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Milano | Porta Venezia Loreto – In arrivo la rivoluzione per Corso Buenos Aires e la ciclabile

Dopo le polemiche scoppiate nei giorni scorsi dopo che il 92% delle attività commerciali presenti in corso Buenos Aires ha sostenuto che la pista ciclabile, introdotta nel 2020, abbia avuto un impatto negativo generale sulla mobilità della via e di conseguenza anche sul fatturato degli stessi negozi, ora arriva la risposta dal Comune.

A Milano nel 2021 c’è stato un incremento del doppio dei ciclisti in strada ogni giorno rispetto al 2019, così, per avere tutti meno traffico e più aria pulita il Comune conferma la ciclabile di corso Buenos Aires. La ciclabile del corso la usano circa 9/10.000 bici al giorno, più o meno 9 bici al minuto.

Perciò l’intenzione è, dopo aver osservato per più di un anno la nuova disposizione di Corso Buenos Aires, dove sono state create delle corsie laterali, tra marciapiede e auto parcheggiate, ma anche le osservazioni della gente, il Comune conferma la pista ciclabile e annuncia grandi modifiche.

Così cambia il corso:

  • 1. Marciapiedi più larghi perché ogni giorno il 40% degli spostamenti è di pedoni e più attraversamenti pedonali
  • 2. Ciclabile lineare a fianco del marciapiede e protetta da cordolo, larga da 2,5 a 2,8 metri, perché ogni giorno il 25% dei veicoli sono bici e le auto solo il 50%
  • 3. Corsia veicolare più larga 4,7- 4,8 metri e lineare per avere meno intoppi e spazi per veicoli di emergenza
  • 4. Nel corso, sarà perciò eliminata la sosta in carreggiata, riservandola in appositi tratti solo per i taxi, per gli alberghi e qualche moto; mentre per il carico e scarico della merce sarà garantita la sosta nelle vie laterali agli incroci col corso.

Mentre per chi deve venire in auto e per i residenti ci sarà la sosta nelle strisce blu e gialle delle vie laterali e nei nuovi box interrati come in via Zarotto (piscina Cozzi).

Il primo cambiamento lo si vedrà in agosto, nel tratto tra piazza Oberdan e viale Tunisia.

Come ha riferito l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli: “Più sicurezza stradale, meno congestione, lotta al cambiamento climatico, più equilibrio tra pedoni ciclisti moto e auto, più possibilità di frequentare il corso, i suoi negozi e bar. Così cambia la mobilità, così cambia la città.”

Naturalmente già si storce il naso per la preoccupazione di un ennesimo cantiere che durerà qualche settimana. Staremo a vedere.

Ricordiamo che il maquillage pensato per Corso Buenos Aires sarà anche la sistemazione lungo la strada commerciale di grandi fioriere (qui di seguito alcune immagini del “test” effettuato qualche settimana fa”).

Foto: Roberto Arsuffi

Tag: Loreto, Porta Venezia, ciclabile, Piazza San Babila, Villa San Giovanni, Corso Venezia, Corso Buenos Aires, Piazzale Loreto, Viale Monza, Via Morgagni, Turro, Nolo, Gorla, Precotto

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


49 thoughts on “Milano | Porta Venezia Loreto – In arrivo la rivoluzione per Corso Buenos Aires e la ciclabile

  1. Anonimo

    ho letto che si riesce anche a piantare degli alberi NEL TERRENO e non in fiorera… è vero?
    se fanno anche i controlli e non lasciano le auto parcheggiare sulla ciclabile sarebbe davvero perfetto.

  2. Camillo

    Io toglierei anche i taxi, peccato che ci hanno già provato ed è andata male.

    Negli incroci, visto che chi deve svoltare a destra crea sempre problemi alla circolazione e code (ad esempio viale Tunisia), non si potrebbe provare con i diagonal crossings? Per me Buenos Aires potrebbe essere perfetto.

    Ovviamente i semafori andrebbero modificati, ma nelle città internazionali esistono da parecchi anni.

    1. Marco

      Eh certo anche i taxi, tanto a te che cazzo te ne frega del lavoro degli altri giusto ? Togliamo anche taxi da milano e tutti con uber cosa dici ?
      Ma vai a cagare

  3. Anonimo

    Meno traffico e aria più pulita….quante balle… I mezzi essendo praticamente sempre fermi per l’imbuto che hanno creato ste modifiche inquinano che è un piacere e poi durante il primo Lockdown per il virus si è visto che con 20 giorni senza traffico , a livelli mai visti e provati , nella città i valori non sono migliorati per nulla quindi è solo pura propaganda elettorale…l’aria non migliora per nulla se non in minima parte per i mezzi , l’inquinamento arriva da altre parti

    1. Anonimo

      “pura propaganda elettorale”, certo, ma sbagliata, sono sicuro che la stragrande maggioranza dei milanesi la pensi come te.

