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Milano | Calvairate – La BEIC al centro degli investimenti per la ripartenza

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano Nazionale di ripresa e resilienza che destina circa 6 miliardi di euro per la cultura. Gli interventi mirano a dare un impulso a un settore considerato strategico per la ripartenza del Paese.

Per Milano uno stanziamento di 101,574 milioni di euro, che rientra tra i 14 interventi strategici inseriti dal Governo nel Piano per i Grandi attrattori culturali del valore di 1,460 miliardi di euro. Il fulcro dello stanziamento sarà il progetto della BEIC 2.0, ovvero la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura.

“La cultura darà un grande contributo alla ripartenza del Paese. La realizzazione della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura di Milano, progetto a lungo discusso, permette di riqualificare lo snodo ferroviario dismesso della ex stazione di Porta Vittoria, destinandolo a un centro culturale di fondamentale importanza per la città e l’intero Paese”. 

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha commentato la destinazione di risorse al progetto che permetterà di realizzare una infrastruttura culturale attesa da oltre 15 anni dalla sua ideazione, che sarà al centro dello sviluppo della metropoli milanese.

Grazie a un’importante opera di rigenerazione urbana, sorgerà un grande centro culturale capace di favorire l’accesso alla conoscenza contemporanea, internazionale e interdisciplinare, e alle competenze digitali da parte di tutti i cittadini, fondando la crescita economica e sociale della città sull’innovazione e il cambiamento. Il progetto si articola in diversi interventi tra loro complementari: la creazione di un polo bibliotecario di nuova generazione capace di divenire il centro funzionale del sistema bibliotecario dell’area metropolitana, la realizzazione di una struttura in grado di sviluppare programmi di ricerca e sviluppo in sinergia con le università milanesi, lo sviluppo di relazioni strutturate con i soggetti attivi nella riduzione del digital divide e per il contrasto alle povertà educative, il supporto alla riduzione del divario di accesso all’informazione per realizzare alcuni obiettivi dell’Agenda Europea per lo Sviluppo Sostenibile.

Per ora, l’area che avrebbe dovuto ospitare la Beic, a Porta Vittoria, tra viale Umbria e Via Cervignano sta per diventare un bel giardino di circa 20mila mq (che vale 19 milioni di euro e richiederà tre anni per esser completato).

Pertanto non crediamo che il nuovo palazzo della grande biblioteca verrà realizzato al suo posto (rinunciare ad un pezzetto di parco per una nuova costruzione, non crediamo sia una buona soluzione), e sicuramente non sarà più il vecchio progetto pensato dall’architetto Peter Wilson assieme a Julia B Bolles, edificio il cui costo stimato all’epoca era di 390 milioni, cifra alquanto alta confronto ai 101,574 milioni che arriveranno dal Ministro, pertanto l’opera della BEIC 2.0 sarà completamente rivista e ridimensionata.

Per cui il nuovo edificio dovrà, con ogni probabilità, trovare anche una nuova locazione oltre ad un nuovo aspetto. Noi avevamo già provato a trovare dei luoghi che potrebbero ospitarla e non lontani dal sito, sempre nel distretto di Calvairate, che ha così bisogno di venire valorizzato con punti d’attrazione e di pregio. Così abbiamo pensato all’aerea dell’Ex Macello di viale Molise o l’area di via Tertulliano oltre il cavalcavia di viale Puglie, dove si trova un’ampia area utilizzata in precedenza dal mercato delle pulci di Piazzale Cuoco – viale Puglie (chiuso temporaneamente ma utilizzato ugualmente da alcuni commercianti abusivi).

Qui di seguito li sito dell’ex Macello di viale Molise.

Mentre qui di seguito alcune immagini del mercato delle pulci di Piazzale Cuoco e viale Puglie.

Calvairate, Porta Vittoria, BEIC, Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, Progetto, Piazzale Cuoco, viale Puglie, viale Molise

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


34 thoughts on “Milano | Calvairate – La BEIC al centro degli investimenti per la ripartenza

  1. Anonimo

    finché non lo vedo non ci credo, ma se è confermato, super bene!

    concordo che ormai a porta vittoria tanto vale lasciarci il parco e che la collocazione ideale sarebbe Santa Giulia.

