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Milano | Loreto – Approvato il progetto per la corsia protetta Pergolesi Piccinni e piazza Caiazzo

Nei giorni scorsi è stato approvato il progetto definitivo che riguarda la tratta filoviaria che include piazza Caiazzo, via Pergolesi e via Piccinni fino all’incrocio con viale Abruzzi (il tutto nel distretto di Loreto). Qui per gli appassionati i pdf nell’Albo Pretorio: Dettaglio documento – Albo Pretorio – Comune di Milano.

Si tratta di un progetto definitivo sulla base di quello per la fattibilità tecnico-economica che ha come obiettivo di ridisegnare il percorso preferenziale per la linea filoviaria 92 nel tratto compreso tra Piazza Caiazzo e viale Abruzzi. Il tratto si estende lungo le vie Pergolesi e Piccinni consentendo di connettere i due tratti di corsia protetta già realizzati in via Pergolesi nel tratto successivo a piazza Luigi di Savoia e in viale Abruzzi.

La durata complessiva dell’esecuzione stimata è di n. 540 giorni naturali e consecutivi dall’inizio dei lavori e l’importo stimato è di € 5.600.000,00.

La linea filoviaria 92 è una delle più importanti linee di trasporto pubblico della città: con i suoi due capolinea – Bovisa FN e Viale Isonzo – realizza, nel lato est di Milano, un collegamento diretto, tangente alla zona centrale, fra il nord ed il sud della città. La lunghezza della linea è di circa 10 chilometri e viene esercita con 29 vetture nell’ora di punta.

Nel corso delle oltre 19 ore di esercizio vengono prodotte 340 corse. L’offerta attuale di posti, nelle due ore di punta del mattino e della sera, risulta essere di 2.560. La linea ha una frequenza nelle 2 ore di punta di 4 minuti e nella morbida di 7 minuti.

La linea transita già oggi per ampie tratte in corsia preferenziale: essa utilizza infatti un lungo tratto di corsia preferenziale della linea 90/91, da Piazzale Nigra sino a Piazza Caiazzo, nel settore nord, e da Via Tertulliano sino al capolinea di Viale Isonzo nel settore sud.

Il presente progetto riqualifica la sede stradale della corsia preferenziale da Piazza Caiazzo a viale Abruzzi lungo le vie Piccinni e Pergolesi, ridisegna la Piazza Caiazzo e riorganizza le fermate dei mezzi pubblici.

Questo intervento connetterà quindi le corsie preferenziali già realizzate in struttura in via Pergolesi nel tratto ad ovest di piazza Caiazzo e da viale Abruzzi verso sud.

Il sedime di progetto comprende tutta la sezione stradale; la lunghezza dell’intervento è pari a circa 770 m. La corsia riservata sarà realizzata nella parte centrale della carreggiata e sarà delimitata per la maggior parte dello sviluppo del progetto da cordoli delineatori di corsia in materiale plastico o gomma di colore giallo. Inoltre sarà confinata da isole spartitraffico in corrispondenza delle fermate per la realizzazione delle banchine ad uso degli utenti.

Nello stato attuale, l’organizzazione della piattaforma stradale è costituita da una corsia per senso di marcia normale da 3 metri ed una corsia riservata per senso di marcia realizzata mediante segnaletica di 3.50 m circa. Il calibro della carreggiata stradale corrente -tra i cordoli esistenti- risulta pari a circa 13 m; non sono previsti attualmente spazi destinati alla sosta regolare in carreggiata, confinati in parte sotto gli alberi. Elemento caratterizzante lo stato di fatto è la presenza di importanti filari alberati sui marciapiedi delle vie Piccinni e Pergolesi.

Il progetto prevede il mantenimento dei filari alberati esistenti e l’integrazione con nuove alberature ove la soluzione progettuale ne consenta la collocazione. Lungo tutto l’intervento la corsia preferenziale sarà realizzata in centro carreggiata.

Piazza Caiazzo

Piazza Caiazzo è sicuramente l’area dove sono previste le maggiori opere, suddivisibili in diverse categorie: opere a verde, fermate del trasporto pubblico, modifiche allo schema viabilistico, sede tranviaria.

