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Milano | Urbanistica – La città e l’ambiente per la neo Assessora Elena Grandi (Verdi)

Sul Corriere della Sera di oggi è stata pubblicata un’intervista alla neo Assessora comunale all’Ambiente Elena Grandi della lista Verdi.

L’assessora si è espressa su alcuni argomenti scottanti ed è per questo che ci siamo permessi di riportare il testo nelle nostre pagine. San Siro, il Pirellino e il sogno all’orizzonte di una città senz’auto e a impatto zero: primissimo bilancio di due mesi di mandato. 

Con ordine. Perché in giunta ha votato a favore della delibera sul recupero degli immobili? 
«Il senso della delibera era migliorare una legge regionale dissennata con l’intento di ridurre al minimo gli indici volumetrici introdotti dal Pirellone».

Si concedono bonus volumetrici anche al restyling del Pirellino e su questo i Verdi erano contrari. 
«Capisco e condivido i dubbi, ma i vincoli facevano riferimento al paesaggio ambientale. Escludere via Pirelli equiparando l’area al centro storico o a un parco sarebbe stata una forzatura giuridica che avrebbe esposto il Comune al rischio di ricorsi col fondato timore di riaprire la strada ai bonus volumetrici massimi previsti dalla Regione».

Non aveva invece partecipato al voto in giunta sulla dichiarazione di pubblico interesse del nuovo stadio. Qual è il suo orientamento? 
«Abbiamo sempre detto che il Meazza doveva rimanere lo stadio di Milano e che i club si sarebbero dovuti impegnare a ristrutturarlo senza consumare suolo. Posizione che confermo. A questo punto sarà fondamentale trovare momenti di confronto con la città». 

Meglio il dibattito pubblico del referendum cittadino? 
«Il referendum dovrebbe essere al limite il frutto delle domande scaturite dal dibattito pubblico. Ma non necessariamente. Io do molta più importanza al momento del confronto tra città, squadre, Comune, cittadini. Poi sarà decisivo lavorare sul minor impatto ambientale possibile, sulla destinazione degli oneri, che dovranno andare ai quartieri popolari, e soprattutto sulla realizzazione di uno stadio moderno e totalmente carbon free. Attenzione: non solo l’impianto finito, ma anche le fasi di cantiere dovranno essere ambientalmente sostenibili. Lo prevede anche il Piano aria-clima che arriverà presto in Consiglio».

I consiglieri verdi (e non solo) sono radicalmente contrari all’operazione del nuovo stadio. 
«C’è una differenza tra fare l’assessore e il consigliere. L’assessore ha un rapporto fiduciario con il sindaco e anche quando ci sono visioni differenti deve lavorare per un obiettivo comune. I consiglieri hanno un mandato diretto dai cittadini e tutto il diritto di esprimere il loro dissenso». 

Faceva riferimento al Piano aria. Cosa prevede in concreto? 
«Lo abbiamo reso più stringente anche perché l’Oms a settembre ha imposto limiti più severi nella lotta allo smog. L’obiettivo di massima è avere, entro il 2050, una città totalmente senza auto private. Non auto elettriche: noi vogliamo una città senza macchine».

D’accordo, ma da qui al 2050? 
«Nei prossimi anni avremo le auto che circoleranno al massimo a trenta all’ora. Inizieremo in prossimità di scuole e ospedali, poi man mano estenderemo, prima del 2030, il limite all’interno di tutti i quartieri della città, con nuovi percorsi ciclabili ed escludendo solo le grandi direttrici esterne». 

Per quanto riguarda le Ztl? 
«Abbiamo accolto una osservazione al Piano che indica la necessità di estendere Area B ai confini metropolitani. Gli uffici ora dovranno studiare forme e modi per rendere operativo questo obiettivo». 

La riapertura dei Navigli rimane un obiettivo? 
«Il Piano aria indica la necessità di riconnettere le acque della Martesana a quelle della Darsena. Bisognerà trovare il modo di finanziare questa opera che ci permetterà di scoperchiare progressivamente i canali e di renderli navigabili». 

