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Milano | Curiosità: la mappa di Milano e i luoghi in milanese

Devo ammettere che io sono milanese solo di nascita in quanto mia madre è ligure e mio padre bresciano anche se cresciuto in quel di Baggio sin da piccolino, quindi il milanese lo conosceva abbastanza bene. Tuttavia in casa, avendo i genitori di due regioni differenti, non si parlava milanese. Lo sentivo parlare in giro, tra alcuni parenti e amici, ma come per la maggior parte dei cittadini milanesi, il dialetto è rimasto un affascinante mistero per me. Pertanto non lo conosco così bene. Perciò mi son fatto aiutare da vari milanesi doc ed esperti della storia della città.

Il progetto di segnare su una mappa i nomi dei quartieri in dialetto è nato da un veloce disegno su una mappa realizzato da Pietro Cociancich, che ringrazio. Assieme ad altri milanesi doc come Tullio Terna Vincenti e Gabriele dell’Oglio (e assieme agli amici di Milano Sparita che ringrazio), abbiamo steso quest’insieme di nomi dei borghi, rioni, zone e quartieri di Milano in milanese, soprattutto come venivano chiamati un tempo, cent’anni fa per intenderci, perché poi Milano si è ingrandita ed è cambiata completamente, anche socialmente, purtroppo dimenticando le sue radici.

Va ricordato che i dialetti non sono una derivazione dell’italiano, lingua “creata” e sviluppata con l’unità, ma derivano dal latino con varie influenze di varia natura sviluppatesi nel corso del tempo.

Qui di seguito la mappa con i nomi in milanese dei luoghi come venivano chiamati cent’anni fa, pertanto non ci sarà la versione di CityLife detto alla milanese o quartieri creati appositamente come Adriano, Gallaratese o Santa Giulia. Naturalmente nella mappa sono elencati i nomi dei luoghi più importanti.

Ci sono nomi che per molti, detti in milanese significano ben poco o nulla, come Pòrta Renza, che derivava dalla storpiatura data in epoca romana all’antica Porta Argentea (sita in piazza San Babila) che prendeva nome dall’antico toponimo latino della porta, che si apriva verso Argentiacum, l’attuale Crescenzago.

Ecco poche ma essenziali regole utili per comprendere la scrittura del dialetto a grandi linee:

Il suono «u» si scrive «o» (es. tosa, pron. tusa, quindi la famosa Pòrta Tosa si pronuncia Porta Tusa)

il suono «o» si scrive «ò»(es. giò, dòna, nò)

il suono «ü» si scrive «u» (es. dur, pur, magutt)

il suono «ö» si scrive «oeu» (es. fioeu, pronuncia come il eu francese)

la «c» in fin di parola si pron. come una dolce ci (es. tucc, frecc)

la «s» si pronuncia in due modi: sorda o aspra «ş» (casa) e sonora o dolce «ss» in sole

la «z» non si pronuncia e si comporta come la s in casa (es. piaza = piaşa)

in genere, si tende all’apertura delle vocali, in particolare della «e» (es. perché si pron. perchè)

le vocali raddoppiate in fin di parola, si pron. con un suono lungo e stretto (es. miee pron. miée)

Noi abbiamo aggiunto una grafica di come va pronunciata la parola sotto ogni vocabolo, visto che oggi sono veramente in pochi a conoscere il dialetto meneghino.

Così abbiamo semplificato utilizzando le lettere con segni diacritici come ò, è, ü, ö, ed eliminando le doppie quando non dette. Abbiamo sostituito la grafica ch con la k per maggiore comprensione del corretto suono della c, così come le c e le g dolci con ĉ e ĝ.

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Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Mappa, Dialetto, Milanese, Toponomastica

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


6 thoughts on “Milano | Curiosità: la mappa di Milano e i luoghi in milanese

  1. SILVANI

    PARLO E SCRIVO MILANESE.
    SAPESTE QUANTE VOLTE MI HAN GUARDATO STORTO NEL SENTIRMI DIRE PORTA TUSA!
    NON PARLIAMO POI DI CUMASINA CON L’ACCENTO SULLA A, BATTAGLIA PERSA DA QUEL DI’ ANCHE PER VIA DEGLI ANNUNCI DELLA METRO.
    NELL’INSIEME UN SERVIZIO PRECISO E IMPECCABILE A PARTE LA NOTA CIRCA LA PRONUNCIA DELLA ESSE. MA PUO’ SUCCEDERE. CERTO CI SAREBBERO ALTRI NOMI COME CUNCA FALADA, BAJA DEL RE, TRI BASEJ – SCRIVO LA PRONUNCIA – E SELLANOEVA SAREBBE SALA NOEUVA – NELL’OTTOCENTO ERA COMUNE POI AGGREGATO A BAGGIO.
    COMPLIMENTI.

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