Rispetto allo schema attuale, le manovre viabilistiche rimangono sostanzialmente inalterate, salvo la chiusura del ramo che da via Pergolesi consente l’accesso a Via Andrea Doria e via Settembrini, e la chiusura di via Gaffurio (eliminato accesso alla piazza) tutte le altre manovre sono garantite.

Le fermate del trasporto pubblico vengono riorganizzate in modo da garantire gli spazi per realizzarle secondo gli standard di accessibilità vigenti e comportano la modifica della carreggiata stradale, anche se viene garantito sostanzialmente lo stesso calibro (due corsie da Caiazzo verso via Mauro Macchi e una verso via Pergolesi).

Nella piazza sarà creato un anello ciclabile a doppio senso tra l’area marciapiede e le aiuole centrali (ci chiediamo: quanti le utilizzeranno, visto che i ciclisti preferiscono andar dritto anziché percorrere strani percorsi ritenuti tortuosi?). Una grande aiuola sarà ricavata al posto dell’attuale distesa d’asfalto all’ingresso di via Andrea Doria, lato sud.

Si prevede, infine, di procedere con il rialzo della pavimentazione nei controviali con lo scopo di moderare la velocità dei veicoli e mettere in sicurezza gli attraversamenti.

Via Pergolesi

Ad oggi in via Pergolesi la corsia preferenziale è già prevista in centro carreggiata separata dalle corsie di marcia con semplice segnaletica dipinta.

Si prevede di posizionare un cordolo in gomma di separazione, affiancato da striscia bianca continua in modo da materializzare la corsia preferenziale e garantirne la protezione nella tratta compresa tra c.so Buenos Aires e via Mercadante. Le tratte rimanenti rimarranno individuate da segnaletica orizzontale, accentuata mediante l’uso di retroriflettori catadiottrici (occhi di gatto) posizionati sulla linea gialla. Il cordolo in gomma e/o la segnaletica gialla saranno preceduti da spartitraffico dotati di apposita segnaletica che incanalerà i veicoli nella corsia corretta.

Via Piccinni

In via Piccinni la corsia preferenziale è disaccoppiata nelle due direzioni di marcia a causa di una fermata presente sul lato nord della via in prossimità del civico 25. Nel progetto è previsto il suo spostamento nella parte centrale, in prosecuzione della parte di via Pergolesi. La fermata viene soppressa in quanto a progetto ne è prevista una nuova in corrispondenza dell’intersezione con c.so Buenos Aires.

Nella tratta Pergolesi-Piccinni tra le intersezioni con via Mercadante, Corso Buenos Aires e via Monteverdi, la carreggiata ha un calibro variabile poiché vengono inserite le banchine di fermata in corrispondenza della preferenziale e vengono ridisegnate le corsie di attestamento alle intersezioni.

Nelle aree a verde interessate dalle opere del progetto, in base agli spazi a disposizione ed ai vincoli esistenti, sono previste diverse tipologie di intervento. In sintesi si prevede di aumentare la superficie a verde, dagli attuali 800 mq circa di aiuole a circa 2000 mq, con lo scopo di rendere attrattivo e sicuro l’asse Caiazzo – Andrea Doria per la percorrenza di pedoni e ciclisti oltre che contribuire alla riqualificazione sotto il profilo paesaggistico e ambientale.

A queste si aggiungono le nuove aiuole in corrispondenza dell’intersezione con via Mercadante (190 mq di progetto e a fronte di nessun’area esistente) e via Monteverdi (260 mq di progetto a fronte di circa 60 mq esistenti).

Il progetto prevede inoltre la posa a dimora di nuovi esemplari arborei, utilizzando materiale vivaistico di buone dimensioni. La scelta delle specie arboree dipende da molteplici fattori, tra i quali le caratteristiche dell’area di radicazione e in particolare della presenza di sottoservizi. Questo vincolo è presente in particolare in Piazza Caiazzo.

Vengono preservate e valorizzate le alberature esistenti, integrate con un filare a protezione dell’anello ciclabile nella piazza.

