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Milano | Duomo – Conclusi i restauri alla Sacrestia Aquilonare

Presentato il restauro della Sacrestia Aquilonare del Duomo di Milano: viaggio alle origini del luogo più antico della Cattedrale.

Dall’11 dicembre, tour guidati per scoprire il colore e la pietra portati a nuova luce grazie all’intervento triennale appena concluso dalla Veneranda Fabbrica.

Una città antica e ricca di arte come Milano, che si trova in uno dei paesi più ricchi d’arte come l’Italia, spesso non ci si accorge di quello che si ha sotto il naso.

Quante volte sarete entrati in Duomo e tra le molte bellezze presenti avrete visto distrattamente gli ingressi alle due sagrestie, quella settentrionale detta Aquilonare e quella meridionale, detta Capitolare.

Mentre ormai mesi fa si sono conclusi i lavori di pulitura delle prime campate del fianco sud e del transetto nord interno, si sono portati a buon punto anche i restauri delle due Sacrestie.

Le Sacrestie sono luoghi di uso quotidiano e testimonianze della storia della Cattedrale e necessitavano di restauri ai paramenti e agli affreschi che ne decorano le volte, parti tra le più antiche del Duomo.

La Veneranda Fabbrica celebra oggi un nuovo importante traguardo: il completamento del restauro della Sacrestia Aquilonare del Duomo di Milano.

Un ambizioso intervento avviato nel 2018 e proseguito per un triennio, nonostante le numerose difficoltà insorte a causa della pandemia, in primis per il duro impatto economico che, con la crisi del turismo, ha esercitato sull’attività dell’ente istituito nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti per la costruzione e la tutela della Cattedrale, simbolo di Milano nel mondo.

La Sacrestia Aquilonare del Duomo di Milano è un luogo che riveste un’importanza speciale nella storia della costruzione del Monumento. Le possenti mura che racchiudono l’ambiente della Sacrestia – nota anche come “settentrionale” – furono edificate sul finire del ‘300, laddove si ergeva in precedenza il Battistero di Santo Stefano alle Fonti, in cui Ambrogio stesso ricevette il battesimo pochi giorni prima di diventare vescovo di Milano.

Tra i molti lavori che la Veneranda Fabbrica ha intrapreso a ritmo serrato, sotto la spinta di Expo2015, il restauro appena concluso può essere annoverato sicuramente tra i più rilevanti. Svela infatti quale potesse essere l’aspetto della Cattedrale ai suoi albori e spalanca nuove prospettive di studio e di interpretazione delle ipotesi circa gli inizi della costruzione del Duomo e il suo progetto originario.

Un restauro che ha riportato alla luce sorprendenti dettagli di uno degli spazi più antichi della Cattedrale: nuova luce illumina la decorazione del maestoso portale di ingresso (risalente al XIV secolo) e i suoi colori originari, il disegno stellato del pavimento, le volte seicentesche affrescate da Camillo Procaccini insieme alle pareti in marmo e a ciò che resta di un antico portale in cotto, riemersi dalla caligine del tempo.

Fortemente voluto dalla Veneranda Fabbrica e portato a compimento grazie al sostegno del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e di Regione Lombardia, l’intervento di ripristino, condotto dalle maestranze della Fabbrica con l’ausilio di professionisti del restauro quali Cinzia Parnigoni, Paola Zanolini e Eros Zanotti, con i propri collaboratori, ha potuto avvalersi anche dell’aiuto della struttura tecnica di Mapei, prezioso per la risoluzione di alcune complesse problematiche sui materiali da utilizzare per il restauro.

L’unione d’intenti ha rappresentato il punto di partenza imprescindibile per la valorizzazione di un ambiente al servizio della vita liturgica della Cattedrale, ma non solo.

