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Milano | Città Studi – Vie Juvara e Botticelli: la solita sistemazione “una scarpa e una ciabatta”

A Milano l’arredo urbano e l’attenzione al contesto sono sempre arbitrari e incostanti. Questa volta vi portiamo in via Filippo Juvara e via Sandro Botticelli nel distretto di Città Studi.

Nel 2016 dopo anni di lavori, venne completato il parcheggio controverso di Largo Rio de Janeiro e sistemata l’area circostante. Naturalmente l’usanza del “parcheggio selvaggio” così consueta per i cittadini di Milano nella piazza venne bandita con aiuole, muretti e dissuasori d’arredo urbano ben fatti e da città “europea”.

Anche un tratto di via Filippo Juvara, una bellissima via alberata da folti bagolari (Celtis australis) venne riqualificata. Aiuole sotto gli alberi, cordoli, pare quasi di non essere a Milano! Una meraviglia, che però si interrompe all’altezza di Via Luigi Vanvitelli per tornare un disastro di parcheggio selvaggio sino a Piazza Graziadio Isaia Ascoli.

Sotto gli alberi, addirittura vi sono auto parcheggiate da anni e mai rimosse, come il furgoncino qui sotto.

Ma la stessa situazione di degrado la troviamo anche nella via che continua verso l’Ortica, via Sandro Botticelli. I larghi marciapiedi e la scarsità di parcheggio rendono queste vie (fossero le uniche!) un vero disastro urbanistico. Sarà che qui, in questi due settori si trovano el case popolari dei quartieri Tiepolo e Botticelli disegnati da Giovanni Broglio cent’anni fa (circa 1922-1923), case che se venissero riqualificate sarebbero dei veri gioielli architettonici dell’epoca. Ma come si vede, a nessuno interessa un recupero di queste belle strade e la salvaguardia delle alberature. Ci vorrebbe anche un piano di ridisegno e distribuzione dei parcheggi in tutta città Studi, forse il distretto messo peggio di tutti.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Alberature, Alberi, Via Filippo Juvara, Via Sandro Botticelli, Città Studi, Largo Rio de Janeiro, Parcheggio Selvaggio, Arredo Urbano, Piazza Graziadio Isaia Ascoli




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


29 thoughts on “Milano | Città Studi – Vie Juvara e Botticelli: la solita sistemazione “una scarpa e una ciabatta”

  1. L.

    Caro Urbanfile, non è la carenza di parcheggi il problema, ma l’eccesso di auto. A Milano 50 auto ogni 100 abitanti, come pensate che tutte queste auto possano trovare posto in un contesto urbano?

    1. Anonimo

      Il target di Milano è 40 auto/100 abitanti.
      Ma in quella specifica zona, credo non basterà perchè oggettivamente c’è carenza di parcheggi.

  2. Anonimo

    Anche se ci fossero 30 auto ogni 100 abitante (l’attuale influencer di P.zza Scala dice di puntare a 40) non ci sarebbero posti regolari.. perchè?
    Perché bisogna conoscere dal punto di vista urbanistico Milano e se non lo sa un “sindaco” e beh… e pensare che basta guardarsi attorno per accorgersene!

  3. Anonimo

    Hai ragione su tutta la linea. Ci sono dei gioielli di architettura popolare completamente abbandonati a se stessi. Poi sarebbe da sistemare Via Amedeo, unica via senza alberi.

  4. Andrea

    Non è un caso che “il distretto messo peggio di tutti” è anche il distretto di Milano dove tutte le strade sono progettate per far viaggiare le automobili. Un quartiere con vie (di quartiere) parallele, formate da carreggiate ad una corsia per senso di marcia larghissime, gli alberi sono stati disposti in modo tale da rendere il marciapiede eccessivamente largo e la carreggiata delle auto eccessivamente larga. Tutto senza lasciare spazio per piste ciclabili e senza alcun tipo di prioritizzazione per i mezzi pubblici.

