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Milano | Porta Nuova – Rigenerazione urbana in piazza Einaudi per un futuro a misura d’uomo

Pare prender sempre più forma il progetto di sistemare via Melchiorre Gioia per renderla meno autostrada e più un luogo da vivere a passo d’uomo.

Infatti in alcuni giorni la via nel nuovo cuore di Porta Nuova, verrà chiusa al traffico nel tratto che attraversa la BAM (Biblioteca degli Alberi) e piazza Einaudi per diventare luogo di svago, con mercatini, concerti live o cinema all’aperto. Successivamente in questo tratto verrà ridotta la sezione stradale per venire alberata ai lati e magari, chissà, con delle vasche d’acqua che ci condurranno tra qualche anno, all’apertura del canale della Martesana in tutta via Melchiorre Gioia.

Per ora si tratta solo di uno scenario tratteggiato con una certa precisione dal piano firmato da Land e dall’architetto Andreas Kipar per lo studio progettuale preliminare in relazione all’allargamento del parco della Biblioteca degli Alberi. I punti salienti della convenzione sottoscritta nei giorni scorsi tra Coima sgr e il Comune erano stati ratificati da una delibera di giunta poche settimane fa.

Il progetto prevede: l’introduzione di aree alberate diffuse lungo via Gioia per favorire ombreggiamento e la verifica di fattibilità di piantumazione sopra il Naviglio Martesana, oltre alla creazione tramite “urbanistica tattica” di uno spazio pubblico pedonale con elementi di vegetazione e uso di materiali economici per permettere flessibilità in caso di riapertura futura della Martesana

Nel progetto prevede anche il completamento della pista ciclabile tra via De Castilla e via Confalonieri, la sistemazione dell’asse di via Pirelli verso la Stazione centrale con la ripavimentazione dei marciapiedi, nuovi filari alberati e ciclabili, ridisegno dei marciapiedi tra le vie Pirelli e Gioia e all’ingresso della stazione della metropolitanailità altre a idee come coprire la rampa d’accesso ai box sotterranei del complesso del “pirellino”.

Certo l’operazione di chiudere al traffico un tratto della via è abbastanza coraggiosa. Eliminare il traffico da una via di grande scorrimento come via Melchiorre Gioia, pare quasi un azzardo. Sicuramente i test con le interruzioni durante alcuni eventi, come programmato, sarà il primo passo per ragionare su come si svilupperà l’area.

Le spese per gli interventi, stimati in 8,5 milioni di euro, verranno realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alle opere private di via Pirelli 39 (l’ex UTC Pirellino), via Pirelli 35 (l’ex palazzo Telecom) e via Gioia 20/21. A seguito della stipula della convenzione, gli operatori avranno poi un anno di tempo per la presentazione dei progetti, che definiranno le opere nel dettaglio, mentre l’apertura dei cantieri è prevista nel corso del 2024.

Qui alcune tavole di progetto dalla presentazione all’Albo Pretorio.

Qui di seguito invece, due suggestioni di come potrebbe essere la riapertura del Naviglio Martesana in via Melchiorre Gioia.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano

Porta Nuova, Porta Garibaldi, via Melchiorre Gioia, viale della Liberazione, via Cardano, via Bordoni, via Sassetti, via Pirelli, Arredo Urbano,




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


63 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Rigenerazione urbana in piazza Einaudi per un futuro a misura d’uomo

  1. Anonimo

    Ogni volta che passo di lì ovviamente in bici mi chiedo dove vuole andare quel fiume impetuoso di auto che cala dal nord? A schiantarsi contro le mura spagnole di porta nuova? A cercare di intrufolarsi in viette come San Marco? A girare in giostra intorno alle mura? Considerando che ci sono le linee gialle verde e lilla! Fermiamole!