Il Presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano Fedele Confalonieri dichiara: «Nonostante il difficile momento che la Veneranda Fabbrica sta attraversando, a causa del drammatico impatto della pandemia sui flussi turistici in Italia e a Milano, situazione che da quest’estate mostra segnali di lenta ripresa, siamo felici di presentare oggi il completamento di un complesso restauro che valorizza uno degli ambienti più antichi e affascinanti del Duomo, dove la sfida della Cattedrale ebbe inizio nel XIV secolo. I nostri cantieri, infatti, continuano a lavorare ininterrottamente, per rendere il nostro Duomo sempre più accogliente e accessibile. Prima di restituire la Sacrestia Aquilonare alla sua funzione liturgica, vogliamo condividere oggi con i milanesi e con tutti coloro che ci supportano questo nuovo traguardo. Un restauro reso possibile grazie soprattutto al sostegno di istituzioni quali il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e Regione Lombardia, a tutti i nostri donatori e a importanti partner tecnici come Mapei»

«La Sacrestia Aquilonare è testimonianza di un patrimonio storico-artistico di inestimabile ricchezza che svela sorprendenti dettagli, lungamente velati dai fumi del tempo e dalle condizioni climatico-ambientali di Milano e dello stesso Duomo. Grazie a questo restauro, con un piccolo sforzo di inventiva, oggi è possibile tornare alla fine del XIV secolo e avere cognizione di un apparato decorativo formato da ricchissime macchie di colore su un fondo tendente al bianco con le striature tipiche del marmo di Candoglia, opera dei migliori artisti e artigiani di ogni generazione. Possiamo immaginare la decorazione del portale cuspidato scolpito da Giacomo da Campione e dipinto da Giovannino de’ Grassi, così come i marmi policromi del disegno stellato del pavimento, al pari della brillantezza delle volte affrescate da Camillo Procaccini nel Seicento… Tutto si illumina di nuovo dei suoi colori originari!» – sono le parole di Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano.

Queste le parole di Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia: «Saluto con orgoglio e soddisfazione la conclusione del restauro della Sacrestia Aquilonare, antico cuore della Cattedrale di Milano. Un intervento sostenuto con convinzione e concretezza da Regione Lombardia nella consapevolezza dell’importanza non solo ‘filologica’ del riportare all’antico splendore uno dei primi manufatti con cui si diede inizio alla secolare storia del Duomo di Milano. La Sacrestia Aquilonare, ossia settentrionale, per distinguerla da quella meridionale o capitolare, è un autentico tesoro artistico e spirituale restituito ai milanesi e ai lombardi e tornerà a svolgere la propria funzione essenziale a sostegno della liturgia. Tuttavia, il Duomo non è solo il fulcro della vita spirituale ambrosiana, ma anche un importantissimo e visitatissimo luogo di cultura. La lunga stagione pandemica nella quale ci troviamo ha colpito con severità i luoghi e gli istituti della cultura che, per tornare ai numeri precrisi, devono rinnovare la propria capacità e forza attrattiva. Investire nella valorizzazione del patrimonio è la base su cui fondare la ripartenza della cultura e Regione Lombardia è al fianco degli enti e delle istituzioni ecclesiastiche per la valorizzazione del loro patrimonio»

La Sovrintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano Antonella Ranaldi dichiara: «Un intervento complesso che ha riguardato il portale, i pavimenti, gli affreschi trattati con la massima attenzione. Scoprire tracce di coloriture blu e di lamine dorate sul portale, vedere il candoglia dei pavimenti ancora originale ci ha esaltato pensando alla raffinatezza della Sacrestia Aquilonare, finita e tanto preziosa, quando il Duomo era appena iniziato e ancora in costruzione per secoli. La Sacrestia prefigurava il suo splendore».

Prima di tornare alla sua funzione primaria, al servizio della liturgia ambrosiana che nel Duomo ha il suo cuore, a partire dall’11 dicembre e fino al 29 gennaio 2022, sarà possibile visitare la Sacrestia Aquilonare, scegliendo una serie di tour guidati organizzati dalla Veneranda Fabbrica, prenotabili attraverso il sito ufficiale duomomilano.it.

Fonte: Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Referenze fotografiche: Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Giuseppe Malcangi, Marco Ligabue,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


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