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Milano | Porta Magenta – L’eleganza perduta di via Vincenzo Monti

Spesso si fa riferimento al degrado delle periferie, che poi, girandole come facciamo noi, non tutte sono così “tremende”, anzi, ci sono esempi dove l’ambiente urbano è molto meglio di vie centrali, come possiamo osservare in alcune vie come quelle di Niguarda (Via Maestri del Lavoro o Via Tremiti), all’Arzaga (via delle Mimose o Via Privata Ludovico Cavaleri) oppure al Quartiere Forlanini, per citarne qualcuno.

Certo, in centro le case sono eleganti e i monumenti abbondano, ma ci sono vie che sono trascurate e malmesse in maniera indecorosa. Una di queste è via Vincenzo Monti nel distretto di Porta Magenta.

Via Vincenzo Monti è un’elegantissima strada cittadina sorta verso la fine dell’Ottocento e dove la maggior parte dei palazzi che vi si affacciano sono sorti al contempo, al cavallo del secolo scorso per una borghesia rampante e che si andava sempre più affermando in città e in Italia, molti trasferitisi nel nuovo quartiere nei nuovi palazzi lasciando sontuose dimore del centro storico che presto avrebbero lasciato il posto a nuovi uffici.

La via inizia da Largo Paolo D’Ancona e termina in Piazza VI Febbraio attraversando il bel quartiere Magenta/Pagano e attraversando architettonicamente tutto il XX Secolo in modo elegante.

E’ una via ombreggiata da secolari bagolari che la fanno sembrare, nei mesi caldi, un bellissimo tunnel verde e quasi fresco (come ci piacerebbe che tutte le vie fossero così).

Ma il fascino della via si frantuma sui marciapiedi e sulla rizzata sistemata più di un secolo fa ai piedi degli alberi e che oggi andrebbe senza alcun dubbio ripristinata e sistemata.

Noi abbiamo fatto un po’ di foto per mostrare lo stato disastroso della rizzata, graziosa sistemazione che, in modo elegante, ricopriva la piccola aiuola dove gli alberi sono cresciuti. Oggi questo selciato fatto di ciottoli di fiume è distrutto in più punti, asfaltato miseramente in altri o imbruttito con stupida ghiaia.

Qualche negozio ha provveduto a sistemare l’aiuola con un po’ di verde.

Proseguendo, via Vincenzo Monti, non migliora di certo.

Noi speriamo sempre che il Comune, prima o poi intervenga e sistemi preservando anche questo raro esempio di arredo urbano ottocentesco.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Porta Magenta, via Vincenzo Monti, Arredo urbano, Largo Paolo D’Ancona, Piazza VI Febbraio

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Porta Magenta – L’eleganza perduta di via Vincenzo Monti

  1. Norrsken

    Ormai il trend di trasformazione della citta di Milano ricorda il medioevo dove c’erano i signorotti nei loro castelli ecc. e fuori c’era…la palta.

  2. Anonimo

    Una delle zone più suggestive e caratteristiche della nostra città, frequentata da moltissimi dei turisti che visitano milano e le sue opere d’arte come Santa Marie delle Grazie o la Chiesa di San Maurizio totalmente abbandonata all’incuria e mancanza di manutenzione.
    Oltre a Vicenzo Monti anche altre vite del quartiere versano ln uno stato pietoso come Corso Magenta, Largo D’Ancona per non parlare della via Carducci che può solo essere definita come una anacronistica autostrada in centro città unica nel suo genere in tutte le capitali europee.

  3. Anonimo

    Abito in zona. Ho chiesto al municipio 1 se hanno in programma degli interventi. Mi è stato risposto di no. Non ci sono soldi e la priorità è alle periferie. Hanno detto che al massimo, se l’amministrazione centrale fornirà fondi e qualche privato si farà avanti, verranno sistemati alcuni tratti.

  4. Anonimo

    Ma con i nuovi Assessori, dove è finito l’Arredo Urbano?

    E’ rimasto col Verde e passato all’Ambiente o è rimasto come appendice cenerentola dell’Urbanistica col nuovo nome di “Rigenerazione Urbana”??

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