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Milano | San Siro – Nuovo Stadio: si farà, ma non per il 2026

Questa mattina si è tenuto un incontro a Palazzo Marino tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e i rappresentanti delle società F.C. Internazionale e A.C. Milan. Perciò è stata espressa la posizione del Comune di Milano sul progetto del Nuovo impianto sportivo da realizzarsi a San Siro.

“I prerequisiti fondamentali per poter passare alla fase esecutiva del progetto stadio sono tre.


Il primo è che il nuovo stadio dovrà sostanzialmente rispettare le linee e i volumi contenuti nello studio di fattibilità che è già stato presentato all’Amministrazione. 


Il secondo punto chiede una riconversione dell’area dell’attuale Stadio al fine di sviluppare il progetto del distretto dello sport e entertainment, in un contesto verde (anche in questo caso come da dossier già presentato). A prescindere dal timing di realizzazione del nuovo stadio, la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2026 si svolgerà nell’attuale impianto, come tributo alla sua gloriosa storia.


Infine, terzo e ultimo punto, che le concessioni di diritti volumetrici per sviluppi urbanistici accessori allo stadio non deroghino a quanto consentito dal PGT vigente.”

Le due società si sono dichiarate d’accordo rispetto a queste proposte. A questo punto ritengo che la Giunta possa procedere rapidamente a deliberare il pubblico interesse”.

Ad ogni modo, sarà molto difficile che il nuovo stadio di San Siro sia completato in tempo per i Giochi di Milano-Cortina 2026. Lo ha detto l’ad dell’Inter, Alessandro Antonello, dopo l’incontro a Palazzo Marino. “Dopo due anni di pandemia sono slittati i tempi – ha spiegato Antonello -, non ci sarà sicuramente per le Olimpiadi e ci sarà San Siro”. All’incontro era presente anche il presidente del Milan, Paolo Scaroni.

“C’è una roadmap che seguiremo e ci auguriamo che sia propedeutica ad una velocizzazione del processo di approvazione”, ha detto Antonello parlando del percorso per arrivare a definire il progetto del nuovo stadio. Il Ceo nerazzurro ha detto alla Gazzetta che “Non si è ancora arrivati” a parlare di aspetti tecnici riguardo alle metrature.

Qui altri articoli sul progetto Stadio di San Siro.

San Siro, Studio Populous, Stadio, Manica-Sportium, Comune di Milano, AC Milan, FC Internazionale, Milan, Inter, Calcio

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


49 thoughts on “Milano | San Siro – Nuovo Stadio: si farà, ma non per il 2026

  1. Anonimo

    Va beh, ma questo era già chiaro. Il dossier che ha portato a vincere le olimpiadi del 2026 aveva come luogo fulcro della cerimonia proprio lo stadio di San Siro. Sarebbe stato controproducente cambiare luogo.

  2. Anonimo

    Sala ha detto anche:
    “A questo punto ritengo che la Giunta possa procedere rapidamente a deliberare il pubblico interesse.”

    Che cosa si intende per “pubblico interesse”?
    Richiederà un ulteriore passaggio in giunta oppure consiglio comunale prima dell’OK definitivo?

  3. Anonimo

    Cosa ci guadagna il comune di Milano ad avere il nuovo stadio?
    Il vecchio stadio verrà acquistata dalle squadre, ceduto o verranno fatte opere compensative per ripagare?
    Oggi le squadre pagano l’affitto al comune (10 milioni di euro / anno circa). Sarà un problema per le casse comunali non avere più questa entrata?

    1. Anonimo

      Dal punto di vista economico questo progetto sarà solo vantaggioso, si potrà discutere sull’impatto sul quartiere una volta che il progetto sarà definito ma è evidente che il Comune ci guadagnerà.

  4. Andrea

    Il comune ci guadagnerà se farà la sua parte nella stesura del progetto definitivo del nuovo complesso.

    In particolare il compito del Comune dovrà essere quello di sfruttare l’intervento per unire la città ed evitare l’effetto isola che c’è in Tre Torri o a City Life.

