"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Metanopoli – Cantiere Nuova sede ENI: gennaio 2022

Nuovo aggiornamento di inizio 2022 dall’enorme cantiere per la futura sede Eni a Metanopoli, un quartiere di San Donato Milanese, cittadina a Sud-Est di Milano.

Si tratta del Sesto Palazzo Uffici ENI, progettato da Morphosis Architects e Nemesi & Partners, un complesso per uffici composto da 3 edifici che si sviluppano su un’area di 65.000 mq distribuiti tra le vie Emilia, Alcide de Gasperi, Correggio e Ravenna:

  • Icon Tower di 11 piani
  • Landmark Tower di 9 piani
  • Skygarden Tower con un centro congressi e una mensa

Prosegue il completamento con il montaggio delle facciate, come si vede dalle immagini di questi giorni. La forma della “grande astronave” inizia ad avere un senso e pare avere le carte per diventare un edificio iconico.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Metanopoli, San Donato Milanese, Milano, Sesto Palazzo Uffici ENI, Morphosis Architects, Via Emilia, Viale Alcide de Gasperi, via Correggio, via Ravenna

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


53 thoughts on “Milano | Metanopoli – Cantiere Nuova sede ENI: gennaio 2022

    1. Anonimo

      Ma cosa stai dicendo? È sempre stata lì la sede della eni..praticamente alle porte di Milano…dove dovevano costruirla in piazza Duomo?

    2. Amanita Muscaria

      C’è sempre qualcuno che deve parlare a vanvera! Probabilmente non è mai stata a San Donato Milanese o non ha ben presente la storia di questa città.

      1. Dario

        Esatto! Il comune più importante del Milanese( uno dei più ricchi d’Italia tra l’altro)nonché sede storica di ENI.. ed altri colossi internazionali! L’interland più strategico di tutta Milano.
        Struttura iconica

          1. Andy

            Battuta piacevole, ammetto.
            Io spero solo che chi ha scritto “interland” abbia solo litigato con la tastiera. Voglio vederla così

        1. Marco

          A me fa cagare come Milano d’altronde.
          Si parla di smart working e costruiscono ancora ste cagate.
          Da 10 anni vivo ad Amsterdam e piu ritorno a Milano e più mi viene la nausea…sempre le solite persone che si credono di vivere al centro del mondo quando non hanno capito che nessuno questa città se la caga di striscio.
          È solo speculazione edilizia, è una città di servizi non più industriale come un tempo in cui si era costretti a vivere vicino alla “fabbrica”.
          Con l’evolversi del mondo le persone vivranno in posti meno costosi e faranno investimenti altrove quando il prezzo è basso e i vantaggi enormi…insomma specularanno altrove e resteranno questi mausolei vuoti.

          1. Letizia Ferrari

            Guarda anch’io la penso più o meno come te, non ho avuto il coraggio di andare all’estero ma ho venduto casa in zona Sempione ad una cifra spropositata e ho comprato una tenuta enorme in Cilento (dove sono stata in vacanza l’ultima estate) mettendo anche nei soldini da parte.
            Telelavoro da casa, io e mio marito lavoriamo per una multinazionale tedesca e nell’edificio che ho comprato ho aperto un b&b in cui i primi a venire sono stati i colleghi della sede a Monaco.
            Sto benissimo ho ricominciato a vivere e nel caso abbia voglia di città ho Salerno (che ti devo dire ho trovato molto carina e piena di servizi utili).
            Buona vita a tutti.
            Letizia

            PS avevo optato anche per Puglia e Sicilia ma sono scomode.

          2. m

            Infatti Amsterdam, contrariamente a milano è una citta industriale, dove i prezzi delle case sono bassissimi…. ah poi dimenticavo il clima è fantastico tutto l’anno!

          3. Nome e cognome

            Da parte mia ti consiglierei di fare un giro a Metanopoli, dove è iniziata la storia dell’Eni e dove sta costruendo il suo nuovo centro direzionale. Potresti scoprire che non è esattamente il tipo di posto che hai descritto… Anche se forse ripongo troppe speranze in qualcuno che “vive ad Amsterdam da 10 anni” e viene a trollare su un blog dedicato ad una città che, sostiene non si sa bene in base a che esperienza, “nessuno se la caga di striscio”. Bah.