    Secondo me il progetto è tutt’ora attualissimo e andrebbe solo adattato alla nuova location

  2. Anonimo

    visto il ridimensionamento economico e strutturale un’area in cerca di autore
    potrebbe risultare molto bene lo scalo di porta genova

  3. Anonimo

    Se solo Sala fosse Mitterand farebbe il miracolo di regalare a Milano Une très grande bibliothèque alla milanese. Ma siccome Sala è solo un commenda avremo al limite un casermone di lamiera zincata vetro finto height teck stile la fermata metro di Linate . Allegria !

    1. Anonimo

      l’unica risposta sensata a commenti di questo tipo in genere è “e se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola”

    2. TGV (Très Grand Vaciapairatt

      magari mi sbaglio io e tu sei un fine costituzionalista, ma mi sembra ti sfugga il piccolo, piccolissimo dettaglio che MitteRRand (con due ere, come direbbero a Roma) era presidente di una repubblica presidenziale mentre Sala è solo un sindaco.

      Inoltre, sia detto inter nos, la TGB (AKA Bibliothèque François MitteRRAnd, oggi) è solo grande, appunto, ma architettonicamente fa proprio cagare. Siccome è una biblioteca l’hanno fatta a forma di 4 libri aperti, il che, come diceva un mio docente, è lo stesso livello di riflessione progettuale di fare il chiosco delle spremute a forma di arancia.

      Molto, ma molto, ma molto meglio la BEIC.

      1. Anonimo

        il tuo docente? ma chi è questo genio dell’architettura? Ma c’è mai stato alla TGB?! Leggo solo dei commenti ottusi e di parte. Ma vi meritate tutti delle stalle di lamiera senza pavimenti. Contenti voiiiiiiiiiiii….contenti tuttiiiiiii.

        1. Anonimo

          Il fatto che sia di Perrault non ne fa un capolavoro. E’ come dire che una borsetta deve essere bella per forza perché è di Chanel.

          Ribadisco il concetto che fare un edificio a forma di libro aperto solo perché è una biblioteca denota un bassissimo livello di riflessione progettuale.

          Sono pareri e ciascuno ha diritto al suo, e questo è il mio.

          1. Anonimo

            Perrault all’epoca aveva 35 anni: un neolaureato che non aveva ancora fatto parlare di sé. Il suo progetto è stato e lo è ancora : iconico, sostenibile, simbolico, poetico ( ha citato i cortili dei chiostri che sono un luogo ideale per leggere e studiare) ecc. Ma anche costoso. Anche se non sei il presidente della repubblica francese, puoi essere un bravo committente con una visione: CULTURA COME ASSET per le future generazioni; bene spieghiamolo anche a SALA magari. E fate saltare fuori le idee migliori degne di una metropoli europea come Milano millanta di essere…

    3. Merriam-Webster

      “height teck” sarebbe per caso hi-tech?

      ma perché vi ostinate a fare inutilmente gli anglofili se non sapete l’inglese manco a un livello da seconda media?

  4. très grand vaciapairatt

    magari mi sbaglio io e tu sei un fine costituzionalista, ma mi sembra ti sfugga il piccolo, piccolissimo dettaglio che MitteRRand (con due ere, come direbbero a Roma) era presidente di una repubblica presidenziale mentre Sala è solo un sindaco.

    Inoltre, sia detto inter nos, la TGB (AKA Bibliothèque François MitteRRAnd, oggi) è solo grande, appunto, ma architettonicamente fa proprio cagare. Siccome è una biblioteca l’hanno fatta a forma di 4 libri aperti, il che, come diceva un mio docente, è lo stesso livello di riflessione progettuale di fare il chiosco delle spremute a forma di arancia.

    Molto, ma molto, ma molto meglio la BEIC.

  5. Gianluca Brescia

    Tempo che aspettiamo la BEIC, le Olimpiadi Invernali saranno finite, MIND sarà un grande quartiere, la M5 sarà a Monza e la Cerchia Interna dei Navigli sarà totalmente navigabile.

    Doveva essere pronta nel 2000… l’idea è di qualche tempo prima… siamo quasi a metà 2021… vedremo mai la BEIC????
    Ormai è da libro dei sogni perduti e della nostalgia mai avverata.

