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Milano | Duomo – Arengario: Novecento più Cento

Come ben sappiamo, orami è imminente l’annuncio dei progetti finalisti per il concorso che vedrà convertito il secondo Arengario di Piazza Duomo nella nuova ala del Museo del 900. Infatti il museo, uno dei più visitati di Milano, deve ampliarsi per avere nuovi spazi espositivi. In questo articolo vi proponiamo una soluzione che troviamo interessante.

PREMESSA

L’ approccio alla proposta di progetto, a cura di Ri-Gymnasium, è stato quello di considerare l’opportunità di evitare la passerella di collegamento tra i due Arengari, al fine di salvaguardare il cannocchiale visivo che da Piazza della Scala guarda Torre Martini, cercando una soluzione di connessione alternativa.

OBIETTIVI

Il progetto intende realizzare una macchina funzionale, meccanica, di matrice e di ispirazione futurista in grado di salvaguardare il cono ottico, che altrimenti sarebbe compromesso dalla costruzione di una passerella permanente. Gli obiettivi del progetto coerentemente con il bando sono la realizzazione di nuovi spazi espositivi, altamente flessibili e totalmente accessibili, in grado di poter ospitare allestimenti museali, anche indipendenti tra loro, da 200 a oltre 1000 mq, lo sviluppo dei servizi aggiuntivi, considerandone le possibilità di utilizzo anche indipendentemente dall’ingresso al Museo, la conservazione della struttura originaria e dei segni connotanti del progetto del 1939 di Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini esaltandone la monumentalità. 

PROGETTO

La riconversione del secondo arengario e la sua annessione al percorso di visita, saranno evidenti già al livello primo interrato, in cui sarà realizzato il Giardino delle Arti e delle Betulle, il primo Giardino di Piazza Duomo. Uno spazio da vivere, funzionale alla distribuzione e ai collegamenti agli spazi museali e ai servizi, nonché all’Auditorium, con accesso diretto da Piazza Duomo e dalla Metropolitana. La pavimentazione di quell’ambito, sarà recuperata e utilizzata per la pavimentazione del Giardino. L’abbassamento di quota a 3.30 m, rispettando il vincolo archeologico e dei sottoservizi, sottolineerà la prospettiva del cono ottico e la monumentalità delle torri che risulteranno innalzate su un podio. Il Giardino delle Arti e delle Betulle sarà anche luogo di di esaltazione degli elementi di scavo del 1999 e potrà disporre di due locali opzionali (lato ingresso Metro) da destinare a spazi espositivi o commerciali.

L’eventuale, ulteriore, collegamento tra gli Arengari, potrà essere risolto con l’installazione di un ponte telescopico, del tipo Motion Compensated Gangway, una macchina delle meraviglie che potrà entrare in funzione occasionalmente, lasciando inalterato il cannocchiale visivo quando non è in attività.

La realizzazione della piazza ipogea di collegamento, nonché la salvaguardia del cono ottico, elementi cardine del progetto, sembrano essere totalmente in linea con le indicazioni della Sovrintendenza, del 04 marzo 2021.

I prospetti saranno salvaguardati, con un restauro conservativo. Sulle vetrate alle arcate del Secondo Arengario, si immaginano grandi sagome scultoree d’arte contemporanea a riprendere le grandi statue presenti nel modello originale per il concorso del 1937.

Distribuzione ai Piani e Percorsi

Il sistema dei percorsi di visita interni si snoda su sette di nove livelli totali ricavati, collegati tra loro tramite scale mobili. Dal livello Terra al livello Terzo si attraversa un elemento monolitico pensato come una “torre dentro la torre”, contenente progressivamente il desk accoglienza e due sale ideali per videoinstallazioni. Al Terzo livello vi è la Galleria a tripla altezza, luogo perfetto per opere artistiche di grande formato e performance, da qui mediante scale mobili panoramiche si giunge fino al Sesto livello. Il Settimo e ultimo livello invece è raggiungibile tramite un corpo scale indipendente ed è concepito per eventi audiovisivi e privati. La totale accessibilità delle sale espositive è garantita dai due corpi ascensori presenti in facciata e un corpo scala di servizio e uscita con ascensore/montacarichi. Inoltre è previsto al Quinto livello uno spazio espositivo all’aperto che offre una vista panoramica privilegiata su piazza Duomo.

Team di ProgettoLuca Calselli | Dario Biello | Sofia Presta | Emanuela Mentuccia | Martina Rosi 

Comune di Milano, Museo, Museo del 900, Arengario, Duomo, Piazza del Duomo, via Macoli, Piazza Diaz

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


21 thoughts on “Milano | Duomo – Arengario: Novecento più Cento

    1. Anonimo

      All’inizio mi eri simpatico, ma più vai avanti a commentare a capocchia e più ti riveli per il mentecatto che sei.

      Nel caso specifico, è evidente hai commentato SENZA NEANCHE LEGGERE l’articolo.