          4. Joe

            Caro signor Marco, non entrando nel merito del suo gusto su Milano, probabilmente non sa che non solo è stata nominata più volte città più vivibile d’italia (o comunque tra le prime 3) ma eppure stata inserita tra le metropoli più influenti d’Europa.
            Sicuramente c’è molto da fare x migliorare.
            Ma vedo che comunque ci vengono a vivere ogni anno migliaia di persone.
            Un’altra considerazione che lei, accidioso e nervosismo, non ha fatto: Milano e la Lombardia devono mantenere 15 regioni su 20, in costante debito fiscale. Amsterdam, no. Milano deve mantenere una compagnia aerea decotta che fa gli interessi di una città sfasciato come Roma. Gli olandesi hanno scelto Amsterdam come hub.
            Detto ciò vedo che gli investimenti nell’area urbana di Milano continuano…
            Forse lei, gentile Marco, dovrebbe riflettere di più e postare cose da persona intelligente. È solo un consiglio, ovviamente.
            Poi veda lei

          5. DONATO

            Può restare tranquillamente dove sei, il progetto è stato fatto circa 10 anni fa, inoltre in tutta quell’area prima della costruzione di questo Palazzo c’erano uffici Snam e Magazzini Saipem ormai in disuso, prima degli inizi della costruzione sembrava una discarica. PS: DOCUMENTARSI prima di scrivere

  1. Anonimo

    Infatti Amsterdam se la filano meno di Milano….. se guardiamo alla moda sembra ancora più da folli che nel mondo Milano non se la cavano proprio, anzi oserei dire che è più internazionale di Roma, a parte per certi odiatosi seriali come lei

  2. Marco

    Eccoli i provincialotti come presupponevo.
    Vogliono fare la gara a chi ce l’ha più lungo.
    Povera Italia.
    Milano meglio di Amsterdam, la Fashion Week, Milano Caput Mundi…andate a cagare e uscite da quel buco di città che vi ha già rimbecciliti.

    Ah il pesce più fresco d’Italia…ce lo dimentichiamo

      1. Anonimo

        Certo, questo solo perché è andato fuori dall’Italia ha la puzza sotto il naso,e pertanto non sapendo come manifestare questa sua supponenza viene a commentare in un blog su Milano… 😂😂

    1. Anonimo

      Caro Marco, i buoni vecchi Paesi Bassi se non fossero un paradiso fiscale sotto mentite – e consentite, sin qui – spoglie, non le offrirebbero niente di quel che gode. E questo basterebbe a mettere un punto a tante inutili opinioni, compresa la sua. Poi ognuno vive dove gli pare. Se sta bene dove sta, resti felice e nessuno la rimpiangerà (e viceversa, s’intende).

    2. Beh, caro Marco, ricordati che vivi in una città (Amsterdam) che campa principalmente grazie al fatto di essere un paradiso fiscale drenando risorse e tasse da paesi e città come Milano che invece grazie al genio e alla creatività dei suoi cittadini, la ricchezza la producono senza aspettare che gli sia servita su un piatto d’argento.

      Milano è ben lontana dall’essere perfetta ma anche ben montata dall’essere definita da individui come te provinciale o peggio ancora una cagata.

      1. Dario

        E aggiungo ( da discreto conoscitore di Amsterdam avendoci abitato mio fratello e stato io circa una ventina di volte) oltre alle tue giustissime precisazioni…che solo per allacciare le scarpe a Milano..Amsterdam ne deve mangiare di pastasciutta sotto tutti e sottolineo tutti i punti di vista( per non parlare del popolo olandese…ma non voglio essere maleducato e vado oltre..ma lasem perder che le’ mei!

  3. Anonimo

    😂😂ma allora perché sei su questo blog signor Marco?hai per caso bisogno di sfogare i tuoi sentimenti repressi in qualche modo?? Sarebbe bello sapere dove sta tutta l’Internazionalità di Amsterdam rispetto a Milano, conosciuta solo per la droga. Sei solo il solito che va fuori dall’Italia e allora si sente cittadino del pianeta che la sa tutta lui, altezzoso, e allora comincia ad insultare il paese da cui viene…. Che miseria

        1. Marco

          Stronzate pure ma almeno ci metto nome e cognome, misero sicuramente sei di qualche famiglia di campagna che si è trasferita in città e adesso si sente al centro del mondo

          1. Anonimo

            Il sig. Marco Cognome guarda solo film in lingua originale olandese, non capisce a chi ti riferisci.😀

          2. Ing. Marco Dabollo

            “Con l’evolversi del mondo” anche Marco evolverà o continuerà a perdere tempo insultando noi poveri milanesi?

