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Milano | Mobilità – Un nuovo piano parcheggi sotterranei: sei in arrivo nei prossimi anni

Dopo l’era del Sindaco Albertini, che aveva lanciato il piano parcheggi interrati da realizzare in città, sollevando non poche polemiche nel corso degli anni, che fecero la fortuna del Sindaco Pisapia che da subito lo cancellò, ora, come già annunciato, anche il Sindaco Sala rispolvera il piano parcheggi interrati e lo fa con sei progetti pronti a partire.

Infatti secondo la valutazione dell’amministrazione comunale, che le ha giudicate strategiche, sono state individuate sei aree idonee per la costruzione di autosilo ipogei.

Le prime quattro strutture in realizzazione potranno ospitare circa mille auto e l’obiettivo è quello liberare le strade dalla sosta di lunga durata e recuperare spazi da dedicare alla riqualificazione urbana, al verde pubblico, al trasporto pubblico e alle bici. Le aree prese in esame sono state dieci, già individuate dal Programma Urbano Parcheggi del 2003: Via Emilio Borsa Ovest (a Montalbino, tra piazzale Maciachini e via Murat), via Sant’Ampellio (Morivione, viale Giovanni da Cermenate), Largo Brasilia (Arzaga), Piazza Carrara, piazza della Repubblica lato est, Largo Scalabrini, via Tolstoj, via Borgogna, via Manin e piazza della Repubblica lato ovest. Non tutti i progetti hanno passato il test.

Anzitutto va detto che quello di via Borgogna è attualmente in fase di realizzazione ed è stato al centro di mille ricorsi al Tar, finalmente ora pare partito, sperando non rimanga troppo a lungo il cantiere. Seguiranno in ordine di realizzazione: largo Scalabrini (Lorenteggio, vicino a piazza Frattini), Largo Brasilia (sempre Lorenteggio, tra via Primaticcio e via San Giminiano), e Piazza della Repubblica lato est (che dovrebbe essere l’area a sud del piazzale, dove si restringe verso via Turati) con lavori che partiranno entro l’inizio del 2022 per una capienza totale di queste quattro strutture di circa 1.000 posti auto, seguiranno negli anni successivi il parcheggio per via Manin e Repubblica lato ovest (entrambi area Porta Nuova).

Scartati i progetti presentati per via Tolstoj, visto che dal 2003, nell’area è arrivata una stazione della M4, e piazzale Carrara (Chiesa Rossa, viale Giovanni da Cermenate) che verrebbe a trovarsi sotto un’area oggi dedicata a verde compromettendola (anche se a voler vedere, c’è un’ampia area lungo il naviglio che potrebbe benissimo ospitare il parcheggio sotterraneo e venire riqualificata in superficie, come abbiamo visto in un precedente articolo).

Per zona Borsa Ovest e via Sant’Ampellio (Morivione, angolo viale Giovanni da Cermenate), come riferiscono dal Comune: “sono tutt’ora in corso valutazioni con l’operatore concessionario da parte dell’area trasporti e sosta dell’amministrazione comunale”.

“Garantire la sosta per residenti e a rotazione è una nostra priorità meglio se in strutture interrate e dedicate”, spiega l’assessore alla Mobilità Marco Granelli. “Per questo è stato necessario ridefinire quali strutture devono essere realizzate rispetto ai mutati bisogni.

A indicare le differenze rispetto al vecchio piano era stato lo stesso Sala durante un’intervista al Corriere della Sera: «Il nostro piano non potrà essere come quello del buon Albertini, che magari fu criticato ma ebbe anche una buona idea. Non può essere così nella misura in cui non si possono fare progetti a 4 o 5 anni. Probabilmente oggi chi riesce a consegnarci un progetto per cui in un paio d’anni si realizza un parcheggio, lo aiutiamo in tutti i modi». Quindi, cantierabilità in tempi brevi e risorse certe.

Nel merito, la differenza riguarda il fatto che i parcheggi saranno destinati ai residenti e non come allora, per chi arrivava da fuori città, in modo da poter togliere quante più auto possibile dalle strade e liberare spazio in superficie a favore di una mobilità dolce. Più precisamente l’obiettivo è quello di liberare le strade dalla sosta di lunga durata e recuperare spazi da dedicare al trasporto pubblico, alla mobilità ciclistica e pedonale, al verde e, più in generale, alla riqualificazione urbana.

