"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Genova – Piazza Sant’Agostino ora che è fatta e finita…

Come ben saprete, piazza Sant’Agostino nel distretto di Porta Genova e dove si trova l’omonima fermata della metropolitana 2, è stata riqualificata completamente e restituita ai cittadini il giorno di Sant’Ambrogio dello scorso anno.

Siamo passati a fare un po’ di foto, una domenica mattina, un giorno di mercato e più recentemente con lo sbocciare della primavera.

Le considerazioni già espresse a suo tempo le confermiamo, ovvero che qualsiasi cosa sarebbe stata meglio di com’era in precedenza: nient’altro che un brutto parcheggio che si alternava al mercato il quale si tiene due volte la settimana.

Ribadiamo comunque che la piazza poteva essere più alberata, un po’ come si è fatto per via Benedetto Marcello. Non osiamo immaginare nel mese di luglio e agosto cosa non sarà questa piazza nella parte centrale, lasciata completamente in asfalto.

Se le alberature fossero state distribuite su tutta la piazza, appunto come per come è stata realizzata via Benedetto Marcello, il mercato si sarebbe potuto mantenere e avremmo avuto sicuramente più ombra una volta cresciute bene le piante. Qui sotto una nostra proposta, con più alberature al centro della piazza.

Non contestiamo tanto, come molti si lamentano, per il fatto che la pavimentazione scelta sia l’asfalto anziché la pietra (avremmo preferito la pietra di gran lunga) ma è proprio vedere quando non c’è il mercato, questa distesa desolante al centro della piazza, senza uno spazio verde, senza un albero e senza ombra.

Qui di seguito la nostra visita una domenica mattina di fine inverno, popolata di gente, cosa che non avveniva prima, poco ma sicuro, ma vogliamo vedere la stessa scena a luglio con 30 gradi già la mattina.

Ed ecco il giorno di mercato. Qui è stato sistemato, come è sempre stato, il mercato degli alimentari (in viale Papiniano viene allestito il resto del commercio), che come ogni mercato, crea confusione e disordine, ma che viene riordinato appena l’ultima bancarella viene smontata. La pavimentazione della piazza è stata scelta appositamente in asfalto perché più semplice da ripulire a mercato smontato. (qualche lamella di protezione degli alberi è già diventata lavagna per gli scarabocchiatori seriali.

Volevamo anche far notare un fenomeno diffuso in tutta la città, quello dei ciclisti che non rispettano il senso di marcia delle corsie ciclabili (questo avviene ovunque in città).

Concludiamo con qualche foto scattata in questi giorni di fioritura e di bocciatura primaverile.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


81 thoughts on “Milano | Porta Genova – Piazza Sant’Agostino ora che è fatta e finita…

  1. Anonimo

    Questa piazza non finisce di piacermi, ma vedo che non sono l’unico. Bella la vostra idea, almeno avessero piantato più alberi.

    1. Albe

      Orribile, soldi buttati! Se hai deciso che devi fare un mercato aperto in centro a milano in un piazzale di cemento non esiste soluzione gradevole.
      Avrai un piazzale asfaltato circondato da alberelli mortificati in una corazza.
      E si vede quello per 6 giorni la settimana!
      Più brutto ma più utile il parcheggio, oppure un mercato fisso e coperto, oppure un parchetto.
      Il misto non serve a nessuno.

    2. Si Tav

      Apprezzo l’impegno della giunta Sala pur non essendone elettore. Però più che riqualificare la piazza, l’hanno ristemata. Roba che in un mese potevo farlo io con 7-8 muratori bergamaschi.
      Diciamolo francamente: la visione di questa giunta è come quella di uno con la cataratta e con una benda sugli occhi

  2. Anonimo

    “Volevamo anche far notare un fenomeno diffuso in tutta la città, quello dei ciclisti che non rispettano il senso di marcia delle corsie ciclabili”
    Quella pista è stata per anni a doppio senso, ora l’hanno messa a senso unico ma è larga abbastanza per i due sensi. Probabilmente i ciclisti che ancora la usano nel senso inverso preferiscono questa alternativa a stare in strada con le auto (l’opzione da voi auspicata, credo, visto che non c’è alternativa in pista sull’altro senso della strada)

    Per favore, c’è già un mare di odio in rete verso i ciclisti, utenti deboli, debolissimi sulla strada e altrettanto debolì politicamente. Non fomentiamone di nuovo.

    1. Anonimo

      Abbiamo già pochi ciclisti, se poi manco li facciamo andare contromano (come se poi ci fossero gli ingorghi….).
      L’importante è che la smettano di passare con rosso, quello si è pericoloso per loro e anche per chi rischia di ammazzarli.

      1. Andrea

        Eccolo il commento strafottente (“che vadano in contromano!”) con anche la frecciatina sui ciclisti che passano col rosso.

        E quindi? Cosa proponi? Le solite: multe, vigili, militari, repressione, punizioni e mitragliatori automatici ai semafori?

        Ti faccio un esempio: via Modestino è larghissima, se si realizzasse una ciclabile in controsenso per permettere a chi viene da via Solari in bici di raggiungere Sant’Agostino la carreggiata verrebbe ristretta e il semaforo all’incrocio con via Coni Zugna potrebbe essere tranquillamente rimosso e sostituito con segnali di precedenza e i ciclisti smetterebbero di passare col rosso.