Chissà se a questo intervento seguirà anche un altro lungamente atteso per la preferenzializzazione del percorso della 92: quello che prevede la trasformazione del parterre centrale di viale Umbria. Progetto particolarmente complicato per la presenza dell’edificio del vecchio mercato comunale a centro carreggiata ancora presente e inutilizzato.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Google Street View, Comune di Milano

Info: Comune di Milano

Loreto, Corso Buenos Aires, Via Pergolesi, Centrale, Piazza Caiazzo, Via Piccinni, Viale Abruzzi, Corsia Preferenziale, Arredo urbano, Riqualificazione

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


31 thoughts on “Milano | Loreto – Approvato il progetto per la corsia protetta Pergolesi Piccinni e piazza Caiazzo

  1. Anonimo

    Sicuramente mettono in ordine un asse al momento molto caotico, grigio e disordinato, e spero che usino doppi cordoli e/o dissuasori a go-go. Ora mi chiedo quando mai interverranno sulla sezione di Viale Abruzzi tra Via Pecchio e Via Stradivari/Gran Sasso, che versa in condizioni pietose e che se non sbaglio rimarrà anche fuori dalle riqualificazioni per il progetto LOC… siccome ci sono di mezzo i binari del tram e ATM, probabilmente mai 🙄

    1. Andrea V.

      Chissà se verranno mai sistemati gli incroci tra le vie Mercadante e Gaffurio con via Petrella. Degli slarghi inutili che si trasformano in un’area di parcheggio selvaggio, soprattutto durante i giorni di mercato.

  2. Anonimo

    > (ci chiediamo: quanti le utilizzeranno, visto che i ciclisti preferiscono andar dritto anziché percorrere strani percorsi ritenuti tortuosi?).

    parlo a nome mio, da ciclista urbano da quasi 30 anni (mai avuto un motorino).
    se il percorso ciclabile è un po’ più lungo, ma sicuro, senza rallentamenti è molto meglio…. nell’immagine c’è da capire quanti semafori ci sono nella rotonda rispetto a quanti ne devi fare per andare dritto…
    ma diciamo che sono bei problemi da avere 🙂

    1. Anonimo

      Già solo il fatto che abbiano pensato a noi ciclisti è una parziale buona notizia. Di solito siamo considerati cittadini di serie C e possiamo godere delle briciole dei finanziamenti e delle riqualificazioni.

      Vista così però piazza Caiazzo non sarà migliorata dal punto di vista ciclabile. Avrei preferito la creazione di un incrocio ciclabile, non la segregazione dei percorsi ciclabili ai margini della rotonda, perché è vero che è controintuitivo scegliere la via più lunga e tortuosa per attraversare un incrocio.

      Sempre più convinto che abbiamo molto da imparare e che i nostri tecnici dovrebbero seriamente prendere in considerazione dei corsi di aggiornamento su come si progetta in favore delle utenze deboli della strada. Qua come sempre vengono prima le automobili. E fa tristezza constatarlo perché così non cambierà mai nulla, avremo sempre un gran caos di traffico e città inquinate.

      1. Anonimo

        Da ciclista penso che la soluzione adottata sia la più sicura per una rotonda come quella di caiazzo. Bisogna però vedere quanti ostacoli ci saranno: mi dovrò fermare a ogni incrocio per colpa di un semaforo? Ci saranno pezzi dove si creeranno conflitti di utenza?

    1. Anonimo

      Spero che le nuove aiuole vengano recintate con cartelli di divieto di accesso/calpestio soprattutto ai cani.

      Altrimenti queste aiuole diventeranno in poco tempo uno spelaccgiato gabinetto per cani, che allora (triste dirlo) era meglio tenerci l’asfalto…sigh..

        1. Anonimo

          @anonimo 1033. Usi argomentazioni, non insulti. Grazie
          Se poi le piacciono le aiuole spelacchiate e tempestate di cacca di cane di via Doria, pzza Caiazzo o fine di via Tadino, lo dica chiaramente.

