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Milano | Porta Nuova – Torre Botanica e Pirellino: niente bonus e niente “ponte serra”

Ieri pomeriggio si è riunita la maggioranza in Comune per stabilire i criteri con cui integrare la legge regionale sulla riqualificazione dei palazzi abbandonati, ovvero incentivi volumetrici del 10% per gli immobili dimessi da recuperare, ma solo per le aree periferiche della città: quelle che si estendono, per intenderci, oltre la circonvalla della 90-91. Questo per incentivare maggiormente interventi di recupero nelle periferie, ancora oggi penalizzati.

Perciò si mette un punto fermo sul progetto di riqualificazione del cosiddetto duo edilizio di via Pirelli 39: Torre Botanica e P39 (il Pirellino), fulcro del dibattito animato (assieme allo stadio di San Siro), perché non rientrerebbe nella fascia urbana oltre la circonvalla, ma si troverebbe in un area più centrale, quella di Porta Nuova.

A questo punto pare che il ponte su via Melchiorre Gioia sicuramente salterà o verrà ridimensionato.

Allora, andiamo con ordine: lo scorso anno tra il Comune e la Regione Lombardia era scoppiata la polemica, a causa di una legge regionale che prevedeva un incremento volumetrico (pari al 25%) se il palazzo risultava abbandonato da più di 5 anni. Come dire: aspettiamo cinque anni almeno per risanare un edificio così aumentiamo le volumetrie seguendo la legge. Ciò aveva mandato su tutte le furie l’assessore all’Urbanistica di allora, Pierfrancesco Maran, soprattutto per quanto riguardava il progetto di via Pirelli 39. Infatti la società Coima di Manfredi Catella, aveva acquistato il vecchio palazzo degli uffici tecnici comunali, il famoso Pirellino, dopo un’asta record da 193 milioni, e aveva presentato un progetto spettacolare per trasformarlo. Il progetto prevedeva l’aggiunta di una seconda torre e una serra, da realizzare nella parte di edificio a ponte su via Melchiorre Gioia, ottenibile grazie, appunto, alla legge regionale, ora rivista e ridimensionata, che prevedeva l’incremento volumetrico generoso.

Quindi, a questo punto Coima dovrà sicuramente rivedere il progetto ed eliminare, come disse all’epoca il CEO Manfredi Catella, la parte di progetto che prevedeva il recupero del ponte, trasformandolo secondo il progetto di Diller Scofidio + Renfro (DS+R) e Stefano Boeri Architetti, in uno spazio pubblico pedonale, convertito in una serra dalle forme avveniristiche e che comprendeva anche spazi sociali, negozi e un teatro per eventi e manifestazioni.

A questo punto per mancanza di risorse, verranno realizzati solo la nuova torre residenziale di Boeri, la Botanica (un’evoluzione del Bosco Verticale) e P39, la torre per uffici di Diller Scofidio + Renfro (DS+R), che prevede il recupero del “Pirellino”, rinunciando proprio alla parte pubblica.

Qui di seguito alcuni rendering del progetto del ponte serra, ora in discussione.

Referenze immagini: Diller Scofidio, Renfro (DS+R), Stefano Boeri Architetti

Porta Nuova, Via Melchiorre Gioia, Via Pirelli, Pirelli 39, Botanica, Diller Scofidio, Renfro (DS+R), Stefano Boeri Architetti, Riqualificazione, Coima

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


51 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Torre Botanica e Pirellino: niente bonus e niente “ponte serra”

  1. stefano

    decisione assurda del comune di milano evidentemente non e tanto un comune green come si pensava, la serra avrebbe fatto da legante fra il mare di torri e avrebbe reso fruibile al pubblico aree che invece saranno solo per le auto con le solite strisce d’asfalto , fare grattacieli e basta senza alla base creare strutture di socialita’ con locali pubblici immersi nel verde non ha senso , evidentemente a comune di milano non alberga la cultura del bello

  2. Ale

    Personalmente penso che sia davvero un peccato, quel ponte serra sarebbe davvero stato qualcosa di bello.
    D’altro canto credo che il comune abbia fatto una scelta giusta per incentivare gli interventi nelle periferie.
    Sono tristemente d’accordo con la scelta del comune

    1. Anonimo

      non concordo con te se un progetto e bello e bello sia che sia in centro citta che nelle periferie, evidentemente al comune di milano non esiste la cultura del bello a livello urbanistico , e poi fare grattacieli e basta e alla loro base solo nastri d’asfalto per le auto e assurdo per una volta che c’era un progetto green con locali pubblici immersi nel verde che avrebbero fatto da legante alla selva di grattacieli il comune boccia questo ottimo progetto …davvero assurdo

    2. Anonimo

      La cosa TRISTE sul serio è che l’unico modo per incentivare gli interventi nelle periferie sia aumentare le cubature.