        1. Anonimo

          Dico semplicemento quello che ho scritto:
          La corsia è larga (originariamente era a doppio senso)
          Di ciclisti non è che ne passino a centinaia come ad Amsterdam
          E’ una corsia chiusa e protetta e quindi non fan male a nessuno.

          Quindi lasciamoli in pace anche se vanno contromano.
          Il vero problema semmai è se passano col rosso, perchè in quel caso veramente son pericolosi per se stessi.

          Mi spiace se ho toccato qualche punto sensibile, ma non mi sembrava proprio un messaggio strafottente.

          1. Andrea

            I ciclisti sono pochi proprio perché l’argomento viene trattato con superficialità.

            Se uno vuole usare la bicicletta rispettando le regole come fa? Deve andare su questo blog per leggere la tua gentile deroga?

            Il vero problema non sono né i ciclisti che vanno in contromano ne quelli che passano col rosso ma è il Comune che ha progettato male la viabilità della piazza. Punto.

            Fatti un giro in Buenos Aires e noterai che quando le cose vengono progettate bene il numero di ciclisti si avvicina a quello di Amsterdam.,

          2. Anonimo

            Reagivo semplicemente al punto specifico sollevato dall’articolo.

            Tutto il resto è condivisibile anche se con un vago retrogusto di benaltrismo. Ossia: SE le cose fossero fatte bene, nessuno passerebbe col rosso, i ciclisti sarebbero un numero significativo…
            Che intendiamoci, come modo di pensare ci sta, anche se personalmente non lo condivido molto (le rivoluzioni si fanno dal basso, non si aspetta la cosiddetta “pappa pronta” 🙂 )

          3. Anonimo

            Posso solo aggiungere che trovo assurdo i restringimenti di carreggiata alla’altezza degli incroci di quella pista ciclabile, come in quella di via san Marco?
            Secondo quale logica in prossimita’ di un incrocio la carreggiata si riduce alla meta?
            Poi magari si potrebbe anche asfaltarla, non dico frequentemente come via Olona ogni 10 anni, ma almeno una volta ogni 50 anni, ci sono buche e dossi del cretaceo.
            Certo che i progettisti delle nostre ciclabili ce li invidiano in tutto il mondo soprattutto al nord europa.

        2. Anonimo

          Genio.
          E poi parli di strafottenza.
          Restringete la carreggiata date la precedenza a noi
          ciclisti altrimenti siamo autorizzati a passare col rosso.
          Curioso.

          1. Andrra

            I ciclisti non devono mai essere autorizzati a passare col rosso ne ad andare in contromano (quando la segnaletica non lo permette). Quando si nota un problema bisogna trovare una soluzione per ridurlo il più possibile all’interno della città.

            Lamentarsi semplicemente dei ciclisti che passano col rosso fregandosene se vanno in contro mano e non proporre alcuna soluzione non è un buon modo per fare si che i ciclisti diventino “centinaia come ad Amsterdam.

            Bisognerebbe rendere quel tratto di ciclabile a doppio senso e creare un attraversamento all’altezza di via Tarquinio Prisco per immettersi in via Olona e poterla percorrere nel senso corretto. Alternativamente si potrebbe mettere un controsenso ciclabile nella carreggiata Est della piazza.

    2. Giovanna

      Il senso di marcia per le ciclabili è assurdo. Anche perché quasi sempre non esiste la ciclabile nell’ altro senso.😂.In quanto a ciclabili folli segnalo quella di via Sardegna. Non ne è stata fatta una giusta. Fantastico aventi così. Gio

  3. Wf

    Che bello vedere che uno spazio che non veniva usato come piazza adesso la gente si ritrova per sedersi e conversare sulle panchine.

    Forse troppo poche panchine ci sono a Milano.

    1. Si Tav

      Caro WF, d’accordo checsei di sinistra e sei quindi imbecille. Ma il tuo commento delle 8.22 è da mentecatto-illuso-cieco. Non solo perché qui non ci sarà poi grande sosta ma perché questi lavori, che pure avevano una loro logica, si sono trasformati in una pagliacciata.
      Se la stessa cosa l’avesse fatta una giunta a te sgradita l’avresti osteggiata con tutto l’ardore che invece di usare con le donne (o con gli uomini) usi in rete

      1. Anonimo

        Ma tu hai idee tue oppure ogni tua opinione è subordinata a quanto il tuo Partito ti impone oppure dipende dalla linea politica dei tuoi avversari, da cui derivi sempre la posizione opposta? Se questo ti fa sentire bene, buon per te.

        Però non pensare che questo valga necessariamente per tutti. Qualcuno che non si identifica totalmente in un’ideologia esiste…

  4. LUGLIO -AGOSTO sti caXXi

    il clima sta cambiando: non siamo piu’ negli anni 80. Ieri 1 aprile a Milano avevamo 26 gradi. Significa che già a tra aprile maggio si arriva a temperature insopportabili nelle ore piu’ soleggiate. Altro che Luglio e Agosto. Il caldo “cuoce” Milano per 5 mesi l’anno circa. Miopia totale di chi decide…

    1. Si Tav

      A giugno 2019 e 2020 era freschino. La temperatura media del 2020 è stata uguale a quella del 1409. Quindi se vuoi parlare di clima prima informati da chi ne sappia un po’ e non sia uno di quei Verdi del cazzo che non capiscono una mazza avariata del mondo e – va da sé – del clima

      1. Anonimo

        Uno scienziato del clima come te può sicuramente tenere lezioni su riscaldamento globale e, più in generale, inquinamento planetario.