          1. Anonimo

            Nessun insulto, trovo semplicemente triste che ogni articolo ove si parli di aiuole, giardinetti, parchi o aree cani arrivi l’ennesimo suo commento (sono sicuro che sono sempre i suoi, @Anonimo delle10:14)
            Da proprietario di un cane per mia esperienza le assicuro che come me almeno per il 90% raccogliamo le deiezioni dei nostri amati, percentuale difficilmente raggiungibile se parliamo di senso civico da automobilisti, ciclisti, scooteristi ecc.
            Saluti e su’ con la vita!

    2. Anonimo

      I parcheggi sotto gli alberi, se proprio li vogliamo tenere, sarebbe bene metterli a pagamento/residenti non liberi come sono ora.
      La zona ha inoltre un forte bisogno di accertatori della sosta che diano multe ai trasgressori che ora parcheggiano in doppia fila o sui marciapiedi di Mercadante-Monteverdi

  3. Andrea

    Sicuramente un intervento necessario per completare (quasi) l’infinito anello delle circolari 90/91 e 92 che, ricordo, fu progettato a fine anni 80. Mi perplime il solito imbarazzante silenzio di ATM sull’introduzione dei semafori asserviti lungo gli assi di forza del trasporto pubblico. Se il comune nicchia (anche qui sono decenni che si sta “sperimentando” non si sa bene cosa dato che la tecnologia é perfettamente rodata ed usata in tutta Europa) l’azienda di Trasporto dovrebbe far sentire le sue “valide” ragioni. Solo il mix fra corsie protette e precedenza semaforica, infatti, consente velocità commerciali competitive ed efficientamento delle tabelle, dato che riducendo i tempi di percorrenza é possibile mantenere le medesime frequenze con meno mezzi in linea. Questo argomento tuttavia resta un tabù, così come il servizio che non prevede linee espresse/celeri con meno fermate per collegare itinerari particolarmente lunghi o di interesse. Anche le circolari, infatti, risentono del vizio di inserire fermate a tutti gli incroci, ad interdistanze anche ridicole, che rendono la rete estremamente capillare ma anche lentissima. Questi non sono standard da città Europea ed i margini di miglioramento sono assai ampi. Mi rammarica che di questi interventi (rapidi e poco costosi) non si parli neppure oppure lo si faccia con scarsa competenza.

  4. Andrea

    Sicuramente un intervento necessario per completare (quasi) l’infinito anello delle circolari 90/91 e 92 che, ricordo, fu progettato a fine anni 80. Mi perplime il solito imbarazzante silenzio di ATM sull’introduzione dei semafori asserviti lungo gli assi di forza del trasporto pubblico. Se il comune nicchia (anche qui sono decenni che si sta “sperimentando” non si sa bene cosa dato che la tecnologia é perfettamente rodata ed usata in tutta Europa) l’azienda di Trasporto dovrebbe far sentire le sue “valide” ragioni. Solo il mix fra corsie protette e precedenza semaforica, infatti, consente velocità commerciali competitive ed efficientamento delle tabelle, dato che riducendo i tempi di percorrenza é possibile mantenere le medesime frequenze con meno mezzi in linea. Questo argomento tuttavia resta un tabù, così come il servizio che non prevede linee espresse/celeri con meno fermate per collegare itinerari particolarmente lunghi o di interesse. Anche le circolari, infatti, risentono del vizio di inserire fermate a tutti gli incroci, ad interdistanze anche ridicole, che rendono la rete estremamente capillare ma anche lentissima. Questi non sono standard da città Europea ed i margini di miglioramento sono assai ampi. Mi rammarica che di questi interventi (rapidi e poco costosi) non si parli neppure oppure lo si faccia con scarsa competenza.

  5. Andrea

    Ho sempre pensato che le biciclette non debbano circumnavigare le rotonde, tra l’altro percorrendo il lato più esterno e dunque più lungo ma dovrebbero poterle attraversare in modo diretto.

    In questo caso però apprezzo due cose dell’intervento previsto in Piazza Caiazzo:
    1. la ciclabile è a doppio senso, dunque le bici non sono obbligate a fare tutto il giro della piazza per svoltare a sinistra, hanno maggiore priorità rispetto alle automobili in quanto possono girare anche in senso orario;
    2. a giudicare dal disegno, per le bici sarà possibile utilizzare la pista per percorrere finalmente via Andrea Doria senza doversi arrabattare con manovre pericolose e non del tutto legali.