    Esempio: chi raggiunge la città tramite la ciclabile di via Novara e vuole arrivare a Lotto dovrà poter attraversare il nuovo complesso e raggiungere la già esistente ciclabile di viale Caprilli che potrebbe a sua volta essere riqualificata. Oppure chi abita nel quartiere Harar dovrebbe poter raggiungere comodamente a piedi (o in bici) il nuovo complesso tremite un comodo attraversamento di via Harar.

    Anche la direttrice via San Giusto – via Patroclo – via Montale – via Cilea è inutile anacronistica e controproducente: tra quartieri ci si deve muovere o in bici o con il TPL. Si potrebbe decidere di rimuovere il sottopasso o dedicalro solo a bici e TPL.

    1. Albe

      Ma dai, chi entra da via Novara in bicicletta? Anche il sottopasso a meno non intralci il cantiere è un’infrastruttura che sarebbe un peccato perdere.
      L’iniziativa dovrà sicuramente essere interconnessa con ciclabili verso il centro ed il parco Trenno ma proprio in virtù di questo gli assi principali viari vanno mantenuti. Le macchine ci sono, ci saranno e se ci sono strade dedicate vanno mantenute, se si prestano a diventare viali multifunzione in assenza di meglio va bene altrimenti ci lasci solo le macchine e togli spazio all’asfalto dalla viabilità secondaria, più sostenibile

    2. Anonimo

      Ma scusa quale sarebbe l’effetto isola in Tre Torri o City Life? Per raggiungere la BAM, per esempio, ci sono diversi percorsi che si possono fare con ciclabile. A Tre Torri questa possibilità in effetti è meno presente ma conto che una volta terminato l’intero progetto, con gli oneri di urbanizzazione, siano realizzati più percorsi ciclabili.
      In ogni caso i due progetti menzionati non mi sembra proprio che si possano considerare “isole”, anzi, mi sembrano proprio vissuti.

      1. Andrea

        L’ho chiamato “effetto Isola” perché i due nuovi quartieri non hanno contribuito a connettere la città, non hanno donato alla città nuovi collegamenti significativi che avrebbero potuto favorire una mobilità sostenibile.

        Di tutto l’intervento di Porta Nuova solo due nuove connessioni sono state create: una via pedonale da Corso Como a via De Castilla (che per molti commentatori del blog dovrebbe essere interdetta al traffico ciclistico e che comunque in ogni caso non è palesemente adatta al traffico ciclistico), il ponte pedonale (venduto come ciclo-pedonale) su Melchiorre Gioia che collega Gae Aulenti con la Torre Solaria (oppure, se abbiamo voglia di farci le scale, possiamo dire che collega Gae Aulenti con Porta Nuova).

        Garibaldi è ancora raggiungibile solo attraversando la strada, la ciclabile di Viale della Liberazione termina prepotentemente davanti ad un tunnel esclusivamente automobilistico (neanche il TPL ci passa) a due corsie per senso di marcia, Melchiorre Gioia continua a tagliare in due la zona (a meno del suddetto ponte pedonale di dubbia utilità) e via Sassetti continua ad essere una via senza senso a due carreggiate inutilmente larghe che non aiuta pedoni e cliclisti a raggiungere forse l’unico attraversamento logico della BAM cioè quello che da Sassetti porta alla rampa chiamata “Passeggiata Luigi Veronelli”.

        Insomma gli attraversamenti Est – Ovest sono possibili solo tramite il tunnel automobilistico e quelli Sud – Nord solo tramite due vie pedonali studiate apposta per essere fruibili solo dai pedoni in modalità shopping/perdi-tempo.

        Per Tre Torri è tutto molto più evidente, basta guardare la mappa per vedere che è un “isola” circondata da un’autostrada, sembra un’area progettata apposta per mantenere scollegate via Domodossola con via Domenichino o Piazza Firenze con Piazza Buoonarroti.