        I report di agenzie di monitoraggio dell’aria coordinate dalla regione Lombardia, notoriamente guidata da decenni da Verdi e Marxisti Leninisti, suggerirebbero che la qualità di ciò che respiriamo a Milano è pessima.

        Quanto all’impatto dell’uomo sulla temperatura della Terra, c’è un consenso pressoché unanime nella comunità scientifica. E solo una parte di essa ha opinioni politiche di sinistra. Ma nella tua continua necessità di ridurre tutto allo schemino sinistra/destra devi associare un problema obiettivo alla parte politica a te avversa, invece di capire che l’ideologia non c’entra un piffero.

        Sei un poveretto

  5. Anonimo

    Essendo la pista ciclabile abbastanza larga non capisco perché non dovrebbe essere utilizzata in entrambe le direzioni. Quello che invece è scandaloso e’che una volta giunti in cima a via Olona non ci sia più alternativa all’utilizzo della strada per raggiungere piazzale Cadorna, hub di primaria importanza per il trasporto pubblico, o piazza Castello, hub importantissimo per il turismo.

    A quando una riqualificazione di quell’autostrada in pieno centro chiamata via Carducci con finalmente due ciclabili In sede protetta per senso di marcia che permettano a tutti di raggiungere il centro città in sicurezza ?

    1. Anonimo

      Magari! Via Carducci è forse la peggiore delle autostrade del centro. Ha marciapiedi ridicoli e basterebbe un autovelox per ricoprire, in poche settimane, il costo di una sua completa riqualificazione.

      1. Anonimo

        Da quello che capisco, una seria riqualificazione della via Carducci da un punto di vista di mobilità non è neanche sul radar di questa giunta. Benché lo schifo e soprattutto il pericolo per pedoni, ciclisti e gli automobilisti stessi sia sotto gli occhi di tutti quest’Atalanta giunta nel 2021 pensa sia del tutto normale avere auto che sfrecciano su tre corsie a 100 e passa KMH in pieno centro storico. Mai e poi mai mi metterei in bicicletta su quella strada benché sia un collegamento tra il centro e il resto della città.

  6. Manuel

    > quello dei ciclisti che non rispettano il senso di marcia delle corsie ciclabili (questo avviene ovunque in città)
    Il fatto è che questi manco lo sanno di compiere un infrazione.. sono in bici.
    2 giorni fa uscendo da portone di casa (!) quasi venivo travolto da un ciclista che transitava sul marciapiede. Si vuole andare avanti così ??

    1. Anonimo

      ringrazia la Moratti che invece che creare ciclabili ha permesso a chi usa la bici di andare sui marciapiedi per non morire dal traffico folle milanese.

  7. Andrea

    Non sono i ciclisti che non rispettano il senso di marcia. È il comune che imposta la la viabilità senza rispettare il senso dei ciclisti che provengono da viale Papiniano e vogliono andare verso via Olona.

    Già nel 2019 quando erano usciti i rendering avevo espresso questo problema nei commenti e un consigliere di municipio ha anche avuto il coraggio di rispondermi…

    https://blog.urbanfile.org/2019/03/21/milano-porta-genova-per-piazza-santagostino-si-parte-da-giugno/#comments

    1. Anonimo

      Sono un ciclista da decenni. Sono andato contromano per anni e passato con il rosso più volte. Errore mio, che non ripeto oggi.

      Ieri ho attraversato da pedone una ciclabile a senso unico. Ho guardato solo dal lato da cui era consentito il flusso di bici e non verso l’altro, e un ciclista si è quasi ucciso per evitarmi arrivando dal lato cieco contromano

      Nel momento in cui c’è giustamente un numero crescente di piste dedicate, anche i ciclisti devono rispettare la legge

      1. Andrea

        Sono al 100% d’accordo con te.

        Ma se c’è un problema evidentemente si può provare a trovare una soluzione. Basta fermarsi un attimo a pensare e molti dei problemi causati dai ciclisti potrebbero essere rimossi rivedendo la viabilità e la disposizione degli elementi stradali lungo le vie.

  8. Anonimo

    Alberi, alberi, alberi. A Milano il caldo morde e dobbiamo creare spazi vivibili. Meno catrame e meno auto per dare sollievo a tutti.

  9. AW

    Sinceramente il vero problema all’origine di questo risultato mediocre è il mercato. Ma che senso ha avere un mercato a cielo aperto pieno di ambulanti che lasciano sistematicamente spazzatura ovunque, che non fanno uno scontrino che è uno e che se ne fregano completamente di qualunque considerazione estetica.
    Se la piazza deve esistere in funzione del mercato il margine di miglioramento è minimo. per carità, fantastico che non sia più un parcheggio ma cosa bisogna fare per mettere in discussione il senso dell’esistenza del mercato aperto? a me sembra che il valore aggiunto dei classici mercati sia 0. posso capire un mercato coperto stile darsena, posso capire alveari/GAS di quartiere in spazi dedicati, ma che senso può avere far girare un intero isolato in funzione di un mercato a cielo aperto?

  10. Anonimo

    Una piazza che poteva essere spazio pubblico e sarà soltanto uno spiazzo rovente per i mentecatti che nel 2021 devono andare al mercato… d’altra parte il Comune ha a cuore solo il denaro (altroché i cittadini) e non poteva permettersi di rinunciare all’obolo degli ambulanti. Siamo indietro come società a tutti i livelli, l’urbanistica ne è lo specchio.

