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Milano – Porta Nuova-Venezia – Rimozione dei vecchi binari in via Palestro: marzo 2022

Dallo scorso autunno sono in corso i lavori per la rimozione dei vecchi binari tranviari da via Palestro, la via che unisce Piazza Cavour con Corso Venezia passando davanti a Villa Reale e ai giardini Pubblici Montanelli.

I tram non correvano su quelle rotaie ormai dal 1970, come avevamo illustrato lo scorso articolo. Il Comune, dopo tanti anni, ha deciso di rimuovere i vecchi binari in disuso, assieme all’armamento e ai masselli di pietra che venivano stesi ai lati della strada ferrata.

Trasformando via Palestro con l’asfalto.

Qui la via davanti a Villa Reale o Villa Belgiojoso Bonaparte, una villa costruita tra il 1790 ed il 1796 dall’architetto Leopoldo Pollack.

Onestamente, come ribadiamo spesso, ci sono strade dove la rimozione della pietra, quindi del famoso pavé ci trova d’accordo, ma ci sono luoghi dove il Comune dovrebbe mantenere un certo decoro urbano, e qui, davanti alla villa il decoro ormai è sparito del tutto.

Non che prima fosse ben sistemata la strada, ma la pietra dava una certa “armonia” all’insieme.

Secondo noi il Comune dovrebbe eliminare il transito dei veicoli davanti alla villa e alla galleria e far diventare l’area antistante il monumentale complesso un tutt’uno col giardino Montanelli. Rendendo percorribile solo dai residenti il tratto da via Cavour sino al civico 12 e rendere percorribile in zona 30 il tratto verso Corso Venezia. Dando così una dignità monumentale alla villa.

Sicuramente elimineremmo anche qualsiasi parcheggio, auto, moto e bici nel tratto della via da pedonalizzare.

Qui di seguito alcune immagini del cantiere verso Corso Venezia, coi lavori ancora in corso.

Referenze fotografici: Roberto Arsuffi

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


32 thoughts on “Milano – Porta Nuova-Venezia – Rimozione dei vecchi binari in via Palestro: marzo 2022

  1. _

    Io ci farei un bel parcheggio sotterraneo sotto la via Palestro, che è anche relativamente semplice.

    Poi abolizione completa auto in sosta in tutta le vie Palestro e Marina e tratto adiacente di corso Venezia.

    Al posto delle auto si allarga il parco e si lascia una semplice strada di passaggio in zona 30.

    Tra l’altro quel tratto di corso Venezia guadagnerebbe moltissimo dalla scomparsa auto in sosta – la ciclabile come è oggi è oggettivamente un casino inguardabile…

    Ma vista l’aria che tira, va bene anche solo togliere le rotaie, per progetti di più largo respiro si vedrà.

  2. Biagio

    A me piacerebbe che via Palestro fosse chiusa completamente e occupata da prati e aiuole per unire i Giardini Pubblici alla Villa Reale. Ma sono quasi sicuro che pochissimi se non nessuno sarà d’accordo perché ai milanesi del verde non importa niente (vedi lo scempio del nuovo Policlinico dove invece poteva essere creato un parco!)

    1. Anonimo

      Tu hai le allucinazioni ..davanti al politecnico c’era un parcheggio con l’asfalto adesso ci sono alberi e aiuole

    2. Biagio

      Mi pare che il Politecnico sia da tutta un’altra parte. Io poi parlavo del Policlinico e non del Politecnico. Comunque non mi permetto commenti scorretti nei suoi riguardi.

  3. GArBa

    sinceramente la situazione precedente con mezzo pavè e mezzo asfalto non era certo migliore dell’attuale. La soluzione migliore sarebbe chiaramente stato lastricare la strada in modo stabile e sicuro.

  4. _

    Io ci farei un bel parcheggio sotterraneo sotto la via Palestro, che è anche relativamente semplice.

    Poi abolizione completa auto in sosta in tutta le vie Palestro e Marina e tratto adiacente di corso Venezia.

