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Milano | Calvairate – Viale Puglie: ennesima ciclabile contestata

Lo scorso anno era stata creata la “bike lane” fortemente voluta dal comune, di Viale Puglie (viale che da piazzale Cuoco giunge in piazzale Bologna nel distretto Calvairate-Corvetto). Una pista ciclabile soltanto dipinta a terra, senza cordoli o protezione. Così, la guerra alle ciclabili prosegue ad ogni angolo della città, schierando come sempre le due fazioni in modo agguerrito.

La questione sulla valenza di questa ciclabile di Viale Puglie è scoppiata nel Municipio 4 quando il Presidente di municipio Paolo Guido Bassi, assieme alla sua giunta, hanno votato una delibera che chiede l’immediata cancellazione della ciclabile voluta dal comune e descritta come pericolosa e dannosa. 

L’atto del municipio serve per richiedere “l’immediata eliminazione della striscia bianca tratteggiata lungo i due sensi di marcia di viale Puglie al fine di rendere più scorrevole il traffico, ma soprattutto di scongiurare possibili incidenti fra mezzi a motore e biciclette o monopattini che potrebbero causare gravi danni in primis ai conduttori di questi ultimi”. “Siamo preoccupati – ha spiegato Bassi – perché quella di cui stiamo parlando non è una vera pista ciclabile, ma una striscia bianca tratteggiata con disegno indicante ‘biciclette’ lungo ciascuno dei due sensi di marcia di viale Puglie”. 

Come ha sottolineato il presidente di Municipio: “Essa infatti viene interpretata dalla quasi totalità dell’utenza in modo non corretto: gli automobilisti la avvertono come una corsia riservata alle biciclette e non la impegnano creando code e sorpassando gli altri veicoli invadendo la corsia opposta, i velocipedi al contrario la impegnano anche contromano con grave rischio per la loro incolumità. Capita inoltre di vedere ciclisti pedalare sul marciapiede in quanto in quella “corsia” non si sentono protetti dal traffico veicolare. È già norma del codice della strada che i velocipedi circolino il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, dunque la striscia bianca tratteggiata su viale Puglie appare ridondante e fuorviante”. Ha inoltre sottolineato Bassi: “l’introduzione di questa pseudo pista ciclabile ha rallentato il traffico, aumentando le code di veicoli che arrivano a intasare persino via Caroncini e piazza Salgari da una parte, via Bacchiglione dall’altra causando notevole incremento dei tempi di percorrenza di veicoli privati ma anche di quelli pubblici, nonché ulteriore inquinamento”.

Ha ricordato il presidente in una nota, che il consiglio di Municipio “ha già approvato un documento articolato che avanza una serie di richieste per una sistemazione più razionale di questo asse viario. Riteniamo che in attesa di una risposta in merito, si proceda subito con l’eliminazione della striscia tratteggiata.” Ha concluso Bassi: “Viale Puglie è una strada ad alta densità di veicoli, l’impatto fra un’auto o un furgone e un monopattino o una bici potrebbe finire in tragedia”.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


31 thoughts on “Milano | Calvairate – Viale Puglie: ennesima ciclabile contestata

  1. Andrea

    Incredibile che una linea che aiuta tutti a calcare bene le distanze possa essere addirittura considerata fonte di pericolo.

    La gente proprio non ce la fa…

  2. Anonimo

    Marciapiedi inutilizzati….vanno messe li le bici…io se dovessi fare quel viale in monopattino o mi fai una corsia in sede protetta fuori dalla carreggiata e a doppio senso di marcia o vado sul marciapiede…io per la mia incolumità non la farò mai nella carreggiata.
    Continuo a non capire perchè si vogliono considerare le bici come gli altri mezzi…se vado a 20/30 all’ora è giusto che sto nella carreggiata…ma io che vado a 15 e le mamme con i bambini a 10 secondo possoono stare sul marciapiede quando non ci sono i pedoni e sono larghi…
    Nel marciapiede non muore nessuno nella carreggiata il morto ci può scappare….
    Io uso la bici da quando sono piccolo e a milano ci hanno sempre detto di stare sul marciapiede dove ci sono viali trafficati che solitamente hanno pochi pedoni.
    Inoltre per confermare l’incapacità di questa giunta, fanno le sedi protette in zone 30 dove le auto vanno piano e quindi stare sulla carreggiata è normale per una bici e poi dove ci sono viali trafficati e in periferia fanno la linea disegnata…..incompetenti

