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Milano | Bicocca – La rigenerazione verde arriva in Ateneo: via asfalto e cemento

L’Ateneo ha presentato ieri “Bicocca Lab”, il piano di transizione ecologica e digitale del campus a “volumi zero”. L’idea alla base: rigenerare lo spazio urbano valorizzando gli edifici esistenti o in fase di realizzazione senza prevedere nuove strutture in futuro.

“Bicocca Lab, un ecosistema per il futuro” è stato presentato questa mattina dalla rettrice di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, alla presenza del Sottosegretario con delega ai rapporti con le delegazioni internazionali di Regione Lombardia, Alan Christian Rizzi, del sindaco del Comune di Milano, Giuseppe Sala, e dell’architetto e presidente della Fondazione La Triennale di Milano, Stefano Boeri.

Qui sotto come appare ora Piazza dell’Ateneo Nuovo, una distesa di cemento dove, per fortuna, si trovano i filari d’alberi.

«Bicocca Lab propone interventi di sviluppo per il campus e per il quartiere che traggono valore dalla ricerca scientifica, dalla didattica e dalla sinergia con partner pubblici e privati. Si tratta di azioni in grado di fornire soluzioni alla domanda crescente di sostenibilità ambientale e di innovazione digitale, facilmente adattabili e applicabili anche in contesti al di fuori dell’Ateneo» – ha spiegato la rettrice Giovanna Iannantuoni.

Al piano di sviluppo green e digital lavora un team multidisciplinare di oltre 200 ricercatori, impiegati in 40 laboratori appartenenti ai 14 dipartimenti dell’Ateneo, mentre altri 130 giovani studiosi saranno reclutati nei prossimi mesi. A curare il progetto insieme ai ricercatori e ai tecnici di Milano-Bicocca, l’architetto Leopoldo Freyrie.   
Un grande dispiegamento di risorse impegnato su sei raggi d’azione: ambiente, salute, mobilità, energia, digitale e cultura.

Il verde conquista il campus  
Quasi cinque ettari di verde 450 nuovi alberi cambieranno il volto del campus, a partire dalle sue piazze, passando per U10-Logos – l’edificio in fase di realizzazione – e arrivando al Bicocca Stadium. Con Bicocca Lab proseguirà la de-pavimentazione delle piazze del campus iniziata lo scorso anno per mitigare l’isola di calore: la condizione climatica che, nei periodi dell’anno più caldi, caratterizza le piazze e le strade del quartiere Bicocca attualmente pavimentate in cemento.   
La transizione verde delle piazze avverrà grazie all’utilizzo del terreno “hi-tech”, un substrato di origine naturale studiato per essere più duraturo e nutriente e composto da frantumati: di lapillo vulcanico, speciali argille interattive, microrganismi della rizosfera, funghi simbionti e un terriccio di origine vegetale derivante dall’ossidazione e umificazione degli scarti verdi da parte di microrganismi.         
La ricerca sulla biodiversità condotta in Ateneo troverà applicazione nel Vivaio Bicocca, una vera e propria foresta urbana con spazi dedicati ad azioni di scienza partecipata.

One health, il benessere a 360 gradi        
Il completamento del Centro di Medicina dello sport nell’impianto sportivo Bicocca Stadium – inserito in un nuova area verde di 9500 metri quadri – permetterà di studiare soluzioni per il miglioramento degli stili di vita.     
Nell’ambito di Bicocca Lab, l’Ateneo investirà in tecnologie innovative per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei problemi della vista nei giovani e nelle persone fragili, sviluppando anche soluzioni dedicate alla pratica dell’attività sportiva. 

La mobilità dolce che fa bene all’ambiente        
In collaborazione con le amministrazioni locali, Milano-Bicocca ridisegnerà la mobilità del quartiere realizzando una pista ciclo pedonale su Viale dell’Innovazione, una delle strade che attraversano l’Ateneo. La promozione della mobilità dolce riguarderà anche la realizzazione di dieci velostazioni che renderanno più agevole l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti nel campus e nel quartiere.