      Così in periferia, che avrebbe bisogno di spazi pubblici e di verde e che non son sempre ben collegate coi mezzi, si va a manetta con le cubature di bonus.

      In semicentro, con due linee di metro, il passante, due stazioni ferroviarie e un parco appena fatto…si fa i puristi sulle cubature edificabili. Boh.

    3. Anonimo

      Ieri c’è stata solo una riunione di alcuni funzionari di partito….

      Immagino che la decisione debba poi passare in Consiglio Comunale. Altrimenti cosa ci sta a fare?

  3. stefano

    per una volta che un progetto urbanistico creava una struttura green il comune la boccia??? ma cosa c’entra fare i distinguo fra periferia e centro citta se questa idea rendeva piu bello il contesto in vi amelchiorre gioia e fruibile al pubblico di spazi innovativi e verdi , cosa c’entra fare distinguo fra centro e periferie?? tanto la serra in questione non la faranno in periferia e quindi si perde una bella idea urbanistica e basta, fare solo grattacieli senza aree pubbliche alla base che creino socialita e siano da collante non ha senso !!!

  4. Anonimo

    Occasione persa, ma hey siamo in Itaglia e fare i ghisetta con le cubature porta consensi perchè “non regaliamo niente ai miliardariihhh”

    Che pena.

    1. Anonimo

      Che pena il suo commento. Ha compreso cosa c’era in gioco? Ha compreso lo sporco ricatto che ha ideato la Regione? Sembrerebbe proprio di no.

      1. Anonimo

        La legge regionale è indegna (come del resto lo era quella che ha permesso di riempire Milano di orrendi sopralzi sui palazzi storici), ma questo non è un buon motivo per applicarla col paraocchi.

        Nel caso specifico l’aumento delle cubature non portava nessun pregiudizio ambientale e il ponte serra avrebbe rappresentato sicuramente un valore aggiunto.

        Purtroppo in Italia tutto deve diventare Coppi/Bartali, Callas/Tebaldi, destra/sinistra…. e raramente si riescono a fare dibattiti nel merito e di buon senso.

        1. Andrea

          In realtà la scelta è stata quella di accettare il bonus della legge Regionale ma solo al di fuori della circonvallazione, dove è “più comprensibile” la difficoltà dei privati nel realizzare riqualifiche economicamente sostenibili.

          Quindi è stato scelto Bartali ma solo se corre anche Coppi.

          Tu da cittadino dovresti sperare che verranno usati bene gli oneri edilizi per le dovute opere pubbliche e non la realizzazione di un ponte commerciale (la serra pensile non viene mantenuta dagli autoscatti dei passanti), come se in quella zona e in centro città non ce ne fossero già a sufficienza.

          Ci piacciono i ponti? C’è il Cavalcavia Bussa che attende…

          1. Anonimo

            Capisco che il fatto che ci sia di mezzo la regione abbia fatto perdere il lume della ragione a tutti… ma che il ponte dovesse essere costruito con gli oneri di urbanizzazione non è spararla un po’ troppo grossa? 🙂

          2. Andrea

            Non so, non mi è mai stato chiaro per quale motivo Coima desiderasse tanto realizzare quel ponte serra, se era un modo per “scambiare” gli oneri di urbanizzazione con un’opera di (dubbia) utilità pubblica o semplicemente perché gli avrebbe fruttato ulteriore guadagno rispetto a quello che già otterrà con la ristrutturazione del pirellino.

            Sicuramente Coima non è un ente benefattore che voleva donare al comune un nuovo spazio pubblico.

            Detto in altri termini, la logica: “Se mi concedi ulteriori volumetrie realizzo anche un nuovo centro commerciale, guarda un po’, aperto al pubblico” io la trovo folle. Non vedo tutta questa necessità di concedere nuove volumetrie per realizzare nuovi spazi commerciali in zona e di edifici di pregio architettonico ce ne sono già molti (e con questo intervento ne verranno realizzati altri due). In zona PN/Garibaldi manca tutta la parte pubblica, il quartiere è tagliato da strade larghe tanto quanto la SS36, di questo mi piacerebbe discutere, non degli ennesimi ulteriori volumi privati.