    1. Adriano

      Volevo solo sapere che lavoro fai?
      Giusto per capire immagino andrai casa/lavoro o casa/scuola e poi con la tua bici torni indietro?
      Hai idea che ci sono centinaia di persone e furgoni che ogni giorno in città devono fare tantissimi spostamenti magari con pacchi e pacchettini? Che non tutti hanno la fortuna di vivere vicino al proprio lavoro da poterlo raggiungere in macchina.
      Io lo dico sempre se crei un sistema sostenibile in cui chi usa la macchina non paga se va a lavorare con posteggi interrati vedrai che in flusso del traffico sarà sostenuto ma molto fluido. Invece purtroppo ora chi entra in città come dici tu non sa dove minchia metterla e le opzioni sono nei pochi posteggi interrati dove per lasciarla pagherebbe metà dello stipendio guadagnato in un giorno oppure la butto a casa e spero di non prendere pa multa. Ecco stai sereno che vince la seconda opzione.
      Io ovviamente parlo da fortunato perché posso andare in bici o con i mezzi al lavoro e l’auto la uso solo nei fine settimana ma mi reputo fortunato. E mi rendo conto che altri non hanno questa fortuna. Miei colleghi arrivano da paesini sperduti e con i mezzi ci metterebbero 1 ora e 30 per arrivare a casa senza garanzie se perdessero un treno o un pullman di tornare entro quell’orario. Invece con la macchina sono sicuri di tornare in meno tempo o nello stesso tempo. E quindi ovviamente avranno sempre convenienza nell’opzione entro la butto lì e poi torno con un tempo certo a casa mia. Ecco questo ragionamento devi fare per capire i bisogni degli altri troppo comodo ragionare sui propri bisogni e pensare che tutti gli altri siano stronzi o scemi. Quindi il confronto deve essere definiamo insieme un modo per gestire le auto elettriche e piccole senza che creino traffico e che possano raggiungere tutte le macro zone della nostra città. Io ho fatto già molte volte la mia valutazione personale che facendo pagare a tutti i non residenti un pedaggio di 0,50 al giorno le casse del comune avrebbero la forza di fare nuovi posteggi interrati e quindi rimuovere auto in sosta sulle nostre strade mettendole sotto terra. La rimozione delle auto totale è un utopia e se volete immaginare milano senza auto vuol dire che non siete mai usciti dalla città e non vi rendete conto che tutti fuori città hanno l’auto…noi siamo la minoranza non la maggioranza quindi va gestita in questo modo pensare come se fossi uno con l’auto e trovare un modo conveniente che mi fa mettere meno tempo e meno soldi per fare il tragitto casa lavoro. Nel tuo e nel mio caso ci conviene la bici perché siamo fortunati e viviamo vicino a dove lavoriamo per altri non è così. Ragioniamo insieme senza fare i talebani pro auto o contro le auto. Se l’intervento che descrivono è gestito tenendo conto dei flussi e delle diramazioni che da esso vengono fuori perché non farlo, ma il tema è i flussi e come vengono gesititi vogliamo solo bloccarli nella speranza che la gente lasci a casa L’auto? Perché se questa è la mossa del comune cioè rendere la vita impossibile agli automobilisti vi dico che non funzionerà proprio in virtù del ragionamento sopra descritto e cioè che tutti fuori milano hanno l’auto. Ragioniamo senza scannarci per favore..

      1. Anonimo

        Epperbacco tutti con pacchi e pacchettini? Fino ai pacchettini ci si può spostare con le 3 linee metro e con i bus.

        1. Adriano

          Se abiti a milano, dubito che qualcuno che abituato a fuori milano dove l’auto la usano per fare qualsiasi cosa, riescano a non usarla per portare pacchi e pacchettini.
          E’ inutile continuare con la narrazione che è colpa dei milanesi e delle loro tantissime auto. Il problema è che ci sono troppe auto che vengono da fuori.
          I milanesi avrebbero dovuto insistere per creare un piano posteggi che facesse si che tutti i residenti abbiano un numero congruo di posteggi interrati a prezzi calmierati per permettere di liberare viali e controviali dalle auto dei residenti stessi che poi la usano solo nei week end, ma fino a quando un box costa 70000 euro e si guadagna 1500 euro mediamente la trovo dura investire tutti quei soldi nei box. E cmq ribadisco il traffico c’è solo a causa delle 700000 auto che entrano ogni giorno e non per colpa dei residenti.
          Non capisco perchè noi cittadini dobbiamo essere succubi di persone che NON amano milano e che ne usufruiscono senza volerci abitare, sono convinto che il 90% di chi viene in auto considera la nostra città una schifezza quindi sono loro che dovrebbero pagare le infrastrutture che ci servono… vi prego qualcuno anzichè fare polemiche sterili mi vuole spiegare il motivo che sta dietro la tutela dei non residenti? perchè si mette prima il divertimento e la malamovida a chi risiede e vive una città? non capisco? aiutatemi a capire perchè secondo me il problema è che Sala e questa giunta non rispondono a nessuno, perchè li hanno votati in pochi e quelli che lo hanno fatto gli va bene tutto e quelli che non hanno votato per loro non vengono cmq ascoltati…ma quindi quale è il loro mandato? cosa vogliono fare alberi e piste ciclabili? progetti a lungo termine??? sostenibilità dei progetti presentati? mi sembra che nei prossimi 5 anni potrebbero anche non fare nulla o fare male o bene e andrebbe bene cmq. Voi di UF continuarete a fare post polemici su come male gestiscono l’arredo e gli alberi ma cmq fra 5 anni andrà bene lo stesso così e faremo fare ai soliti assessori l’anno dopo un giro in un altro assessorato e così via….mamma che tristezza.
          Maran ha cambiato tre assessorati e anche Granelli e ogni volta fanno delle cose buone o sbagliate e poi passano ad un altro assessorato ma che credibilità hanno? non rispondono a nulla…i cittadini votano come se fosse i blu contro i rossi senza avere un programma sempre così….gli unici che fanno qualcosa sono i privati e noi scambiamo queste cose come se fosse grazie al comune l’intraprendenza dei privati…bho….
          Vuoi aprire i navigli ci riesci ti rivoto non ci riesci vai a casa.
          Vuoi fare lo stadio ci riesci rimani non ci riesci vai a casa.
          Vuoi sistemare gli ex scali ci riesci rimani non ci riesci vai a casa.
          Vuoi piantare 3 milioni di alberi(trasformati in cespugli) ci riesci rimani non ci riesci vai a casa.
          Vuoi sistemare l’arredo urbano ci riesci rimani non ci riesci vai a casa.
          Questo dovrebbe essere una politica sana per la nostra città.
          Sono 8 anni che chiedo venga sistamata piazza del rosario a milano c’è un incidente al mese quando va bene e loro ti dicono si siamo consapevoli…e poi….bho non rispondono a nessuno, se qui abitasse un loro assessore o amico avrebbero già cercato di risolvere invece se non conosci nessuno dentro li viene lasciato tutto allo sbaraglio.
          Vorrei vedere se Sala abitasse in piazza duca d’aosta se non fosse già intervenuto per migliorare la sicurezza…invece lui abita in zona 1 poverino e infatti si sta bene solo li, senza auto …peccato che le auto ora le abbiamo tutte noi che siamo fuori da zona 1….ragionare sui flussi…volete una città per ricchi o una città da ceto medio? questo è il tema….perchè qui stiamo andando verso la città per ricchi, che se sei ricco fai quel cazzo che vuoi altrimenti devi andare a vivere a gratosoglio.. con tutto il rispetto…