Energia verde e blu       
Duemila metri quadri
 di pannelli solari integrati architettonicamente contribuiranno alla transizione verso forme di energia pulita.   
Dall’energia verde al blu: grazie alla ricerca svolta in Bicocca, l’Università promuoverà l’utilizzo dell’energia geotermica ottenibile dalle falde acquifere presenti nel distretto Bicocca, da estendere su scala dell’area metropolitana milanese, in modo da produrre energia carbon free e al contempo contenere l’innalzamento della falda. 

Tecnologia per un ateneo smart     
Il campus sarà dotato di un sistema per l’illuminazione intelligente che consentirà di regolare la quantità di luce emessa in maniera progressiva e automatica.       
Il miglioramento della vivibilità del campus passerà anche dall’installazione di sensori mobili per il monitoraggio delle condizioni ambientali quali temperatura, umidità e livello di smog.    
Soluzioni sempre più innovative e performanti in grado di migliorare le condizioni ambientali, la mobilità e la logistica all’interno del campus saranno messe a punto anche grazie al “Digital twin”. Un modello virtuale dell’ateneo, uguale al suo “gemello fisico”, in cui simulare in tempo reale le fasi di sviluppo di servizi e processi, risparmiando tempo e risorse durante la progettazione. 

Arte e cultura a cielo aperto
Bicocca Lab metterà a disposizione della comunità universitaria e dei cittadini nuovi spazi all’aria aperta allestiti con arredo urbano eco-compatibile, coperti o semichiusi, adatti sia allo studio, sia alla socializzazione.   
Il “Chilometro d’arte”, un percorso che idealmente attraversa il campus riservando al visitatore un’esperienza alla scoperta delle opere d’arte contemporanea integrate nel contesto urbano, grazie a Bicocca Lab diventerà teatro di iniziative didattiche e culturali che animeranno il quartiere.

Sperando che quest’onda verde contagi anche le altre parti della Bicocca, che come abbiamo visto recentemente, versano in uno stato pietoso, come la piazza tra i palazzi per uffici di via Polvani e via Temolo o piazza del Calendario dove si trova la sede della Deutche Bank, che rimane uno spazio alienante.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi, Ateneo BicoccaLab, Università degli Studi di Milano Bicocca

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


22 thoughts on “Milano | Bicocca – La rigenerazione verde arriva in Ateneo: via asfalto e cemento

  1. Maurizio

    Sono sempre stato critico verso la moda dilagante negli ultimi tempi tra gli architetti: la piazza cementificata con un alberello qua e là, esempio tragico piazza Gino Valle (dove se ricordo bene non c’è neppure l’alberello).
    Vuol dire che forse iniziano a capirla?

  2. Anonimo

    Che dire? Sintetizzando, 55 anni dopo Il ragazzo della via Gluck, come profetizzava Celentano, pur con la sua non eccessiva intelligenza, “E non lasciano l’erba, non lasciano l’erba, eh no…” si rimedia, meglio tardi che mai

    1. Anonimo

      E’ proprio indispensabile una nuova ciclabile togliendo posti auto in viale dell’Innovazione dopo che quella appena fatta nel parallelo viale Pirelli (dove passa una bici ogni quarto d’ora) è già sta chiusa in vari punti perché pericolosa ?

      1. Andrea

        Io mi chiedi se sono proprio indispensabili i parcheggi su viale dell’Innovazione visto che tutti gli edifici di Bicocca hanno i loro posteggi dedicati per “nascondere le auto sotto terra”.

        Chiusa perché pericolosa? Così come è ora è ancora più pericolosa visto che adesso i ciclisti passano sul marciapiede ancora più vicino ai pedoni.