    Il prossimo passo per la ciclabilità della zona sarà sistemare l’incrocio con via Giovanni Luigi da Palestrina, via Andrea Doria così com’è ora è veramente sprecata, potrebbe diventare un perfetto collegamento ciclistico tra Buenos Aires e la stazione del treno.

  6. Azatoth

    Considerato la “presunta” eliminazione degli stalli per i parcheggi è un peccato che non abbiano considerato dei percorsi ciclabili per i corrispettivi sensi di marcia sul sedimento delle aiuole IMPERMEABILI tra Via Pergolesi e Via Piccinini…

    1. Anonimo

      Il documento a pagina 41 lo dice proprio chiaro e tondo, la “situazione di utilizzo dei marciapiedi” (ndr. sosta vietata) sarà ancora tollerata:

      “Il progetto non modifica l’attuale impostazione della sosta. Lungo le vie Piccinni e Pergolesi non è attualmente presente uno spazio dedicato alla sosta in carreggiata ed il progetto non ne prevede la realizzazione a causa della mancanza di spazi.
      Il progetto non prevede la modifica dell’attuale situazione di utilizzo dei marciapiedi lungo le via Pergolesi e Piccinni.”

      1. Albe

        Inevitabile, ci saranno 60 posti auto in quel tratto di via Piccinni. Posteggi scomodissimi, maledetti dai residenti stessi. Un altro effetto collaterale della mancata realizzazione del parcheggio interrato in piazzale Bacone.
        Incredibile, un intero quartiere rovinato da una miopia pseudo-ambientalista.
        Sotto i ginkghi di via Piccinni (che valgono più dei
        4 platani di piazzale Bacone) potevano scorrere tranquillamente due ciclabili, il piazzale sarebbe stato svuotato dalle auto e la pianificazione avrebbe potuto galoppare senza queste soluzioni di compromesso.

        1. Anonimo

          Si può svuotare dalle auto anche senza parcheggi sotterranei. Togliamo le auto inutili, togliamo le auto di chi viene da fuori e potrebbe parcheggiarle nei parcheggi di interscambio, facciamo che qualche residente si affitti un box in zona.
          Il comune non deve garantire posti per tutti, la città è già piena di parcheggi auto ovunque, togliamoli e basta da sotto gli alberi, chi possiede un’auto troverà un’alternativa. E se non la trova dobbiamo iniziare a fregarcene.

        2. Anonimo

          Dubito che un parcheggio sotterraneo avrebbe risolto il problema.

          Intanto, non è detto che tutti i residenti si potrebbero permettere (o semplicemente vorrebbero spendere i soldi per) di comprarsi il posto auto; secondo, le auto finite sotto terra verrebbero prontamente rimpiazzate da quelle dei “visitatori”, A MENO CHE non si mettano ovunque dissuasori o doppi cordoli per impedire fisicamente la sosta.

          1. Albe

            Assolutamente, ad incremento offerta box residenti deve corrispondere l’installazione di dissuasori.
            I residenti in zona abitano mediamente case da 4000 €/mq, in presenza di offerta secondo me molti opterebbero per i box, comunque ci sarebbe un disincentivo all’auto in zona. Nessuna pietà per i non residenti, visto che la zona ha già posti auto a pagamento per sosta breve.
            Per l’anonimo 19:33, che vuol dire “fregarcene”? Sai di che stai parlando? Il problema è disincentivare la circolazione d’auto per la città non si può lontanamente ipotizzare che un nucleo familiare non possegga anche solo per uso saltuario un auto e trovo che rispondere a questa esigenza facendo spallucce sia un modo per rendere la città meno vivibile, meno residenziale per famiglie (bambini e anziani), meno attrattiva e quindi più brutta.

  7. Manuel

    Si attendono dei segnali anche relativamente alla corsia “preferenziale” riguardo il tratto: P.le Zavattari-P.zza Stuparich. La zona versa in un degrado da oltre 10 anni.