    1. Anonimo

      sono d’accordo al 100% con lei e comunque io non mi capacito di questa cosa. quanti soldi possono essere? com’è possibile che tutto debba girare intorno ad un mercato sporco e anacronistico?
      perchè con tutte le tasse che gli ambulanti non pagano non ci credo che possa essere sensato mantenere il mercato da un punto di vista costi/benefici, sia per i residenti che per il comune.
      non sono esperta ma mi sembra veramente assurdo come concetto.

  11. Anonimo

    sono d’accordo al 100% con lei e comunque io non mi capacito di questa cosa. quanti soldi possono essere? com’è possibile che tutto debba girare intorno ad un mercato sporco e anacronistico?
    perchè con tutte le tasse che gli ambulanti non pagano non ci credo che possa essere sensato mantenere il mercato da un punto di vista costi/benefici, sia per i residenti che per il comune.
    non sono esperta ma mi sembra veramente assurdo come concetto.

      1. Anonimo

        Senso dell’ironia questo sconosciuto.,,
        risposta a un povero pirla che da’ dei mentecatti a chi fa la spesa al mercato.
        Eh.

        1. Anonimo

          Ci sono miliardi di alternative ad un mercato marcio in mezzo a furgoni e tendoni vecchi di 40 anni, se sparissero nessuno ne patirebbe. Passare di lì quando i “signori” delle baracche hanno sloggiato è una scena pessima e noi preserviamo questo schifo, questo retaggio di altri secoli. Ma dov’è il decoro e la ricerca del bene del cittadino? Meglio i furgoni per i pensionati che dei filari di alberi e spazi pubblici per rendere vivibile una città che soffoca
          Uno spiazzo desolante e accecante, che schifo.

        2. Anonimo

          Riqualificazione molto miope, perché ha considerato il mercato come un vincolo ineludibile e quindi abbiamo sacrificato uno spazio ad alto potenziale per farne una colata di asfalto

    1. Juls

      1 macchina su 3 passa col rosso, nessuno rispetta i limiti di velocità, macchine parcheggiate sulle strisce pedonale, motorini che parcheggiano e vanno sui marciapiedi, macchine che parcheggiano e vanno sulle piste ciclabile…si potrebbe andare avanti così per ore. Ma il vero problema di Milano sono I ciclisti che vanno a contromano sulle piste ciclabile….

      1. Anonimo

        La mia personalissima opinione e’ che se un automobilista passa con il rosso o non rispetta il limite di velocità’ sa’ che sta violando le regole e
        (ingiustamente, sia chiaro) se ne frega.
        Il ciclista o il monopattinista invece se passa col rosso, se se ne frega dei pedoni sul marciapiede e va in contromano e’ perche’ ritiene che sia un suo diritto perche’ ha una missione, quella datagli da Greta Thunberg di salvare il mondo

        1. Anonimo

          Che noia. Io da ciclista posso anche decidere di passare un rosso se lo faccio in sicurezza. I semafori ci sono perché si devono salvare le vite dei pedoni da quei mezzi da 1 tonnellata o 2 che arrivano anche a 100 km/h e viaggiano su 4 ruote.
          Quante storie. Come se la città fosse piena di ciclisti aspiranti suicidi o che-sfrecciano-sul-marciapiede, e non di automobilisti potenzialmente omicidi costantemente distratti, al telefono o palesemente sopra i limiti di velocità consentiti.
          Ma prendetevela con i ciclisti dai, che arriveremo lontano in termini di qualità della vita e contenimento dell’inquinamento.
          Le cronache pullulano di morti ammazzati, invalidati o feriti da ciclisti vero?

        2. Andrea.

          A te potranno anche starti più simpatici gli automobilisti che non rispettano le regole rispetto ai ciclisti che non rispettano le regole ma questo non è un buon motivo per non rendere la piazza fruibile decentemente dalla maggioranza di cittadini che si comporta in modo onesto.

        3. Anonimo

          E’ molto semplice: TUTTI DEVONO rispettare le regole, sia i ciclisti, che gli automobilisti, gli skate etc. Smettiamola di dare uno la colpa all’altro solo per ideologia o partito preso.

          1. Anonimo

            Si certo. Nel mondo fatato delle favole.
            Intanto la gente muore ammazzata dalle auto, ma il problema sono i ciclisti che passano un rosso, a loro rischio e pericolo.
            Se non è chiaro, quando un ciclista decide di passare un rosso al massimo rischia lui, un’auto sparata a alta velocità può fare una strage a ogni incrocio, e la cronaca è piena di casi simili. Non si possono paragonare mezzi di 10-15kg che sviluppano velocità massima di 20km/h con mezzi di 1000-2000kg che vanno a 150km/h come tanti qua auspicano.

  12. l.

    La piazza di per sé non mi piace però devo ammettere che è bellissimo vedere che ora è finalmente vissuta. Poi per carità con quello che hanno speso si sperava in qualcosa di meglio ma tutto sommato io apprezzo. Il vostro commento sulla ciclabile purtroppo lo reputo un passo falso per voi ma tant’è, quando creeranno delle infrastrutture dignitose per i ciclisti potremo anche fare un simile discorso ma finché si fanno interventi sporadici e non continuativi potete anche evitare certe uscite.

