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Milano | Centrale – Degrado: gli alberi secchi di via Vittor Pisani

C’è voluta la bufera di vento di qualche giorno fa per abbattere due degli alberi secchi e abbandonati in via Vittor Pisani, porta d’accesso in città per chi giunge in Stazione Centrale.

Ne abbiamo parlato a profusione sin da quando 6 anni fa, qualche mese dopo Expo, vennero spostati in via Vittor Pisani (Centrale) dall’area prossima alla Rinascente per “abbelliere” quest’orrenda arteria cittadina. Peccato che da allora nessuno ne abbia avuto cura e da allora questi splendidi esemplari di alberi adulti son seccati rimanendo in bella mostra come cadaveri all’ingresso della città.

La colpa per questo ennesimo degrado di questa via, pare sia un’incomprensione tra Comune e l’associazione commercianti della zona. Fatto sta che nessuno, ma proprio nessuno, di competenza pare essersi preso cura di questi vasi oggi ridotti ancora peggio dopo la buriana di qualche giorno fa. Neanche una rimozione per non aggravare l’aspetto di degrado di via Vittor Pisani.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Stazione Centrale, Degrado, Centrale, Via Vittor Pisani, Piazza della Repubblica, Arredo Urbano, Verde Pubblico, Aiuole, Piazza Duca d’Aosta

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


24 thoughts on “Milano | Centrale – Degrado: gli alberi secchi di via Vittor Pisani

  1. Anonimo

    Vittor Pisani va ridisegnata punto e a capo.

    È un nodo irrisolto nel centro della città e dovrebbe esserne uno dei primi biglietti da visita per chi arriva in treno: mi auguro che l’amministrazione ne sia consapevole, anche in vista delle Olimpiadi.

    1. Anonimo

      Come “biglietto da visita” non mi preoccuperei troppo di Via Vittor Pisani: c’è già Piazza Duca d’Aosta a tenere alta la bandiera 🙂

    2. Anonimo

      Per via Vittor Pisani se non sbaglio c’è già un progetto che era stato anche presentato qui su UF, puntualmente come sempre.

      Piazza Duca D’Aosta andrebbe completamente rifatta. L’assetto attuale risale al 1990 ed è totalmente datato.

      1. Anonimo

        Fossero solo gli alberi secchi…invece ci toccano anche i barboni abbandonati nel loro sudicio, balordi che bivaccano nei paraggi, pavimentazione rotta, cacche e piscio di cane a nastro.

        1. Anonimo

          hai controllato il passaporto a tutti?

          non hai un ca22o di meglio da fare nel tempo libero?

          Complimenti, bella vita di m3rd4.

    1. Anonimo

      Macché stai addì.
      Sempre a piangersi addosso.
      Se anche Vittor Pisani e Piazza Duca d’Aosta stanno messe malaccio, non facciamo di tutta un’erba un fascio.

  2. Anonimo

    in aggiunta al “normale” degrado di via Vittor Pisani (marciappiedi sfaldati, piante secche, semafori da strada statale, dehor tutti diversi tra loro, alcuni di uno squallore estremo) davanti WeWork c’è sempre immondizia di ogni tipo, legata anche alla presenza crescente di clochard. la responsabilità per la pulizia dei portici è privata o comunale?

  3. Anonimo

    Sono d’accordo con il fatto che via Vittor Pisani sia una via lasciata a se stessa e mal tenuta, e sicuramente l’idea con cui è stata ridisegnata è complice di ciò. In generale, starei però attento ad affermare aprioristicamente che qualcosa progettato nel passato sia immediatamente vetusto e sbagliato (sono passati solo trent’anni in questo caso!). Il rischio è che automaticamente il parametro cronologico diventi il solo criterio di giudizio negativo, (binomio vetusto = sbagliato), dando spazio a possibili scempi e demolizioni inconsulte, come a volte si vede accadere. Inoltre modelli vecchi hanno dimostrato spesso di essere vincenti, come quello delle piazze medievale che tutti apprezzano! Bisogna essere più precisi e attenti nel valutare.

    1. Anonimo

      Cioè, tu staresti seriamente paragonando le piazze medievali con una distesa di pietra bianca posata in fretta e furia e senza un vero progetto perché bisognava chiudere il cantiere MM3???

      HELLOOOOOO????

    2. Anonimo

      Cioè, tu staresti seriamente paragonando le piazze medievali con una distesa di pietra senza scopo e senza una filosofia, posata in fretta e in furia perché bisognava chiudere il cantiere M3???

      Prontooooooo???

      1. Anonimo

        Leggi bene il commento! Semplicemente dico di stare attenti IN GENERALE a livello urbanistico di dare un giudizio di valore solo sulla base del criterio cronologico e di agire di conseguenza, perché il rischio di scempi è molto elevato (vedasi Bottonuto) e a volte modelli vecchi dimostrano di aver funzionato e di funzionare ancora (appunto le piazze medievali, che poi anche loro sono distese di pietra a ben pensarci 😂). Su via Vittor Pisani è chiaro che il giudizio è negativo ed è anche frutto di un progetto mal pensato all’epoca, ma appunto non mi fermerei solo a questo criterio e forse sarebbe opportuno valutare in modo analitico anche gli altri motivi per cui la via rimane degradata. Inoltre sono d’accordo che Milano sia cambiata molto in trent’anni, ma è anche vero che a livello urbanistico bisognerebbe sforzarsi di progettare su una maggiore durata, data la longevità dell’elemento su cui si agisce (e.g. il piano Pavia Masera su cui si innestata tutta Milano ha circa 110 anni!)

  4. Anonimo

    Siete complici! Potevamo cambiare questa giunta e invece li avete aiutati senza urlare come fate ora delle loro incapacità e avete solo fatto da annunciatori e quindi siete complici

      1. Anonimo

        E dai…Son passati più di 10 anni. Era la Milano post città industriale.

        Amsterdam in 10 anni venne rivoltata come un calzino e divenne quello che adesso tutti elogiamo.
        Lo stesso per la New York della malavita fine anni 70

        1. Anonimo

          New York dopo il COVID è sprofondata in una crisi nera e la violenza è alle stelle, quanto ad Amsterdam (una città unica nel suo genere, con cui in ogni caso non avrebbe molto senso paragonarci) dove sarebbero questi “tutti” che la elogiano?

          Bisogna proprio essere in malafede per non vedere quanto Milano sia cambiata per il meglio negli ultimi 10 anni, per quanto certo problemi da risolvere ne rimangano, come in tutte le grandi città (basta leggere cosa scrivono i parigini sul degrado della loro città per esempio).

          1. Anonimo

            Temo che accecato dalla sindrome da bar sport, tu non abbia capito il punto.

            Non ha senso parlare di “quelli di prima”…Milano è una città completamente diversa adesso. 20 anni fa Milano aveva altri problemi, che vennero risolti. Adesso ne ha di nuovi, che vanno a loro volta risolti.

            Ma 10 anni, nella vita di una città sono tanti, non pochi.

        2. Anonimo

          Potremmo tirar fuori dalla capsula criogenica Berlusconi, che in un battibaleno ci riporta lo spread a 600 e ci fa commissariare, così almeno non ci annoiamo.

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