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Milano | Monumenti – In arrivo le prime statue dedicate a donne importanti

A metà settembre, in piazza Belgioioso, troverà la sua collocazione una nuova statua, la prima che colmerà una gravissima mancanza in città, ovvero l’assenza di monumenti dedicati al genere femminile. Infatti si è “scoperto” che a Milano le statue dedicate a personalità femminili importanti mancano completamente, 121 uomini e zero donne. Le uniche presenti sono statue allegoriche come la flora o la fauna, la patria o l’Italia, oppure sante, ma nessuna dedicata a personalità di rilievo, una vergogna che finalmente inizia a esser colmata.

Nel 2019 si era cominciato con dedicate alle donne una prima statua (ma già presente), “personaggio” di Rachele Bianchi in via Vittor Pisani (regalata dal figlio al comune di Milano), ma la prima commissionata appositamente sarà la statua a grandezza naturale dedicata alla patriota e principessa rivoluzionaria Cristina Trivulzio di Belgioioso. Commissionata dalla Fondazione Brivio Sforza, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’Impresa culturale creativa le Dimore del Quartetto, sarà eretta nei pressi dell’omonimo palazzo.

Cristina Trivulzio di Belgioioso fu anima dei salotti culturali, giornalista, tra le protagoniste del Risorgimento italiano, imprenditrice, venne esiliata alcuni anni a Parigi. Fu editrice di giornali rivoluzionari, e molte sue opere sono incentrate sugli anni della prima guerra d’indipendenza. A 16 anni rifiutò il matrimonio combinato con un cugino e sposò invece, pur sconsigliata dagli amici, il principe Emilio di Belgioioso: bello, giovane e intento a dilapidare allegramente il suo patrimonio. Quando lui la tradì lo lasciò senza pensarci due volte, alla faccia dello scandalo. L’accordo matrimoniale si risolse pacificamente in un rapporto d’amicizia che durò tutta la vita. A proposito di scandali: Cristina ebbe una figlia, Maria, di cui non si è mai saputo davvero chi fosse il padre. Qualcuno sosteneva fosse il frutto di un rapporto occasionale con il marito, altri che fosse figlia del suo grande amore, François Mignet, figlio di un fabbro.

Seguirà a breve tempo una statua dedicata all’astrofisica Margherita Hack (1922-2013) da collocare nei Giardini Montanelli o nel nuovo parco di Porta Vittoria. L’iniziativa è ideata e promossa da Fondazione Deloitte in coprogettazione con Casa degli Artisti ed è sostenuta dal Comune di Milano – Ufficio Arte negli Spazi Pubblici.

Dopo un’analisi da parte di Fondazione Deloitte per individuare il profilo più adatto, è stata scelta l’astrofisica, accademica e divulgatrice scientifica, scomparsa nel 2013, pioniera nel suo campo e libera pensatrice anche al di fuori delle materie STEM. Il 2022 coinciderà con il centenario della sua nascita, e per la primavera dell’anno prossimo è prevista la donazione alla città di Milano e l’inaugurazione della statua. 

Ma si pensa anche ad un monumento dedicato a Anna Kuliscioff, rivoluzionaria russa naturalizzata milanese che fu tra i fondatori del partito socialista e ha regalato tanto a Milano. Altri tributi invocati da più parti sono per una statua dedicata a Maria Montessori, Inge Feltrinelli, Franca Rame, Sandra Mondaini, Cini Boeri o Franca Valeri, per nominarne alcune, insomma, il firmamento ha tanti nomi illustri che possono colmare questo divario non certo brillante di questa città.

Tag: Statua, Statue, Arredo Urbano, Cultura, Donne, Cristina Trivulzio di Belgioioso

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


47 thoughts on “Milano | Monumenti – In arrivo le prime statue dedicate a donne importanti

  1. Dario

    Rita levi Montalcini no? E poi perche’ non farle un’ po’ piu’ monumetali ossia grandi come in tutte le citta’ del globo?
    Sta mania milanese del minuscolo come l’ occasione persa del grattacielo Unipol di tenderlo ICONICO con 30 metri in piu’..bastava poco!

