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Milano | Sesto San Giovanni – Al via il cantiere “Unione 0” per MilanoSesto

Entro il mese di gennaio 2022 sarà avviato il cantiere di MilanoSesto con il conferimento del lotto Unione 0 al nuovo fondo immobiliare partecipato da Hines e Cale Street, gestito da Prelios sgr. L’investimento per il primo lotto privato di circa 250mila mq di superficie costruita è pari a 500 milioni di euro.

Dopo gli scavi che avranno inizio in questo mese saranno avviate le opere di costruzione, previste entro la fine dell’anno. Il giro d’affari generato fino alla fine dei lavori, prevista nel 2025, è stimato in oltre 1 miliardo di euro, con la creazione di oltre 2.100 posti di lavoro. 

Hines, player internazionale attivo nel real estate, insieme a Cale Street, società di investimento immobiliare sostenuta dal Kuwait Investment Office, l’ufficio londinese della Kuwait Investment Authority e primo fondo sovrano al mondo costituito nel 1953, annuncia il perfezionamento dell’investimento nel lotto Unione 0 nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana denominato “MilanoSesto”, attraverso l’avvenuto apporto del lotto al fondo immobiliare di nuova costituzione “Unione 0” gestito da Prelios SGR da parte di Milanosesto S.p.A.

Con un investimento pari a 500 milioni di euro, il fondo immobiliare Unione 0 avvia lo sviluppo del primo lotto privato di circa 250.000 metri quadrati di superficie costruita che si inserisce nel più ampio progetto della partnership tra Hines e Prelios che ha consentito il rilancio della più grande opera di riqualificazione urbana in Italia e tra le principali a livello europeo focalizzata su un’area di 1,5 milioni di metri quadrati a Sesto San Giovanni, dove fino al secolo scorso sorgevano le Acciaierie Falck. Hines, oltre che investitore per lo sviluppo di Unione 0, tramite Hines Italy è anche advisor strategico e development manager di MilanoSesto, mentre Prelios, oltre che gestore del fondo Unione 0, agisce quale asset e project manager dell’intera iniziativa.

All’interno del masterplan, progettato dallo studio di architettura internazionale Foster + Partners, i sette edifici di Unione 0 sono firmati da quattro eccellenze italiane: Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV) per spazi direzionali e hotel; Barreca & La Varra per le residenze in edilizia convenzionata; Park Associati per lo studentato; Scandurra Studio Architettura per le residenze libere. 

Gli scavi inizieranno nel mese di gennaio ed entro la fine dall’anno verranno avviate le opere di costruzione. Si stima un giro d’affari generato fino alla fine dei lavori – prevista nel 2025 – di oltre 1 miliardo di euro, con la creazione di oltre 2.100 posti di lavoro[1].

Crediamo fortemente in questo progetto così strategico e sfidante, e fin dal primo giorno la nostra squadra ha lavorato con grande passione e determinazione, con l’obiettivo di realizzare un nuovo polo urbano sostenibile e inclusivo, per riattivare un territorio trascurato da decenni a beneficio di tutte le comunità. La presenza di Intesa Sanpaolo, sin dalle prime fasi del progetto, è stata fondamentale per garantire che questa importante opportunità per tutto il Paese da visione potesse avviarsi concretamente”, ha dichiaratoMario AbbadessaSenior Managing Director & Country Head di Hines Italy. “Con MilanoSesto, oltre a confermare l’approccio industriale di lungo periodo e consolidare la nostra strategia Living, vogliamo dare forma alla nostra concezione di sviluppo immobiliare sostenibile, con l’obiettivo di favorire un impatto positivo a livello locale e nazionale. Un contributo concreto alla crescita e allo sviluppo economico di Sesto San Giovanni e dell’area metropolitana di Milano, attraverso un nuovo modello etico di rigenerazione urbana. MilanoSesto punterà, soprattutto, alla creazione dell’infrastruttura sociale: nessun progetto immobiliare può ritenersi duraturo e di successo se non è socialmente sostenibile per le generazioni future”.

L’impegno finanziario di Hines e Cale Street in Unione 0 rende ancora più tangibile e concretizza l’eccellente lavoro di squadra svolto e l’impegno profuso da Prelios e Hines in questi due ultimi anni per consentire il rilancio di un progetto così rilevante e qualificante” ha dichiarato Luigi Aiello, General Manager Corporate & Business Development del Gruppo Prelios. “Sin dalle prime interlocuzioni avute su questo ambizioso progetto ne abbiamo colto le grandi potenzialità e il suo forte richiamo sociale. Anche in questa operazione, siamo fieri di come Prelios abbia dimostrato di essere un riferimento attivo e un player strategico leader nelle grandi operazioni immobiliari e finanziarie ed efficace elemento di congiunzione tra i vari portatori di interessi nel settore. Va inoltre sottolineato come tutto questo sia stato reso possibile grazie al supporto di Intesa Sanpaolo e del suo top management che ha creduto nel rilancio di questo grandissimo progetto”.

Tra i principi cardine dell’intero progetto e della realizzazione del primo lotto privato sarà dunque la visione ESG: in primis, la sostenibilità sociale che verrà declinata in diversi interventi, a partire dall’offerta living. Le residenze di Unione 0 saranno, infatti, caratterizzate da servizi di valore pensati per target differenti per età – tra cui giovani studenti e professionisti, famiglie e anziani –, aspirazioni ed esigenze, fornendo ad esempio spazi dedicati a studio, smart working, baby-sitting, fitness. Inoltre, anche gli affitti a canoni accessibili contribuiranno ad importanti ricadute sociali: il 30% in più dei residenti nelle aree limitrofe potrà accedere ad un’abitazione a prezzi sostenibili che avrà un costo medio inferiore del 50% rispetto a soluzioni comparabili nel Comune di Milano[2]. Grande attenzione sarà prestata alla valorizzazione degli spazi pubblici e all’osmosi con quelli privati, dando luogo ad una destinazione urbana attrattiva, dinamica, sostenibile, inclusiva e orientata alla comunità.

