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Milano | Centro Storico – Piazzetta Bossi diventa pedonale

Si allarga ancora l’area pedonale nel centro della città. La Giunta ha accettato la donazione da parte della società Bossi Scala property S.p.A. del progetto e dei lavori per la trasformazione di piazzetta Bossi in isola pedonale. Il Municipio 1 si era già espresso a favore della pedonalizzazione proposta dall’Amministrazione con una delibera approvata nel luglio del 2018.

L’intervento prevede la riqualificazione della piazza, nel tratto compreso tra via Clerici e via Boito fino all’incrocio con via del Lauro, attraverso il rialzo in quota della carreggiata a filo marciapiede: per garantire continuità all’attuale pavimentazione dell’area pedonale di via Filodrammatici, la nuova pavimentazione sarà realizzata in lastre di granito e sarà protetta con la posa di dissuasori mobili.

“L’intervento, che garantirà maggior sicurezza e vivibilità di un’area oggi di passaggio, rientra nell’ambito degli interventi di valorizzazione delle piazze e delle strade della città – dichiarano gli assessori Marco Granelli (Mobilità) e Pierfrancesco Maran (Urbanistica) –. Il centro di Milano ha una delle più estese isole pedonali d’Europa e recentemente abbiamo visto come interventi quali la riqualificazione di via Ragazzi del ’99, via Santa Radegonda, il restyling di piazza Liberty, abbiano migliorato notevolmente la qualità dello spazio pubblico e valorizzato l’ambito monumentale in cui si collocano”.

L’accesso a piazzetta Bossi sarà limitato in modo permanente ai soli pedoni eccetto i mezzi di soccorso, i veicoli di pubblica utilità e i veicoli appartenenti a proprietari di posti auto a cui si accede transitando esclusivamente dall’ isola pedonale. Piazzetta Maurilio Bossi, dal punto di vista viabilistico, ha funzione prettamente locale con accesso da via dei Bossi e uscita in via Boito. La piazzetta è lo sbocco naturale di via Filodrammatici, già pedonalizzata. L’area ad oggi è disordinata, con calibri irregolari della sede stradale e caratterizzata dalla presenza diffusa di sosta irregolare anche di mezzi pesanti.

I lavori verranno realizzati dalla società che sta lavorando allo stabile di piazzetta dei Bossi 2 che diventerà il primo W Hotel di Milano.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Centro Storico – Piazzetta Bossi diventa pedonale

  1. Anonimo

    Ogni nuova pedonalizzazione, seppur piccolacome questa, è sempre un’ottima notizia 🙂
    Il botto il centro lo farà con le riqualificazioni di San Babila/Corso Europa legate a M4, e con la riqualificazione di Cordusio e Piazza Castello in partenza a breve.
    Poi chissà, si potrà pensare a qualcosa di importante in vista delle Olimpiadi, io voto per Corso Buenos Aires, da Loreto a Corso Sempione una zona a vocazione pedonale sarebbe il massimo.

    1. Ale

      Una buona notizia.

      Per anonimo 19.57, intendevi da Loreto a Cso Venezia immagino. Una completa pedonalizzazione la vedo eccessiva, piuttosto sarebbero da allargare i marciapiedi, mettere verde ed un buon arredo urbano. Sarebbe già incredibile così… ma Ascobaires è ferma agli anni ’70

  2. Anonimo

    Hai anche il mio entusiastico voto, pur puntualizzando che Corso Buenos Aires finisce in Corso Sempione solo dopo una robusta bevuta

    1. Anonimo

      Dopo Corso Buenos Aires c’è corso Venezia che è già in programma di semi pedonalizzare allargando di molto i marciapiedi. Poi si arriva in San Babila/Duomo/Cordusio/Dante tutte già pedonali da tempo. Piazza castello è pedonale da qualche anno e poi c’è il parco.
      Corso Sempione inizia all’arco della Pace, non è un errore dire che con Buenos Aires pedonale si arriverebbe da Loreto a Corso Sempione quasi in un’unica zona pedonale.
      Prima o poi si farà, non ha più senso e non è più sostenibile il traffico e caos di auto e rumore a due passi delle vetrine dei negozi.

      1. Wf

        Corso Venezia sarà seminario pedonale w allargheranno di molto i marciapiedi??

        Ma è bellissima notizia.

        Corso Venezia è strategico farla diventare un bel boulevard piacevole da percorrere al posto di quella speciale di A4 che è ora…

        Ottima notizia.

        Ma che partano subito!

  3. Anonimo

    Concordo appieno. Sulle resistenze dei commercianti di Buenos Aires non riesco veramente a comprendere la ragione: non è che i loro colleghi di Vittorio Emanuele o Via Dante facciano affari miseri perché non hanno la fila di auto sotto le vetrine…

  4. Anonimo

    Coraggio, coraggio, coraggio. Do ragione ai lettori, per CBA serve una rivoluzione. Così come è adesso quindi pieno di auto e senza alberi fa solo schifo.

    1. Anonimo

      Esattamente, per far passare un po’ di gente in auto a velocità medie che sono più basse di quelle di una bicicletta stiamo sacrificando la possibilità di avere una grande strada commerciale che sarebbe a tutti gli effetti il miglior centro commerciale cittadino possibile.

      Si potrebbe provare a sperimentare chiusure mirate nei weekend, feste dello shopping o serate/notti bianche (ovvio, a pandemia finita). Potremmo così dare una mano a tutti i commercianti del corso ma anche del centro città.

      1. Anonimo

        L’ironia della situazione è che il nome della capitale argentina che è associato al Corso significa Aria Buona (Buoni Venti)!

        Sarebbe una perfetta chiusura del cerchio se si potessero respirare Buenos Aires in Corsoi Buenos Aires

    1. Anonimo

      Iniziativa meravigliosa! Da spammare e sponsorizzare il più possibile, se tutti i cittadini vedranno che si può fare, lo faranno.

  5. giò i man dal nichel

    Spiace dover dire che l’edificio razionalista costruito nel 1955 e che sarà sede dell’albergo ha preso il posto di un bellissimo palazzo risparmiato dai bombardamenti ma demolito ugualmente durante gli anni dementi del dopoguerra. Si chiama speculazione

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