          1. Anonimo

            Adriano continui a scrivere cose errate, non citi dati a sostegno delle tue tesi. Guarda quanti voti ha guadagnato Sala alle ultime elezioni e quanti ne ha persi il CDX (già qui quindi sei in errore quando dici che in pochi lo hanno votato). In più gli assessori che hai citato hanno cambiato assessorato ma dopo 5 anni, come succede ovunque. Per quanti riguarda la tua idea di città ti hanno già risposto, dici cose che non trovano riscontro nella realtà del 2022.

          2. Anonimo

            Evvai coi luoghi comuni….

            “abituato a fuori milano dove l’auto la usano per fare qualsiasi cosa”…

            BEEEP! Sbagliato.

            Mi sono trasferito qualche mese fa da Milano (e guarda un po’ abitavo in via M Gioia, all’altezza del palazzo della Regione…) a un comune della Brianza Est, e se già a Milano la macchina la usavo poco qui, la uso ancora meno.

            Il 90% delle cose che devo fare le posso fare A PIEDI. Ho tre supermercati nel giro di 500 m da casa. Farmacia, medico di base, palestra, scuola elementare e media, asilo, parco, Comune… tutti raggiungibili A PIEDI in 10, max 15 minuti. E se voglio usare la bici non rischio di essere stirato ogni 5 minuti (tra l’altro, ci sono un sacco di piste ciclabili).

            Personalmente ho la fortuna di lavorare in smart working da sempre, ma tra i miei vicini che lavorano a Milano non ne conosco neanche uno che vada al lavoro in macchina, anche perché la Tang. Est è un ingorgo già alle 6,30 di mattina. Usano tutti il bus fino a Cologno Nord + M2.

            Certo che poi se al sabato vuoi andare al “”””””centro commerciale””””” (non la mia tazza di tè, per fortuna) ci devi andare in macchina, ma se è per questo l’Ikea, il Carosello o Arese sono pieni di milanesi che ci vanno in macchina.

      2. Anonimo

        ma guarda, hai speso mille parole e hai detto un sacco di castronerie. Portami i dati che testimoniano che un numero così elevato di auto porta pacchi e pacchettini, portami i dati che dicono che tutti questi viaggi in auto non possono essere sostituiti dai mezzi di trasporto. Queste idee le hanno smontate nei paesi avanzati circa 30 ANNI FA.

        1. Alessandro

          Hai perfettamente ragione, ma l’elettore medio leghista è rimasto al Medioevo. Sei troppo ottimista quando parli di esempi europei risolti 30 anni fa.

      3. Anonimo

        Ma guarda, hai scritto un commento lunghissimo pieno di castronerie. Porta i dati che dicono che la maggior parte delle auto che entra in città portano pacchi e soprattutto che tutti i viaggi in auto non possono essere sostituiti dai mezzi pubblici. Devi portare i dati altrimenti le tue sono solo congetture. A Milano non serve creare nuovi posteggi, a Milano serve ridurre il numero di auto. Non pensare che le città dei paesi avanzati, che hanno smontato le tue congetture circa 30 anni fa, abbiano chissà quanti posti auto. Quello che hanno fatto è stato ridurre il numero di auto, sia in città che in entrata. Nel 2022 fa ridere leggere ancora gente che parla di “ecotalebani”.

        1. Adriano

          Ma sei serio? cioè tutti quelli che vengono da fuori io ne conosco molti, vengono perchè hanno la certezza di metterci che so un ora o 30 minuti di macchina, con i mezzi pubblici la dove ci sono non hanno questa garanzia.
          Riesci a capire che le persone ragionano in termini di tempo e comodità…questi sono i metri di giudizio per le scelte.

