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Milano | Quartiere Adriano – Torre Dacia: Al via il restauro

La torre Dacia di via Ugo Tognazzi, con i suoi 77 metri e 22 piani è l’edificio più alto di Parco Adriano, il quartiere ancora in fase di realizzazione – da oltre 15 anni – tra Crescenzago e Precotto.

La torre, progettata da Paolo Caputo, è stata realizzata nel 2007 ed era un vero fiore all’occhiello architettonico di questo quartiere in sviluppo.

Come avevamo sottolineato lo scorso gennaio, la torre , solo dopo 13 anni di vita, ha seri problemi di copertura, infatti le facciate si stanno sgretolando, e ne abbiamo parlato recentemente con l’articolo sulle facciate ventilate di nuova concezione.

Noi, grandi osservatori del territorio, da tempo avevamo notato che la facciata della bella torre Dacia, ricoperta da balconatiure continue, nel corso del tempo si è deteriorata in maniera anomala e repentina (si nota dalle foto qui di seguito). Tanto che il condominio, a quanto pare, sta ricorrendo ad un intervento di restauro.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Crescenzago, Quartiere Adriano, Torre Dacia, Via Ugo Tognazzi, Restauro, Pannelli, Restauro, Facciata

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Quartiere Adriano – Torre Dacia: Al via il restauro

  1. Anonimo

    Se si guarda con ammirazione il modello dei grandi interventi realizzati in Cina in pochissimo tempo questi sono i risultati…tra qualche anno resterà ben poco di tutto questo effimero gigantismo, molti edifici degradati altrettanto velocemente e onerosi da mantenere in condizioni decorose.
    Un business per costruttori e filiera, il prossimo affare è S Siro, avanti, buon appetito.

    1. L.

      In realtà ci sono milioni di edifici in tutto il mondo costruiti grazie a questi “grandi interventi” che sono in ottime condizioni. Ovviamente tutto dipende dai materiali utilizzati. L’Italia è piena di edifici piccoli che cadono a pezzi nonostante siano relativamente recenti. Questo mantra che per ogni edifico costruito ci sia il solito signorotto del “buon appetito” ha anche stancato. Per decenni si è consumato il suolo per costruire le villette di voi boomer e ora che si riqualificano intere aree degradate vi scandalizzate.

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