Unica cosa da sperare è che questi cantieri una volta cominciati finiscano nei giusti tempi e non creino problemi ai cittadini che abitano il quartiere, come è purtroppo successo rendendo il progetto un po’ fallimentare.

Tag: parcheggi, arredo urbano, mobilità, progetto

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


31 thoughts on “Milano | Mobilità – Un nuovo piano parcheggi sotterranei: sei in arrivo nei prossimi anni

    1. V

      Spero vengano pensate anche delle coperture (magari verdi) a queste entrate sotteranee.

      L’idea dei parcheggi non mi piace. E a quanto posso sentire, non piace a nessuno.
      I residenti di via Borgogna protestano con forza da anni! Ma credo che in futuro servirà!

      ( sempre meglio di una città caotica con macchine ovunque) anche io uso ma macchina, ma a volte come tutti voi mi imbatto in dei parcheggi da ritiro di patente. Veramente poco rispetto per pedoni e persone disabili.

      Milano verde credo sia il punto d’incontro per tutti.

  1. Und Tschüss!

    Programma parcheggi del 2003. ?!? Ma fino ad oggi questi cosa hanno fatto, quanti anni si sono persi e ora passeranno?

    1. Massimiliano

      10 anni buttati grazie alla giunta pisapia che pensava che le macchine dovessero sparire, in un paese dove tutto è pensato x far comprare auto e consumare carburanti super tassati. Ben vengano parcheggi auto sotterranei x residenti che liberano spazi x verde e arredo urbano,anche per piste ciclabili. Ma sicure e protette. Questi progetti dovrebbero moltiplicarsi in una città come Milano.

  2. Anonimo

    Finalmente.
    Peccato solo per i 10 anni persi dopo la sciagurata decisione populista di Pisapia di sospendere tutto, ma meglio tardi che mai.
    Che poi nel 2021 siamo anche più maturi e si spera vengano bene e senza i difetti e le tempistiche di Albertini un quarto di secolo fa.

  3. Ema

    Buonasera, non riesco a interpretare la mappa nell’articolo: i pallini celesti sono parcheggi già esistenti o da realizzare?

      1. Anonimo

        Bene
        Bisogna togliere le macchine dalla strada e utilizzarle sempre meno!
        In Viale San Gimignano (largo Brasilia) ci sono macchine sui marciapiedi parcheggiate in ogni angolo e non si riesce neanche a camminare!
        Bravi

  4. Rocs

    Ma quindi saranno a pagamento o gratuiti? Perché è evidente che se saranno a pagamento non li vorrà utilizzare nessuno comunque. Non credo che i buoni milanesi che escono la sera hanno voglia di parcheggiare a pagamento per un drink (sempre che siano aperti anche la sera). Per il giorno, nessun milanese si sposta a Milano con la macchina nelle zone centrali se non per necessità. Almeno spero

  5. Anonimo

    Limitare l’utilizzo delle auto in città è un errore, per il semplice fatto che questo poi forza le attività econimiche e la popolazione da Milano a emigrare all’esterno con ancora maggior consumo di risorse derivante dal pendolarismo e dall’aumento delle tratte percorse, molto più lunghe di quelle all’interno della città. L’eliminazione dei parcheggi erano ordini dall’alto molto in alto, governo romano e governo della ue, per aumentare i consumi quindi la produzione di auto e carburanti volevano limitare la mobilità delle persone in città per forzarle ad andare a vivere fuori Milano nelle villette che tra l’altro devastavano il territorio con il consumo di suolo e la sottrazione di altre risorse all’agricoltura. E’ del tutto evidente che questo modello di ostacolare la mobilità in città causa un aumento all’infinito il consumo di risorse non più sostenibile. Quindi la soluzione migliore non è ostacolare le auto, ma porre in essere le migliori codizioni di mobilità per qualsiasi mezzo in città, in modo da trattenere popolazione e attività in città evitando che migrino all’esterno con conseguente consumo devastante di risorse.

    1. Vast

      ? Ordini dall’alto? No alle auto per costruire villette in campagna? Vedo molta dietrologia infondata dietro queste affermazioni

  6. Wf

    Come volevasi dimostrare non hanno neanche incominciato a costrurli che fioccano le scuse degli autodipendenti per continuare a parcheggiare in divieto GRATIS sulle aiuole e sui marciapiedi.