        2. Adriano

          Ma le auto dei residenti sempre posteggiate lungo le strade??? per poi usarle solo nel week end per fare la spesa o andare a fare le gite?? come lo risolvi?

        3. UMS

          Non è scientifico a mio parere copiare quello che han fatto altre città all’estero (smettere di costruire parcheggi) senza prima una analisi di quanti parcheggi esistano (privati o in strada).

          Altrimenti rischiamo di non togliere mai più le auto dalle strade!

          Io di statistiche sul numero di box/posti auto a Milano comparato con altre città europee non ne ho mai viste. Esistono?

    2. Anonimo

      Perché manca totalmente, urbanisticamente parlando, tutta una infrastruttura che permetta al traffico di FLUIRE (Sottopassi/Sottovia, tunnel, un City-ring vero (un esempio –> https://www.youtube.com/watch?v=sA-nF-PEDYA) ed identificabile ma che le ultime amministrazioni NON sanno neppure di cosa si stia parlando. Una struttura viaria che permetta a chi arriva da fuori, ma non solo, di capire il percorso per andare dall’altra parte della città in modo rapido. Sono milanese e i milanesi parlano della circonvallazione, che NON esiste! me la sapete indicare? 😉 Sono semplici viali con semafori su semafori, rotonde con i semafori !! Solo un es. ho percorso ultimamente il tratto da P.le Lotto a P.zza Napoli con decine e decine di auto in divieto di sosta! ma come volete che scorra il traffico? Non esiste un onda verde semaforica/asservimento per ATM e poi TAXI, motorini/motorette e affini che escono e si immettono dalla corsia “preferenziale” e poi ovviamente poi la mancanza di parcheggi (in struttura e non) Anche se fossimo nella situazione sognata da Sala (40 auto ogni 100 abitanti) ci sarebbero auto ovunque.
      Ma di che cosa stiamo parlando.. ma di che cosa stiamo parlando?

  2. Wf

    Ueeilaaaa!!

    Benissimo!

    Ma sul corriere scrivono che Coima ha firmato un accordo per riaprire il naviglio di Melchiorre Gioia!!
    ❤❤❤❤😂😂🤣🤣🤣👍👍👍👍👍👍👍👍👍❤❤❤👍👍👍👍

    Evviva

      1. V

        Il mio era un consiglio, puoi farlo o no, non ti ho chiedo nè inchinarti nè tantomeno obbligato a visionare il video. Possibile che non si può più esporre la propria idea?

        Assurdo!

  3. Anonimo

    Coraggio a cambiare la città. Milano guarda il futuro e cerca un modello urbano più vivibile e sostenibile. Ottima notizia per chi vive in questa città.

  4. Anonimo

    Adriano ma se ti piacciono tanto le auto e i parcheggi puoi tranquillamente girare lungo le centinaia di km di autostrade e tangenziali che abbiamo in Lombardia. Comprare le tue cose nei centri commerciali della provincia e portare su e giù tutti i tuoi pacchi e pacchetti.

    La città puoi lasciarla a noi milanesi, abbiamo bisogno di disintossicarci da traffico, smog e rumore. La gente si è stufata di chi pensa che girare con i mezzi sia da poveracci o che l’unica soluzione per muoversi sia sempre e solo la macchina. Siamo nel 2022, ci sono mille alternative più intelligenti che imbottigliassi nel traffico e i milanesi lo stanno capendo. In più lo spazio che occupano le auto in città è troppo. Diamolo ai cittadini, ai bambini, ai turisti, ma è veramente anti economico regalarlo alle macchine.

    1. Anonimo

      Ma nessuno di voi ha un lavoro fuori Milano? O va a visitare clienti per campare? O gli piace andare nella casetta ereditata dai genitori al mare o in cul* ai lupi in montagna? O gli piace andare a mangiar fuori la sera fuori dalla cerchia daziaria di Milano almeno una volta? O prende regolarmente aerei alla mattina presto per lavoro? O fa i turni in ospedale? O lavora nella logistica anche di notte? Fa l’operaio e inizia alle 6? Fa l’artigiano, l’idraulico, l’elettricista? O ha figli adolescenti che si fanno andare a prendere nei posti più improbabili di notte? O genitori anziani cui portare la spesa e di tutto di più due volte la settimana? Un fidanzato/a nell’hinterland dove col treno ci metti due ore? Dei cari cui portare fiori al cimitero in provincia?

      Giusto per capire. A leggere i pittoreschi commenti di questo blog sembra che la vita del Milanese tipo sia lavoro da casa o al massimo in zona servitissima dalla metro, aperitivino, cena portata dall’addetto con la bici e spesa a casa Esselunga. Per tutto il resto c’è Amazon.