          3. Anonimo

            Il costruttore ha detto che se aveva più volumetria poteva fare un progetto che comprendeva anche il ponte. Ponte che aveva anche una “funzione pubblica” – nel senso che ci si poteva entrare e attraversare la strada e c’erano i negozi o quant’altro – ma di certo non era “pubblico”, nel senso di proprietà comunale.

            Di certo anche con la volumetria ridotta il ponte lo poteva fare lo stesso, bastava ridurre un po’ gli uffici, ma evidentemente gli era meno conveniente.

            Gli oneri di urbanizzazione e l’uso che ne fa il Comune è invece storia diversa. Di certo potrebbe usarli per ridurre le strade o costruire biblioteche o sistemare il cavalcavia Bussa.

            Piuttosto mi domando perchè il Comune non li alzi questi oneri di urbanizzazione. Con tutte le costruzioni che ci sono a Milano, sarebbero un sacco di risorse in più per i cittadini.

            Chi è adequa i valori per gli oneri di urbanizzazione? Lo Stato, la Regione o i Comuni? Questi sono “soldi veri”. Perchè non se ne parla mai??

        2. Anonimo

          si ma la norma non puoi farla nel caso specifico.. dai il 20% di cubatura in più solo alla torre di boeri perchè dal render è figo e poi guarda quanti alberi appesi nel nulla…così tutti gli altri che vogliono costruire dentro la 90/91 si attaccano solo al 10%.. ma facciamo considerazioni serie.
          Qui di green c’è ben poco, però il comune sul progetto definitivo deve prevedere l’utilizzo pubblico pel ponte di collegamento, almeno parziale..
          Poi tutti sti commenti entusiasti per una serra su una strada non li capisco, si può fare un bel progetto anche col 10% fidatevi..
          Stes

      2. Anonimo

        me ne fotto dei ricatti e delle cazzate, mi importa il bene comune. meglio una roba fatiscente o un bell’intervento che migliora milano? concetti troppo semplici per essere capiti da dementi

      3. Franky

        Io sono di destra ma regalare cubature ai soliti noti mi sembra fuori luogo. Ma questo i troll come anonimo, nomen omen, non lo capiscono

  5. stefano

    e stato un grosso errore del comune di milano bocciare il progetto bellissimo della serra , evidentemente non c’e’ la cultura del bello

  6. Stefano

    Le norme hanno carattere di generalità ed astrattezza, non si può applicarle qui “perchè il progetto è bello” senza al contempo permettere di applicarle in 10 o 100 altri immobili dove creerebbero danni.
    E i danni li creerebbero, significherebbe incentivare degli scheletri urbani in aree centrali solo per fruire di un aumento di volumetrie dopo 5 anni..
    Deciderà Coima se non vale la pena di inserire un elemento qualificante del progetto e si vedrà se per caso non c’è stato un bluff, sia anche parziale

  7. Anonimo

    In regione sono dei cialtroni, con una legge da cialtrone. Il comune non poteva fare un’eccezione. non sarebbe stato giusto.
    Coima ha comprato a “caro” prezzo il palazzo e lo sistema al massimo che può. Credo che abbia pagato molti oneri di urbanizzazione che il comune userà.

    Certo il ponte era potenzialmente molto interessante, ma già sapevamo che sarebbe finito in una fumata…

    Parliamo del fatto che adesso potranno aumentare la cubatura in “periferia” impunemente. quando forse è proprio li che c’era bisogno di spazi, di verde e di evitare che ci fossere scheletri abbandonati per anni

    1. stefano

      hai perfettamente ragione cassare un progetto cosi bello e di respiro europeo e green e davvero assurdo..era green e faceva da collante fra grattacieli per far vivere l’area appieno dai cittadini invece no meglio non farlo le cose belle in italia vengono bocciate, cosi adesso ci troveremo 2 grattacieli in stile fiammifero isolati e circondati solo da strisce d’asfalto per le auto come tutti gli altri e quindi non godibili dai cittadini

  8. Alberto

    Tutti contrari all’aumento delle cubature in periferia quando i problemi di quelle aree derivano principalmente dalla scarsa densità e dalla dispersione urbana che generano spazi non frequentati quindi potenzialmente insicuri, non hanno un bacino di utenza che giustifichi la costruzione di infrastrutture di trasporto pubblico di massa, o anche la semplice sopravvivenza di esercizi commerciali di quartiere. Il centro é così bello e funzionale proprio perché DENSO. Viva i sopralzi e l’aumento di cubature. Lo spazio pubblico é davvero tale se frequentato e fruibile, meglio pochi parchi ben tenuti e vivi che le lande di terra desolate che si trovano in periferia

    1. Anonimo

      Ma esattamente a quali “periferie” ti riferisci?
      A parte il Parco Sud, che non credo sia il caso di densificare, non mi sembra che le periferie di una città piccolina come Milano siano lande desolate preda della dispersione urbana….