    UN SUCCESSONE questi parcheggi sotterranei…

    Il re è nudo.

    1. Anonimo

      Se invece di creare fazioni opposte, ragionassi sulle logiche di base che dovrebbero regolare i comportamenti e le leggi, forse le discussioni potrebbero prendere pieghe costruttive. Se il prezzo da pagare per un servizio, eguaglia il deterrente per evitare un comportamento errato di utilizzo di quel servizio, c’è qualcosa che non va. O il prezzo del servizio è troppo alto o la multa è troppo bassa.

      1. Wf

        Ma guarda che sono molto d’accordo con te.

        Anche perché l’entità della multa equivalente a zero.
        (Perché non ci sono multe)

        Oppure se calcoli una serie statistica parcheggi/multe la curva asistotica tende allo zero equivalente. In termini di algebra lineare.

    2. Rocs

      Risposta evidentemente da chi probabilmente gode di una posizione privilegiata e non ha esigenze alcune di utilizzare la macchina (es abita in zona centrale, o non ha esigenze lavorative “particolari”, o non ha figli molto piccoli, o abita di fianco a un supermercato, o è anziano e può muoversi in tutta libertà all’orario che vuole e dove vuole, o chi più ne ha più ne metta). Aprire la mente e pensate a chi (e io non rientro in questa categoria) viene da fuori o non rientra in una delle categorie citate sopra come esempio

  7. Manuel

    “spiega l’assessore Granelli”… ma veramente? Urge presenza di persone con competenze per il settore della mobilità a Milano.

  8. Rocs

    Forse non ci siamo capiti. Io e tanti altri di Milano zone non troppo periferiche facciamo già a meno il più possibile delle auto. Ma parcheggi a pagamento non è una soluzione. Mi pare a Bisceglie fermata metro ci sia un parcheggio gratuito sotterraneo. Quella mi pare una soluzione. Si vede che le esigenze cambiano se abiti in una zona centrale (entro la circonvallazione interna direi). Ma bisogna essere veramente fuori dalla realtà per dire che parcheggiare a pagamento sia una soluzione degna

    1. Anonimo

      Il parcheggio di Bisceglie NON è gratuito. Ed è sempre pieno, anche se per un pendolare che non fa lavori da riccone a Milano pagare anche solo 2€ al giorno non è poca roba.

      1. Rocs

        Mia ignoranza a Bisceglie infatti ci vado (purtroppo) sempre con i mezzi pubblici o al max la mattina abbastanza presto nel caso ci debba andare in macchina (appunto per evitare traffico e trovare parcheggio) 🙂 comunque 2€ al giorno meglio che 2€ l’ora. Magari con convenzioni aziendali viene pure meno

    1. Vast

      Giusto, è una distinzione importante che viene spesso sottovalutata (ad esempio in piazza Sant’Ambrogio, i parcheggi pertinenziali sarebbero stati ragionevoli, quelli a rotazione che invece hanno fatto sono una vera idiozia).
      Ma per i pertinenziali innanzitutto bisognerebbe fare i cosiddetti Tognoli nelle nuove edificazioni (recupero sottotetti compreso, sono pur sempre urbanizzazioni primarie, no?) e la domanda di parcheggi pertinenziali sotto le aree a verde (che inevitabilmente verrebbero rovinate) diminuirebbe di molto

  9. Vast

    Ma via Manin che serve? È ben servita dai mezzi pubblici, residenti ce ne sono pochi… Mi sembra una strana idea, soprattutto se pensano di farlo a rotazione, è troppo centrale. E poi dove? Spero almeno nel secondo tratto, quello davanti all’agenzia delle entrate (prima non c’è posto)

  10. GArBa

    come dico da qualche anno ormai, se non si realizzano spazi di parcheggio in cui installare infrastrutture di ricarica, non si fa altro che ostacolare la mobilità elettrica. e questi spazi devono esistere nel centro delle città, dove le rimesse private sono scarse e costose e spesso l’installazione delle infrastrutture per la ricarica troppo onerose. Tra una decina di anni, con l’uscita della seconda/terza generazione delle vetture elettriche moderne, chi ha necessità dell’auto per spostarsi sarà sempre più invogliato a effettuare la transizione, le strutture devono essere pronte.

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