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Eventi | Milano Digital Week – Il codice a barre al servizio della città

Parte la Digital Week di Milano e per raccontarla attraverso uno dei protagonisti di questa edizione abbiamo scelto coloro che si occupano dello sviluppo degli standard che vengono utilizzati per tracciare le informazioni così utili al funzionamento della nostra vista quotidiana. Dal codice a barre fino ad arrivare al BIM

L’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, le imprese riunite da GS1 Italy sono ben 35 mila e GS1 è punto di riferimento storico per il settore del largo consumo e anche per il settore sanitario e quello bancario, della pubblica amministrazione e della logistica.

Abbiamo intervistato Bruno Aceto – CEO Gs1 Italy

Bruno Aceto – CEO GS1 Italy

D. Vi definite “quelli del codice a barre”: il codice a barre è qualcosa che entra nelle nostre case tutti i giorni ma quali sono le prospettive di questo strumento così diffuso? 

R: Il codice a barre è un simbolo grafico che sta su tutti i prodotti ed è un veicolo di informazioni. 

All’inizio la sua funzione primaria era di reperire il nome o il prezzo del prodotto alla barriera delle casse ma la sua evoluzione è quella di essere il veicolo attraverso cui andare a reperire sempre più informazioni sul prodotto, anche quelle che non sono in etichetta. 

Il suo futuro è garantito perché i consumatori sono sempre più attenti alle informazioni globali sul prodotto

D: Urbanfile si occupa di città: quali sono i benefici che una città riceve in termini di logistica, di vita concreta attraverso l’uso del codice a barre?

R: Il codice a barre non sta solo sul prodotto ma anche sulle altre dimensioni che caratterizzano il trasporto, il movimento del prodotto (cartoni, pallet, documenti di spedizione). 

Soprattutto oggi, con l’esplosione dell’e-commerce e della consegna a domicilio, il codice a barre ha un ruolo nell’aiutare le imprese a gestire meglio i trasporti e le consegne traducendosi in maggiore efficienza e dunque ad esempio in meno traffico per le strade e migliore criterio nella consegna delle merci

D: Questa tipologia di tecnologia è applicabile anche al mondo delle costruzioni?

R: Certamente lo è. 

Il codice a barre nell’ambito delle costruzioni viene utilizzato nelle fasi di design, di architettura ma anche nella gestione di tutte le componenti di costruzione che possono essere identificati con un codice a barre. 

Stiamo collaborando attualmente con il sistema del Building Information Modeling (BIM), che è sempre più utilizzato in tutta Europa sia nella fase di progettazione che in quella di costruzione. L’obiettivo è proprio di includere in questi sistemi – che rappresentano la frontiera di digitalizzazione del mondo delle costruzioni – anche gli standard GS1 che garantiscono grande efficienza anche nelle fasi di ordinativi dei materiali, di verifica in cantiere, eccetera 

D: Visto che la tecnologia corre ci sono prospettive future in merito ai benefici che porteranno alla vita dei cittadini

R: Ormai tutti abbiamo in tasca uno strumento che ci consente di leggere il simbolo grafico e di accedere alle informazioni legate a questo identificativo. 

Rendere il prodotto, qualunque tipo di prodotto, più trasparente mette il consumatore in grado di accedere a tutte le informazioni non solo sul prodotto stesso ma anche ad esempio sulle modalità di smaltimento degli imballaggi consentendo una migliore gestione anche della raccolta differenziata. 

D: Inizia la Milano Design Week: cosa di dobbiamo aspettare da voi?

R: Partecipiamo volentieri perché quello della digitalizzazione è un tema legato alla nostra vocazione di innovazione. Noi innoviamo ormai da 50 anni ma non vogliamo smettere. La nostra partecipazione riguarda il tema “Fare bene la spesa è una questione di etichetta” nel senso che dietro la simbologia c’è la possibilità di accedere a una maggiore trasparenza e di soddisfare le esigenze del cittadino.

Le analisi che facciamo sulle evoluzioni delle etichette aiutano il consumatore e quindi il cittadino a compiere scelte più consapevoli 

Trovate i contenuti dell’intervento al questo LINK


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Claudio Nelli, 43 anni, milanese, nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione. Ma il percorso non poteva finire qui e nel 2015 fonda Dodecaedro Urbano, un contenitore per nuovi progetti e nuove sfide che coinvolgeranno sempre di più lo sfaccettato mondo delle città


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