    1. Anonimo

      Occhio con i distinguo sui ciclisti: è la stessa matrice mentale dei proprietari di auto che le mettono ovunque (“quando si decidono a fare i parcheggi, allora la parcheggio giusta”). Comunque le bici più di tanto non sono pericolose, il problema sono i sempre più diffusi monopattini e bici elettriche.

      1. Anonimo

        Sacrosanto. Le leggi ci sono, il codice della strada è una legge, e tutti devono rispettarlo a prescindere dalla modalità di movimento. Fine.

        Il ciclista non è dispensato perché pesa meno o va meno veloce di un’auto. Se introduciamo la possibilità di interpretare le regole a proprio modo, è la giungla.

        Il parallelo fra “mancano piste ciclabili=mi arrangio con ciclismo selvaggio” e “mancano parcheggi comodi=mi arrangio con il parcheggio selvaggio” è evidente.

        Magari sbaglio, ma penso che il ciclista medio abbia un quoziente intellettivo mediamente superiore all’automobilista medio. Questo dovrebbe suggerire di evitare facili ragionamenti assolutori verdi comportamenti non consentiti ed illegali.

        Poi, ben vengano piste ciclabili e limitazioni del traffico pesante, ma se anche non vi fossero il pedalatore, alla cui categoria mi onoro di appartenere ha il dovere morale di trovare soluzioni conformi alle norme

        1. Andrea

          Non sono per nulla d’accordo. Il tuo mondo fatato fatto di gente che rispetta le regole non esiste e non esisterà mai.

          La città è piena di gente maleducata, chi più e chi meno, nessuno di noi su questo forum non è mai passato col rosso e non ha mai parcheggiato in sosta vietata, nessuno. Siamo tutti “maleducati con buon senso” e ovviamente c’è chi ha più buon senso e chi meno…

          Quindi “il dovere morale di trovare soluzioni conformi alle norme” è una frase che non vuol dire nulla. Quello che dici già lo sappiamo tutti, anche i maleducati stessi lo sanno.

          Il compito del Comune è quello di organizzare l’urbanistica in modo da invogliare ed agevolare tutti noi a mantenere il più possibile in modo istintivo e naturale un comportamento innocuo, educato e sostenibile.

          Ritengo sia più utile ai fini della discussione provare a trovare le pecche del comune nella costruzione della città invece che lamentarsi banalmente dell’esistenza dei maleducati, specialmente se tali maleducati sono pure innocui.

          1. Anonimo

            Ognuno ha diritto al suo parere.
            Però non dimentichiamo che le regole esistono non per soddisfare il senso estetico di alcuni, ma per salvaguardare la sicurezza.

            Passi col rosso in bici 100, 1000 volte e non succede nulla, a parte lo spavento che l’auto che ti incrocia e ti vede spuntare all’improvviso.
            La 1001esima volta c’è l’impatto e uno rimane tetraplegico e l’altro con la vita rovinata. Io non scherzerei troppo con queste cose.

          2. Anonimo

            È il tuo modo di pensare che mi sembra fuori strada. Non penso di essere io la persona che possa scagliare la prima pietra verso i comportamenti altrui, avendo anch’io trasgredito le regole in modo che si potrebbe definire ‘innocuo, educato, sostenibile’ e forse qualche volta in modo che non reggono questa definizione (un filo arbitraria, ne converrai…). Posso sognare come te ciclisti e pedoni (o utenti di mobilità pubblica) con una città a propria misura e il minimo di auto private circolanti e parcheggiate; e sostengo tutte le campagne a supporto di un’evoluzione in questa direzione

            Ma sull’interpretazione della legge a la carte, con ampia discrezionalità dell’individuo su cosa seguire e cosa no, anteponendo un ‘buon senso‘ soggettivo ad uno collettivo come quello su cui debbono basarsi leggi e regolamenti, è la base per un’anarchia in cui alla fine il ciclista, o in genere il più debole, è quello che rischia di più.

            Poo cosa è un comportamento innocuo? Posteggiare sui posti dei residenti non essendolo è innocuo? Probabilmente sì, non risultano morti e feriti come conseguenza di questo e forse nemmeno per un parcheggio selvaggio sulle radici di un platano… Mettersi alla guida con un paio di bicchierini in corpo è innocuo? Nella stragrande maggioranza dei casi sì, e comunque molte persone tollerano l’alcool molto meglio dei limiti di legge… Fumare in pubblico è innocuo? Sicuro! Hai mai visto una persona colta da attacco cardiaco in conseguenza di una zaffata casuale di fumo passivo.?… Buttare spazzatura per terra o fare un tag su un muro sono innocui? Quali conseguenze evidenti sulla salute pubblica provocano? Andiamo avanti?

            La tolleranza sulla ‘maleducazione con buon senso’ è la morte della società civile. Come lo è pensare sempre ai Diritti e poco ai Doveri, a meno che questi non siano altrui ed in supporto ai propri Diritti (il comune, la regione, lo stato debbono fare di più e lamentarsi dell loro contributo insufficiente è banale). Preferisco un mondo in cui la responsabilità individuale viene considerata almeno allo stesso livello della libertà di farsi gli affaracci propri

            Tutti liberi di considerare queste riflessioni un banale lamento sull’esistenza dei maleducati o un moralismo pasquale d’accatto…

          3. Anonimo

            “La legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici” (Dal codice andreano)

          4. Anonimo

            Se non rispetti le regole con le auto rischi di ammazzare qualcuno e avere la vita rovinata.
            Se non le rispetti con la bici (o col monopattino, che ormai è il mezzo del futuro) rischi la sedia a rotelle tutta la vita.