    1. Andrea

      Hai presente quanto è stretto quel marciapiede? Hai presente che c’è una fermata dell’autobus in uno dei due lati di viale Puglie?

      Invito come sempre a fare una visita casuale su StreetView per notare che di pedoni su quel cavalcavia ce ne sono e i ciclisti stanno tutti sulla corsia, nessuno si va ad impelagare in un percorso ad ostacoli sul marciapiede (pure malmesso).

      Quando ci saranno i soldi sono d’accordo con te che ci vorrebbe una bella pista ciclabile in sede.

  3. Anonimo

    Ma che schifo, la destra italiana ormai sempre peggio. Solo in un paese di analfabeti possono essere votati questi derelitti.

  4. Anonimo

    Automobilisti con la bava alla bocca, perennemente arrabbiati, chiusi nei loro abitacoli bestemmiandosi contro a vicenda si scagliano contro una linea dipinta per terra che serve per far loro presente che esistono altri mezzi in strada.
    Chi guida deve prestare un minimo di attenzione per non ammazzare nessuno, quelle strisce per terra servono a quello ma a loro non frega niente, vogliono tutto lo spazio per loro, sempre di più.

    1. Gianluca Brescia

      Bisogna allargare il marciapiede di Viale Puglie fino alla pista ciclabile creando così un percorso sicuro.

      Da non credere che qualcuno ritenga più importante le auto piuttosto che le biciclette. Siamo nel 2021 non nel Secolo scorso dove ovunque ci deve essere un’automobile.

      Viale Puglie sembra un tracciato da Formula 1, tutti corrono troppo.

  5. Wf

    “Essa infatti viene interpretata dalla quasi totalità dell’utenza in modo non corretto: gli automobilisti la avvertono come una corsia riservata alle biciclette e non la impegnano creando code e sorpassando gli altri veicoli invadendo la corsia opposta…

    Notare il genio.

    Il problema che gli automobilisti la “avvertono come una corsia riservata alle biciclette e non la impegnano “…

    Cioè capito?

    Dovrebbero invadere la corsia ciclabile per lui..

    Forse qualche automobilista percepisce anche qualche aiuola o marciapiede come riservato per i pedoni e gli alberi e quindi non vi parcheggia sopra..
    Anche quello è un problema.

    Oppure avvertono le strisce pedonali come riservate ai pedoni e non parcheggiano sopra o in curva…

  6. belotti matteo

    Molto bello come ci si preoccupi dell’incolumità dei ciclisti volendo cancellare la pista ciclabile, si sottolinea però che possono benissimo impegnare il lato destro della carreggiata come da codice della strada, quello è molto ma molto più sicuro vero?

    1. Albe

      Concordo, se la si cancella è perché si costruisce pista dedicata e fino ad allora si devono piazzare spartitraffico, non capisco perché già non l’abbiano fatto.
      Se la cancellano e basta aumentano il rischio.

  7. Anonimo

    Pista cliclabile progettata con il sedere come al solito, inutilmente larga. Basterebbe farla leggermente più stretta ma con dei cordoli, così i ciclisti sono più protetti e hai due corsie per le auto. Ah e poi magari vediamo di incominciare a disegnare le righe per le corsie come fanno in tutti i paesi civilizzati la mondo.

