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Milano | San Siro – Il nuovo stadio e… alcune nostre domande

Abbiamo visto quale progetto i due club calcistici di Milano hanno scelto, quello di Populous, forse il più iconico tra i due, perlomeno abbastanza originale (anche se, volendo vedere, a Bordeaux c’è già uno stadio simile progettato da Herzog e De Meuron). Non siamo neanche tanto d’accordo col fatto che ormai i giornalisti, seguendo le indicazioni dei progettisti che fanno un riferimento forzato al Duomo, l’abbiano battezzata “cattedrale”, perché onestamente a noi sembra più una scatola, ma tant’è…

Dobbiamo dire che il progetto è senz’altro bello e accattivante, soprattutto dai rendering, che mostrano tanto verde (anche troppo) che, ahinoi, sicuramente in realtà sarà molto meno.

Osservando le immagini del futuro Stadio ci siamo chiesti alcune cose:

Ad esempio, le originali volumetrie pensate nel primo progetto, anche se ridimensionate, dove sono? Torneranno in un secondo momento? Saranno nascoste sotto qualche albero di troppo nei rendering? Ad ogni modo già l’Assessore Tancredi ha detto che quanto presentato dalle società non è ufficiale, quindi dovremo attendere il progetto definitivo.

Del vecchio stadio, vogliamo veramente che si conservi solo un pezzetto di trave, come affogato nella terra e uno dei piloni elicoidali della struttura realizzata per i mondiali del 1990? Ha senso?

E la Sovrintendenza non aveva dichiarato che l’unica parte interessante del vecchio Meazza fosse proprio la parte più antica, quella realizzata nel 1926, che si trova sotto tutte le strutture realizzate negli anni successivi e nei rendering sparita?

A questo punto troviamo abbastanza ridicolo conservare solo quelle due porzioni, piuttosto meglio non lasciare nulla.

Qui di seguito le fai di “vita” e sviluppo dello Stadio Meazza.

Fra l’altro non si è parlato dei costi per le demolizioni, che sicuramente saranno molto onerose, visto che il vecchio impianto non lo si può far saltare con l’esplosivo. E ci saranno delle sfide logistiche importanti, dato che per montare le sole travi di copertura all’epoca si dovettero costruire delle gru adatte sul posto e che il tutto dovrà avvenire con la struttura del nuovo stadio già costruita e funzionante giusto di fianco.

Altra domanda. L’amministrazione dice che la cittadinanza sarà coinvolta in un dibattito pubblico. Come e quando?
Non pensiamo si farà il famoso referendum, ma che tipo di confronto sarà, allora, e per decidere che cosa?

Lo stadio, per quanto bello (ma è bello?) non ha certo l’unicità del Meazza e la sua iconicità molto riconoscibile. Infatti il disegno potrebbe ricordare molti altri stadi, come, ad esempio, abbiamo fatto notare poco sopra. Perciò questa particolarità sarà persa per sempre.

Altra domanda ancora che ci poniamo, ma nel 2027/28, quando finiranno i lavori al centro commerciale, avranno ancora senso queste strutture? Ahinoi, ancora una volta vogliamo sottolineare come il commercio stia cambiando e come, purtroppo, molti negozi chiudano visto che ormai sono in molti ad acquistare in rete.

Forse preservare parte del vecchio stadio e trasformarlo in centro sportivo attrezzato per sport minori sarebbe possibile? O per concerti e manifestazioni di vario genere.

Naturalmente a tutto questo bisogna aggiungere anche gli esiti del ventilato referendum, se mai si farà: se vincono i no al nuovo stadio, le squadre di Inter e Milan finiranno con lo scegliere un altro luogo dove edificare il proprio stadio, magari a Sesto o San Donato? Lasciando il Comune di Milano a bocca asciutta e con una grande struttura vuota e da destinare? Anche se dubitiamo fortemente che sia mai esistito nulla di concreto, seppure si sia tentato di fare intendere l’opposto da parte dei due club meneghini. In generale tutta questa vicenda non è sembrata chiara nel suo svolgimento e tutt’ora non lo è del tutto, per quanto molti si affretteranno a dire, ed hanno già detto, che si tratta semplicemente di una proposta che il comune può ricevere o rigettare.