  8. Anonimo

    @Albe non può essere un problema della collettività se un residente non trova parcheggio per la sua auto. Esistono le leggi di mercato, se un bene è scarso (parcheggio) lo pago, non posso pretenderlo gratis. Chi ha un’auto deve iniziare a pensare che deve pagare per un posto dove parcheggiarla. Se non può permetterselo non può essere un problema per la città, i parcheggi non sono un bene primario, il comune deve occuparsi di chi non arriva a fine mese, non ha lavoro o non ha una casa, non di chi non vuole spendere neanche un euro per parcheggiare il suo mezzo.
    E non risolvi nulla costruendo nuovi parcheggi, cerca su google cosa significa la domanda indotta, nessuna città al mondo ha risolto i problemi del parcheggio costruendo parcheggi, perché non trovi parcheggio in certe condizioni nemmeno a Austin in Texas o a Los Angeles, tra le città più auto-centriche del mondo.
    Chi ha risolto il problema dei parcheggi sono le città in cui ci sono 30 auto ogni 100 abitanti, come molte città del nord Europa. Noi siamo a 50 auto circa ogni 100 abitanti (Roma oltre 65) è tutto qua il problema.

    1. Anonimo

      Infatti qui si discute di box o parcheggi sotterranei che notoriamente non sono regalati agli odiati residenti possessori di auto, unitamente a dissuasori per impedire la sosta illegale.

      Ritengo sia una soluzione più sensata rispetto a “togliamole e fregamocene”

      1. Anonimo

        Non puoi costruire parcheggi per 20 auto ogni 100 abitanti. Sono un numero enorme di parcheggi che servirebbe decenni per realizzare.

        Abbiamo 20 auto ogni 100 abitanti in più di quelle che dovrebbero essere in una città ben collegata, compatta e piatta come Milano. Dobbiamo fare in modo che i milanesi abbiano alternative al possedere una, due, tre auto per famiglia, smettendo in primo luogo di realizzare parcheggi e investendo tutto in mezzi pubblici, pedonalizzazioni, mobilità sostenibile, car sharing. Piano piano ce la si fa, con un enorme risparmio di soldi anche per i milanesi stessi che possono fare a meno di comprare e mantenere delle auto che servono davvero a poco in città.

  9. Amedeo

    L’aggiunta di una ‘rotonda ciclabile’ mi sembra ottima. Il problema in questi casi è collegarla bene dal punto di vista ciclistico con le strade che vi si immettono. Un ciclista preferirà il percorso curvo e ‘tortuoso’ se la ciclabile/pista da cui proviene lo obbliga con cordoli e buone connessioni (nel disegno pare che solo Via Doria abbia questo tipo di collegamento). Come sempre, basterebbe osservare le rotonde olandesi, strutturate in questo senso e rodatissime ormai da tempo.

  10. Luca

    Secondo me Proprio non ce n’ era bisogno di questo intervento a meno che non si voglia creare piu traffico . Perche fino ad oggi quel tratto è scorrevole in entrambe le direzioni . Uno dei pochi tratti di quella zona che non è congestionata . A parte un po di traffico nelle ore di punta

  11. Anonimo

    Che a Milano una famiglia non possa fare a meno di una macchina non è assolutamente vero. Io ho venduto l’auto nel 2011 e ne ho fatto a meno per 10 anni, vivendo benissimo, e conosco tante altre persone (anche genitori con figli piccoli) che hanno fatto la stessa scelta.

    Se ne fai un uso saltuario, se ti fai due conti ti costa molto meno usare il car sharing e/o noleggiarla quando ti serve che pagare tutto l’anno il “total cost of ownership “ di un bene che non usi (bollo, assicurazione, manutenzione…)

    Con grande rammarico ho dovuto ricomprare un’auto a settembre solo perché mi sono trasferito in un piccolo paese della Brianza. E perfino da qui è molto più comodo andare a Milano coi mezzi.