    1. Andrea

      Nella botte piccola sta il vino buono dice il proverbio.

      Lasciamo gli amerikani li dove stanno, ce l’avranno anche grosso, ma non lo sanno usare!

    2. Anonimo

      Giusto per restare nell’editoria: Inge Feltrinelli (ovviamente e trionfalmente) nella lista, Giulia Crespi…dimenticata.
      Quale delle due è stata anche cofondatrice del FAI?

  2. Marco Ulpio

    Credevo che le statue fossero dedicate a donne che hanno fatto grande l’Italia e non che dovessero avere particolari legami con Milano.

      1. Pier

        Ci sono le statue e le vie dedicate a Mike buongiorno… la Carrà nella cultura italiana è tutto tranne che assurda. Anzi c’era chi voleva dedicargli i giardini di porta Venenzia.

  3. Anonimo

    Perche’ la Milanesissima Maria Gaetana Agnesi, la prima donna autrice di un libro di matematica, e’ stata dimenticata? Forse perche’ non di moda? Peccato visto che ha lavorato in un settore tipicamente maschile (la matematica) in un periodo in cui le liberta’ per le donne erano molto poche (il secolo XVIII)

      1. Anonimo

        Se guardi alle statue laiche hai ragione. Molto più equilibrato invece il patrimonio Cristiano, tra Madonne e altre Sante. E non da ieri… 🙂

        1. Pax vobiscum

          Quelli non sono monumenti. Sono statue devozionali. E per di più dedicate a personaggi che in molti casi non siamo nemmeno certi siano esistiti veramente.

          1. Anonimo

            Certo certo…. Ma intanto nel punto più alto di Milano per pluricentenaria tradizione c’è sempre stata una Donna!

        2. Anonimo

          Deve fare ben altro che qualche statua la chiesa cattolica per “equilibrare”. Prova a leggere Paolo per esempio, è intriso di una misoginia che fa venire i brividi.

          Quando vedrò preti donne, o magari vescovi (vescove?) come ce ne sono nella chiesa anglicana o luterana, FORSE ti darò ragione.

          Fino ad allora, sorry, ma sei tutto chiacchiere e distintivo.

          1. Anonimo

            Paolo viveva nel I sec DC.
            Quante statue di Donne ha messo l’illuminato e splendido Sindaco Pisapia? E quante Sala prima che gli dicessero che ci sono le elezioni in arrivo?

  4. Giacomo Antonio NIcola Lavizzari

    O mia bela Madunina che te brillet de lontan
    Tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan..

  5. Anonimo

    Premesso che le obiezioni sul fatto che la Hack o la Montessori non sono di Milano sono semplicemente patetiche (cosa ci tocca leggere in pieno 2021…), io una statua la farei innanzitutto a Maria Teresa d’Austria. È molto per merito suo se dopo i 150 anni di declino spagnolo Milano nel 700 è tornata ad essere una capitale europea.

  6. UNA STATUA A CARLA SOZZANI!!

    Io farei un monumento alla SOZZANI : Milano città della Moda se proprio non capisci chi ha fatto così tanto per la tua immagine glamour nel mondo proprio sei una capra! Alle personalità dello spettacolo invece non si erigono statue ma si intitolano luoghi di cultura. Tranne eccezioni . La sola eccezione nazionale che vedrei attualmente è Raffaella Carra’ . Come Totò un vero monumento culturale per tutto il paese …

    1. C’è l’imbarazzo della scelta

      Con tutto il rispetto per la moda, la Sozzani, e le capre, se parliamo di cultura allora una statua andrebbe fatta prima ancora alla grande Fernanda Wittgens, che salvò i capolavori di Brera durante la guerra e rilanciò la pinacoteca nel dopoguerra, oltre a essere stata la prima donna direttrice di museo in Italia.