Sicuramente il dibattito non sarà facile e nemmeno privo di ostacoli. Noi vedremo di fare la nostra parte condividendo le nostre opinioni.

Immagini: Populous, Roberto Arsuffi, Andrea Cherchi, Vario

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


24 thoughts on “Milano | San Siro – Il nuovo stadio e… alcune nostre domande

  1. Amedeo

    Grazie per questo articolo giustamente critico e riflessivo sul tema! Credo che ci voglia scetticismo di fronte a progetti faraonici di questo tipo, soprattutto quando le proposte presentano zone verdi spesso irrealistiche e l’ennesimo centro commerciale.

  2. Anonimo

    Non si capisce perché lasciare dei pezzi di san siro non abbia senso, come non si capisce come facciate a dire che lo stadio di Bourdeaux sia simile a quello progettato da Populous.
    Molte delle vostre domande hanno già avuto risposta in passato quindi questo articolo si conferma di parte e scritto male, soprattutto nei contenuti (va bene che non siete una testata giornalistica ma una ricerca prima di scrivere andrebbe fatta).

        1. Anonimo

          Ma scusa si vede palesemente: Bordeaux è più leggero, meno carico. Quasi etereo. Il rendering per Milano invece, sembra lo stesso ma pompato e appesantito per cercare l’effetto “wow” a tutti i costi… Che per me è diverso da “iconico” ma ognuno ha il suo parere.

          Comunque (se mai verrà costruito) un giorno li potremo paragonare, al momento è solo una foto contro un rendering.

  3. Lorenzo

    Affezionato a San Siro dove vado dai primi anni 80 ma lo stadio attuale ha vari problemi:
    È tutto costruito in altezza (ora il campo e il primo anello di solito si fanno interrati) e questo comporta difficoltà e tempi lunghi ad arrivare ai piani alti (siete mai saliti fino al 3o anello?!), nonché fortissime vibrazioni.
    Gli accessi, i posti, la ristorazione, i bagni, sono tutti scomodi e di vecchia concezione.
    Non arriva abbastanza luce al campo che infatti da vari anni è in parte sintetico (cosa che non si dice ma penalizza sicuramente lo spettacolo in campo.
    Non è per niente isolato acusticamente con grande disagio per chi sta intorno sia per le partite che soprattutto i concerti.
    Uno stadio nuovo e una nuova logistica che eviti l’invasione di macchine messe ovunque non possono che portare giovamento al quartiere e la città.

    1. Biagio

      Dite tutto quello che volete! Ma come è bello San Siro nelle foto del ’55, del ’60 e del ’70! Ha una linea e un’eleganza che con la costruzione del terzo anello non ha più.

      1. Anonimo

        Concordo! Dovrebbero mantenere la rampa che gira intorno ai due anelli…e magari al posto delle tribune potrebbero farci degli uffici residenze o spazi sportivi… come hanno fatto nel vecchio stadio dell’arsenal…