        1. _

          Surreale. 🙂

          Dimentica completamente che la maggioranza dei milanesi se ne infischia dell’auto e della bici e si sposta con i mezzi pubblici.
          E le due sedicenti “isole” sono attraversate da varie linee di metro e S.

          Ben vengano nuove linee di metro e nuove “isole” come Citylife e Porta Nuova!

          1. Anonimo

            Però che discorso è, se tu non usi la bici non è detto che altri non la usino.
            In un paio d’anni Milano potrebbe tranquillamente puntare al 20% di spostamenti fatti in bicicletta (ora mi pare che sia all’8), in alcune città del nord Europa si arriva a cifre attorno al 40%
            Non sottovalutate la bici come mezzo di trasporto, è piccola, occupa pochissimo spazio rispetto a un’automobile e non fa rumore, per questo pensate che la mobilità siano solo auto, bus e metropolitane ma non è affatto così.

          2. Anonimo

            SOLTANTO ATM, ogni giorno trasporta quasi un milione di passeggeri.

            Se le bici rappresentassero l’8% degli spostamenti, parleremmo di 80.000 bici in giro per Milano ogni giorno, ma è vero?
            E non ho contato le auto…

          3. Andrea

            @Anonimo 30 Ottobre 2021 11:03
            Ci potrebbe anche stare eh, solo in corso Buenos Aires ne passano 8000 al giorno, il 10% di quegli 80 000 in una sola via di Milano.

          4. Anonimo

            L’equivoco è che la ricerca cui Andrea sembra riferirsi (Polinomia) dice che l’8% dei Milanesi usa la bici, non che l’8% degli spostamenti è fatto in bici.

            Gli spostamenti sono molti di più, perchè anche l’8% dei Milanesi che usa la bici, talvolta usa anche i mezzi pubblici, gli scooter e le auto (a meno che non siano talebani).

            Questo non toglie niente al fatto che la bici sia un’ottima soluzione per gli spostamenti in città, ma spiega anche perchè molti milanesi pensino che oltre che alle piste ciclabili servirebbero nuove linee di metro e tram più veloci.

          5. Andy

            Anonimo delle 11.03…
            Atm serve un’area di 1000 km2 dove ci sono 2,9 mln di residenti.
            La cifra di 1 milione di persone si riferisce solo alla metropolitana, prima dell’apertura della M5. Ora sono 1,3 mln. Non ho il dato dell’intera rete Atm ma credo arrivi a 2 mln di utenti ogni giorno.

        2. Anonimo

          È curioso come si possa vedere il mondo in modo diverso. Io vedo la possibilità di andare da Isola (il quartiere) al Duomo a piedi incrociando solo un paio di assi viari primari (e un paio di viabilità secondaria, per usare il tuo linguaggio). Una mezz’ora di passeggiata virtualmente ininterrotta per shopping e perditempo o brevi tratti metro/ufficio senza auto fra i piedi per i lavoratori indefessi che vanno di corsa alla milanese… e questo largamente grazie a Porta Nuova. Un ciclista può seguire lo stesso percorso andando a passo d’uomo, oppure usare la ciclabile Gioia/S. Marco e andare a velocità da Tour de France. Io pedalo con piacere in entrambe le direzioni (e mi avventuro persino ad attraversare M. Gioia in bici per prendere la ciclabile di Liberazione, incrocio semaforico, non guado del Rio delle Amazzoni)

          Al BAM giocano decine di bambini, passeggiano venti sia di turisti e passano la pausa pranzo dozzine di impiegati. L’isolamento che descrivi è solo nella tua testa piena di pregiudizi

          1. Andrea

            Boh, leggo il tuo commento e sono d’accordo con te, non capisco come tu non possa essere d’accordo con me.

            Concordo con il fatto che i nuovi collegamenti siano dedicati esclusivamente a turisti o gente che fa shopping e che ha mezz’ora da buttare per raggiungere il centro.

            Concordo con il fatto che i collegamenti ciclabili siano rimasti quasi inalterati rispetto a prima (vedi Melchiorre Gioia) oppure costringono i ciclisti a viaggiare a passo d’uomo.