    1. Anonimo

      ormai l hanno capito tutti che Milano è la città dei grandi annunci, del leading the future… e delle grande delusioni
      all’ atto pratico tutto viene ridimensionato, modificato al ribasso etc etc

      1. Abbasso il disfattismo

        E muchela di lamentarsi!
        Dalle grandi aree di Porta Nuova e ex-Fiera già largamente realizzate, a MIND e Scalo Romana con progetti concreti e primi passi già compiuti, solo restando ai programmi più visibili, non si può dire che a Milano si viva di annunci.

        La BEIC è stata probabilmente concepita con dei budget difficili da garantire e questo ha comportato un congelamento del progetto per un decennio suppergiù, mentre ora attraverso i fondi del PNRR ci può essere la possibilità di realizzarla in modo completamente diverso dal primo progetto (di cui non farei nemmeno più vedere i rendering, perché parliamo di una proposta totalmente differente)

        1. chiudiamo un'era

          Basta col vecchio.
          Il covid ha chiuso la Milano del “meglio di prima”.

          Adesso speriamo di iniziare a volare. Sono stufo di non poter mai sognare!!

  6. _

    Speriamo la BEIC diventi il simbolo della Nuova Milano. per il terzo decennio del 21 secolo

    Il ciclo post Expo è concluso. Adesso basta investitori privati, uffici e cemento sempre uguale ma avanti Cultura e riconversione verde!

  7. Vincenzo

    Ho abitato 15 anni in piazza Insubria sperando di veder partire i lavori, quindi fatico a crederci. Se fosse vero, visto l’inevitabile ridimensionamento economico e di conseguenza progettuale sarà una cosa bellissima, ma probabilmente diversa, nelle dimensioni e nel disegno, speriamo non nelle ambizioni. Ma dato che il lavori del parco non sono nemmeno iniziati, perché non cancellarlo e fare la BEIC proprio dove doveva essere?

  8. Wf

    Facciamo la BEIC allinterno del palazzo di giustizia di milano.

    Vicino al Duomo.

    Non esiste una grande biblioteca/centro culturale in centro.

    La parte di via larga è una landa desolata.

    E li vicino è pieno di studenti dall’università .

    Così risparmiamo 309 milioni per costruirla nuova

    1. Anonimo

      Vecchio cavallo di battaglia, eh?
      È giusto esprimere una provocazione, basta poi non pretendere che si trasformi in realtà.

      Direi che grandi biblioteche e centri culturali non abbondino in nessun angolo della città. E anzi se uno considera la Sormani e la Statale stessa più i musei e le librerie intorno al Duomo, questa sia la zona a più alta densità culturale di Milano

      Comprendo il fattore accessibilità, anche se questo varrebbe per ogni funzione cittadina e allora al diavolo le periferie…

      Sul risparmio netto di 309 milioni, ci andrei cauto, visto che si dovrebbe trovare casa a chi al momento abita il palazzo di giustizia e bisognerebbe convertire il tribunale in centro culturale, due operazioni per nulla a costo zero

      Però come discussione ipotetica va bene.

      1. Anonimo

        C’è sempre il Palazzo di A2A che si trasferisce. Di fianco alla Sormani…
        Che tra l’altro il Comune come azionista di A2A potrebbe non far fatica a prendersi, se volesse.

      2. Wf

        Ma lo sai quanri sono 309 milioni?

        Sono una cifra assurda.

        Per costruire uno scatolone?

        Immagina 309 appartamenti da 1 milione di euro…

        309 appartamenti!

        Quanti grattacieli sono 309 appartamenti?

        1. Anonimo

          Sono perfettamente d’accordo sulla mostruosità della cifra, non sulla soluzione proposta per ridurla. Convertire il palazzo di giustizia in biblioteca e, al contempo, costruire un secondo tribunale altrove, non sono garanzia di risparmio rispetto a costruire la biblioteca ex novo o convertendo un edificio attualmente non utilizzato.