Ma dopo le polemiche lei si sente ancora dei Verdi? 
«E perché mai non dovrei sentirmi più una verde? Stiamo facendo un grande lavoro con il sindaco e con i movimenti ecologisti. I Verdi devono stare al governo delle città offrendo il loro contributo costruttivo».

Belle idee e molto coraggiose, dobbiamo dire, sempre che riesca a portarle a termine. Di sicuro l’argomento sullo Stadio sarà una bella gatta da pelare, così come convincere i cittadini a lasciare l’auto in garage (o in parcheggi improbabili). Ma una città più verde, meno inquinata e libera dalle auto ci piace molto, compresa la riapertura dei canali navigabili.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


22 thoughts on “Milano | Urbanistica – La città e l’ambiente per la neo Assessora Elena Grandi (Verdi)

    1. Andrea

      Peccato!

      Però possiamo tenerci questo segreto per noi, illuderla che il suo sogno sia realizzabile, sostenendo le sue iniziative e ottenendo magari anche solo la metà di quello che dice. Sarebbe comunque meglio della situazione attuale.

        1. Anonimo

          Se solo la neo assessora si assicurasse di garantire almeno i basics:

          – aiuole recintate, protette e mantenute (non invece abbandonate, piene di rifiuti e gabinetto per cani)

          – mettere dei guardiani nei parchi con funzioni di controllo, dissuasione e sanzione

          – inasprire area C e B (ancora non capisco come in citta possano girare furgoni di 20-30 anni fa tipo quelli degli ambulanti dei mercati che sono una bomba chimica) ponendo dei limiti anche all’inquinamento acustico oltre che atmosferico

    2. Anonimo

      Ha detto delle cose interessanti ma tutte fuori dalla sua competenze di Assessora.

      Più interessante (per me) sapere come la pensa sui problemi che deve affrontare con le deleghe che le sono state affidate, che sono:

      Assessora all’Ambiente e al Verde, con deleghe a: Definizione delle politiche relative alla progettazione e alla realizzazione degli interventi inerenti le aree a verde e relativa gestione; Definizione delle politiche ambientali; Definizione delle politiche relative al miglioramento dei servizi di smaltimento dei rifiuti e pulizia della città; Progetto città resilienti; Politiche per la tutela e difesa degli animali; Indirizzi e controllo dell’attività dell’Ufficio del Garante degli animali.

    3. Anonimo

      I residenti devono avere il diritto ad avere a disposizione l’uso dell’auto in città.
      Sono quelli che vengono da fuori che non lo devono avere.

  1. vigo stefano

    Tangenziali e autostrade bloccate quotidianamente o con veicoli a passo d’uomo; Sempione e Varesina (solo per citarne un paio), ridotti a camere a gas..
    Dov’è l’estensione dei trasporti pubblici con metropolitane e linee tranviarie?
    Dov’è il Sindaco dell’Area Metropolitana (e pure la Regione Lombardia), sulle tematiche di ampiamento delle reti di trasporto pubblico?
    Come mai la MetroTranvia “Milano-Desio-Seregno Fs” progettata, finanziata e appaltata da anni, non vede l’inizio dei lavori?
    Lo sà l’Assessora che in molti paesi dell’hinterland alle ore 20, spariscono quasi tutti i bus?
    Come mai non si potenziano i mezzi pubblici, dando concrete alternative agli utenti?
    E’ illusionismo allo stato puro teorizzare che nel 2050, i Cittadini (e le merci), si muoveranno solo con le biciclette, o i monopattini, e poi con quale faccia si vuole eliminare completamente il diritto alla mobilità privata?
    Chi vuole farsi una gita ai monti, al mare, in collina o ai laghi (in località dove i mezzi pubblici sono una pura e semplice utopia), con quale mezzo ci và?
    Ricordo che il futuro sarà sempre più elettrico (sia con veicoli a batterie, che probabilmente ad idrogeno), fare la “guerra santa” contro qualunque veicolo è una posizione Talebana, e quindi da respingere al mittente.
    Altro discorso è quello di utilizzare moolto meno l’auto (elettrica o a idrogeno) in città, potenziando realmente l’ATM (che al di là degli annunci, su molte linee di superficie è veramente scadente con corse troppo rare, soprattutto al sabato/domenica/festivi).
    Certo se poi si suicidano le strade con pessime ciclabili, come fatto in Via Zurigo-Berna-Legioni Romane, dove l’unica corsia è assolutamente insufficente, al traffico esistente anche i Bus 58, e 63, hanno enormi problemi di velocità commerciale. Realizzare invece una bella corsia preferenziale per i Bus e i Taxi, avrebbe avuto molto più senso. I bus sono pieni di passeggeri, non mi pare che 10 ciclisti all’ora (quando va bene), siano un’utenza tale da giustificare quest’opera, che però si poteva fare sui marciapiedi, salvando capra e cavoli, ovvero Bus ATM; traffico e biciclette.
    Certo basta sciacquarsi la bocca con l’illusionismo della Milano 2050!
    Nel frattempo mancando le alternative di trasporto pubbico, tutti bellamente bloccati in coda (pure con l’auto elettrica nuova…). Sic!!