      1. Anonimo

        Il tuo commento ha poco senso. Non si sta dicendo di chiudere tutta la città alle auto ma semplicemente ridurre lo spazio destinato a loro, eliminando tutti gli spostamenti inutili che sono realizzati da persone che potrebbero tranquillamente avere alternative.

        Ovvio che se uno ha difficoltà a muoversi o deve trasportare un frigorifero o chissà che potrà sempre usarla la sua auto. Ma anche solo guardando le auto che passano in un normale incrocio non vedo persone invalide alla guida o gente che sta traslocando una credenza. Perlopiù si tratta di persone tra i 50 e i 90 kg che guidano da sole e che per spostare loro stesse muovono una o due tonnellate di metallo e plastica, occupando un sacco di spazio, facendo rumore e inquinando. A me non sembra proprio logico incentivare un simile modo di spostarsi.

          1. Anonimo

            Non chiedere l’impossibile, non si possono mettere in discussione i loro dogmi.

  5. 4T Tudo

    Io non sono milanese, sono cremonese, ma quando vengo a Milano voglio camminare per lunghe isole pedonali, come in via Paolo Sarpi o in Corso Vittorio. La scusa dei pacchi e pacchetti è di una banalità sconcertante, è la mentalità del padroncino con l’euro zero che ha fatto i soldi negli anni ottanta e scrive su FB che allora si stava meglio.
    Le strade sono un bene scarso, giusto regolamentare l’accesso e dare la precedenza ai pedoni nella fruizione della città, secondo stili di vita che non sono più quelli del fabbricone fordista ma di una ricerca di qualità della vita anche al di fuori del lavoro.

    1. Anonimo

      si ma tu ci vieni per cazzeggiare. per fare cazzeggiare te è necessario penalizzare chi lavora? io opterei per un bel no. Vieni quando vuoi, quello che trovi trovi. Ora ci manca che i turisti del weekend ci dicano come deve essere Milano per farsi i comodi loro una volta al mese.

  6. Anonimo

    Attualmente Melchiorre Gioia è una via orrenda e quindi ben vengano alberi, piste ciclabili e marchiapiedi più larghi. Tutti quelli che vengono da fuori Milano e che non hanno mezzi pubblici possono lasciare l’auto nei parcheggi di interscambio senza rendere la città una camera a gas

  7. Anonimo

    “Certo l’operazione di chiudere al traffico un tratto della via è abbastanza coraggiosa”

    Non si tratta di un’idea coraggiosa ma di un’idea da dementi.

  8. Anonimo

    Come al solito non si accettano mai le idee degli altri…. Adriano ha posto un problema serio che è quello del gran numero di auto in entrata a Milano ogni giorno, non a caso il Comune ha realizzato l’area B e sta progettando di allungare le metropolitane fuori dai suoi confini per migliorare la situazione. Sicuramente questo non basta. Le Ferrovie Nord sono da 3* mondo, usate da pendolari e sempre in ritardo, non parliamo della circle line, MAI realizzata. Della M6 MAI progettata, che aiuterebbe intere zone di milano a spostarsi con i mezzi. Poi c’è il problema dei parcheggi, è inutile dire che le auto le lasci a casa… dove??? I condomini di Milano sono quasi tutti senza box (tranne quelle recenti) e l’ultimo vero progletto di box sotterranei sorse è quello della Moratti….. forse dopo 30 anni si potrebbe rivederlo, sono cambiate molte cose. Le piste ciclabili sono utili, ma attualmente non sono ancora unite tra di loro, ci sono pezzi quà e là… Sicuramente per migliorare la situazione è la sinergia di tutte queste opere e soprattutto velocizzare la lore realizzazione. Per sistemare c.so Sempione hanno fatto il cantiere da 3 anni e non hanno ancora iniziato a lavorare.

    1. Anonimo

      No, per c.so sempione non hanno aperto i cantieri 3 anni fa. Capisco che ad alcuni piace commentare senza essere informati però davvero fate delle figure imbarazzanti. Viviamo nell’area piu’ inquinata d’europa e voi siete ancora qui a trovare scuse per difendere chi usa A SPROPOSITO l’auto.

      1. Anonimo

        Anonimo 19 Maggio 2022 at 08:55
        capisco che vuoi fare il saputello ma almeno sta zitto prima di parlare…..

        Il progetto è stato presentato al quartiere a fine 2018-19; il cronoprogramma era questo: affidamento dei lavori nel 2020, per aprire i cantieri all’inizio del 2021. Siamo a maggio 2022 e non è ancora iniziato niente. Sta a te contare i mesi o gli anni

  9. Andrea

    Il progetto di “nascondere le auto sotto terra” realizzando box e parcheggi può funzionare solo se contemporaneamente si realizzano le dovute opere pubbliche che impediscono alle auto di parcheggiare irregolarmente in superficie.