  8. Bruno

    Viale Puglie è il primo tratto del viale che poi fino a Piola si percorre su due file parallele nonostante manchi la dovuta segnaletica orizzontale.
    Non capisco perché poi queste nuove corsie ciclabili siano disegnate diversamente da quella del cavalcavia don Milani o altre, con linea gialla larga e continua, ben più visibili.
    Una corsia in sola segnaletica come queste richiede assidua manutenzione. Oggi come oggi è già mezza cancellata. Lo stesso ad esempio avviene in via Castelbarco.
    Tutti motivi che fanno propendere per una diversa e più visibile segnaletica se non direttamente dei cordoli.

  9. Anonimo

    Quindici anni fa io mi facevo il cavalcavia in vivi tutti i giorni senza nessuna corsia dedicata. E penso che fosse meno pericoloso della soluzione attuale perché almeno io ero conscio del rischio della condivisione dello spazio, mentre ora un pedalatore potrebbe cullarsi in un falso senso di sicurezza

    Questa soluzione non va bene così. È necessario che una corsia sia identificabile da chiunque, anche il più distratto degli automobilisti, come riservata ai ciclisti

    L’altro problema, più generale, è lo spettro troppo ampio di soluzioni adottate per definire le piste ciclabili o le corsie dedicatore: cordoli a volte si, a volte no, asfalto rosso a volte si a volte no, percorsi disegnati sul marciapiede o sulla strada, ecc…

    Non è una questione estetica (anche se, come per l’arredo urbano, un coordinamento gratificherebbe anche l’occhio), ma una necessità per creare abitudini e riflessi nella popolazione, specie degli automobilisti.

    Ben vengano le piste ciclabili ma cerchiamo di renderle immediatamente riconoscibili e rispettabili da tutta la fauna su strada

    1. Andrea

      Sono “corsie ciclabili”, volutamente sono tratteggiate perché la nuova legge approvata dal Parlamento la primavera scorsa prevede che queste corsie possano essere oltrepassate alla bisogna dalle auto.

      Indipendentemente dal colore o l’aspetto estetico, servono per aiutare visivamente ed istintivamente gli utenti della strada a capire quanto spazio hanno a disposizione.

      Hanno la stessa identica funzione della linea che segna la metà della strada o delle corsie tratteggiate presenti in autostrada (bianche o gialle che siano).

      Ed il fatto che nessuno si sognerebbe mai di dire che le corsie in autostrada sono pericolose ed è meglio toglierle perche così quando c’è traffico ci si può incolonnare in 4 o 5 colonne, fa pensare a quanti pregiudizi incosci ha un popolo educato per almeno 50 anni all’uso dell’auto.

    2. Mino Ferraro

      Un pelino massimalista pensare che piste e corsie ciclabili siano tutte fatte a fotocopia, però comprendo che il rapporto fra automobilista e ciclista sia più sicuro quando entrambi sappiano cosa possono dare loro e cosa può fare l’altro.

      Diciamo che più si converge verso uno (o pochi) standard più è facile che tutti li conoscano.

      Se però si aspetta la perfezione, si rimane paralizzati. Lì sforzi fatti finirà sono nella direzione giusta, i miglioramenti sono sempre molto apprezzati

      1. Wf

        Ma non hai capito che chi invoca la pista perfetta è una tecnica per non farne neanche una?

        Tecnica sottile per rigettare qualunque pista ciclabile.

        Se non è perfetta non fatela.

        Perché non esistono cose “perfette”.

        Vecchissima tecnica retorica.

        1. Wf

          Intanto queste strisce e corsie per biciclette indicano a tuttigi automobilisti che la strada e la città non sono di loro esclusiva.

          Ma che devono dividere lo spazio con altri mezzi.
          Anche più lenti e fragili di loro.

          E non sono i padroni della strada.
          E che devono rallentare perché lo spazio lo devono condividere con altri mezzi più fragili.

          E che devono necessariamente da oggi in poi tenere meno il piede sull’acceleratore.

          E tutto ciò è cosa buona e giusta.
          E fonte di saggezza.