          3. Andy

            Signor Marco, mi chiedo quale azienda olandese possa investire su uno sgrammaticato come lei. Probabilmente non ha mai aperto libri a livello universitario. Forse nemmeno a livello liceale.
            Poi, ci mancherebbe, la cultura non è tutto. Ma sicuramente lei le spara a 4aff8ca, non avendo mai messo radici a Milano

          4. Anonimo

            Ma no, ha studiato ragioneria e lavora facendo fotocopie per quella famosa banca olandese che presta soldi a strozzo.
            La grammatica olandese non la conosco, so solo che quando parlano e’ meglio tenersi a distanza dalle loro scatarrate.

  4. Marco

    Si effettivamente non sembra il caso di confrontarci.
    Chiudiamola qua, ma non era certo un tentativo di troll.
    Essere critici e avere il coraggio di cambiare era solo un messaggio ai miei ex concittadini.
    Ma adesso mi sono reso conto che si sono troppo imbruttiti sconfinando nel provincialismo.
    Vabbè anche il blog incentrato su un’unica città effettivamente raccoglie tutti i Fan Boys e con quelli certo non puoi fare un discorso serio.

    Inoltre io quando scrivo ci metto la faccia non come i leoni da tastiera Anonimi

  5. Anonimo

    Parla lui di campagna e ti senti al centro del mondo… un po’ come te: vai ad Amsterdam e ti senti giustificato ad insultare l’Italia solo per darti quel poco di visibilità che viene dal che ti senti chissà chi solo perché sei andato ad Amsterdam. Che poi appunto, Amsterdam di internazionale ha solo la droga, mentre Milano molto altro

  6. Paolo

    Direi che siamo finiti tutti un po’ OT…
    Per restare su San Donato, la situazione è un po’più complessa, il nuovo palazzo uffici si aggiunge a diversi palazzi uffici che resteranno verosimilmente inutilizzati (per sempre) visto che a parte Eni tutti gli altri grandi gruppi industriali hanno (Snam) o stanno levando le tende (Saipem). Credo che il comune andrà verso un progressivo declino, tenendo conto che gli altri iconici palazzi (dal primo al quinto) sono ormai troppo vecchi per essere nuovamente appetibili. Manca poi un vero collegamento con la città. Il nuovo palazzo Eni è a 5 – 10 minuti dalla metro (che si trova per chi non lo sapesse ancora nel comune di Milano)

    1. Anonimo

      Cinque minuti (a piedi) dalla metropolitana è davvero poco, e San Donato è comunque servita da autobus di trasporto pubblico, oltre che da una stazione dei treni. I palazzi che resteranno vuoti a mio parere restano attrattivi, ad esempio in quelli della ex-LG (vicino a quello della BMW Italia) si è stabilita una grande azienda italiana. Riguardo allo spostamento delle altre due aziende, invece, lo trovo davvero poco comprensibile: Snam sarà costretta a lasciare a San Donato il suo centro gestione rete, spezzettando le sue sedi in un periodo in cui molte aziende cercano di accentrarle; Saipem invece si trasferirà in un palazzo (e mezzo) a pochi chilometri in linea d’aria dalla sua sede attuale e apparentemente anche sottodimensionato, tutto questo con costi, immagino, non indifferenti…

  7. Paolo

    Direi che siamo finiti tutti un po’ OT…
    Per restare su San Donato, la situazione è un po’più complessa, il nuovo palazzo uffici si aggiunge a diversi palazzi uffici che resteranno verosimilmente inutilizzati (per sempre) visto che a parte Eni tutti gli altri grandi gruppi industriali hanno (Snam) o stanno levando le tende (Saipem). Gli altri iconici palazzi (dal primo al quinto) credo che siano ormai troppo vecchi per essere nuovamente appetibili. Manca poi un vero collegamento con la città. Il nuovo palazzo Eni è a 5 – 10 minuti dalla metro (che si trova per chi non lo sapesse ancora nel comune di Milano), gli altri sono a 20 minuti a piedi

    1. Anonimo

      @Paolo

      5/10 minuti non mi pare un granché, mentre per funzionalizzare meglio gli altri basterebbe disporre qualche navetta elettrica interna, niente di complicato.