  4. Fabio

    In realtà mi pare che di ricerca ne avrebbe bisogno più lei, anonimo delle 19:47.
    Lo stadio San Siro è stato costruito negli anni ’50 con quel caratteristico spirale. Quella, insieme a quella del 1926, sono le uniche sue parti storiche. Le torri intorno più le travi rosse (che tra l’altro sono antidemocratiche perchè non ci sono anche blu, colore dell’Inter) sono state realizzate a fine anni ’80 in vista dei mondiali del 1990. (Anche lì era stato un casino.)
    L’articolo mette in evidenza due problemi:
    • Il primo è che la parte recuperata è pressapoco nulla, zero.
    • L’altro è che quel pochissimo che pare verrebbe preservato sarebbe esclusivamente parte dell’aggiunta (del tutto orribile come estetica) del 1990, e che quindi non ha alcun valore storico.
    Siamo tutti d’accordo che una struttura di 30 anni fa non è storica?
    I rendering della proposta di stadio di Popolous “Cattedrale” risalenti mi pare al 2019, mostravano questo nuovo stadio così come lo raffigurano oggi, quindi brutto. E non è solo una mia opinione, ne ho parlato con altri.
    Però mostravano lo stadio San Siro vicino riportato all’origine, cioè senza il terzo anello del 1990. Dentro si vedeva un parco.
    Insomma, un progetto carino per calmare i milanesi i quali hanno poi votato Sala (che si riteneva contrario e voleva un revamping di San Siro) e, vinte le elezioni, cambiato completamente, facendo scomparire San Siro e dando la delibera d’interesse pubblico (di dubita pubblicità).
    Riguardo la somiglianza fra la cattedrale e quello di Bordeux… Io la vedo, e molto. Ma considerato che ovunque c’è scritto che la “Cattedrale” sembra il nostro Duomo e Galleria Vittorio Emanuele… Direi che si avvicina di più chi trova la similitudine allo stadio di Bordeux.
    Chiudo dicendo che io so zero di calcio, non sono un collaboratore di Urbanfile e non son schierato in nessuna parte politica.
    Semplicemente descrivo i fatti in maniera oggettiva, col cuore di un milanese.
    PS: Ma se le squadre di calcio milanesi sono 2 possibile che nessuno abbia pensato a dividersi una usa San Siro e l’altra la Cattedrale? Non sarebbe neanche un caso unico di due stadi usati in una stessa città.

  5. Anonimo

    Ci sono delle società che vogliono investire un bel po’ in città. La cittadinanza ha tutto da guadagnarci, ci guadagnano, ovvio, anche le società. Chi ci perde in tutto questo? Qualche nostalgico che chiama San Siro la cattedrale del calcio (mi viene da ridere).

    Qualcuno può spiegare davvero perché sia meglio non fare niente e lasciare quel colosso di cemento a marcire visto che non è conveniente ristrutturarlo? C’è una risposta convincente a questa domanda?

    1. Anonimo

      Sarà nostalgia, ma per me la versione ante anni 90 era la più bella e originale. Quella prima insignificante e quella dopo una gabbia…sarebbe bello preservare almeno un lato con il secondo anello e aperto sugli altri lati. Ma sono solo considerazioni personali

    2. Damiano Verderame

      Il discorso è che un nuovo stadio all avanguardia. Va fatto…. E dobbiamo avere solo il ricordo del vecchio e obsoleto Meazza, così col nuovo si potrà avere una acustica migliore.. Ma a mio avviso dovrà essere almeno di 80 mila posti… In modo tale che la squadra ospite entra in campo tremando…. E quando subisce il primo gol gli si devono piegare le gambe dal boato degli 80mila

  6. Anonimo

    quello che conta di uno stadio è che sia distinguibile e iconico all’interno. tutti sanno quale sia il camp nou, il bernabeu, old trafford, anfield… ma tutti questi stadi esternamente non sono certo opere architettoniche memorabili.

    san siro non è da meno, la cattedrale internamente sembra riconoscibile e unica, conta questo

    1. Anonimo

      Corretto, inoltre le due grandi curve laterali ricordano molto secondo e terzo anello di San Siro, quindi c’è continuità non solo architettonica ma anche “emozionale” dal momento che le due curve di Milan e Inter sono quelle che distinguono maggiormente le tifoserie e lo stadio di San Siro attuale nel mondo e che distingueranno in futuro il nuovo stadio.

    2. Dario

      Anche esternamente! Può non piacere( a me piace e tanto!) Ma e’ fuori di dubbio super iconica e unica al mondo senza se e senza ma..

