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Milano | Bovisa – Restauro Cascina Albana: febbraio 2022

La vecchia Cascina Albana alla Bovisa, si erge lungo la via Bovisasca, poco prima del sottopasso ferroviario e all’altezza della meraviglia architettonica del complesso ex industriale della Cristallerie Livellara e dell’ormai famosissimo Spirit de Milan.

Cascina Albana è una tipica cascina lombarda a corte chiusa. Il corpo centrale ha un impianto a L e si sviluppa su 3 piani, con porticato ed ampi ballatoi; chiudono la corte case indipendenti, recuperate da ex stalle e magazzini.

Originariamente apparteneva al Monastero delle Madri Agostiniane di Sant’Agnese, dell’Ordine degli Umiliati. Nei primi anni del 1800, con la soppressione degli Ordini religiosi e la chiusura dell’Ordine degli Umiliati imposta da Napoleone (1799), i campi, i boschi e le vigne erano oggetto di scambio tra le famiglie nobili e della media borghesia  che si affermavano politicamente e finanziariamente nel territorio. Fu così che la proprietà della cascina passò  nel 1799 ai Marchesi Brivio, che si legheranno alla famiglia Castelbarco-Albani (a loro volta legati ai Litta). Presente nelle mappe del Catasto Teresiano (1722) e del Catasto Lombardo Veneto (1856), è considerato un edificio monumentale di grande valore architettonico.

Nel 1923 diventa condominio e nasce  “Cascina Albana”.

Negli ultimi anni si è innescato un processo di rivalutazione residenziale della cascina, non più luogo casuale di arrivo, ma scelto proprio grazie alle sue caratteristiche fuori dal comune.

La cascina in questi ultimi mesi è sottoposta ad una doverosa operazione di restauro e riqualificazione, portandola ad un primitivo splendore.

Cascina Albana è diventata da qualche anno parte di un progetto mai completato, che ha previsto l’edificazione di torri residenziali di edilizia libera e convenzionata di 500 appartamenti, distribuiti in edifici alti fino a 18 piani è in fase di ultimazione. Si tratta del quartiere di Via Cosenz 54.

Il piano di lottizzazione riguarda l’area sita per l’appunto tra Via Cosenz e Via Bovisasca dalla superficie complessiva di mq. 26.370 circa. In Via Bovisasca al contorno della Cascina Albana, area acquisita dall’Amministrazione Comunale in forza della convenzione di lottizzazione stipulata tra il Comune di Milano e l’allora proprietaria società SMIL in data 18.12.1985, con la quota per la parte di edilizia convenzionata che ammonta a 10.213 mq. Mentre attorno alla cascina doveva essere realizzata un’area a verde attrezzata, completata solo in parte. Infatti manca completamente l’area a sud della cascina, tra essa e via Cosenz.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Nomade

Info: Cascina Albana

Bovisa, Via Bovisasca, Restauro, Cascina Albana, Via Cosenz

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


7 thoughts on “Milano | Bovisa – Restauro Cascina Albana: febbraio 2022

  1. G.

    Non una critica ai lavori, che son sicuro saran stati fatti con tutti i crismi, solo un gusto personale: quando vedo queste palazzine storiche “ripulite”, con quell’intonaco perfetto giallino, mi sembrano tutte anonime villettine bifamiliari in provincia. I segni del tempo sono sottovalutati, preferirei operazioni di recupero meno invasive.

  2. Anonimo

    Penso che l’intervento sia stato abbastanza rispettoso (conservazione delle linee marcapiano, delle persiane etc…) anche se la veranda (abusiva) laterale poteva forse venire tolta e sono d’accordo che la scelta del colore dell’intonaco giallino sia un po’ banale e bruttina. Esistono tante tecniche per avere tinte dal carattere meno pesante e piú armonizzato per l’edilizia storica. Un altro appunto è quello di evitare di utilizzare termini come “primitivo splendore” “stato originale” etc., poiché abbondantemente superati sia nella teoria sia nella pratica della conservazione edilizia. Non sono nemmeno concetti più validi… Si potrebbe dire che l’edificio è stato restaurato/conservato per poterlo rendere fruibile secondo gli standard odierni (salvo deroghe!)

    1. Franky

      Parliamo invece dello stato di abbandono della grande area a sud confinante con via Cosenz/Bovisasca e del lotto adiacente lungo via Bovisasca prima del ponte. Due pattumiere …. e poi dai, primitivo splendore. Ridicolo, con quella veranda chiusa inguardabile. E poi, la Livellara e il suo splendore, ma l’avete mai visitata tutta ? Io si, terribile salvo la torretta all’ingresso con tanto di antenna telefonica. E poi ricordatevi che nei forni si produceva cristallo al piombo, utilizzando arsenico inevitabilmente. Quindi chissa sopra cosa mangia e balla la gente allo Spirit …. meditate gente, meditate.

  3. Marco

    Per poter usufruire del bonus il condominio ha dovuto per forza optare per il cappotto termico, coprendo così i marcapiano originali. Di fatto è un “falso”, ma sicuramente meglio della situazione degradata precedente.
    Un soluzione come quella di cascina Conti a Greco sarebbe stata più apprezzabile.

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