A sottolineare la grande vocazione dell’area alla centralità della persona con servizi dedicati, adiacenti ad Unione 0 sorgeranno inoltre la Città della Salute e della Ricerca, polo pubblico di eccellenza clinica e scientifica di Regione Lombardia costituito dalle nuove sedi dell’Istituto neurologico Besta e Istituto dei Tumori, parallelamente al nuovo polo universitario e di laboratori di ricerca del San Raffaele.

Analogamente, sarà fondamentale l’attenzione alla sostenibilità ambientale ed all’efficienza energetica, grazie a certificazioni LEED® e WELL, e l’impiego di materiali innovativi in linea con i principi di economia circolare. Il fabbisogno energetico dell’area che comprende Unione 0 e la Città della Salute e della Ricerca sarà ridotto del 30% rispetto ai sistemi tradizionali, evitando, ogni anno, anche mediante l’impiego di fonti rinnovabili e la presenza di aree verdi, l’immissione di 5.500 tonnellate di CO2nell’atmosfera[3].

Nel corso dell’operazione Hines è stata assistita da Chiomenti Studio Legale e Allen&Overy per la strutturazione e gli aspetti regolamentari e di acquisizione, e da Studio Belvedere Inzaghi & Partners per gli aspetti amministrativi. EY ha curato gli aspetti fiscali mentre Dentons ha seguito gli aspetti ambientali. Cale Street è stata assistita da Gibson Dunn e Crutcher LLP & Legance Avvocati Associati per gli aspetti legali, Westcourt Real Estate Developments Ltd in qualità di advisor tecnico. Gatti Pavesi Bianchi Ludovici ha assistito Intesa Sanpaolo e le altre banche finanziatrici di Milanosesto S.p.A.

Referenze immagini: Duepiedisbaglaiti, Hines, MilanoSesto

Sesto San Giovanni, Stazione, Trasporti, Progetto, Riqualificazione, Milanosesto, Renzo Piano Building Workshop, Ottavio Di Blasi & Partners, Hines, Foster + Partners, Unione 0, Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV), Barreca & La Varra, Park Associati, Scandurra Studio Architettura

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


12 thoughts on “Milano | Sesto San Giovanni – Al via il cantiere “Unione 0” per MilanoSesto

  1. Sadismo puro!

    “Unione 0” è una collezione di edifici a taglia gigantesca calato sul “centro storico” o meglio schiacciato su un tessuto urbano molto diverso per dimensioni. Significa che vanno ripensati i flussi di auto per esempio. Possibile che non sia stato previsto un altro attraversamento dei binari in corrispondenza di via monte grappa per esempio? Conosco quel quartiere e non riesco a immaginare l’esplosione del traffico veicolare in corrispondenza del ponte Campari che è chiaro che espoloderà!!! Sadismo puro!

    1. enrico

      Se c’è un posto invece in cui l’uso dell’auto non va per niente incentivato con potenziamenti della viabilità e un eccesso di nuovi parcheggi è proprio quello in cui sorge una stazione ferroviaria con il passaggio di 4 linee S e un’infinità di regionali che ti portano in Garibaldi e Centrale in 10 minuti e a Moza in 5 minuti e una stazione di metropolitana con frequenza dei treni ogni 90 secondi che ti portano in Duomo in 20 minuti.

      1. Anonimo

        Si’ ma, hai visto quei palazzoni? saranno abitazioni, ogni abitazione avrà in media minimo due auto, un motorino. Fai le giuste moltiplicazioni e poi i dici. Non credo che questi condomini si fionderanno sui mezzi di trasporto per spostarsi da casa e a andare a fare la spesa, per esempio… la tua è una visione utopistica di una città del nord Europa. A Milano la gente l’auto la usa pure per fare 10 metri. A meno che non si faccia una enorme zona pedonale…

    2. enrico

      P.S., casomai potrebbe essere utile che il Comune di Sesto potenzi i mezzi pubblici di superficie, car sharing e mobilità “dolce” (monopattini, bici, motorini elettrici in sharing e non, piste ciclabili, ecc.).

  2. Anonimo

    Avrebbero dovuto spostare prima di tutto la stazione verso Monza, là dove cè molto piu’ spazio. E con essa il nuovo MEGA quartiere Unione 0.
    Quando una città si espande la prima cosa che si fa è spostare la stazione all’esterno e liberare spazio in centro. E’ basilare.
    Ma perchè non lo si è fatto!?

      1. Anonimo

        No dai, non scrivere così, che poi mi castri la legittima e sacrosanta aspirazione di wannabe urbanista di anonimo delle 8.44!

  3. Anonimo

    Certo certo. Bastava creare una navetta tra la nuova stazione e la linea del metro . Tram o bus o monorotaia automatica. . Dove sta il problema ?? Teniamoci allora il centro urbano ingolfato che è meglio ! Evviva !

    1. Anonimo

      Ma va a ciapa’ i rat. La navetta!!! Sì così oltre alla metropolitana hai migliaia di persone che devono prendere un mezzo in più.

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