          Senza nemmeno pensare alla impossibilità di far migrare qualche migliaio di giudici ed avvocati: convertire il Duomo nella BEIC sarebbe più facile

          Non so perché siano stati allocati 309 milioni e cosa questi debbano coprire, probabilmente una struttura architettonica ambiziosa e contenuti altrettanto ricchi. È sicuramente una cifra astronomica che spero venga utilizzata responsabilmente e che generi ritorni “intellettuali” ed economici (magari attirando turismo come fanno i grandi centri culturali nel mondo), mettendo a tacere chi dice che con la cultura non si mangia. Sperando che a mangiare non siano solo i costruttori

          1. Wf

            È vero che la mia è una provocazione culturale ma anche non troppo…

            Ma tu lo sai che sono anni che il tribunale di Milano è diventato una sede inefficiente e obsoleta per il palazzo di giustizia?

            E che era nei piani del presidente del tribunale proprio abbandonare questa sede per spostarla in un edificio moderno e più efficiente per i vari processi e procedimenti?

            Continuare a fare i processi li dentro è un danno per la velocità ed efficienza della macchina giudiziaria.

            Ergo…
            Nin è poi così tanto peregrina l’idea di immaginare una altra funzione per l’edificio.

            Ovviamente concordo con te che sarebbe più facile convertire il duomo di Milano piuttosto che opporsi e vincere contro la lobby degli avvocati che hanno gli studi in zona…

            Ma 309 milioni rimangono una cifra assurda…

            Ci paghi tutto.
            La nuova BEIC.
            Il nuovo tribunale.
            Il trasferimento di entrambi.
            E anche il rifacimento del Duomo

          2. Wf

            @anonimo

            Detto questo e fermo restando che ol trasferimento del tribunale nin avverrà MAI…

            Ti chiedo di provare soltanto provare ad immaginare cosa sarebbe come RICADUTA SOCIALE E CULTURALE E TURISTICA avere un grande polo centro culturale BIBLIOTECA/MOSTRE/SALE STUDIO SMARTWORKING. proprio li in quella landa deserta e desolata che oggi è via larga e la zona che abbiamo sempre detto abbandonata che si trova a SUD DEL DUOMO…

            Una zona che POTENZIALMENTE sarebbe eccezionale e centralissima ma che oggi è praticamente solo abbandono e desolazione.

            Diventerebbe una piccola Bruxelles .
            Piena di turisti stranieri magari che vengono in caffetteria/ristorante interno prima o dopo vedersi una mostra o consultare libri sulle poltrone…

            Ti chiedo, vi chiedo a tutti di fare uni sforzo di immaginazione realista.

            E di considerare NON SOLO il valore dell’edificio BEIC ma soprattutto la sua influenza e cambiamento per il tessuto urbanistico e sociale che porterebbe con sé.

            Milano praticamente raddopierebbe il suo centro storico ora atrofizzato come una gamba rattrappita e secca…

            Fate uno sforzo di visualizzazione.
            Saluti

            Sognare a volte si può e fa bene a Milano

          3. Anonimo

            Lo stesso discorso vale per il Carcere di San Vittore.
            Ristrutturato potrebbe essere molto bello.

            So che ci sono ragioni ideologiche per tenere il carcere di Milano in Area C, ma onestamente credo che anche i detenuti avrebbero un beneficio dallo stare in una struttura meno obsoleta.

          4. Anonimo

            Palazzo di Giustizia e San Vittore sono bellissime idee da proporre sapendo che la probabilità che cambino destinazione d’uso nei prossimi anni è prossima allo zero. Però è vero che occupano un enorme spazio in aree splendide, vicine alle università e facilmente raggiungibili da tutti. Fra le due, il carcere mi piacerebbe di più come volumetrie esistenti e pure dal punto di vista simbolico.

            Per quanto riguarda l’attrattiva del centro culturale, io mi immagino che sarà un magnete così potente da attirare milanesi e foresti dovunque sia localizzato in città. Non sono mancati visitatori all’Expo, spettatori a concerti e partite a San Siro e al Forum, melomani all’Arcimboldi quando la Scala era chiusa, pubblico al Salone e Fuorisalone… tutto questo ben fuori dalla cerchia dei Navigli e dalle Mura Spagnole…
            Se l’offerta sarà all’altezza del nome ambizioso, un veneziano, un bavarese, un koreano verranno apposta a Milano per la BEIC come piatto principale. e magari visiteranno il Duomo come contorno. A prescindere da dove la biblioteca sorgerà. L’esempio che mi viene in mente è Bilbao in cui un faro culturale illumina la città e attrae visitatori. I visitatori “casuali” che entrano giusto perché il posto è ubicato in zona di passaggio saranno probabilmente meno, ma se l’effetto rigenerante della nuova casa della cultura funzionerà potrà esserci un polo intellettuale e sociale luminosissimo che beneficerà una zona che ne ha bisogno