    Al Cimitero Monumentale per esempio prima è stato realizzato il parcheggio sotterraneo e solo circa un anno dopo è stata fisicamente tolta in parte la possibilità di parcheggiare in sosta vietata nel piazzale (anche se ci sono ancora spazi dove poter parcheggiare in sosta vietata)

    Fossi un convinto utilizzatore di auto non acquisterei (finanzierei) mai uno spazio parcheggio sapendo che comunque posso continuare a parcheggiare gratis in strada esattamente come facevo prima.

    Il piano parcheggi è fallito anche e soprattutto perché le aziende costruttrici fallivano o ritardavano di anni la realizzazione.

    Cosa abbiamo imparato da questo fallimento? Perché oggi l’esito di un eventuale nuovo piano parcheggi dovrebbe essere diverso?

    Se si toglie la possibilità di parcheggiare gratuitamente quante saranno le persone che sceglieranno di pagare il parcheggio e quante invece cambieranno abitudini? In altre parole se oggi ci sono 100 auto parcheggiate in sota vietata quante di queste finiranno nel parcheggio a pagamento e quante verranno semplicemente vendute?

  10. Anonimo

    Cerchiamo tutti di essere obiettivi nelle proprie analisi e proposte:
    – scavare come talpe per costruire box (a basso costo, ovviamente) per tutti i residenti che attualmente lasciano l’auto in strada è una richiesta lunare. Qualche centinaio o forse qualche migliaia di posti auto sotterranei a costi elevati (per gli acquirenti o gli affittuari o per la collettività)
    – Il traffico che viene da fuori è di volume enorme e deve essere disincentivato. Tasse di ingresso, controlli e multe per ingresso e parcheggi non autorizzati che rendano la scommessa dell’abusivo non conveniente. Un aumento delle corse e degli orari dei mezzi pubblici
    – Ci sono linee metropolitane e ferroviarie esistenti (e una che è in dirittura di arrivo) che sono molto efficienti e coprono bene la città e coprono molti dei principali comuni limitrofi. Ben vengano ulteriori progetti, ma non utilizziamo la scusa dell’assenza della linea 6 o della circles line per l’abuso del mezzo privato
    – guardiamo quante auto hanno a bordo il solo conducente e quanto uso “pigro” come andare a quattro isolati da casa con le quattro ruote sotto il sedere. Un sistema di disincentivi può ridurre il numero di corse e probabilmente sul lungo periodo il numero dei veicoli circolanti

    1. Anonimo

      “Il traffico che viene da fuori è di volume enorme e deve essere disincentivato.”

      Ok sposta gli uffici fuori Milano.

      Poi se il resto della città fallisce e diventa un dormitorio, o se poi i milanesi dovranno prendere l’auto per uscire dalla città e andare a lavorare, mi raccomando gabelliamo pure loro. Tassa all’uscita di Milano, non sia mai che i milanesi possano andare a inquinare altrove e contemporaneamente tartassare chi viene a Milano a lavorare.

  11. Anonimo

    Come giustamente detto è la somma di tutti gli interventi che possono migliorare la situazione non solo un intervento. Quindi bisogna potenziare le Ferrovie Nord, fare più parcheggi interscambio fuori Milano, allungare le metropolitane nei comuni vicini, fare più corsie riservate e con semafori intelligenti per i veicoli ATM e aumentare i posti auto in Milano. Poi la somma di tutti i progetti sicuramente faranno la differenza. Ma il vero problema è la LENTEZZA nella loro realizzazione.

    1. Anonimo

      Esatto. E se sommiamo alla LENTEZZA il solito atteggiamento italico che i parcheggi NO perchè in Lapponia han smesso di farli, la metro NO o forse si ma in periferia e non in centro, le corsie per i mezzi ATM si ma le ciclabili han la priorità (che peraltro è giusto), la tassa di ingresso NO perchè la voleva Albertini un secolo fa, i box sotterranei per residenti NO perchè ci vuole troppo, le striscie gialle NO perchè poi si perdono le elezioni…

      …il risultato è lo strazio in peggioramento che si vede in giro

      1. Albe

        Ma come si fa a dire che via Melchiorre Gioia si pianta sul nulla? Si pianta su 2 circonvallazione solo dopo Porta Nuova…io non vedo visione in questo intervento, mi pare più un’idea dell’investitore che non un progetto ragionato e simulato.
        Il Bam (parco orribile ed occasione persa) è discontinuo per un piccolo pezzo e poco raggiungibile in bici. Invece di fare una passerella ( dato che l’altra è praticamente solo pedonale) chiudiamo tutta via Melchiorre Gioia?
        E neanche la chiudiamo perché allarghiamo il parco, ovvero togliamo l’asfalto e facciamo verde ma lasciamo due corsie, praticamente una viabilità privata per i nuovi investimenti, agevolando l’attraversamento e “congiungendo” il parco con 2 strisce per terra? Che cagata, e non per difendere il transito veicolare ma per cercare di capire a cosa servono le cose. Questa serve a poco alla comunità

          1. Anonimo

            al momento l’auto è il mezzo più efficiente per chi abita fuori Milano, inutile mistificare la realtà postando un articolo di un incidente dovuto con buona probabilità al fatto che un bambino lasciato solo in auto ha levato il freno a mano.