            Concordo con te sul fatto che il nuovo quartiere sia una meta dove si va per lavorare o per andare al “parco”.

            Insomma (questa forse è la parte dove non concordiamo) tanti servizi per ricchi o turisti ma nulla di utile per i milanesi. Come va di moda dire qua: “Meglio di quello che c’era prima”.

          2. Anonimo

            Caro Andrea,
            Allora concorda pure sul “breve tratto metro/ufficio senza auto tra i piedi”. Le fermate Garibaldi, Isola, Gioia, Moscova, volendo pure Monumentale, Centrale e Repubblica sono utilizzate da migliaia di milanesi e non che lavorano nella zona (numero destinato a crescere notevolmente quando tutto il centro direzionale sarà completato)

            Il BAM, Gae Aulenti , Corso Como costituiscono un ponte che consente a queste persone (che potrebbero adombrarsi se le chiamassi ricchi turisti) di recarsi al lavoro senza quasi vedere un’auto nel tragitto fra metto d luogo di lavoro.

            I bambini che popolano il parco non saranno altrettanto importanti rispetto ai milanesi a cui fai riferimento tu (definizione di milanese che non include anche ricchi, turisti, utenti di mezzi pubblici, lavoratori… non so esattamente chi rimanga… tu, probabilmente) oppure potrebbero ricadere nella categoria dei turisti visto che non lavorano e si svagano, ma per sei-otto mesi l’anno riempiono aiuole e zone attrezzate. Vieni s ad veder a giugno e luglio i centri estivi con un centinaio di marmocchi e riparliamo del concetto di “isola separata da

            La ciclabile di Melchiorre Gioia va benissimo e attraversarla anche senza passerella è fattibilissimo (e anche più rapido che non dover salire e scendere). Io lo faccio con i miei bambini delle elementari ciclomuniti. Spero che il riferimento ai minorenni non faccia scattare l’associazione mentale con i turisti perdigiorno. Quella di via liberazione, attraversato M. Gioia, permette di attraversare il parco in 75 secondi cronometrati spingendo la bici per poi I go farla nuovamente verso Via de Castilla per andare verso Isola o il cavalcavia sopra Garibaldi

            Certo se il ciclista di motiva solo con auto strade dedicate rettilinee con posto di rifornimento d massaggiatori gratis…

            Ci sono decine di zone di Milano che sono ancora ad anni luce da essere pedalabili. Qui, sbagli esempio, per visione ideologica anti-sviluppo privato

          3. Andrea

            Sono per uno sviluppo privato moderato e organizzato attivamente dal Pubblico.

            Non prendiamoci in giro, sappiamo tutti che ai tempi della progettazione e realizzazione di PN il Pubblico pensava al piano parcheggi per consentire un raddoppio del numero di auto in ingresso nella città da 1 a 2 milioni, a quei tempi il PUMS era una cosa da “ideologia”, come dici tu. Nel frattempo (2011) ad Amsterdam, carichi di ideologia, realizzavano anche loro un tunnel vicino alla stazione del treno, totalmente ciclabile, per evitare ai ciclisti la circumnavigazione la stazione e risparmiare così ben 2 minuti, altro che scale!

          4. Anonimo

            Sta di fatto che pubblico o privato, moderato o disorganizzato, ideologico o meno, l’intervento è molto apprezzato dai più: chiedi a cento persone prese a caso tra quelle che vivono in zona e poi ad altri cento che ci lavorano e poi ad ulteriori cento che ci vengono per diporto cosa pensano dell’intera area e senti un po’ la risposta.

            Io abito ad Isola (scritta con la I maiuscola) e pressoché tutti quelli che conosco sono felicissimi dell’area di Porta Nuova, in termini assoluti e non solo confrontandola con lo sfacelo che l’ha preceduta. Che sia uno zoo per ricchi e turisti (ma soprattutto ricchi turisti) completamente alieno ai quartieri circostanti è un concetto che alberga solamente nella tua testa

            È curioso che tu citi Amsterdam perché tra i miei amici che più hanno ammirato il parco c’era una coppia olandese che abita proprio su canali di quella che si spartisce con Brugge il titolo di Venezia del Nord.

