"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Affori – Cantieri Porta Nord e dintorni: febbraio 2022

Nuovo aggiornamento fotografico di metà febbraio dai cantieri di Affori Nord, dove sono in corso due grandi progetti: Affori Porta Nord 1 e 2.

Cominciamo col cantiere posto a nord della stazione FN, sul lato di Via Ettore Ciccotti, dove è in costruzione la piastra pedonale con parcheggio interrato che riempie lo spazio tra le residenze già completate da qualche tempo e il resto dell’isolato.

L’intervento per la Residenza Affori Bloco 1.1 (11.000 mq) è dello studio UNO-A Architetti Associati, così come il blocco di Porta Nord.

Porta Nord 2 è invece il cantiere posto tra via Astesani e la stazione ferroviaria FN di Affori. Si tratta di un palazzo residenziale decisamente d’impatto, 15 piani e un edificio ricettivo (almeno dalle prime indiscrezioni) altrettanto alto.

Referenze Fotografiche: Roberto Arsuffi

Affori Nord, Affori Porta Nord 1 e 2, Torre Parco, Via Comasina, Via Alessandro Astesani, Via Ettore Ciccotti, via Galiani, via del Reno, via Michele Scherillo,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


13 thoughts on “Milano | Affori – Cantieri Porta Nord e dintorni: febbraio 2022

  1. Anonimo

    Giustissimo, a mio parere, densificare e anche di molto le aree limitrofe a snodi di trasporto pubblico e stazioni metropolitane come queste.
    Si spera che i nuovi abitanti di questi palazzi sfruttino la M3 e le linee suburbane per spostarsi, spostandosi in auto il meno possibile o senza nemmeno sentire l’esigenza di possedere un’auto privata, con tutti i risparmi che comporta.
    La poca campagna che ci è rimasta teniamocela stretta, e evitiamo di costruire in mezzo al nulla o vicino solo a tangenziali e autostrade.

  2. Alberto

    Milano necessità di “alveari”, come spesso vengono chiamati dispregiativamente nei commenti, per dare la possibilità ai giovani di vivere in città in prossimità della metropolitana. La speculazione edilizia e i prezzi folli ormai impongono di vivere fuori, con tutte le conseguenze ambientali e sulla loro qualità di vita del caso.

    1. Anonimo

      Sarebbe più carino creare migliori trasporti pubblici in tutta la città anzichè alvearizzare i punti (pochi, tanti?) dove passa la metro, ma anche così è meglio che niente.

  3. Antonio

    Premetto che sono un utente che commenta spesso, ma credo che Leningrado siano queste cose qui https://www.radiobullets.com/rubriche/krusciovke-le-case-simbolo/
    (Quartieri identici di blocchi ci case senza varietà ne estetica).
    Al contrario invece penso che si, bisogna migliorare i trasporti, i collegamenti, ma che le città devono crescere in altezza e non in orizzontale rubando terreno. Nel costruire architetture verticali, si può sicuramente migliorare nello sviluppo delle facciate e nelle volumetrie più armoniche ma senza dimenticare che l’armonia esterna deve coincidere con una buona divisibilità degli spazi interni ed i criteri di sicurezza oggi richiesti. Non a caso molti edifici brutti degli anni 70 italiani sono anche i migliori per l’abitabilità interna e la flessibilità degli spazi. Per cui in un mondo ipotetico in cui tutti i fattori sono al numero uno concordo con tutti i commenti, ma nella necessità programmatica di mettere le cose in ordine da più rilevante a più sacrificabile, sicuramente costo al mq / spazio interno / vicinanza ai mezzi nel caso della vita in città, devono essere messi in alto. Altrimenti ci ritroviamo con grattacieli per ricchi, villette basse per ricchi o palazzi carini senza balconi, con bagni cechi e/o mal divisi internamente. E questa città quindi ha bisogno di case alveare, con buoni spazi interni e con criteri di sicurezza moderni.

  4. Grazi Alloisio

    Io sono per la città dei 15′.
    Qualità della vita e dell’aria.
    Sono contro la cementificazione del poco suolo rimasto ed a favore del recupero funzionale dei tanti edifici ormai abbandonati.
    Certo costruire di bel nuovo pare più semplice, ma la storia della nostra città esige memoria!

    1. Anonimo

      Ma se siete tutti fanatici della città dei 15 minuti (qualsiasi cosa voglia dire) perchè bisogna vivere ammassati in alverari sopra le fermate della metro per poter andare dall’altro capo della città mettendoci mezzora??

  5. Alberto

    Perché si vive a Milano per le opportunità lavorative e sociali che offre, oltre che per la bellezza monumentale di una grande e antica città. Tutto questo ovviamente non può rientrare nel modello della città a 15 minuti. Sicuramente l’idea di rendere autosufficienti i quartieri per alcuni servizi basilari è ottima, ma a parte i pensionati nessuno conduce la sua vita di ogni giorno esclusivamente entro il suo quartiere.
    Inoltre a quel punto sarebbe sensato trasferirsi in qualunque altra vuota e sonnolenta cittadina del nord, con prezzi dell’ immobiliare 3 o 4 volte più bassi e meno smog/criminalità. Voler vivere esclusivamente entro la città dei 15 minuti, soprattutto in zone periferiche, significa sorbirsi i lati negativi di Milano ma non quelli positivi.

    1. Anonimo

      E’ logico…Milano non è una città gigantesca come Londra o Parigi e scimmiottarli con la storia dei 15 minuti è una fesseria.

  6. Giuliana

    Chiedetelo a chi abita a meno di 10 metri dal grattacielo in costruzione affori fnm
    Sono case di 7 piani alle quali stanno chiudendo la vista del cielo oer sempre ..un obrobrio in nome di che?

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