        Al massimo sarà stata chiusa per non dar fastidio alle forze dell’ordine che amano “lavorare” attorno a quel bar…

        1. Anonimo

          Sai com’è’, caro Andrea, se i ciclisti una volta avuta la loro agognata pista ciclabile SUL MARCIAPIEDE di viale Pirelli avessero avuto l’accortezza di non transitarci a 40 all’ora dove ci sono attraversamenti pedonali causando incidenti, probabilmente non l’avrebbero chiusa.
          Un plauso non si nega naturalmente a chi l’ha progettata da Marte, sono curioso di sapere cosa si inventerà’ per togliere quello schifo di barriere.

          1. Andrea

            Parli senza sapere, la ciclabile è stata chiusa perché dava fastidio alle forze dell’ordine che stanziano sempre li.

            Le piste ciclabili sul marciapiede sono presenti e funzioano in moltissimi punti della città, inoltre i ciclisti viaggiano a 40 all’ora sui larghissimi marciapiedi da quando è nato il quartiere Bicocca.

            Paradossalmente ora il marciapiede meno sicuro di Bicocca è proprio quello davanti a quel bar, dove la pista è stata chiusa e dove si crea un imbuto di ciclisti e pedoni.

            Contenti loro…

          2. Anonimo

            Ma non dire cazzate come tuo solito, abito lì di fronte e le ” forze dell’ordine” al massimo vanno prendere il caffè si fermano 5 minuti fuori, non “stanziano”.
            Insistendo a dire che l’abbiano chiusa perché dava fastidio a loro ti rende ancora più ridicolo, se possibile.

          3. Andrea

            Appunto, mentre stavano a bere tranquillamente il caffè dovevano tornare a lavorare e si ritrovavano pure nell’imbarazzo di dover spiegare ai pedoni investiti che non avrebbero potuto camminare sulla ciclabile e quindi l’eventuale multa avrebbero dovuto darla a loro.

            Evidentemente quei carabinieri hanno qualche santo in comune dato che penso che quelli siano gli unici 20 metri di ciclabile in tutta Milano chiusi per quel motivo.

          4. Anonimo

            E con quest’ultimo commento, @Andrea, hai superato i tuoi limiti del ridicolo.
            Abbi un minimo di dignità’, almeno per i tuoi cari.

          5. Anonimo

            Dopo aver attaccato gli automobili ed i ricchi, adesso gli” sbirri”. Mi raccomando eskimo e maglietta del Che quando vai in giro

          6. Wf

            Ma è quel bar che viene chiuso un giorno si e altro pure per cocaina e pregiudicati??

            Che finisce sempre in cronaca milano corriere?

            Si capisce perché c’è sempre la polizia

          7. Andrea

            @Wf: no, quello che dici tu è più un locale/discoteca. La ciclabile è stata chiusa davanti al bar situato all’altezza di piazza della Trivulziana che, con le frequentazioni che ha, dubito che potrà essere mai soggetto a scandali di illegalità.

      2. Anonimo

        Si. È indispensabile togliere posti auto dalla superficie. Perché in superficie devono starci alberi, attività e persone, non automobili a occupare inutilmente lo spazio.

        Svegliamoci, le città si devono liberare dalle auto ammassate ovunque, tutto lo spazio liberato può essere trasformato in mille modi ben più utili alla collettività.

  3. Manuel

    Di bici in V.le Pirelli io le vedo passare in strada 😀 o in senso contrario ovviamente.
    Giusto che chiarire a cosa che cosa possano servire le piste ciclabili a MI….

  4. Wf

    Sia come sia mi pare evidente che questa decisione sancisce il fallimento di un quartiere residenziale senza verde ma tutto in cemento…

    Nel bene e nel male.

    Bene che si metta rimendio adesso, dopo 30 anni.

    1. Wf

      Mi correggo da solo…

      Non il fallimento del quartiere in sé che a me non dispiace ed è pure bellino MA la scelta del cemento al posto del verde…

      Ovvero la mancanza totale del verde in un quartiere residenziale.

      Ndr

      1. pippo

        Io ci abito e spero proprio che il verde prevalga. C è anche un progetto per viale sarca.
        Quando iniziano i lavori dell argomento sopra citato.?

        Qualcuno sa invece per il viale sarca se ci sono novità?

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