            Il resto è filosofia.

          5. Anonimo

            Cagata sesauipedale.
            Primo, il rischio di far male ad altri c’è anche in bici, molto inferiore alle auto, ma c’è. Visto io con i miei occhi, vecchietta rompersi il femore per sconsiderato ciclista.

            Secondo, anche se l’unico a giocarsi la girba fosse il ciclista, la legge protegge anche contro questo genere di rischio. Altrimenti mi dovresti spiegare l’obbligo di cinture di sicurezza, wuss ad nod il rischio sl passeggero è probabilmente inferiore a quello che corre un ciclista contromano o che attraversi con il rosso.

            Terzo, stiamo parlando di follie. Che bisogno c’è di passare con il rosso, quando una manciata di secondi dopo c’è il tuo verde? Perché andare contromano L, quando la parallela va nel tuo senso e nulla ti vieta di fare un tragitto sulla strada normale in assenza di ciclabile? Se qualcuno sente l’esigenza di battere il record sull’ora vada al Vigorelli o ancor meglio su una pista in altura

            Dico tutto questo da ciclista e pure filosofo

          6. Wf

            I fatti.
            Quelli veri e verificati.
            Non ke cazzate che vi raccontate al bar della Aci.

            Le statistiche cosa dicono.

            1. Se fai un incidente con l’auto o muori tu o muore qualcun altro ammazzato da tonnellate di lamiera

            2.se fai un incidente in bicicletta o monopattino solo qualche contusione a chi usa il mezzo o al pedone

            La statistica regina di vita.
            La realtà ogni tanto va osservata.

            Il resto sono chiacchiere.
            Da bar sport dell aci

            Punto

          7. Anonimo

            Le auto sono molto più pericolose delle bici.

            Ma in sedia a rotelle per tutta la vita ci finisce il ciclista o quello col monopattino. Non il guidatore dell’auto.

            Teorizzare che è giusto che i ciclisti non rispettino le regole è diversamente intelligente. Magari ti va bene mille volte, ma la volta che ti va male la tua vita è rovinata.

          8. Anonimo

            Sull’incidente con vecchietta portata in ambulanza in ospedale e con i paramedici che commentavano che si era rotta la testa del femore, è successo me presente davanti al mercato in Via Colombo un mesetto fa. Come ho scritto in precedente occasione, un ciclista si è buttato a terra per evitarmi mentre attraversavo come pedone una pista ciclabile, avendo io controllato il non sopraggiungere di bici dal lato consentito (e non avendolo dal lato contrario)

            Poi:
            – più bici, meno auto. Concordo al 100%
            – durezza totale verso i comportamenti ‘maleducati con buon senso’ (essendo una definizione arbitraria, per molti possono esserlo) come la guida con cellulare in mano piuttosto che dopo aver bevuto. Concordo al 100%
            – riduzione drastica dello spazio per auto in città. Dove devo firmare?

            Ma giustificare gli scippi perché sono meno devastanti di un attentato dinamitardo mi sembra un’idiozia

            Mi fermo qua perché ho ripetuto il concetto più volte

          9. Anonimo

            Statistiche ad minchiam!
            Casco in moto o cinture di sicurezza riducono rischi che sono statisticamente minimi (anche se potenzialmente di grande impatto) praticamente solo per chi le indossa. Con la vostra logica malata, se il ciclista corre un pericolo e non ne crea ad altri (ammesso che questo sia corretto, e non lo è) allora è libero di correrlo

            E basta associare chi vi critica ad automobilisti conservatori e reazionari

        2. Anonimo

          Ehi Mr. Statistica
          Hai letto qualcuno mettere sullo stesso piano il rischio legato ad auto e bici? Ma se dobbiamo solo discutere delle grandi fonti di pericolo, allora perché discetti di parcheggi un giorno sì e l’altro pure? Quante persone uccide una macchina posteggiata?

          Siccome è uscita qui la discussione sull’uso più o meno corretto della bici, l’apologia del ciclismo anarchico è stupida anche perché gioca CONTRO gli interessi dei ciclisti, non a favore. Lo stesso ciclista con codice della strada fai-da-te sarà più propenso a seguire le proprie regole personali anche quando sostituisce il volante al manubrio. Il pedone centrato da un ciclista che è arrivato dal lato cieco, sarà difficilmente un sostenitore di campagne pro-velocipedi. La cultura della scelta delle leggi da seguire a seconda del gusto personale è un cancro per la società

          Sul fatto che una città con più bici che auto sia una città migliore, non ci piove. E le piste ciclabili le voglio anch’io, come i disincentivi all’uso e proprietà di veicoli.

          Ma ragionamenti sempre autoassolutori verso la propria causa (in questo caso bici-assolutori?) sono boomerang

          1. Anonimo

            Forse perché sto codice della strada e ste leggi che volete a tutti i costi far rispettare sono state scritte per le auto, non per una nuova mobilità fatta di mezzi leggeri, biciclette e pedoni.

            Il nostro codice della strada è fatto a uso e consumo delle automobili, anche i semafori ci sono perché ci sono le automobili. Nei centri storici pedonalizzati esistono semafori? Ci sono leggi che normano come ci si supera tra pedoni?