  7. Albe

    L’unica domanda sensata è quella inerente le volumetrie. Il giudizio sull’utilità del centro commerciale, e lo dico da persona che odia i centri commerciali, è pretestuoso: primo perché saranno fatti del privato se la sua iniziativa sarà remunerativa o no e secondo perché le finalità di quello spazio sono tutt’altro che definite. Sembrerebbe una cittadella dello sport con tutti i servizi consumistici correlati e probabilmente con ampi spazi di ristorazione.

  8. Gianluca Brescia

    Sono d’accordo su tutto.

    Non ha senso lasciare dei pezzi del vecchio San Siro.

    Molti dettagli sul progetto sono poco chiari da sempre quindi dal 2019 ad oggi. C’è anche da dire che da parte del Comune e di Milan ed Inter ci sia molta fretta a concludere subito le fasi progettuali per poi presentare il masterplan finale. Io ho notato questa cosa.

  9. Geopolitica milanese

    Lo stadio si fa sicuro dal momento che ci sono dietro i grandi interessi della finanza internazionale americana, senza la quale era impossibile realizzarlo dal momento che tutte le leghe calcistiche europee, quella inglese, tedesca, francese e spagnola con altre squadre italiane, con le istutuzioni calcistiche “italiane” e con la uefa avrebbero fatto lobbying per impedirlo dal momento che Milan e Inter nonostante siano state smantellate dieci anni fa, dalla stessa lobby, stanno a poco a poco rientrando con mille difficoltà nell’élite calcistica europea, e questo a lorsignori non sta bene dal momento che il calcio milanese farebbe loro concorrenza con le risorse che arriverebbero dal nuovo stadio. Se l’Italia e Milano vogliono contare ancora qualcosa a livello geopolitico a parte la moda, l’arredo e il design l’unica cosa che resta è il calcio. Ma è chiaro che se non arrivano gli americani non si riesce a fare nulla a causa della debolezza geopolitica dell’Italia e della faide interne su cui gli altri paesi europei vanno a nozze.
    Lo stadio attuale San Siro è inristrutturabile essendo diviso su tre anelli non comunicanti tra loro, significa che per ogni anello devi fare bar, negozi e ristoranti, mentre nel nuovo stadio i due anelli comunicano tra di loro e alla loro congiunzione ci sarebbero bar, negozi e ristoranti. Tradotto: per un negozio, un bar e un ristorante realizzato nel nuovo San Siro, nel vecchio San Siro si dovrebbero realizzare 3 negozi, 3 bar e 3 ristoranti, completamente anti-economico. Anche il progetto presentato di ristrutturazione di San Siro non ha senso dal momento che la galleria panoramica con negozi, ristoranti e bar sta al terzo anello e gli spettatori più alto spendenti sono al primo anello, anche questo anti-economico.
    Se si vogliono mantenere delle strutture del vecchio San Siro una soluzione sarebbe di trasformare la struttura attuale esterna del primo e secondo anello (per intenderci la foto del 1970) in residenze/uffici, mantenendo le rampe esterne aggiungendogli le vetrate delle case/uffici o trasformandole in balconi, e mantenendo solo le gradinate esterne del secondo anello. Alla base o all’interno della struttura a ferro di cavallo o a coorte si potrebbero mettere i negozi o il centro commerciale. Si potrebbe mantenere anche qualche torre ma è chiaro che la vecchia struttura di San Siro non dovrebbe sembrare molto più alta o ingombrante del nuovo San Siro (anche per questo non si può mantenere il terzo anello e la copertura del vecchio). Sarebbe comunque un intervento architettonico molto complesso, e il risultato finale potrebbe sembrare un pò ktsch, architettura brutalista, andando in parte a togliere visibilità al nuovo San Siro. Comunque con la diminuzione delle volumetrie decisa recentemente questo progetto non sarebbe realizzabile, anche se in teoria questa sono volumetrie che già ci sono e non sono da edificare, e quindi le volumetrie uscite dall porta potrebbero rientrare dalla finestra.
    In ogni caso diciamo che se riescono a mantenere qualche struttura esterna del vecchio San Siro anche per il centro commerciale il problema della memoria di San Siro è risolto.

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