  5. Anonimo

    Bah, io vado spesso nel “ nuovo quartiere “ anche per fare la spesa al supermercato
    rigorosamente in auto perche in bici mi sarebbe complicato, posteggiando nel comodissimo parcheggio sotterraneo.
    Non essendo ne ricco ne turista fammi sapere se concordi o devo cambiare abitudini

    1. Anonimo

      In ogni caso il numero di ingressi in auto in città se non è raddoppiato poco ci manca, forse se il tanto vituperato piano parcheggi fosse stato attuato avrebbe tolto molte auto in superficie e i famigerati “SUV sul marciapiede”

  6. Michele

    Al posto dei parcheggi in strada si può delineare ciclabili, non come adesso restringono le carreggiate e fanno solo i danni. Le strade devono essere scorrevoli come in Svizzera, se vuoi parcheggiare entri in autosilo paghi e fai le tue cose. Solo che così devono investire sui costruzioni di nuovi parcheggi sotterranei. Anche per la sicurezza quando vado in auto così vedo tutti i punti della strada e non mi toglie la visione la fila di auto parcheggiate. Per quanto riguarda il tunnel secondo me lo devono spostare con entrata dall’ autostrada, chi arriva da a8/a9 entrerà direttamente in sottopasso facendo magari un grande parcheggio la giù.

    1. Anonimo

      Anch’io penso che più parcheggi sotterranei sarebbero utili e necessari. Ma anche scavando ogni centimetro cubo di sottosuolo ancora disponibile, si aprirebbero spazi per posteggiare per una percentuale modesta delle auto che ora riempiono strade e piazze. E si avrebbe l’impressione sbagliata che si possa continuare a concepire la mobilità ancora con l’auto come perno centraie

      L’unica soluzione è la combinazione di azioni profonde ed incisive, mentre troppo spesso in questi dibattiti sembra che ci sia una singola panacea di tutti i problemi. Più parcheggi (comunque soluzione di lungo periodo) e a pagamento (punto su cui nessuno protesta finché il concetto è su carta, ma quando si toccasse veramente il portafoglio il discorso cambierebbe), meno posti auto con linee blu e più con linee gialle per residenti (ma il pass residenti a pagamento), più ampie zone pedonali e ciclabili, infrastrutture per le bici (rastrelliere, tettoie) oltre a percorsi dedicati, lotta senza quartiere al parcheggio selvaggio e abusivo con dissuasori che lo prevengano e multe che per frequenza ed entità lo scoraggino, allargamento dell’area C con criteri d’accesso più stretti e con accessi a pagamento più salato, incentivi di ogni genere per il maggior uso della rete di trasporto pubblico che in città è eccellente.

      Una sola di queste misure è insufficiente. La combinazione di queste (e magari altre che non ho elencato) è l’unica soluzione al problema

    2. Michele

      Magari non sei molto intelligente per capire che stavo scrivendo di viali scorrevoli e ovvio che non di vie residenziali, tanto che li non servono neanche le ciclabili. Come si fa a fare uno schifo del genere con una corsia come in viale Zurigo? Piuttosto togli il parcheggio per fare 2-3 corsie per senso di marcia. O in corso Sempione mettere il parcheggio in carreggiata centrale? C’era da fare quel progetto di parcheggio interrato alla fine del corso, ma hanno scelto il solito-stringere la carreggiata. Se nel mondo attuale bisogna convivere con la gente che dalla campagna si sono spostati in città con la bicicletta, le strade di Milano sono abbastanza larghe per far spazio a tutti

      1. Andrea

        Ti sbagli, la campagna è il luogo più adatto all’uso dell’auto: poca densità abitativa e lunghe distanze da percorrere per raggiungere i servizi.

        Al massimo è la gente di campagna che si è spostata in città che deve convivere con la gente di città che usa la bici.