    Le vie di Citta Studi non sono progettate per consentire alle auto di raggiungere l’autostrada o la circonvallazione ma per agevolare gli spostamenti di pochi chilometri in direzione Nord-Sud, all’interno del quartiere.

    Come dico sempre bisogna riprogettare la viabilità del quartiere creando sensi unici che agevolano esclusivamente l’accesso all’autostrada o alla circonvalazione e recuperando cosi spazio per ciclabili e preferenziali dei mezzi pubblici e creando la possibilità di rimuovere i semafori che sono inutili e limitanti per la mobilità sostenibile.

    1. Anonimo

      Città Studi è il quartiere esterno alla circonvallazione più vecchio di Milano.
      E’ nato quando giù c’erano le auto (infatti di circonvallazione han pensato bene di farne una seconda parallela) ma prima che i palazzi avessero anche i parcheggi.
      In pratica ha strade fatte a misura di auto, non ha parcheggi ed è supedenso.
      Non facilissimo metterlo a posto.

      1. Andrea

        Sono daccordo che non sia facile e che non esista la bacchetta magica.

        In un certo senso però siamo “fortunati”: le strade sono comunque larghe e spaziose (nonostante purtroppo sono occupate da alberature che non possono essere spostate a piacimento) dunque è possibile ridurre lo spazio dedicato alle auto (corsie e carreggiate) senza comunque impedire il “diritto” di muoversi in auto. Inoltre il quartiere è frequentato da tanti studenti che non dovrebbero avere la necessità di possedere l’auto.

  5. Anonimo

    In quella zona quasi tutte le case sono prive do box. E’ quello il vero problema, anni di progettazione case non lungimiranti

  6. roberto

    Noto in queste foto l’utilità di questi enormi marciapiedi…che a parte essere belli da vedere, mi sembrano utilizzati da ben pochi cittadini.State uscendo fuori di testa…dopo lo zero covid…lo zero macchine!!!..ed e’ certoche sarà la morte della locomotiva d’Italia…ehh si perche’ le auto pur brutte che siano, consentono mobilità delle persone, il commercio,la sicurezza!!! Milano non puo’ e non deve essere Cesano Boscone!!!!

  7. lisander

    sono d’accordo con i commenti di cui sopra: la gran parte dei palazzi di quel quartiere è privo di box, o posti auto, ed è oramai un fatto acquisito, anche per l’insipienza, l’impotenza e il lassismo dei nostri governanti, che si possa tranquillamente parcheggiare ove non è permesso, ovvero i in sosta IRREGOLARE E SELVAGGIA; se dovessimo togliere TUTTE le auto da marciapiedi e parterre, considerando come è normale e giusto che sia un’auto per nucleo familiare, ci accorgeremo che i parcheggi servono eccome, e l’unico modo per mettere ordine a livello viabilistico ed estetico è costruire box, interrati o fuoriterra, senza se e senza ma; si potrebbe anche cominciare col riempire le autorimesse esistenti (alcune assurdamente demolite per far posto ad edifici residenziali costruiti senza criterio all’interno di altri “cortili condominiali”).Sicuramente vi sono le seconde auto delle famiglie e qualche auto di pendolari, ma la gran parte delle auto parcheggiate in sosta irregolare sono dei residenti, i quali, vuoi perchè non hanno un box o un posto auto riservato, vuoi per un vizio tutto italico di prendersi qualunque libertà in barba a chi invece un box se lo compra, parcheggia impunemente ove capita, senza pagare dazio; concludendo: si facciano ove e quando possibile i parcheggi di cui i quartieri e la città hanno bisogno.

  8. Rossella

    Da anni battaglio per la restituzione a verde delle aiuole dei marciapiedi alberati ridotti a parcheggi selvaggi che soffocano le radici. I marciapiedi alberati sono diventate strade a tutti gli effetti con i poveri pedoni impauriti che rischiano l’investimento. Ho visto un bimbetto che usciva da un portone rimanere illeso per miracolo in via Lomellina ed una signora anziana che usciva da un negozio caduta a terra per la manovra di un automobilista che percorreva il marciapiede incurante. Fate vostra questa battaglia! No alle auto – almeno – sui marciapiedi alberati !!! Grazie

    1. Anonimo

      Hai assolutamente ragione.