      Sempre parlando di moda, se non proprio una statua almeno una targa se la meriterebbe anche Mariuccia Mandelli AKA Krizia, che fa parte con Armani, Versace e Ferré di quel primo drappello di stilisti che fecero grande il Made in Italy negli anni 70-80.

      E poi un monumento a Carla Fracci, che era già un monumento di per sé: è molto merito suo se la danza classica è diventata anche popolare.

      Per la Carrà, gran donna che ha cambiato il costume in Italia, comincerei dedicandole una via o una piazza, sarebbe bello se fosse nella zona gay a Porta Venezia come hanno fatto a Madrid. Credo che almeno una via se la meriterebbe ance Mariangela Melato.

      Se poi allargassimo lo sguardo alle donne non collegate a Milano l’elenco diventa infinito: alle già citate Hack, Montessori e Levi Montalcini aggiungerei la matematica Gaetana Agnesi; e poi le pittrici Artemisia Gentileschi e Sofonisba Anguissola; la poetessa Veronica Gàmbara ha già una piazza e relativa stazione della metro dedicate e sarebbe bello se la stazione fosse decorata con pannelli a tema.

  7. Si Tav

    Prova a guardare nelle mutande e nel cervello, caro Andrea, e vedrai che tra uomo e donna c’è una grande differenza.

    Sono gli imbecilli di sinistra come te non la vedono, obnubilati dalle cazzate equosolidali senza capi né cida

  8. STFU

    All’anonimo delle madonne (no pun intended)

    Che Paolo sia vissuto 100, 500 o 2.000 anni fa nulla cambia. I suoi libri sono canonici e pertanto, secondo la dottrina, ispirati da dio. Ergo la sua misoginia è ispirata da dio (sempre per chi ci crede beninteso).

    E magari prova un po’ a googlare cosa dice anche Sant’Agostino (santo si fa per dire) sulle donne.

    Non a caso dottissimi teologi hanno discusso per secoli se le donne avessero e meno l’anima e se fossero state create da dio o dal demonio.

    Per usare una frase di moda in questi giorni, ne deve così mangiare ancora di pastasciutta la chiesa prima di parlare di parità uomo-donna.

    Nel frattempo, come direbbero i miei amici anglofoni, how about a nice cup of shut the fuck up?

    1. Anonimo

      Ok illuminato!
      Mi limiterò solo a parlare di SUV in sosta sui marciapiede. Btw, grazie per la chiusa in Inglese che fa tanto cosmopolita 🙂

    2. Anonimo

      La storia dell’anima delle donne discussa in questo o quel concilio è una leggenda che risale al settecento.
      Fa il paio con la leggenda dell’uomo medioevale che pensava che la terra fosse piatta, quando basta anche solo leggere Dante per capire che non era propriamente così 🙂

      1. Wf

        Santa Tecla prima martire del cristianesimo a cui è dedicata la chiesa di piazza Duomo sè dovuta battezzare da sola.

        Perché sera rotta er cazzo che San Paolo misogino non la voleva battezzare crstiana…

        Fa un po te come era di vedute ecumeniche…

        1. Anonimo

          Tutta la storia è abbastanza leggendaria, ma tecnicamente si è battezzata buttandosi in una vasca dopo essere sfuggita al martirio tra i leoni del circo, dopo di che San Paolo l’ha spedita ad evangelizzare l’Asia per poi finire martirizzata nello stesso luogo di Paolo. Tanto che ha il titolo di “pari agli apostoli” e le venne dedicata nel 350 la chiesa madre di Milano che ai tempi era la capitale dell’Impero Romano.

          Non male per una che non aveva l’anima e che era bullizzata da un misogino patologico 🙂 🙂

          1. Wf

            Esatto.

            Di cui rimane solo il battistero co 4 tombe sottoterra al lato ovest al duomo.

            Protomartire perché in realtà non è mai stata uccisa.

            Gli angeli o dio o chi volete voi la hanno sempre salvata dalle condanne a morte…

          2. Anonimo

            Santa Tecla distrutta dai Visconti per farci la speculazione edilizia di un chiesone gigante!