          2. Anonimo

            Citare l’incidente dell’Aquila è veramente di cattivo gusto, oltre che fuori contesto.

            Non si vede cosa c’entri un incidente causato da un bambino lasciato solo in macchina che ha tolto il freno a mano a un’auto parcheggiata in discesa, in una cittadina di montagna medio-piccola, con il traffico di Milano.

          3. Anonimo

            @anonimo delle 9:44 le auto ormai sono oggetti pericolosi perché troppo potenti e grossi, incompatibili con la vita di città come di paesini di montagna. Dove ci sono le persone le auto vanno limitate, rallentate, tassate perché producono solo costi sociali, non producono nessun vantaggio nell’economia di una città. Le città che puntano sulle automobili sono città destinate a decadere in tutti i parametri di vivibilità ma anche di ricchezza.

          4. Anonimo

            Hai scritto una vile cazzata alle 06.30 e non contento ne hai scritta una altrettanto stupida e senza senso alle 10.21.
            Devi avere il Q.I. di un pinguino.

        1. Anonimo

          No, il problema caro Alberto è che tu sei a priori contro l’intervento di porta nuova e sei così poco aperto che ti rifiuti di vedere che già ora gli spazi pubblici di quell’area servono alla comunità. Ogni giorno il parco è pieno e vissuto, quindi un progetto del genere porterebbe nuova linfa a quell’area e chissà, magari aprendo quel tratto di naviglio, potrebbe portare ad aprire il resto.

          1. Albe

            Rallenta, non ho criticato il fatto che abbiano fatto un parco e neanche Porta Nuova in generale (nulla da dire su piazza Gae Aulenti), contestavo il “restringimento” di via Melchiorre Gioia che mi sembra poco funzionale: non unisce i due lati del parco e limita un sacco la viabilità, nella migliore delle ipotesi avremo una sorta di strada privata, nella peggiore una coda unica con 2 filari in più e 2 strisce per terra. Ripeto, se vuoi allargare il parco devi togliere l’asfalto, riaprire il Naviglio e non soluzioncine con 2 piedi in una scarpa

        2. Anonimo

          Se il parco è orribile ai tuoi occhi, tienili chiusi…
          A me e ai miei bambini (e alle famiglie dei loro amici) il parco piace tantissimo.

          Se anche Melchiorre Gioia venisse migliorato verrebbe ulteriormente migliorato, ma il punto di partenza attuale è di gradimento per le centinaia di persone ogni giorno

          1. Albe

            A me non piace, è graditissimo perché in quella zona serviva ed è in una zona attrattiva. Ma di che stiamo parlando? 4 linee e 4 cerchi alberati, tanta suggestione (la biblioteca degli alberi…) e poca sostanza.
            Poca acqua (un laghetto insulso sebbene con una bella idea), il “cerchio” delle attività sportive…spoglio, assolato, minuscolo.
            La parte bimbi? 10 altalene o simili a cerchio con salici fastidiosi e spazi ristretti e con dietro quella specie di aiuola di pietra inutile.
            E poi prati , qualche iniziativa suggestiva ma poco percorso e sempre la sensazione di essere “una compensazione urbanistica” . Niente in confronto ai parchi storici ma anche mettendo l’attenuante dell’età delle piantumazioni, molto meglio il Portello ma perfino Parco Ravizza o Marinai d’Italia

  12. Renzo

    Amici, i parcheggi ci sono e se ne stanno semivuoti… Venite a vedere quello nuovo bellissimo appena aperto in Sammartini: 300 posti sempre liberi e fuori le auto arrampicate sui pali, i carrabili, dappertutto. Dentro si paga, fuori no. 90% auto venute da fuori. Ma che civili! Cominciassero a multare…

    1. Anonimo

      cominciassero a fare parcheggi gratuiti. Il comune vuole o non vuole il bene dei suoi cittadini? allora che spenda e investa, e non tartassi a 5 euro al giorno chi viene a milano a lavorare. rendi quel parcheggio gratuito e si riempie.

  13. Wf

    Con l’esplosione di auto che c’è a Milano nel post pandemia non c’è altra soluzione che aumentare le tariffe Area C e dar pagare anche Area B…

    In centro assurdo che si permettano ancora strade per le auto.

    Il centro di cordusio dovrebbe essere chiuso alle auto o permessi solo tram e taxi…

    È veramente assurdo vedere centinaia di persone a piedi infastidite da quelli che vengono in cordusio in auto…

    1. Anonimo

      Ma quanto è vero!
      Migliaia di pedoni che hanno briciole di spazio per lasciare quasi tutta la careggiata alle auto. Anche in corso Buenos Aires è così, non si cammina più volentieri a piedi perché lo spazio per i pedoni fa schifo. Serve riprogettare le strade e togliere parcheggi. Chi vuole proprio usare l’auto ha mille alternative, soprattutto può andarsi a godere le tangenziali se proprio ama le strade ampie e a scorrimento veloce.