          Le strisce hanno un altissimo VALORE EDUCATIVO.
          È finita l’era della velocità.
          Fatevene una ragione

          1. Massimalista

            Sono il massimalista di cui sopra. Ho fatto per anni dodici km al giorno in bici, non il Tour de France ma probabilmente più della maggior parte dei commentatori qua sopra. E tutte queste miglia quando non c’era una sola pista ciclabile, o almeno non sul mio percorso che per un periodo includeva Viale Puglie

            Sono l’ultima persona che intenda avversare progetti di questo tipo. Dico solo che, avendo avuto quattro scontri con auto i cui conducenti erano ‘distratti’, penso all incolumità dei ciclisti prima che all’educazione impartita agli automobilisti: in altre parole, se per educare cento di questi rischio maggiormente di far male ad un ciclista, la cosa mi preoccupa. E la segnalo. Non per fermare la moltiplicazione dello spazio dedicato alle bici

            Senza farne artifici retorici per minare la conversione verso la mobilità dolce, o ricercare un massimalismo sterile, e sperando di non essere un utile idiota per le legioni di combattenti pro-auto. Quando, dopo ogni scontro con un macchina, mi trovavo sull’asfalto con contusioni multiple e ringraziavo il cielo di essere stato tutto sommato fortunato, non mi veniva in mente di boicottare le piste ciclabili con sofisticati e manipolatori esercizi verbali

          2. Wf

            Si comprensibile.

            Diciamo che spesso si incomincia con delle strisce disegnate per terra per poi diventare una separazione fisica con divisori…

            È una guerra da qualche parte bisogna incominciare

  10. Marco

    Salve,
    le corsie preferenziali dipinte servono solo ad ottenere rimborsi e permettere ai suv in piazza San Babila di potervi parchegiare senza problemi. Infatti, dove non servono, hanno messo i cordoli per proteggerle. Sembrano progettisti idioti, ma non è possibile che siano sempre gli stessi in tutte le città in Italia, quindi sono volutamente progettate, per le auto, non per i nostri figli. Appena possibile andate a fare le vacanze in Olanda, in modo da togliere soldi a chi vi stà accanto (ovvero un automobilista)

  11. lisander

    il vero problema di quella pista/corsia ciclabile è la sua eccessiva larghezza, che ovviamente restringe la carreggiata automobilistica, cosa che obbliga in caso di veicoli lenti che precedono a sorpassi azzardati e pericolosi; basterebbe infatti restringerla e segnalarla magari con colori piu intensi (rosso), in modo tale da consentire ai veicoli di poter viaggiare appaiati sulla carreggiata e di poter sorpassare in veicolo che precede in tutta sicurezza; la larghezza di quella corsia si spiega forse col fatto che si voglia permette alle bici di viaggiare affiancati? Be’ spero proprio di no, in fondo quella strada non è propriamente un sentiero di campagna ove godere di bucolici e appaganti paesaggi!

  12. GArBa

    la ciclabile impegnabile al bisogno dalle auto è una fesseria. la ciclabile deve essere a riga continua o con separazione fisica. Qui è indifferente se si faccia il tifo per i ciclisti o gli automobilisti, gli utenti della strada hanno tutti bisogno di certezza sulle aree che possono impegnare.

  13. Galf

    in sintesi. io non vado in bici per un problema fisico. a mio avviso il problema della velocità è secondario a quello della qualità dell’aria che respirano automobilisti ciclisti disabili bambini in culla…tutti….il problema sono le auto si deve trovare una alternativa per gli spostamenti di tutti che non può ridursi alle bici ed ai monopattini che rimarranno una minoranza. creare ingorghi di auto inquinanti fa male a tutti compresi i ciclisti che saranno più o meno protetti nelle piste ciclabili ma che respireranno i fumi delle colonne di auto in coda quasi ferme.Azzerare gli incentivi all’acquisto delle auto ed usarli per mezzi pubblici tanti mezzi pubblici catervate di mezzi pubblici poco inquinanti ben connessi che coprano facilmente e vantaggiosamente tutta la città….finchè sarà ancora più comodo prendere l’auto sarà solo una guerra tra “intossicati”

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