    Al posto delle auto si allarga il parco e si lascia una semplice strada di passaggio in zona 30.

    Tra l’altro quel tratto di corso Venezia guadagnerebbe moltissimo dalla scomparsa auto in sosta – la ciclabile come è oggi è oggettivamente un casino inguardabile…

    Ma vista l’aria che tira, va bene anche solo togliere le rotaie, per progetti di più largo respiro si vedrà.

  5. Anonimo

    Se non erro avevo letto di un graduale processo per cambiare sempre più Via Palestro. Riducendo la distanza tra il parco e i due poli museali, speriamo che sia un processo veloce. Di sicuro questo è solo il primo passo.

  6. Anonimo

    effettivamente tutto quell’asfalto in un parco e davanti una villa storica REALE é talmente anacronistico! Cosa aspettate a unire Parco e Villa? Boh!

    1. Axel

      Dal 1970 non passa più il tram ed il comune si sveglia alla fine del 2021… Già questo dice tutto. Ma per rimuovere i binari in una strada che non supera i 500 metri, gli operai siano lì da alcuni mesi, ci fa capire in che città e realtà viviamo e chi ci governa a livello locale. Poi togliere il pave’ per tirare asfalto è il top dell’intelligenza. Ma in città ho visto anche di peggio…

  7. Anonimo

    Unire Parco e Villa sarebbe l’ideale.
    E togliere subito il distributore di benzina dai, non si può vedere.

    Altra cosa, le auto, proprio davanti alla villa in corrispondenza degli attraversamenti pedonali che portano ai giardini vanno veramente ma veramente troppo veloce. Difficile credere che non sia ancora stato ammazzato nessun bimbo. Limitiamo la velocità, stringiamo le corsie, mettiamo i dossi, qualsiasi cosa ma così si rischia troppo, le auto sono un problema.

  8. Anonimo

    Non sono d’accordo sull’unire il Parco di Porta Venezia con la Villa, perché sono sempre state due entità distinte che hanno avuto origini e sviluppo autonomo. Sono d’accordo però sull’idea di ripensare via Palestro e via Marina. L’ideale sarebbe effettivamente eliminare il distributore di benzina, riordinare gli spazi di sosta (o eliminarli da queste due vie, riorganizzandoli però con decoro in qualche altra via nelle vicinanze), stringere la carreggiata al minimo, allargare i marciapiedi di via Palestro, alberarli e pavimentare il tutto in materiale lapideo. Non farei subito con una pedonalizzazione tout-court, ma proporrei inizialmente una zona 30.

  9. Wf

    Togliere l’asfalto da via palestro e tirare fuori la terra viva e vitale.

    Piantare alberi arbusti e fiori e piante!!

    Depavimentare!

    C’è troppo asfalto a Milano.

    Troppe isole di calore!

    Troppo suolo non permeabile che non assorbe le pioggie!

    D’estate si muore di caldo e si fabno andare i climatizzatori al max consumando gas e petrolio russo…

    Basta bla bla bla.
    Facciamo i fatti.

    Un grande parco verde in centro
    Una grande occasione

    1. Albe

      Concordo e rilancio: chiuderei e depavimenterei anche tutta via Marina che è già il naturale prolungamento del viale del Parco.

    2. Adriano

      Ma scusa ma non è stato il tuo grande sindaco o è stata la moratti a fare questa schifezza…ti ricordo che negli ultimi anni tutti gli interventi sono stati fatti al risparmio senza visione a lungo termine, qualche intervento fatto bene c’è stato ma dove si sono dati da fare privati e dove nei consigli di zona c’è qualcuno che insisteva su posizioni diverse rispetto al comune che guarda tutto dalla cartina senza conosce e vivere i luogi…ma tanto qualsiasi commento negativo verso il dio sala vuol dire essere dalla parte sbagliata.
      Se domani un governo di destra metto una strada in più giù a dire il partito delle auto se lo fa sala allora poverino non aveva altra scelta.
      Ha fatto una cagata e gli ambientalisti dovrebbero andare a prenderlo perchè quella distesa d’asfalto li davanti non si può vedere da nessuna parte…sindaco di m….