      1. Paolo Zambusi

        Ma per la presunta “capitale del design”, non hanno trovato proprio nessun altro tipo di arredo urbano, al posto di quelle tinozze in cemento da Cantiere Fognario ?

    2. L.

      Si parla anche di vivibilità della città. Il traffico c’è in c.so Buenos Aires come c’era prima, era peggiorato solo perché avevano eliminato tutte le limitazioni (area C, area B, pagamento sulle strisce blu). 9.000/10.000 persone utilizzano quella ciclabile tutto il giorno, il numero di ciclisti in città è raddoppiato, se è solo campagna elettorale devo dire che sta funzionando molto bene. Nessuno dice che l’inquinamento della pianura padana si elimina con la ciclabile di Buenos Aires, è vero però che quell’autostrada urbana ora è più vivibile.

      1. Andy77

        Dicevano la stessa cosa dalle mie parti, parcheggiavano pure in doppia fila nei parcheggi sotterranei del centro commerciale. Appena si è modificata la mobilità e si è fatto pagare il parcheggio hanno usato la tua stessa retorica per opporsi…scenari apocalittici…dopo due settimane venivano tutti coi mezzi e con la bici…meno auto in circolazione….nessuno si è lamentato…

    3. Anonimo

      Certo, credi pure alla propaganda della destra allora. Che ha sbandierato per settimane quei dati (rigirati a loro piacimento) per sostenere, di fatto, che le auto non inquinano.

      Se le auto non inquinano ti consiglio di provare a stare dietro una bella auto a motore acceso, e provare a respirare i fumi che emette: fuori di campo e lilla? Io non so cosa avete nel cervello quando cercate di sostenere queste tesi ridicole.

      E quale sarebbe la tua proposta? Riallargare le corsie delle auto e far arrivare ancora più auto nel corso? Un’idea a dir poco geniale per combattere l’inquinamento, complimenti.

  4. Wf

    Adesso gli automobilisti non romperanno più i coglioni con la lagna del traffico bloccato…

    2 corsie di solo scorrimento.
    Senza possibilità di fermarsi a lato e parcheggiare.
    Impossibile bloccare il traffico.
    Si deve so scorrere in avanti.

    Oppure troveranno nuove scuse per lamentarsi?

    Indovinate un pò…

    1. Franky

      Si possono lamentare solo i ciclisti rompicoglioni, maleducati che non sanno cosa sia il codice della strada ed i semafori ? Per di più queste ridicole ciclabili le pagano gli automobilisti. Per fortuna che tra un anno quelle inutili come queste le togliamo. E magari mettiamo in strada i vigili. No alla sosta selvaggia ma anche no a bici e monopattini selvaggi

      1. Anonimo

        Eh si, perché gli automobilisti sono tutti dei gran signori, si fermano sempre alle strisce pedonali, non vanno mai oltre i limiti consentiti, non parcheggiano mai sui marciapiedi, non ammazzano nessuno bei loro incidenti e con il loro smog e rumore rendono la vita felice e allegra a tutti!

        Tra i ciclisti che inquinano zero, vanno a 15 km/h e non occupano spazio quando parcheggiano è veramente un’ottima idea preferire le auto. Una città parcheggio ingolfata di auto è il posto migliore in cui vivere… contento te

      2. Wf

        La ciclabile diventerà DEFINITIVA e protetta da CORDOLO.

        Le corsie delle auto diventeranno 2.

        Quindi se gli autocoglionisti poi si fermeranno sulle LORO corsie in doppia fila e bloccheranno il LORO traffico… che si fottano.

        Sono problemi loro che si provocano loro stessi.

        Io di qua. Tu di là.

        Poi se sei così coglione da mettere le 4 frecce e creare ingorghi sono cazzi xhe ti procuri da te.

        A me a questo punto non mi interessa più.

        Fino a che non capirai che il traffico sei tu e sei tu che crei il tuo stesso blocco del traffico.

        Au revoir

    2. Christian

      A Milano si lavora! Chi ha voglia di fare il ciclista radical chic può andare in Brianza o nei numerosi parchi confinanti.

      1. Anonimo

        Caro Christian, questa sortita è proprio da becero ignorante con la I maiuscola.

        Credi davvero che le migliaia di ciclisti che girano per la città non siano parte della Milano che lavora?

        Ma sveglia! Ma dove vivi? Forse non a Milano..

        1. Alberto

          La vecchia retorica zotica per la quale chi lavora produce e chi produce deve inquinare, e con l’aggiunta dell’associazione “ciclista-radical chic”!, che carino <3.