  2. Anonimo

    Ma…un convinto ecologista come me si sentirebbe più rassicurato nei progetti ecologici di questa donna se parlasse meno a vanvera tipo “entro il 2050, una città totalmente senza auto private. Non auto elettriche: noi vogliamo una città senza macchine” quindi tra 29 anni non posso tirar fuori dal mio ovviamente garage sotterraneo la mia ovviamente auto elettrica e uscire da Milano per i mari e monti? E per andare di sera da un amico che abita dall’ altra parte della città? Mah…ma non sarebbe meglio pensare prima di parlare? E le strade piene solo di ciclisti? Ok io ho 4 bici ma non le uso contemporaneamente.

    1. Anonimo

      Quindi da tre righe di un blog, su una visione al 2050, bisogna pure commentare prendendo tutto alla lettera?

      Si prendano le sue parole come una linea guida, una visione ideale verso cui tendere. Tante città si stanno già riprogettando per avere sempre meno auto private ed è più che sacrosanto che lo faccia anche Milano, se vuole restare una città competitiva per qualità della vita, economia e ricchezza.

      L’alternativa è competere con città del sud del mondo che sono letteralmente paralizzate da una mobilità ormai più che superata e con poche speranze di miglioramenti.

    2. Andrea

      Magari, tra 29 anni, al posto di andare nel garage sotterraneo a recuperare la tua auto, andrai nel garage di noleggio vicino a casa tua ad affittarne una.

  3. Anonimo

    Ben detto ma in italiano “una città senza macchine” significa una città senza macchine. Sempre meno auto private è perfetto.

  4. Maurizio

    Forse non ce ne siamo accorti ma a Milano è già in corso un intervento che prevede l’assenza totale di auto in un quartiere di nuova progettazione e costruzione, si chiama L’Innesto, in via Breda.
    Ora, io non so se nel 2050 avremo città senza auto ma quello deve essere l’obiettivo di un assessore e di una giunta minimamente illuminati.

  5. Luke

    Non ho mai sentito così tante cavolate in poche righe.
    Città senza auto? Iniziamo con il comunismo ambientale che non serve assolutamente all’ambiente. Le persone devo avere la libertà di usare la loro auto come vogliono.
    Tra l’altro M4 in super ritardo, senza progetti per altre linee e pensano di chiudere tutto? Ahah ridicoli. Prima le infrastrutture e poi il resto.

  6. GArBa

    Chi parla di “consumo di suolo” senza sapere cosa dice non dovrebbe occuparsi di urbanistica. Il “consumo di suolo” è l’antropizzazione di suolo naturale. Costruire il nuovo stadio sul sedime del vecchio palazzetto dello sport (quindi in un’area già antropizzata) NON è consumo di suolo.

  7. Anonimo

    Se solo la neo assessora si assicurasse di garantire almeno i basics:

    – aiuole recintate, protette e mantenute (non invece abbandonate, piene di rifiuti e gabinetto per cani)

    – mettere dei guardiani nei parchi con funzioni di controllo, dissuasione e sanzione

    – inasprire area C e B (ancora non capisco come in citta possano girare furgoni di 20-30 anni fa tipo quelli degli ambulanti dei mercati che sono una bomba chimica) ponendo dei limiti anche all’inquinamento acustico oltre che atmosferico

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