    1. Albe

      Guardi, con un po’ di fantasia si può vivere in qualsiasi modo ma che una famiglia media di 4 persone rinunci alla macchina e si sposti solo con i mezzi o con il car sharing o in bici è utopistico e pianificare dando per sottinteso che lo faccia, rinfacciandogli magari il poco spirito ecologista è offensivo. Non può prendere una macchina in car sharing perchè le serve uscire con un passeggino e 2 seggiolini auto in spalla per poi smontarli quando lascia la macchina a 500 metri da casa. Se poi questi genitori sfigati hanno pure parenti anziani fuori città o magari devono far fronte ad un imprevisto serale, fosse anche una pizza a casa di amici, come volete che si spostino? In bici? In taxi? Sacrifichiamoli all’altare della mobilità sostenibile da chi non ha alcun problema a sostenerla! E non prendiamo i casi di chi si sposta per lavoro, ha cari non autosufficienti.
      Non è un discorso contro qualcuno, a differenza degli altri. Tutti sognamo di girare in bici allegri con bambini e anziani in una città sgombra di auto inutili ma continuo a non capire che fastidio da a tanti Gretini se il comune da in concessione a tanti privati il sottosuolo per fare box ai residenti che li richiedono e pagano e ne ottiene la possibilità di svuotare le strade e di rifare l’arredo urbano. Bisogna pensare a quelli che ci devono vivere a Milano, non solo ai turisti.

      1. Anonimo

        Rinunci alla macchina o alle macchine? È chiarissimo che visto il rapporto numerico bipedi/quattroruote molte famiglie (una grande minoranza se non una maggioranza) possiede più di un veicolo.

        Accompagnare la decrescita felice degli automezzi incomincia lì, insieme con zone C e B che disincentivino pesantemente l’ingresso (o i movimenti interzona) dei non residenti, iniziando a ridurre al minimo linee blu e lasciando linee gialle. Un pass residenti a pagamento sarebbe la mossa successiva.

        Sui parcheggi sotterranei, il fatto che uno risieda in un appartamento da 4000 EUR/mq non significa che intenda scucire almeno un paio di decine di euroni per comprare un posto auto sotterraneo, anche se ce ne fosse una disponibilità illimitata. Certo fossero gratis (paga pantalone) il discorso sarebbe diverso. Beh, ovviamente il punto di sosta deve essere sotto casa, altrimenti anche la gratuità non sarebbe attrattiva

  12. Wf

    Milano, “Ci siamo rotti i polmoni”: la protesta anti-smog dei bambini dell’istituto comprensivo Ciresola di viale Brianza

    Striscione di fronte alla scuola e slogan contro inquinamento da traffico e acustico della zona

    13 DICEMBRE 2021 

    Scandendo lo slogan “ci siamo rotti i polmoni”, chi con la maschera antigas, chi con quella da carnevale veneziano o in divisa da supereroe, una decina di bambini e bambine dell’istituto comprensivo Ciresola di Milano ha srotolato uno striscione di fronte alla scuola e, attraversando viale Brianza, ha richiamato l’attenzione di automobilisti e passanti sul problema del traffico.

    È andata in scena stamattina l’azione simbolica di protesta che un gruppo di genitori della primaria di viale Brianza, con Legambiente Lombardia, aveva annunciato una settimana fa di voler organizzare per porre questioni di ordine ambientale e lanciare alcune proposte di soluzione. “Siamo assediati dal traffico e dall’inquinamento, acustico e ambientale” è la voce unanime dei genitori che chiedono di “chiudere al traffico dei veicoli le strade adiacenti alle scuole, almeno negli orari di ingresso e uscita” ma anche di “introdurre politiche più severe sulle emissioni inquinanti a livello regionale e nazionale” allo scopo di “riprogettare lo spazio pubblico per le persone e non per le automobili”.


    La gente si sta rompendo i coglioni di una città disegnata e imposta alle sole esigenze di un gruppo di automobilisti prepotenti…

    Pian piano si sveglia si ribella e chiede a gran voce un nuovo modello di città.

    Che non è plasmato esclusivamente sulle esigenze di alcuni.

    Sulle esigenze delle automobili senza prendere in considerazione le esigenze di tutti gli altri.

    Delle persone che vogliono vivere in pace e serenità

    Lo strapotere degli automobilisti è stato troppo lungamente tollerato … fino ad ora

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