      2. Est71

        Questa è la più grossa stupidata che ho letto in questo articolo. Ma dove sei nato e dove vivi? Sono decenni che a Milano si usa la bici come mezzo per la mobilità: scuola, università, lavoro….e tutto il resto. Milano prima ancora dell’auto girava in bicicletta (oltre che tram ovviamente). I radical chic, ante litteram, semmai sono arrivati con l’automobile

      3. Wf

        Infatti ad Amsterdam e Copenhagen tutti fancazzisti disoccupati scioperati…

        In Olanda nin lavora nessuno vero?
        🤣🤣🤡🤡🤡🤡

        Che che ti bevi la mattina?

  5. Andrea

    Attenzione però, ora la ciclabile sta funzionando bene perché è protetta dalle auto parcheggiate a lato, togliendo i parcheggi tornerà la possibilità di parcheggiare illegalmente sulla ciclabile.

    Se in corso buenos aires le auto non potranno più fermarsi, allora ha senso mettere dei cordoli fisici di protezione che delimitino la ciclabile.

  6. Camillo

    Vorrei capire come fanno ad allargare i marciapiedi, allargare la pista ciclabile e passare da una corsia a 2 in corso Buenos Aires…
    È fisicamente impossibile.

    1. Anonimo

      Non hai letto? Tolgono le auto parcheggiate finalmente! Se la giunta Sala avesse fatto anche i parcheggi sotterranei in città oltre alle ciclabili sarebbe quasi perfetta! Invece guardate come stanno conciando Corso Sempione! Ma si sa che i parcheggi sotterranei sono per ricchi….

      1. Camillo

        Vai a vedere il corso, poi mi dici.
        Solo in alcuni punti si può fare, cosa fai 2 corsie e poi 1?
        Così si che crei ingorghi.

        1. Anonimo

          Le due corsie (e la ciclabile più larga) servono per tollerare meglio la sosta in seconda fila, che adesso è oggettivamente impossibile.

          1. Andrea

            La pista ciclabile ed il marciapiede sono un continuo allargarsi e stringersi. Guarda l’immagine 6, la ciclabile si restringe e curva a sinistra, il marciapiede è stato “allargato” solo con una striscia bianca disegnata sulla carreggiata (dove qualcuno ha parcheggiato illegalmente un motorino tra l’altro direzionato in contromano).

            Voglio immaginare che gli allargamenti citati servano per rendere più regolare la larghezza del marciapiede e piu dritta la pista ciclabile.

            Staremo a vedere.

      2. Andy77

        Vuoi vivere a Corso Sempione (in affitto o in proprietà)? Allora ti mantieni anche la macchina…vedendo il reddito medio della zona ed il costo medio degli immobili ci sono solo dei poveri sfollati…..
        I residenti hanno avuto pure l’ardire di chiedere il pass (gratuito), poverini costa il box….

  7. Anonimo

    Bene, avanti così. Solo spero che le fioriere siano belle, coibentate per non cuocere le radici nei pomeriggi estivi e siano mantenute pulite e non graffittate o diventino cestino di rifiuti

  8. Arturo

    Le macchine alla mattina in direzione centro c’è solo un persone al volante e basta, fermare le auto in periferia vicino alla metro e potenziare i parcheggi, potrebbe essere una soluzione

  9. Maurizio

    Rispettare sempre il parere di tutti, ma farsi dettare l’agenda dai commercianti, notoriamente la categoria meno “illuminata”, proprio no, grazie! Tra qualche mese cambieranno idea, come i colleghi di Vittorio Emanuele (solo che non l’ammetteranno, ma ce ne faremo una ragione).

    1. Anonimo

      Vittorio Emanuele non è un buon esempio.
      “Commercianti” non ce ne sono più.
      Son rimasti spazi in affitto a questa o quella catena di abbigliamento e un paio di bar a caccia di turisti.

      1. Mino Ferraro

        La diatriba su aree a vocazione commerciale e traffico veicolare non dovrebbe far differenza tra grandi catene e piccoli commercianti. I clienti sono più o meno dello stesso tipo in Buenos Aires e in Vittorio Emanuele. Se il flusso di potenziali acquirenti fra San Babila e il Duomo sembra soddisfare i venditori che si affacciano su Vittorio Emanuele, la stessa ricetta dovrebbe applicarsi anche sulla altra grande arteria fra Porta Venezia e Loreto. Lo struscio da shopping funziona meglio se la superficie calpestabile dai pedoni-con-portafoglio è superiore, piuttosto che puntare sul consumatore automobilista che offre un rendimento spazio occupato/fatturato molto più basso

        Buenos Aires rischia di perdere volume d’affari verso posti tipo CityLife o altri centri commerciali dove l’esperienza del cliente non contempla la condivisione dello spazio con auto parcheggiate

        1. Anonimo

          La realtà è più sfumata.

