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Milano | Roserio – Mind: la nostra visita del 30 aprile

Il nuovo quartiere di Mind nel distretto di Roserio. Ci troviamo per l’esattezza all’interno di quello che fu il sito che ha ospitato l’Esposizione Universale del 2015.

A sette anni dall’inaugurazione di Expo 2015, ieri si sono riaperti i cancelli per svelare cosa è rimasto di expo e cosa sta cambiando, nel nuovo distretto Mind – Milano Innovation District (pronuncia all’inglese “maind” che significa mente)

Si tratta del primo nucleo del nuovo distretto, un’area di circa 15mila metri quadrati che già ospita le prime aziende all’interno del sito con Human Technopole e i suoi laboratori in parte già attivi, con il nuovo ospedale Galeazzi che aprirà a settembre, AstraZeneca che ha trasferito qui il suo quartier generale italiano con oltre trecento dipendenti da qualche mese, l’università di Berkeley con SkyDeck, il potente acceleratore di start up del famoso campus californiano. Oltre alla Fondazione Triulza sempre attiva dall’Expo, presto partirà il cantiere per la Statale che dovrà essere pronta nel 2025.

Da ieri compreso oggi, saranno due giorni di appuntamenti distribuiti lungo il Decumano che accolgono i visitatori (e che hanno ripreso le mitiche code, la più lunga per il giro in mongolfiera ma anche per bere una birra o un panino). Si tratta del «weekend di Primavera Mind», organizzato dallo sviluppatore immobiliare Lendlease.

Ieri c’è stata una grande festa di quartiere sabato a Mind, e secondo gli organizzatori, a fine giornata, ci sono stati oltre cinquemila ingressi che sperano di replicare nella giornata di oggi.

Lungo il Decumano si sono tenute lezioni di scherma, performance canore, street painting sotto l’Albero della vita, spettacoli musicali, anche con Elisa e sportivi, con i campioni del basket. E poi mostre e laboratori, da quello di robotica a quello sensoriale, bendati, fino a quello sulla felicità. 

Iniziamo con l’area all’ingresso dalla stazione ferroviaria di Rho Fiera, dove si trovavano i tornelli degli ingressi. Qui sorgerà a breve il primo palazzo progettato dallo studio OBR Paolo Brescia and Tommaso Principi. Sarà una specie di benvenuto all’interno dell’area.

Qui i terreni che saranno sviluppati successivamente.

Mentre a dominare è il possente edificio dell’ospedale Galeazzi.

Il Decumano.

La cascina di Fondazione Triulza (sovrastata dalla mole del Galeazzi.

Lo SkyDeck di Berkeley.

Unica pecca, secondo noi, l’organizzazione del cibo e dello “streetfood”, che ha creato code infinite per prendere un semplice piatto o una bibita.

Il padiglione Intesa, creato da De Lucchi per Expo, ora spazio espositivo di Lendlease, dove sono esposti i progetti futuri e il plastico di Mind.

Ecco il plastico della parte occidentale del sito (manca l’area est con la Statale). Con l’edificio OBR che sarà il primo a vedere la luce.

Il vivaio con le piante in attesa di esser piantate nei viali e nei giardini di Mind.

Il Cardo che è stato dedicato a Rita Levi Montalcini e il piazzale Expo 2015, ai piedi dell’Albero della Vita e di Palazzo Italia.

L’Albero della Vita, che sarà restaurato e che troverà nuove funzioni.

Qui l’area della Statale predisposta per il cantiere.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Milano, Roserio, Lendlease, IRCCS Galeazzi, Ospedale, Mind,




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


10 thoughts on “Milano | Roserio – Mind: la nostra visita del 30 aprile

      1. Maurizio

        Nessun progetto di questo tipo, in altre parti d’Europa, partirebbe col costruire prima gli edifici e poi, non si sa quando, costruire le infrastrutture. Ma questa è la triste consuetudine italiana, e Milano purtroppo non fa eccezione. La stazione la vedremo, se tutto va bene, tra 10 anni, la Circle line mai, è solo uno slogan utile ai politici.

        1. Anonimo

          Comunque non è che Mind adesso sia in mezzo al deserto. A Rho Fiera c’è la metro rossa, le linee S, e fermano alcuni interrregionali e lunga percorrenza. E ci sono quattro-autostrade-quattro (A4, A8, tang. Ovest, tang. Nord).

          1. Ale

            E ci sarà la fermata ferroviaria Mind/Merlata all’altezza di dove c’era l’area concerti di Expo… la fermata Stephenson servirebbe pocoa Mind, piuttosto sarebbe utile per l’area Stephenson decisamente isolata e infelice. Da dire però che con Mind sono certo che Stephenson ne guadagnerà essendo attaccata e dalla stessa parte della ferrovia

          2. Anonimo

            Ma allora perchè anziche buttare soldi in stazione non diciamo a Ferrovie di usare i soldi per mettere a posto binari e soprattutto sistemi di segnalazione per far passare i treni in orario?

  1. Anonimo

    E’ un peccato vedere tutta l’area Stephenson che è attigua al Mind – Merlata – e nuovo centro commerciale – sia completamente abbandonata. Mi sembra strano che non ci sia ancora un investitore che voglia investire in quell’area.

    1. Ale

      Le torri di Ligresti, brutte e inefficienti sono praticamente vuote… andrebbero abbattute. Gli orrori del passato ancora oggi limitano lo sviluppo della zona

  2. Anonimo

    Basterebbe che il Comune cambiasse la destinazione d’uso di quel triangolo di terra di via Stephenson da terziaro/commerciale a residenziale; forse così ci sarebbero delle riconversioni dei palazzi attuali da uffici a residenze e nuove abitazioni al posti di capannoni abbandonati. Intanto nessuno ormai crea un capannone di logistica a Milano in quella zona dove è costoso e complicato ad arrivarci; così come per uffici, in Milano ci sono palazzi più efficienti e sicuramente più comodi da raggiungere con i mezzi pubblici

    1. _

      Avrebbe senso, ma vorrebbe dire dare ragione 12 anni dopo al PGT Masseroli/Moratti e non credo nessuno abbia la minima voglia di correre il rischio…

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