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Milano | Bovisa – Cantiere palazzo DENG del Politecnico: gennaio 2022

Proseguono i lavori presso il Politecnico Bovisa, all’interno dell’area ex-Gasometri (quartiere Goccia), per la costruzione del nuovo edificio DENG (Dipartimento di Energia).

DENG, dalla forma particolare, è un progetto AEGIS Cantarelli + Partners insieme a ETS s.p.a per la progettazione esecutiva e consiste nella realizzazione di un nuovo edificio universitario destinato a laboratori di ricerca, uffici e sale riunioni. Il cantiere si trova in Via Raffaele Lambruschini a lato degli edifici del Politecnico e all’ombra dei famosi gasometri della Bovisa.

Qui alcune immagini dal cantiere di questi giorni.

Referenze immagini: Duepiedisbagliati

Bovisa, Villapizzone, La Goccia, Campus La Masa, Politecnico di Milano, AEGIS Cantarelli + Partners, ETS s.p.a, Via Lambruschini, Gasometri

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


15 thoughts on “Milano | Bovisa – Cantiere palazzo DENG del Politecnico: gennaio 2022

    1. Anonimo

      Cari amici di UF, bravissimi, ma fate ancora un piccolo sforzo: moderate cioè cancellate messaggi come questo che inducuno pensieri tristi sul genere umano. Grazie.

    1. Anonimo

      bla bla bla giudizio anche legittimo.. de gustibus.. bla bla bla ma che c’entra il design?.. bla bla bla forse tocca spiegare differenza design architettura… bla bla stop

    2. Ncassa negher

      Caro anonimo bello o brutto che sia…
      Se anche fosse fatto con soldi tuoi, vorresti un ufficio in stile caserma della 1 guerra o un edificio futuristico stile guerre stellari, perché se no fammi capire perché non usiamo più cellulari piccolissimi con tasti fisici. Saluti

  1. Wf

    Ma non ho capito…

    Tutto ciò che non è casetta di mia nonna con i cessi in ballatoio di colore giallo piscio di cavallo è inguardabile?

    Allargare gli orizzonti.

  2. Anonimo

    Cari amici di UF, bravissimi, ma fate ancora un piccolo sforzo: moderate cioè cancellate messaggi come questo che inducuno pensieri tristi sul genere umano. Grazie

    1. Anonimo

      dieci minuti di applausi.

      capisco che per dei volontari sarebbe un impegno troppo gravoso stare lì a moderare anche i commenti, oltre che fare ricerche e scrivere i post, ma ci sono ottimi e anche poco costosi algoritmi che filtrano automaticamente almeno i commenti più grossolani, come quelli dei gentiluomini qua sopra.

  3. Nessuno

    Uno studente del Politecnico avrebbe potuto fare meglio. Il progetto architettonico sembra essere riemerso da un cassetto di progetti non realizzati, chiuso a chiave dagli anni 70.
    Sarebbe carino capire come si è arrivati alla scelta del progetto vincitore, se attraverso una selezione o per commissione diretta. Il campus Leonardo ha realizzato un progetto di RPBW senza un concorso aperto (e chiedendo poi ai propri Alumni un contributo economico di sostegno), forse per questo progetto è successa la stessa cosa.
    Peccato, altra occasione persa, peccato mangiano solo i soliti noti.
    Milano si sta trasformando rapidamente, in maniera non trasparente, senza un coordinamento e senza una visione di insieme che purtroppo sarebbe necessaria prima di iniziare a costruire.

  4. Anonimo

    Ma si mi stupisce un po’ che dopo tutto l’impegno per scrivere tutti questi bellissimi articoli non trovino il tempo per cliccare cancellando un commento indegno. Forse il blog stesso non lo consente così semplicemente?

  5. Anonimo

    L’edificio mi ricorda la attuale biblioteca di Alessandria d’Egitto, con in più i pannelli fotovoltaici

    Non male, almeno non riprtitiva

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