            Sono le leggi che forse vanno aggiornate un po’, si sta timidamente facendo, es. sono state introdotte le case avanzate per le bici o il controsenso ciclabile su alcune strade, ma siamo agli inizi, e infatti questi timidi provvedimenti sono osteggiati con estrema fermezza dagli automobilisti e da chi ha sempre e solo visto la realtà italiana, drogata da decenni di abuso e regno indiscusso dell’automobile che è ovunque.

            Consiglio di lettura:
            https://benzinazero.wordpress.com/2021/04/04/se-un-ciclista-passa-col-rosso-tutti-i-ciclisti-sono-criminali-se-125-000-automobilisti-passano-col-rosso-e-vengono-multati-il-sistema-e-vessatorio/

          2. Anonimo

            Al commentatore delle 7:57, ahimè purtroppo uccidono anche le auto parcheggiate.
            Difficile crederlo se si pensa che una bici da 10kg debba seguire le regole di un suv da 2 tonnellate ma è proprio così e succede più di quanto si pensi:
            https://milano.fanpage.it/milano-otto-anni-fa-moriva-il-piccolo-giacomo-travolto-in-bici-da-un-tram-non-e-cambiato-niente/amp/

            Ma poi (18:54) c’è chi vede con i suoi occhi orde di ciclisti spezzare i femori alle anziane (te lo sei inventato dai, un po’ di onestà intellettuale su) quindi non solo ciclisti-che-sfrecciano-sui-marciapiedi o ciclisti-che-passano-col-rosso ma anche ciclisti-spezzatori-di-femori

          3. V.

            Riscriviamo il codice della strada, creiamo una città non autocentrica, rivediamo le città sulle necessità della micro mobilità elettrica, abbandoniamo gli anacronistici SUV da 2 tonnellate.

            Ma nel frattempo chi ci rischia di lasciare le penne o rimanere invalido sono i ragazzi col monopattino o quelli che portano da mangiare a casa con le loro bici elettriche che raggiungono anche i 20kmh.
            Teorizzare che è giusto che non rispettino almeno un minimo di regole è criminale a mio personale parere. Perchè rischiano di farsi male sul serio e che la colpa sia delle auto credo sia di magra consolazione quando la tua vita è rovinata.

          4. Anonimo

            Un anonimo qui sopra scriveva l’altro ieri:

            “Magari sbaglio, ma penso che il ciclista medio abbia un quoziente intellettivo mediamente superiore all’automobilista medio”

            Dopo aver letto certi commenti (uno per tutti quello delle 08:22)
            posso dire che secondo me sbaglia?

          5. Wf

            Ogni 20 ore c’è un incidente con l’automobile.

            I morti sono quelli di una guerra civile.

            OGNI 20 ORE!

            Non spariamo cazzate mettendo sullo stesso piano gli incidenti in bicicletta.

            La realtà non è il vostro galateo di moralismo in sella

            Le automobili OGNI 20 ORE UN INCIDENTE D’AUTO!

            sveglia!

          6. Wf

            Non è vero che chi ci lascia le penne sono i ciclisti e i monopattini.

            È vero che i MORTI e chi finisce in CARROZZELLA sono proprio gli automobilisti.

            Perché si ammazzano sostanzialmente tra di Loro.

            Il resto sono chiacchiere da bar sport senza basi statistiche né di realtà.

            OGNI 20 ORE C’È UN INCIDENTE D’AUTO.
            ..
            RENDETEVI CONTO PRIMA DI PUNTARE IL DITINO CONTRO LE BICICLETTE

          7. Andrea

            Secondo me state tutti sbagliando a fare questa gara a chi è più pericoloso.

            Nessuno di noi conosce il codice della strada a memoria e nessuno di noi non ha mai commesso in vita sua infrazioni al codice della strada (alzi la mano qualche santo se mi sbaglio). Quando commettiamo infrazioni al codice della strada, in auto, in bici, a piedi, sul cavallo, non lo facciamo perché siamo dei criminali o dei rivoluzionari comunisti. Tutti noi commettiamo infrazioni al codice della strada perché il nostro istinto in quel singolo istante, in quella situazione ci dice che non succederà nulla.

            Io penso che su questo blog siano molto più utili commenti come quello qua sotto delle 8.13. Dato per assodato che siamo tutti quanti trasgressori, chi più e chi meno, come facciamo a costruire una città che ci invoglia a trasgredire di meno o quanto meno a mantenere dei comportamenti meno dannosi?

            I vostri commenti sono vuoti, non lasciano niente, tutto quello che dite lo sappiamo già: ci sono tanti trasgressori e ce ne dovrebbero essere di meno. Mamma che scoperta!

            Provate a fare un passo in avanti e a suggerire qualcosa per ridurre i trasgressori!

            I ciclisti sono pericolosi perché passano col rosso.
            I ciclisti sono pericolosi perché passano col rosso.
            I ciclisti sono pericolosi perché passano col rosso.

            Ok contenti? E ora? Abbiamo condiviso le nostre conoscenze? Abbiamo imparato qualcosa? Sicuramente ci siamo sfogati, che bello! Lo dico ancora: “I CICLISTI SONO PERICOLOSI PERCHÉ PASSANO COL ROSSO!!!”