        E no, le strade di Milano non sono abbastanza larghe per fare spazio a tutti indiscriminatamente, in ogni via vanno dettate delle priorità e di conseguenza devono essere penalizzati certi tipi di trasporto e favoriti altri.

  7. Anonimo

    No, le auto (o le suro nel tuo vocabolario) possono essere sostituite come mezzo principale di trasporto da trasporto pubblico (principalmente) e mobilità leggera. La bici può essere mezzo di trasporto oltre che da diporto.

    Quanto leggo i tuoi acuti interventi, il termine lungimiranza non è esattamente il primo che mi viene in mente. Faziosità ideologica mi viene più facile da associare a te

    Fai il paio con il tuo amico Andrea. Schieramenti fieramente opposti, ma pregiudizi concettualmente identici. Curioso che arriviate alla stessa conclusione: uno dice che le biciclette sostituiscono le passeggiate, l’altro che un parco è solo per turisti e perditempo. Meno male che la laboriosità meneghina non si basa sule vostre illuminate teorie

    1. Andrea

      Il BAM non è un parco, al massimo è la nuova concezione di parco dal punto di vista dei provivati per i quali andare al parco non significa più ammirare il laghetto con i cigni ma il muovo gioiellino appena costruito da 100 e passa metri (e ovviamente anche l’insegna che ci sta sopra).

      Per il resto, se il commento 07:39 è tuo lo condivido al 100% e continuo a pensare che il progetto di riqualificazione di PN ha seguito poco o niente dei punti che hai espresso, soprattutto ha sftuttato pochissimo le enormi potenzialita che aveva l’area per realizzare ciò che auspichi.

      1. Anonimo

        Nel laghetto al BAM ci sono anatre, ma forse parli per sentito dire o per presunzione di conoscenza basata su pregiudizi (lo sviluppo è stato condotto da privati = speculazione da palazzinari e orrore completo)

        Avevo scritto io il post a cui fai riferimento. Nella zona, in cui tra l’altro vivo (e non in un appartamento su torre milionaria) molti dei punti che ho elencato sono presenti, ad iniziare da un tunnel che elimina anche solo la visione delle auto da un grande lotto di terreno e dalla possibilità di combinare trasporto pubblico (metro, treni) con mobilità leggera (camminare, bici di proprietà e bike sharing). Nell’area sviluppata negli ultimi due decenni e tuttora in fase di rinnovamento, ci sono sempre meno posteggi e l’intero parco (per me trattasi di parco) è un dissuasore per la sosta selvaggia. Non ho mai visto una sola auto sui vialetti. Per le biciclette, in due minuti di circumnaviga l’area o la si attraversa spingendo il mezzo, lasciando spazio a pedoni e bambini, che sia nella tua visione sua in quella di Si Tav sono specie di cui augurarti la scomparsa

        Certo se il punto di partenza è che qualsiasi cosa che sia sviluppato privatamente è a priori opera del demonio, allora ogni altro punto che elenchi ne discende in modo coerente. Inclusive torre architettonicamente orribili occupate da multinazionali che affamano il popolo

        1. Andrea

          Laghetto? Intendi la fontana che sta vicino alle impalcature del pirellino? Ma tu l’hai mai visto un lago o parli per sentito dire?

        2. Anonimo

          E va be’ , come al solito pur di avere l’ultima parola il ns. fine polemista Andrea ci spiega la differenza tra laghi laghetti fontane cigni e anatre.

        3. Anonimo

          Andrea, quando chiuso in un angolo da fatti inoppugnabili contro la tua retorica basata su fantasie, sembra che cerchi disperatamente di peggiorare la situazione…

          Ma siamo certi che tu ritenga di essere un eroe dell’umanità e dei velocipedi

  8. Andre

    “parlare di bici come soluzione del traffico è da imbecilli” è un insulto da argomentare.

    Specialmente quando si parla di “pubblico’ i “costi” delle opere non sono solo economici.