          Il commerciante indipendente non legato alle catene multinazionali, non lo trovi quasi mai nelle zone pedonalizzate, che di solito si riempiono di punti vendita delle grandi catene e (soprattutto) di bar e ristoranti, cacciando il dettaglio altrove.
          Capisco quindi il dettagliante che non ha voglia di andare altrove e si lamenta….

          1. Anonimo

            Quindi ben vengano le pedonalizzazioni, visto che fanno bene al commercio e lo stai sostenendo anche tu, implicitamente, con il tuo commento 😊

          2. Anonimo

            Onestamente: sei convinto di aver capito il messaggio (o mi stai soltanto perculando)?? 🙂

          3. Mino Ferraro

            È possibile che la tua analisi sia corretta, ma la leggerei diversamente.

            Le grandi catene trovano attrattive zone con enormi flussi di persone, come quelli in zone pedonali, e usano la propria forza finanziaria per offrire affitti più alti e forzare il piccolo venditore autonomo ad abbandonare le vetrine che occupa. Una gentrificazione del commercio…

            Allora, per difendere il commercio al dettaglio che ancora sopravvive, paradossalmente si dovrebbe limitare l’afflusso di potenziale clientela, per allontanare gli appetiti dei giganti della distribuzione di abbigliamento (peraltro già presenti in buon numero anche in Buenos Aires), mentre le proteste dei commercianti attuali accusano il problema inverso, ovvero una diminuzione dei clienti e del giro d’affari

            Quel che fatico a comprendere è il legame tra il parcheggio a raso lungo il corso e il volume di vendite dei negozi. Se ci si aspetta che il business sia sostenuto da un cliente che posteggi e passi sessanta minuti a scorrazzare per negozi, ci si condanna ad un centinaio di clienti all’ora per tutto il distretto (quanti posti auto ci sono adesso?), palesemente un numero insufficiente a sostenere il sistema.

            Mi sembra evidente che la gran maggioranza degli euro spesi qui provengano da persone che sono venute con i mezzi pubblici o a piedi, ed in futuro, addirittura usando le ciclabili!

  10. Anonimo

    Meglio alberi interrati.
    Oppure se proprio non si possono piantare il Comune deve provvedere a bagnare le piante nei vasi. Esempi di alberi morti a causa di mancate cure ne abbiamo visti troppi, nello stesso Cso Buenos Aires e in via Vittor Pisani. Gli alberi sono indispensabili per la nostra salute, ma vanno innaffiati, portati, amati.

  11. Ale

    Bene così! Personalmente ho riscoperto il piacere di muovermi in bici e finalmente ho deciso di lasciare quando mi è possibile l’auto in box, che uso solo per spostamenti fuori città 🙂

    Leggo spesso il vostro blog, alle volte non sono d’accordo su alcune cose pensate da questa o quella giunta, ma indicativamente Milano con i suoi pro e contro, sta risultando sempre + vivibile a mio avviso!

    Vorrei provare a lanciare l’idea (e valutare le prospettive degli utenti di questo blog) di rimuovere i parcheggi lungo la circonvallazione (e creare al loro posto nuove piste ciclabili!), che ne pensate?

  12. anonimo

    a volte certe scelte servono a far cambiare abitudine alla gente. penso che la crisi dei negozi del corso sia dovuto soprattutto al lockdown .
    non è che i negozi di via Dante o corso Vittorio Emanuele sono in crisi nonostante la pedonalizzazione.
    basta contrapporre automobilisti contro ciclisti e viceversa
    una città moderna deve poter essere vissuta da pedoni, auto, moto , bici e mezzi pubblici
    con un po di buon senso si puo far convivere le varie situazioni

  13. Wf

    Quello che stiamo facendo in Corso Buenos Aires è un semplice RIEQUILIBRIO.

    Da una via dove tutto lo spazio è completamente stato consegnato alle automobili si interviene per REDISTRIBURLO.

    Ridistribuire la strada tra automobili, biciclette, pedoni.

    Un po per uno non fa male a nessuno.

    Bisogna essere equi con tutte ke modalità di spostamento e permettere a tutti di usare un pochino di strada ciascuno.

    È ingiusto e ingiustificato che le automobili si prendano tutto loro e non lascino spazio a niente altro.

    Questa è una città dove le automobili si sono accaparrate solo loro tutti gli spazi della città disponibili. ADDIRITTURA I MARCIAPIEDI.

    Quindi è necessario riportare un sano equilibrio e dividere gli spazi tra bravi fratelli.

    Un po per uno.
    Automobili, biciclette, pedoni,tram, bus, etc.

    Non so tutto alle auto.
    Bisogna riportare giustizia.

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