      1. Wf

        Adrianone!

        Ma ciao anche a te!

        Mica è vietato criticare Sala…
        Ci mancherebbe.

        Ne criticare gli interventi che non mi piacciono…

        Come sta il brucomela?
        Ogni tanto lo prengi oppure sei incollato li alla automobile aspettando gli amicibdi como?

  10. Anonimo

    Storicamente forse non sarebbe filologico unire parco e villa togliendo asfalto e arredo urbano inutile, certo è allora ? C’è sempre la possibilità per migliorare le cose , primo e secondo è talmente vero che viviamo in un periodo storico di piena crisi ambientale . Anche se non servisse a niente per abbassare la temperatura di Milano nelle le giornate più calde almeno si dà di Milano l’idea che sia una città che fa qualcosa per l’ambiente Santoiddio ! No ci arrampichiamo ogni volta sui vetri e prendete atto che per cambiare direzione bisogna sventrare la logica esistente . Piccoli cambiamenti quasi impercettibili sono mortificanti . Il momento storico chiede grandi passi e grandi rinuncie . Vero o no ? Altrimenti tutto quello che ci raccontiamo sul cambiamento climatico , la siccità ecc ecc a cosa serve ? Allora autorizziamo la costruzione di una centrale nucleare a Milano e finiamola li con l’ipocrisia . Ci estingueremo tra cent’anni e amen . Altroché per il bene dei nostri figli, e dei nipoti ! Seeee, ciaone!! Fate pure la zona 30 je lascite tutto così! Anche il distributore perché toglierlo è sempre stato lì ! E poi è memoria storica … e poi è un ricordo della vittima dell’attentato e fa così boom economico anno 60 !!!

  11. Anonimo

    À chi mi da del l’ignorante le sconsiglio di andare a Parigi nei prossimi anni perché una manica di ignoranti sta rivoluzionando il centro togliendo auto e mettendo isole verdi in quartieri dove passano auto da sempre . Parlo degli champs élises et di place de la concorde . Digitando su internet si vedono tenders atroci di piante e zone pedonali o semi pedonali dove oggi scorrono auto e moto . Questi ignoranti dei parigini non sanno quello che fanno 🙏

    1. Anonimo

      “Anche se non servisse a niente per abbassare la temperatura di Milano nelle le giornate più calde almeno si dà di Milano l’idea che sia una città che fa qualcosa per l’ambiente”

      “Piccoli cambiamenti quasi impercettibili sono mortificanti . Il momento storico chiede grandi passi e grandi rinuncie ”

      Vedo che hai le idee molto chiare, ti sei contradetto nello spazio di poche righe.

      “Allora autorizziamo la costruzione di una centrale nucleare a Milano e finiamola li con l’ipocrisia”

      Cosa c’entri lo sai solo tu, oltre al fatto che il nucleare non è causa del cambiamento climatico.

  12. Anonimo

    Ti spiego: i piccoli cambiamenti sono quelli che state mettendo in pratica voi della giunta di Milano: colorate l’asfalto anziché creare zone verdi e fate zone 30 anziché aree pedonali o semi pedonali. Il verde che anche i sassi sanno scarseggiare nella Milano capitale dell’asfalto e del cemento resta nei centri giardinaggio della periferia. Tranne la biblioteca degli alberi che è merito di un privato non si vede nulla di significativo. Non sapete affrontare il problema numero uno di Milano, perchè vi rifiutate di ammettere che si tratta di un problema enorme. Avete la vista corta, strategia zero. Non capisco come sia possibile essere riferimento culturale ed economico del paese e allo stesso tempo non avere un piano d’azione Green come le altre metropoli europee. Forse è il prezzo da pagare se si è solo la capitale dell’interior design: non si riesce ad andare oltre le quattro mura di casa propria!

    1. Anonimo

      Che un “piano di azione green” significhi (solo) piantare alberi è un concetto terribilmente anni 90 ! 🙂

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