    “Verde” non è tutto ciò che è di colore verde, non è un obiettivo da raggiungere fine a sé stesso ma deve essere realizzato in modo che abbia delle utilità pratiche, altrimenti non si parla più di verde ma di “greenwashing” o, in italiano, “ipocrisia”.

  9. Anonimo

    A parte il linguaggio che utilizza tutti per riempire la vuotezza dei concetti, le bici non sono la soluzione del traffico. Possono essere parte della soluzione, anche se la quota maggiore deriva dall’aumento dell’utilizzo del trasporto pubblico che in città è ottimo, se non lo si guarda con lenti ideologiche, il miglioramento del servizio pubblico in entrata a Milano (che invece ottimo non è) e la necessaria graduale ma significativa diminuzione del numero di veicoli circolanti e posteggiati

    Su San Siro, avrei posizioni di partenza simili alle tue, ma le espressioni da cloaca con cui propugni le tue gracili idee, me le stanno facendo riconsiderare.

    Tu e Andrea leggere tutto attraverso le lenti nere e rosse che la vostra scarsa capacità visiva vi richiede di indossare

    1. Anonimo

      “anche se la quota maggiore deriva dall’aumento dell’utilizzo del trasporto pubblico che in città è ottimo”

      Purtroppo a Milano è buono solo il servizio della Metro.

      Tram e bus invece lasciano molto a desiderare perchè sono impantanati nel traffico. Traffico che purtroppo anche le bici creano in modo veramente massiccio (per via delle nuove ciclabili).

      Ovviamente non dico di non fare le ciclabili, ma qualcuno si deve rendere conto che a continuare a scoraggiare le auto creando ingorghi, si ottiene il risultato di uccidere ancora di più la già risibile velocità media dei mezzi pubblici di superficie.

      1. Anonimo

        Questo contorto pensiero mi sfugge. Sono le bici e non le auto che creano ingorghi e riducono la velocità dei mezzi di superficie? Dissuadere l’uso degli autoveicoli renderà meno fluido lo scorrimento di bus e tram? Complimenti per la logica

        Le linee di superficie con corsie dedicate funzionano bene. Allora tu mi dirai che se ne devono creare di più, ma mantenendo le sedi stradali per traffico privato e pure trovare spazio per ciclabili, e perché no?, aumentare lo spazio per pedoni e magari riaprire i Navigli… tutto insieme. Sei un mago

      2. Wf

        Per fortuna che i cretini sono in minoranza in città.

        E che al voto restano minoranza.

        Alla fine della fiera l’intelligenza vince al di la degli sproloqui deliranti illogici fatti dai boomer anni 50 qui su urbanfile.

        La maggioranza dei milanesi ha capito benissimo quanto siano importanti ciclabili come qielle di Buenos Aires e viale Monza.

        Win

      3. Anonimo

        Qualcuno di voi ha idea di quanto è aumentato il tempo di percorrenza della 58 dopo che è stata fatta la ciclabile di Legioni Romane?

        Non riducete sempre le discussioni a bar sport anti-auto o ad insulti contro la presunta età di chi scrive…

      4. Andrea

        @Anonimo 10:37 non so, tu la usi la 58? Diccelo tu, è facile: in media quanto impiegavi prima per arrivare a destinazione? In media quanto impieghi oggi?

        Penso che nessuno abbia fatto un calcolo simile per il semplice fatto che via Legioni Romane è rimasta dritta e ad una corsia esattamente come era prima, l’unica differenza è che ora è più difficile superare i limiti di velocità ma non penso che per l’autista della 58 questo sia un problema.

  10. Anonimo

    Il Comune di Milano valuta un “grande piano” per i parcheggi sotterranei

    Il sindaco di Milano Beppe Sala aggiorna l’idea di Gabriele Albertini annunciando un piano di parcheggi sotterranei

    1. Anonimo

      Ahah, i “cretini” che hanno vinto le elezioni non conoscevano programmi ( ogni riferimento a commentatori che iniziano per w e finiscono per f e’ puramente casuale)

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