      E comunque, ammesso e non concesso che il discorso abbia un senso compiuto, perchè nella decisione sugli Scali Ferroviari hanno deciso di densificare al massimo quelli semicentrali (Farini) usando la cubatura di quelli iper periferici (San Cristoforo) che infatti resterà a verde?
      E’ esattamente IL CONTRARIO di quello che dicono di voler fare adesso….

  9. Anonimo

    la solita scelta becera del comune di milano la soluzione del ponte serra green era favolosa oltre che green interrompeva la cultura del solo grattacielo isolato nel nulla e questo ponte con locali pubblici serviva da collante per vivere appieno l’area e non lasciare grattacieli in stile fiammifero ergersi senza ne capo ne coda ma cosa c’entrano le periferie??? tanto una costruzione cosi bella in periferia non la faranno mai allora la soluzione del comune ? meglio non farla ..davvero assurdo ..anche il comune di milano si e allineato alle beceri decisioni burocratiche e di principio che fanno solo ridere

  10. Anonimo

    Alla fine ci perdono anche Catella & Co a realizzare un progetto monco, che renderà i loro due bei palazzetti molto più banali.

    Per il resto ha fatto bene il Comune: gli incentivi fatti così sono proprio un invito al degrado programmato, per fare qualche favore ai soliti amici degli amici (in questo i leghisti dopo essere stato il partito di Roma ladrona sono diventati dei maestri peggio della Prima Repubblica).

    Poi chi vivrà vedrà.

  11. Wf

    E quindi gli oneri di urbanizzazione li usiamo per allargare il parco e rendere umana ciclabile e pedonale sul serio via Melchiorre Gioia?

    Che ce ne faremo degli oneri di urbanizzazione?

    Che restano ovviamente.

    1. Anonimo

      Ma il concordo e’ stato vito con il ponte serra, che rendeva il progetto piu’ particolare, ora il risultato del concorso e’ ancora valido??

  12. tatino pensabene

    Sto ponte era orrendo prima, orrendo adesso e farlo sparire definitivamente mi sembra una grande decisione per la Milano del futuro. Francamente il progetto era pompato dai rendering. In realtà era un’dea da tesina da terza media. Metterci alberi all’interno, una serra e una sala conferenze ecc.. Niente di tanto banale e inutile, perchè sarebbe durato un anno, poi sarebbe tutto morto. Come tutte le serre contemporanee d’Italia. Costi, incuria, inefficiente, ecc. Per gli effetti speciali meglio chiedere parchi e spazi davvero penetrabili e valorizzati da verde pubblico di alto livello con architetture contemporanee. Questo ero un pastiche da fiera. Potevano farlo per l’expo, ma come opera fissa non avrebbe retto. Amen.

    1. tatino pensabene

      …poi mi chiedo: la foresta sopra un ponte di cemento si può’ fare, figo, fantastico …invece su viale Monza non si può’ piantare nulla perchè sotto passa la metropolitana, eh, ci sono i sotto-servizi…non c’è abbastanza spazio, e bla-bla-bla….qui qualcosa non torna…

  13. Anonimo

    Il ponte deve restare, certo non la pacchianata politicamente/ambientalmente corretta della serra botanica, ma qualcosa di più sobrio come c’è attualmente. L’ingresso in via Melchiorre Gioia senza il ponte che c’è attualmente è orrendo come si vede in un rendering. Quel ponte dovrebbe essere vincolato dalla soopraintendenza, se recuperano il pirellino a questo punto non possono abbattere anche il ponte che ha sempre fatto parte del pirellino.

  14. Anonimo

    Senza il ponte serra (l’unico elemento davvero interessante) questo progetto è dozzinale. La lasagna di Boeri, solita architettura senza né arte né parte. Pirellino con sopralzo (spero almeno non ci sia più lo zainetto) ce lo potevamo risparmiare.