      1. _

        E’ vero, le auto (ma anche le moto) in questi anni sono letteralmente esplose e il post pandemia è traumatico per il caos totale che c’è in giro. Come se prima ce ne fossero di più ma sempre ferme mentre adesso tutti le usano!

        Bisogna cambiare marcia a Milano, la vecchia ricetta di stringere strade e togliere parcheggi per provare a dissuadere non funziona o funziona troppo poco.
        Servono investimenti seri in metro, treni, frequenze dei bus e tram.
        E adeguare gli orari e le frequenze, non è possibile che dopo le 20 e i weekend passino così pochi mezzi e poi all’1 di notte è tutto finito a parte i radi sostitutivi notturni.

  14. Anonimo

    Questo è un esempio ma fa capire la mobilità a Milano; una mia collega che abita in zona Rogoredo ha dovuto fare una visita medica all’ospedale Sacco di Milano, ha usato i mezzi… 1 ora e 40 minuti per arrivare e cambio di 4 mezzi atm. Successivamente dopo la visita è venuta al lavoro in zona Piazza Napoli, 1 ora e 30 minuti, altri 4 mezzi atm cambiati. Questa non è mobilità ma un calvario,,,, 3 ore di viaggio per 20 minuti di visita. Quindi qualcosa non funziona, è innegabile

  15. Jumbo

    Propongo come prossima riqualificazione una bella isola pedonale in tangenziale.
    Ovviamente scherzo, ma non capisco come si possa pianificare continuamente di restringere assi viari fondamentali come questo.
    Peraltro noto che si insiste sempre sulla stessa zona. La zona Garibaldi-Repubblica è in rinnovamento urbanistico da quasi 20 anni, e si continuano a pianificare interventi sempre negli stessi punti.
    Il Comune sa che non è obbligato a spendere gli oneri di urbanizzazione in interventi entro 100 m da dove sono stati generati?
    C’è la gran parte di Milano che avrebbe bisogno di interventi di riqualificazione e invece sempre nello stesso punto!

    1. Andrea

      Se, chi anni fa ha dato le concessioni per riqualificare l’area, avesse fatto un po’ di pianificazione urbanistica invece di dare carta bianca ai costruttori per realizzare grattacieli piu alti possibili, forse non saremmo ancora qua a cercare di risolvere tutti i problemi che la riqualifica ha creato o che non ha risolto.

      Tu ti stupisci che si stia pensando di chiudere Melchiorre Gioia? Io mi stupisco di come si sia potuto pensare di costruire in centro città un tunnel degno della SS36.

      1. Jumbo

        Non capisco quali sarebbero tutti questi problemi creati dalle urbanizzazioni recenti.
        Il tunnel a dirla tutta è una delle cose più intelligenti che è stata fatta, lasciando tanta superficie pedonale e senza ammazzare il traffico.
        A dirla tutta, anche in riferimento a questo articolo, piuttosto della pedonalizzazione, ne servirebbe un altro per ricoprire via Melchiorre Gioia per dare continuità al parco sopra di essa.

  16. lisander

    Che Via Melchiorre Gioia sia un’anacronistica autostrada cittadina, soprattutto in quel tratto, non v’è dubbio, effettivamente è troppo larga e l’inquinamento atmosferico e acustico che ne deriva è alle stelle, del resto pero’ pensare di chiuderla totalmente mi pare azzardato; il rischio è che poi il flusso di auto in ingresso su quella direttrice (che andrebbe comunque drenato), si disperda nelle vie adiacenti e che vada a intasare strade molto piu’ strette di M.G.creando colli di bottiglia e aumento di traffico insostenibile (ai voglia poi a parlare di area B e C); certamente Melchiorre Gioia andrebbe dimezzata in larghezza e valorizzata come detto con pista ciclabile, marciapiedi allargati e alberature; va detto pero’che un eventuale restringimento della stessa porterebbe comunque ad un effetto imbuto e aumento di traffico…….. diciamo pure che forse un progetto piu’ avveduto e lungimirante avrebbe potuto prevedere un interramento della strada, cosi’ come è stato fatto in Viale Liberazione, dove sopra si trova P.za G.Aulenti; l’alternativa piu’ economica e fattibile rimane forse come detto una riqualificazione “verde”della Via (senza la riapertura del naviglio Martesana p.f.!)e una passerella ciclopedonale gemella di quella realizzata in prossimità della sede di Coima/Nido Verticale Unipol; è comprensibile e condivisibile la necessità e il desiderio di collegare P.za Einaudi alla Bam, poichè ora come ora la stessa P.za risulta un po’ come un corpo estraneo rispetto alla portata dell’intervento fatto su BAM, ma occorre trovare la soluzione piu’ consona e che non sia peggiorativa per il traffico e la viabilità…….vabbe’ si vedrà, e come dice Crozza/Zaia ragioniamoci sopra!

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