici mesi sono stati rivelatori

      1. Wf

        Non demonizzo.

        Ma vanno regolati gli slot mutuati Vs. Intramoenia(pagamento)

        Oppure a te sta bene così?
        Ci vuole una correzione decisa.

        —-
        Su quanto riguarda medicina di base (e anche telemedicina o cure in casa) sono totalmente d’accordo e anche qui ci vuole una sterzata e un colpo di timone.

        Sennò perdiamo tutto il sistema sanitario nel complesso se non lo correggiamo ora

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