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Milano | Acquabella – Le case nascoste dietro i palazzi di piazzale Susa

Una delle cose fantastiche dell’urbanistica di una città, senza alcun dubbio, è la sua inesorabile trasformazione.

Milano spesso si ricostruisce sul suo passato.

Una delle maggiori trasformazioni è avvenuta quando si decise di costruire la nuova Stazione Centrale spostandola dove oggi troneggia con le sue magnificenze marmoree (e non) in stile decò.

La vecchia Stazione Centrale di Milano si trovava dove oggi c’è Piazza della Repubblica, aperta nel 1864 e demolita nel 1931. Questo spostamento ha generato molte trasformazioni in città.

Oggi vi portiamo all’Acquabella, sul lato Nord-Orientale di piazzale Susa dove si trovano gli splendidi palazzi modernisti dei civici 11, 13, 15 e il numero 1 di viale Argonne. Ebbene, questi bellissimi palazzi, costruiti a partire dal 1933 sino al 1940, nascondono una piccola curiosità: infatti se si accede nei rispettivi cortili, si potrà notare una strana cortina di edifici di fine Ottocento e primi Novecento disposti in fila sul lato interno, quasi a formare una specie di via nascosta.

In effetti questi palazzi sono ciò che rimane del periodo storico dove il piazzale Susa non esisteva ancora ed era solcato dalle ferrovie e solo dalla strada Rivoltana (oggi via Giovanni da Milano).

Le case oggi invisibili dal piazzale, all’epoca si affacciavano direttamente sulla ferrovia.

Ad esempio, se osserviamo la facciata del palazzo di via Giovanni da Milano 2, accedendo nel cortile di piazzale Susa 13 o 15, possiamo notare che la stessa facciata decorata del primissimo Novecento prosegue all’interno di questo cortile (di solito le facciate “nascoste” non avevano grandi decori).

Sempre dal cortile del civico 15, si può notare persino che al piano terra vi sono ancora le aperture dei negozi, naturalmente ora chiusi. Anche la piccola casetta di tre piani sulla destra, un tempo si affacciava sulla ferrovia, mentre oggi è relegata all’interno di questo cortile. Al centro noteremo invece la presenza di un edificio recente realizzato qualche anno fa prendendo il posto di un vecchio garage.

Qui sotto la casetta giallo ocra, presente nella foto d’epoca a lato della locomotiva dell’immagine sopra.

Dopo la rimozione dei binari a partire dal 1931, per ridisegnare il piazzale Susa in perfetto rombo quale è, vennero costruiti i nuovi palazzoni anni Trenta che ancora oggi vediamo ma che di fatto nascosero le vecchie case ancora presenti.

Come dicevamo, in Piazzale Susa, a due passi dalle cascine denominate dell’Acquabella, venne realizzato un bivio ferroviario molto importante per la circolazione ferroviaria dell’epoca (a dire il vero già vi passava da diverso tempo la ferrovia che univa la stazione di Porta Tosa con Treviglio e il Veneto).

La data di attivazione del Bivio Acquabella non è mai stato chiarita completamente, ma a grandi linee si indica un periodo tra il 1861 e il 1864, anno di attivazione della vecchia Stazione Centrale. Il bivio verrà smantellato nel 1931 e successivamente l’area fu restituita alla città.

Piazzale Susa, attraversato dalla ferrovia, aveva in questo punto, anche un passaggio a livello che governava il flusso delle autovetture all’avvicinarsi dei convogli lungo la strada per la Rivoltana.

Per la cronaca va anche menzionato il grave incidente avvenuto proprio in questo luogo (a dire il vero qualche centinaio di metri verso piazza Novelli), quando poco dopo le ore 21 del 20 gennaio 1908 presso il bivio Acquabella, tre convogli ferroviari si scontrarono a causa di un errore di segnalazione da parte di un addetto ai blocchi del bivio. Nell’incidente persero la vita 7 persone e 23 rimasero ferite. La tragedia suscitò grande commozione nella città di Milano ed ebbe grande eco sui mezzi d’informazione del tempo. Fu anche fonte di cinque interrogazioni parlamentari rivolte all’allora ministro dei Trasporti pubblici del terzo Governo Giolitti, Giulio Rubini.

Rimosso il rilievo ferroviario, la piazza prese finalmente forma romboidale, grazie alla costruzione dei nuovi palazzi.

I palazzi in questione sono i civici 11, 13, 15 di piazzale Susa e il numero 1 di viale Argonne.

Sono stupendi esempi di architettura modernista, tra i quali menzioniamo: il civico 11, realizzato su progetto di Angelo D’Amico nel 1935 (angolo con via Giovanni da Milano); il civico 13 del 1935 che presenta un interessante gioco con bovindo incastrati nei balconi in muratura (sconosciuto al momento, l’architetto); il civico 15 realizzato su progetto di Giuseppe Martinenghi nel 1934 il quale presenta quattro stupende sculture probabilmente (non siamo riusciti ad avere notizie certe) dal noto scultore del periodo, Leone Lodi; per ultimo citiamo anche il bel palazzo d’angolo con ingresso da viale Argonne 1.

Riferimento fotografico: Roberto Arsuffi – Info: Gabriele dell’Oglio; Tulio Terna Vicenti

Tag: Acquabella, piazzale Susa, via Giovanni da Milano, Ferrovie, viale Argonne, Curiosità

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Acquabella – Le case nascoste dietro i palazzi di piazzale Susa

    1. Albe

      Chissà che gioia quando hanno tolto la ferrovia adiacente a quelle case per fare un enorme piazzale, un po’ meno quando poi gli hanno costruito davanti una fila di palazzi di 8 piani…

  1. Adriana

    Abito in Viale Romagna e non avrei mai immaginato quello che ho letto ieri!
    Appena mi sarà possibile, vostro articolo alla mano, farò un giro fra quei palazzi.
    Grazie!

  2. Ludovico

    Bellissimo articolo si questa piccola archeologia del nostro quartiere..io sarei molto interessato alle casette di viale Argonne costruite dopo la guerra per i sinistrati…oltre che alle foto sarei molto curioso di sapere come erano all’interno..esistono planimetrie dell’epoca o addirittura fotografie? Per me sarebbe molto bello in quanto me le ricordo bene ma ai tempo erano già invia di demolizione o quasi

  3. Eliana

    e in pratica la cascina Acquabella, da dove la nostra zona prende il nome , si trovava dove poi costruirono l’edificio della Standa ecc.
    si può ricostruire come fu la transizione da cascina alle costruzioni del dopoguerra? forse lo avete già spiegato in qualche altro articolo… ora me lo vado a cercare
    e molte grazie per questi racconti dettagliati

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