            Il tuo riferimento a Bruxelles mi sembra poco calzante, a meno che non si riferisca solo alla sua internazionalità. Ci ho vissuto per sette anni, ne parlo con cognizione di causa. La fauna di provenienza eterogenea è quasi esclusivamente lì per lavoro (UE ed istituzioni europee varie, NATO, sedi di mulitinazionali), basti vedere come si spopoli durante i periodi di vacanza.
            L’offerta culturale è modesta ancor più in confronto alle vicine Parigi, Amsterdam e persino Anversa e Gent per rimanere in Belgio. La vita sociale è imperniata su poche zone di ristoranti (Sablon/Grand Place/Bourse/St. Catherine Chatelain, Ixelles…) e musei e biblioteche sono di appeal limitato, e non credo attraggano turismo da soli.

            I miei parenti brusseloise sono sempre ammirati dall’offerta culturale meneghina, e paradossalmente vorrebbero chiamare la loro capitale una piccola Milano!

  9. Fatela raggiungibile a chi non può prendere l'auto

    La biblioteca è generalmente frequentata da studenti, non automuniti. Non ho capito cosa abbia in più la dicitura “europea”, ma se venisse frequentata anche da turisti comunitari, ancor di più non automuniti. Dovrebbe essere raggiungibile facilmente con i mezzi pubblici. Spero venga scelta l’area dell’ex macello, altrimenti non avrebbe senso farla così distante da tutto e da tutti. Tanto vale farlo in zona Stephenson, ci sarà la stazione della “Linea Circolare” e FORSE una futura M6?? Poi vicino c’è il MIND con la Statale. È comunque un investimento in una periferia abbandonata di Milano.

    1. Anonimo

      Il palazzo A2A mi sembra molto piccolo per le intenzioni del progetto. Il palazzo di giustizia mi sembra impraticabile per ragioni di immobilità della fauna che lo popola, prima ancora di valutarne l’adeguatezza

      L’ex-macello dista poche centinaia di metri dall’area originariamente scelta sotto cui transita il passante (tra l’altro quando la biblioteca sarà ultimata dovrebbe essere stato completato il parco proprio su quei terreni, ma spero che gli alberi non siano cresciuti troppo, perché significherebbe ritardi ciclopici nella costruzione della biblioteca!), è prossimo all’area di Santa Giulia e al futuro Villaggio Olimpico/Scalo Romana, è ad un tiro di schioppo da Linate e dalla A1, ed è discretamente servito dai mezzi di superficie (si può andare alla BEIC con la 90, o non fa chic?). È a 20’ da Politecnico e altrettanti da Statale e Bocconi con mezzi pubblici o bici

      In più nulla vieta che i mezzi pubblici vengano potenziati con corsie dedicate e linee addizionali per assicurare che non si tratti di una cattedrale nel deserto.

      Se il centro culturale lo meriterà, avrà “gravità” e attrarrà visitatori e riqualificherà immediatamente tutta l’area.

  10. Emilio

    Colgo con grande entusiasmo questa conferma e spero che la collocazione rimanga quella predefinita: basterebbe spostarla di qualche metro verso Viale Mugello, nel lotto che non è ancora stato toccato per i lavori del parco (tra via cervignano e viale mugello)…
    peraltro davanti alla fermata del passante ferroviario..

    Biblioteche portano cultura, ed il quartiere Calvairate ne ha bisogno!!

    Poi questa sarebbe più di una biblioteca..

  11. tatino pensabene

    Mens sana in corpore sana: Potrebbero unire il nuovo San Siro alla Biblioteca Nazionale in un unico mega progetto, a un passo dalla zona EXPO. In quella parte della città dove cultura proprio non se ne vede l’ombra….e visto che non sanno cosa inventarsi per riempire tutto quello spazio al San Siro. Ma pensate a un bel polo Sport-cultura ! diamine!

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