            Evidentemente i Visconti erano dei Protoleghisti, che in mancanza di un SUV da parcheggiare sul marciapiede si dedicavano a distruggere monumenti storici per farci palazzoni giganteschi, con l’appoggio della protoRegione.

            Non mi stupirebbe se un Protosocio della Fabbrica del Duomo fosse Ligresti e un altro Caltagirone 🙂

          3. Wf

            😂😂😂😂🤣🤣🤣🤣🤣🤣

            A te Alberto Angela te spiccia casa…
            🤣
            E fateve na risata ogni tanto…

            Protoleghisti

          4. Anonimo

            Hai ragione, difficile trovare un commento più ironico.
            Sto ancora ridendo
            Guarda : 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

    3. Wf

      Il malleus maleficarum è il testo base di misoginia cattolica con il quale la chiesa cattolica ha dato il via ai roghi delle donne in tutta europa.

      Vedi che vedute ampie i buoni cristiani.

      Sveglia la guerra è finita.

      Non è che se c’è sta un ferrerò rocher in cima al duomo famo pari e patta…

  9. Wf

    Ommadonna ma che c avete nel cervello alcuni omuncoli di destra contro le donne…

    Ma fatevi curare da uno bravo.

    Ma veramente siamo nel 2021.

    Ma ancora stiamo a discutere con dei disagiati mentali?

    Ma davvero davvero?

    A discutere del numero si statue femminili cone fosse una aggressione alla propria virilità?

    Ma lo psicologo non basta per voi…

    1. Anonimo

      Temo neanche per te, data che la tua scarsa apertura mentale limita i tuoi commenti solamente contro le auto, la regione e poco altro, non facendoti mancare naturalmente insulti gratuiti rivolti a chi la pensa diversamente dalle tue banali osservazioni propagandistiche.

      1. Wf

        No lo psicologo non basta.
        Ci vuole lo psichiatra…

        Ma come state messi??

        Pebsavoche il nord wra evoluto invece è retrogado e bigotto a volte peggio di *paese a caso chiuso nella foresta lontano dalla civiltà *

        1. Anonimo

          Guarda che se te ne torni al tuo paesello al sud dove sicuramente
          troverai una civiltà più evoluta ci dispiacerà moltissimo ma ce ne faremo una ragione.

          Potrai scrivere mirabolanti interventi anche sul blog locale dove racconterai i tremendi anni trascorsi a Milano, i SUV sui marciapiedi, Trenord, la giunta regionale fascioleghista.

          Beato te.

          1. Wf

            Hai dimenticato le palafitte e il calderone con il polentone dentro…

            🤣🤣🤣🤣🤣
            Mainagioia

  10. MB

    Che siano entrate le quote rose anche in fatto di statue dice dell’assurdità del pensiero unico che ci viene continuamente imposto. Il processo non è – come dovrebbe essere normale – “quella persona (m o f che sia) è meritevole di essere ricordata, dedichiamole una statua” ma “le donne hanno poche statue: adesso votiamo quelle che sono degne di accaparrarsi i prossimi slot”. Ragionamento che definire astruso è dire poco. Tanto che si arriva a proporre una statua per la Carrà, tanto si sta raschiando il fondo….! E poi, ritenere che le statue religiose “non valgano” nel novero, è un criterio del tutto arbitrario e molto molto discutibile! Perché mai una grande donna del passato, ritenuta santa, non vale in questo assurdo conteggio?

    Infine, ma chi critica l’atteggiamento della Chiesa verso le donne, quali e quanti problemi ha?
    Ma non basta rendersi conto che – per chi ci crede, ovviamente – Dio si è fatto carne scegliendo di passare nel ventre di una donna, poi assurta a simbolo di tutto ciò che c’è di positivo per l’animo umano? Che quella stessa donna è il simbolo della nostra città? Che nella piazza principale, anche negli “oscuri” tempi medievali (perché i nostri tempi invece sono brillanti…), i due monumenti principali erano dedicati a due donne?
    Avete la cacca che rampega nel cervello

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