            Ora che i nostri nervi si sono distesi possiamo proporre qualche miglioramento urbanistico (tanto per rimanere in tema) che permetta di ridurre le situazioni pericolose? Secondo voi c’è un modo per evitare che i ciclisti vadano in contromano in Piazza Sant’Agostino?

  13. anonimo

    veramente brutta
    solo asfalto e qualche alberello striminzito come un piazzale da centro commerciale
    utile com eliporto
    a parte il mercato a chi verrebbe voglia di andarci appositamente per ristorarsi?

  14. Anonimo

    Per una Milano vivibile servono: più piste ciclabili, meno auto, tantissimi nuovi alberi (per ridurre l’effetto afa) e spazi pubblici curati come parchi e piazze. Si può fare!

  15. Wf

    <emIn Lombardia ogni 20 ore una persona muore in un incidente stradale

    I dati forniti da regione Lombardia. L’assessore De Corato: “Serve ancora tanto impegno”

    aprile 2021 10:23

    Un tremendo bollettino da guerra. Un assurdo conteggio che mette i brividi. In regione Lombardia, nel 2019, 438 persone sono morte in incidenti stradali: significa più di una vittima al giorno, significa un decesso ogni 20 ore. 

    A fornire i dati è stato il Pirellone, che mercoledì ha organizzato il webinar “Incidentalità sulla rete stradale principale di Regione Lombardia”, a cui ha partecipato l’assessore alla sicurezza, immigrazione e polizia locale della regione, Riccardo De Corato. I dati dello studio, realizzato da Polis Lombardia in collaborazione con l’università di Brescia, fanno spavento. 

    “Nel 2019 in Lombardia – ha spiegato l’assessore – sono avvenuti 32.560 incidenti stradali con lesioni alle persone, in media 89 sinistri al giorno. Questi incidenti hanno provocato la morte di 438 persone e il ferimento di altre 44.400″. 

    Potrebbe interessarti: https://www.milanotoday.it/attualita/morti-incidenti-stradali-dati.html

    Direi che dopo aver letto questi numeri BASTA CAZZATE sul fatto che in automobile sei INVINCIBILE e protetto.

    Sre cazzate vedetevele sugli spot dell’ultimo suv che vola su porta Garibaldi a ferragosto.

    Direi che potremmo anche incominciare a smetterla di sparare xazzate di quanto sono pericolose le biciclette.

    Le automobili sono pericolose per chi le guida.
    E per chi giuda l’altra automobile che prendi in pieno.
    E viceversa vieni ammazzato dall’auto del vicino..

    BASTA CAZZATE SULLE BICICLETTE E SUI CICLISTI PERICOLOSI.

    andare a raccontare PALLE da un’altra parte.

    Studiate e informatevi prima di aprire bocca!
    Ignoranti.

    ..
    Ho visto mio cuggino che rompeva il femore a una vecchia non fa statistica. La Vs esperienza personale NON FA STATISTICA. SE AVETE VISTO UN FANTASMA NEL FRIGORIFERO NON VUOL DIRE CHE I FANTASMI ESISTONO.

    BASTA FAKE NEWS SULLA PERICOLOSITÀ AL VOLANTE
    STUDIATE CAPRE

    e buona Pasqua a tutti…

      1. Anonimo

        L’ottusità e il benaltrismo di gente che sarà salita una volta in vita sua in bici, ma che pensa che suggerire di evitare comportamenti sbagliati voglia dire essere pericolosi automobilisti è patetica…

        Bisogna avere i paraocchi (o la mente avvelenata da una cultura della polarizzazione) per pensare che il suggerimento espresso in maniera urbana di non passare con il rosso in bici, in realtà significhi:
        – giustificare i comportamenti errati e potenzialmente criminali degli automobilisti
        – diluire le colpe dei guidatori nel mare magnum di colpe collettive (tutti sbagliano, allora guidare con il cellulare in mano è meno sbagliato)
        – negare i rischi associati alle auto certificati da statistiche inoppugnabili e terrificanti
        – minare le fondamenta del movimento pro-bici con argomenti sediziosi
        – attaccare piste ciclabili e qualdiadi investimento in mobilità dolce
        – essere pericolosi fascisti, reazionari, conservatori

        Vuol solo dire c’è un codice da seguire, si segue o si cambia il codice (ma fin a quel momento di segue) anche se la magnitudo del rischio è bassa in confronto ad altri pericoli della strada. Punto.
        Se proprio si vuole un sottopensero “Ciclisti, non abbassatevi al livello dei maleducati innocui’”

        Comunque le falangi armate ed aggressive di qualsiasi orientamento fanno un pessimo servizio alla causa che difendono

        Provate a rileggere i due arraffati che ha scritto V. qua sopra e ditemi se non è più convincente ragionare che non vomitare aggressività talebsna

        1. V.

          Amico, io cercavo di ragionare…
          Guarda in faccia la realtà: se c’è un incidente molto spesso è causato da un’auto ma chi ci lascia le penne è il ciclista.
          Giustificarli a nemmeno rispettare le regole (nemmeno loro) è criminale.
          Poi ognuno fa le sue scelte di vita. E finché gli va bene, contenti tutti.
          Un giorno cambieranno le cose, ma adesso è così a prescindere dalle tue belle argomentazioni da tastiera! 😁

          1. Anonimo

            Scusami intendevo dimostrare sincero apprezzamento per l’equilibrio del tuo intervento. Per una volta non c’erano intenti sarcastici, nemmeno negli errori di battitura.

            Concordo con sostanza e forma

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