    Un vero peccato.

  15. Alx

    Andrò controtendenza ma senza quel ponte mi sembra ci guadagni tutta l’area. Suggestiva l’idea di un ponte serra, ma così almeno si avrà una visuale più aperta…

  16. Giuliano

    Finché Sala e soci amministreranno la città di Milano come una cascina non andiamo da nessuna parte – le valutazioni vanno fatte sul singolo progetto e non per aree – nessuna mai investirà in periferie come Baggio o Afffori terra di nessuno – fare delle scelte politiche di parte vanno sempre contro l’interesse comune

  17. Gigi

    Purtroppo a Milano si hanno paura dei grandi progetti. Quando si costruisce un palazzo di 90 metri tutti che si mettono a chiamarlo “grattacielo”. Quel palazzo diventerà l’ennesimo privato, come Solaria e Bosco Verticale. Se il Comune di Milano avesse davvero a cuore lo sfruttamento dell’edilizia spingerebbe Coima e company a recuperare edifici abbandonati nelle periferie. Ma evidentemente non entrerebbero soldini nelle tasche e quindi nulla. Personalmente trovo il ponte una grande occasione per fare qualcosa di davvero moderno ed aperto al pubblico, senza vigilanza che appena ti siedi su una panchina viene a chiedere cosa si stia facendo. Anche perché un passaggio in quel punto va fatto e il cassone che passa ora sopra via Gioia mi ricorda molto la cosa che si va a fare quando ci si siete sul gabinetto.

    1. Bobby sixkiller

      A Milano “si hanno paura” dei grandi progggetti perché chiunquepuo’ chiamarli grattacieli. E tu sai chi. Salluti da michinning.

  18. Anonimo

    Tutti a parlare di 10% / 25% applicati alla volumetria, ma nessuno riporta uno straccio di numeri di metri cubi. Metri cubi, prima e dopo, quanti sono? Possibile che il ponte serra da solo vale il 25%? Il Pirellino aumenta di volume su tutta l’altezza, la nuova torre chissà quanti metri cubi aggiunge, e tutti i giù a discutere sulla dichiarazione di COIMA che lega il ponte serra al 25%.

  19. Anonimo

    Bene, rivedano pure tutto il progetto perché senza il ponte serra fanno cagarissimo sia il pirellino incinto che la lasagna verde. Come distruggere Porta Nuova. RIFARE TUTTO, please. COIMA ha stufato con sti progetti al ribasso, a partire da quella ciofeca piena zeppa di errori progettuali che è la torre Unipol

    1. Anonimo

      Indubbiamente Coima gioca al ribasso, loro preferiscono dire che sono anti iconici, l’unico progetto davvero valido, palazzo Unicredit, è di Hines.

      Ma certo non gli si può attribuire nessuna colpa per Unipol. Non è un progetto loro.

      1. Giorgio

        Ma nessuno parla delle due orribili costruzioni nere che Coima sta edificando dall’altra parte della strada, chiamate Gioia 20, adatte all’ingresso di un cimitero, non a una strada commerciale

  20. Ed

    La torre botanica è davvero inguardabile, torta a strati con cornicioni di cemento grezzo a vista… ci ripensino finché sono in tempo… Sembra un parcheggio multipiano dove hanno poggiato un po’ di piante in vaso…

  21. GArBa

    se il ponte è uno spazio ad uso pubblico, non dovrebbe a memoria rientrare nel calcolo della superficie lorda, o sbaglio qualcosa io?

  22. axel

    Al comune cosa interessa della città lo ha dimostrato in 5 anni. E dopo una serie interminabile di “opere” che si commentano da se nella maggior parte si tratta di rispolverata/riverniciata, sia per edifici, piazze, strade, ciclabili, parchi, ecc), sottolineo che, pur concordando anch’io con tutti coloro che ritengono un’occasione persa non fare il ponte “serra”, faccio notare che quella giunta comunale è appena stata rieletta. Chi l’ha votata se tutti si lamentano?

  23. Giovanni

    Concordo con Ed,
    il vero punto centrale del progetto non è un finto-ponte, finta-serra, ma una torre frutto di un concetto oramai vecchio e riproposto, senza la forza e la fantasia del Bosco Verticale!
    Ci priverà quel bellissimo senso di apertura di cui oggi possiamo godere passeggiando per PN.
    Grazie!

    Giovanni

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