      Se l’avessi letto, vi avresti trovato affermazioni come:

      “…una macchina funzionale, meccanica, di matrice e di ispirazione futurista in grado di salvaguardare il cono ottico, che altrimenti sarebbe compromesso dalla costruzione di una passerella permanente…”

      Oppure

      “…L’abbassamento di quota a 3.30 m, rispettando il vincolo archeologico e dei sottoservizi, sottolineerà la prospettiva del cono ottico e la monumentalità delle torri che risulteranno innalzate su un podio…”

      Quindi è ovvio (ovvio per chi legge, è chiaro…) che, a differenza delle precedenti cagate in stile Las Vegas, questo progetto tiene conto delle giuste preoccupazioni dei “””milagna””” per il cono ottico e coniuga la ricerca dell’innovazione con il rispetto del contesto.

      1. Alberto

        Come creare una barriera architettonica e tappo al flusso di pedoni/bici senza un motivo. La piazza ipogea ha senso giusto il piazzale Loreto.

      2. Wf

        In effetti il caxxo di acciaio e vetro che si allunga da un palazzo all’altro non è per niente una cagata in stile las vegas ma rappresenta la sobrietà milanese doc…

        🤣🤣🤣
        Mi era sfuggito l’enorme valore architettonico del cannocchiale prospettico su un grattacielo anonimo e sulla splendida piazza Diaz…

        Scusa ma mia ignoranza.

        Il primo palazzo con il pisello che rispetta le Indicazioni della sovrintendenza “enlarge your penis”

        Daltronde io non ci capisco niente di stile e decoro…

        Cyalis

        1. Anonimo

          Pensavo che il simpatico SiTAV fosse l’unico a sentirsi in dovere di menzionare paralleli sessuali da scuole medie, tipici di chi dell’argomento parla a sproposito avendone scarsa dimestichezza

          Perché farsi mancare l’altra campana?
          Grazie

  1. Albe

    Seeee la passerella telescopica… futuristica come un finger in un aeroporto. Buona l’idea degli alberi, trovo inutile invece la piazza ipogea.
    Basta con sto cannocchiale…alberi in linea e se il grattacielo Martini di vede meno tanto di guadagnato.

  2. Anonimo

    Tutto molto bello. Resta però il grosso problema che se metti piede in piazza Diaz sembri tornare negli anni 60.
    Parcheggio sotterraneo anacronistico, sosta selvaggia, marciapiedi sconnessi, arredo urbano vetusto, pali e barriere architettoniche.

    Un bel giardino anche al posto del parcheggio sotterraneo dove possano giocare i bambini sarebbe una vera piccola rivoluzione, un bel messaggio per la città che verrà (si spera più accogliente e quindi con molte meno automobili)

  3. _

    Non credo che la piazza semiribassata tipo trincea sia una buona idea.
    Chiude fisicamente quel lato della Piazza e secondo me crea anche problemi di sicurezza in caso di eventi e manifestazioni.
    E poi mi sembra un po’ la scopiazzatura della zona di ingresso della Tate Modern. Due decenni dopo.

    1. Anonimo

      Concordo sulla pericolosità di un dislivello di quel genere a ridosso di una piazza che spesso ospita decine di migliaia di persone (forse anche oggi stesso) …

      Peccato perché sarebbe una soluzione sorprendente e carina

        1. Anonimo

          Se guardo la foto 3, direi che invece è molto diverso.

          In ogni caso in caso di manifestazioni le uscite del metrò vengono chiuse, perchè le scale in presenza di grandi folle sono oggettivamente un pericolo.

  4. Wf

    Ci saranno sicuramente dei morti ammazzati e quel dislivello di mezzo metro si riempirà di sangue dei caduti…

    E pezzi di cervelli e di arti spezzati.

    Esattamente cone avviene dappertutto dove ci sono 4 gradini…

    Busogna assolutamente impedire questa strage degli innocenti

    1. Anonimo

      Il punto della sicurezza di una via d’uscita di una piazza in cui tra manifestazioni, concerti e feste almeno una ventina di volte l’anno ci sono più di diecimila persone non è peregrino.

      Quello che è successo in Israele la settimana scorsa, in una discoteca qualche anno fa o a Torino in una piazza con caratteristiche simili in occasioni di presenza di grandi masse di persone dovrebbe rendere legittimi dubbi di questo tipo. Limitare al minimo elementi architettonici che possano aumentare il rischio è solo responsabile

      Se poi tutte le valutazioni tecniche dissolveranno queste preoccupazioni, ben venga la soluzione proposta, che personalmente apprezzo.

  5. anonimo

    forse non ho capito bene, ma se si fa una piazza ribassata fra un palazzo e l’altro allora non ci poteva stare anche un tunnel sotto il livello terra per collegare i due arengari?

    1. Anonimo

      Se veramente si vuole il passaggio sotterraneo si può ovviamente fare ma il Comune ha preferito fare un dispetto alla soprintendenza che aveva bloccato la passerella aerea.

  6. Anonimo

    Mah, non capisco cosa piace di questo fossato asfittico in piazza Duomo! Tra l’atro quella rampa che scende lungo il lato dell’attuale museo è proprio antiestetica. Come idea e sviluppo dell’idea è proprio cheap. Senza parlare della passerella aeroportuale modello Malpensa. Tristissima. Sembra ci sia poco spazio per tutto.In effetti come spazi 2/3 è bookshop e caffetteria. Ma che progetto è?!

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