      Senza contare che si potrebbe estendere tale navetta anche a partire dal parcheggio di interscambio.

      Non credo faranno marcire tanti edifici per problemi di questo peso.
      Mentre i palazzi più vecchi si potranno adeguare a livello energetico con qualche sforzo economico, approfittando che son liberi o semi.

      1. Paolo

        Si mi sono perso un pezzo della risposta, a parte Eni gli altri palazzi sono già più distanti dalla metro (Saipem 20 minuti per esempio). In generale San Donato si è sviluppata intorno al modello palazzi ufficio con tutti i limiti che si stanno palesando ora. L’ammodernamento dei vecchi palazzi credo sia infattibile, non si spiegherebbe l’abbandono anche di Eni stessa del famoso 5 palazzo e di Saipem del terzo.

        1. Anonimo

          Saipem era comunque collegata alla metro da navette aziendali e autobus pubblici, che in cinque minuti portavano dalla metro al palazzo; nonché da una ciclabile. La scelta di Saipem di trasferirsi in un palazzo più piccolo è, a mio parere, dovuta non tanto alla posizione degli attuali palazzi; quanto al risparmio promesso per l’affitto di spazi minori, la possibilità di occupare palazzi nuovi (che aiutano l’immagine aziendale) e poter rimarcare la separazione da Eni. Anche l’abbandono del 5° palazzo potrebbe dipendere da una questione di affitti, non corrispondenti al valore attuale dell’immobile, che forse dopo anni potrebbe giovare di una ristrutturazione interna degli spazi.

  8. Rocs

    Be che nel futuro I palazzoni aziendali verranno pressoché abbandonati mi sembra un dato di fatto ormai. Non parlo di San donato ma proprio di modello organizzativo delle aziende in generale. La cosa giusta sarebbe razionalizzare un po’ meglio. Ci sono già ora e già prima che scoppiasse la pandemia in alcune zone di Milano palazzoni abbandonati o semi-vuoti, vedi area Bisceglie/via lorenteggio e limitrofe. Speriamo che non rimangano tali

    1. Meneghino del piffero

      Ha perfettamente ragione, ma visti i commenti precedenti in questo blog è possibile solo acconsentire al cemento che stanno buttando in città.
      Il lavoro sta cambiando e la città deve riorganizzarsi. Non hanno senso le mega sedi aziendali, tranne quelle istituzionali ma sono a Roma, che resta la capitale.

    2. Anonimo

      Aumenta invece (e molto) la domanda di uffici di lusso, belli e in città.
      Anche perchè poter lavorare in ufficio nei prossimi anni diventerà un benefit e non un obbligo. Ma parliamo di professionalità elevate e giovani che in fondo anche prima avevano una modalità di lavoro abbastanza nomadica.

      I bassi livelli invece si dovranno attrezzare col tavolino e la linea telefonica in casa in modo più o meno permanente. Che per me non è un progresso, anche perchè prima o poi tavolino e linea telefonica finiranno dall’altra parte del mediterraneo o del mondo, come è successo per le fabbriche. Poi tutti a piangere sul latte versato.

  9. Giuseppe Muscará

    Quelli di Milano sono così…gli puoi dire che vieni anche da New York e ti sparano subito due minchiate. La prima che è meglio Milano della città che stai citando, la seconda è che loro hanno vissuto in quella città è non è come dici o magari c’è un parente.
    Scontati.

    Per non parlare di quando ti attaccano la pippa della moda….due coglioni… per quei quattro straccetti di merda e i bimbominchia vestiti come i fumetti.

    1. Andy

      In realtà è proprio vero il contrario, gentile Muscarà. A Milano si ammirano e si gradiscono praticamente tutte le altre città, anche se non si sa un tubo. E anche se non si capisce cosa voglia dire vivere altrove.
      Per quanto riguarda la moda, beh, è riconosciuta a livello mondiale come una eccellenza, con un giro d’affari, un fatturato e un mercato del lavoro primo al mondo che le località terrone da dove origina lei non avranno mai.
      Ovviamente non lo dico io, ma i numeri della Camera di Commercio e dell’INPS.
      Quella stessa INPS che mantiene 14-15 regioni su 20, perennemente in deficit fiscale. Anche questa cosa non la dico io ma l’ISTAT.
      Un saluto agli accidiosi come lei, Muscarà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.