      Poche settimane fa io stesso, uscendo dal portone, ho schivato solo per pochi cm uno scooter che passava a velocità sostenuta vicino ai muri, e ho assistito più volte a scene come quelle che descrivi.

    1. Anonimo

      No, siamo un popolo di pavidi che non ha il coraggio di far rispettare le leggi.

      In Paesi ritenuti più “”civili” del nostro, dalla Scandinavia all’Inghilterra, E’ PIENO DI DISSUASORI OVUNQUE, segno che, se non ci fossero, la gente parcheggerebbe sui marciapiedi proprio come in Italia.

      In Svizzera, se la stradale ti ferma e la tua macchina ha un’irregolarità, ti portano dal meccanico più vicino e stanno lì finché non l’hai riparata.

      In UK se non paghi una multa TI TOLGONO LA PATENTE e devi rifare l’esame, altro che cartella esattoriale che ti arriva, forse, dopo anni, puoi pagare comodamente a rate e magari ti condonano pure.

      Per non parlare degli USA dove per la minima sciocchezza passi la proverbiale “notte al fresco”.

      Capito perché lì le leggi le rispettano?

      1. Techedge

        Assolutamente vero, lettura cristallina dell’impunità tipicamente italiana (la cui colpa, forse non per i divieti di sosta, è generalmente dei giudici, incapaci di comminate pene o, peggio, pieni di interessi per non farlo).

      2. Wf

        Faccio notare che laddove la legge viene fatta rispettare da polizia e vigli urbani in modo quasi “nazista” dal punto di vista di noi italians…

        Quelle stesse popolazioni nordiche e intransigenti hanno piazzato DISSUASORI OVUNQUE.

        PERCHÉ?
        Perché non c’è latitudine che tenga contro gli incivili

  9. Vi0

    Il fatto scandaloso è la massiccia presenza di auto in palese stato di abbandono (gomme sgonfie, parabrezza pieno di foglie, spazzole o specchietti rotti…) con assicurazioni scadute da anni e chi più ne a più ne metta mai rimosse. Se per quelle posteggiate di norma sulle aiuole il comune non vuol far nulla che almeno rimuova quelle abbandonate!

  10. Mariapaola Mauri

    Io continuo a non capire perché non si costruiscono più posti auto interrati a prezzi calmierati. Perché la gente si oppone?? Perché le lenzuolate in Piazza Lavater per bloccare i box sottoterra? Perché il parcheggio di Largo Rio de Janeiro è “controverso”?? Perché la gente non capisce che vanno fatte sparire le auto parcheggiate dalla città, che non si può sempre avere l’auto parcheggiata sotto casa, magari lasciata su un parterre alberato ferma per tutta la settimana perchè la si usa solo nel we?? Mettiamo le auto sotto terra, usiamo i mezzi pubblici, le bici e il car sharing, il Comune si decida ad autorizzare più licenze per i taxi e conceda buoni-taxi agli anziani che per motivi di salute non riescono ad usare i mezzi pubblici.

    1. Anonimo

      Perché non risolvi il problema costruendo i parcheggi sotterranei come dici.

      Ce ne vorrebbero così tanti, costerebbero così tanto, servirebbero così tanti anni per costruirli che non vedresti nessun miglioramento in tempi ragionevoli.

      L’unico miglioramento certo è agire sul numero delle auto. Sono troppe, abbassarle da 50 ogni 100 abitanti a 40 ogni 100 abitanti è più che fattibile. In altre città europee sono già a 25-30 auto ogni 100 abitanti e sono città che funzionano alla grande, ricche e belle. C’è un mare di auto usate pochissimo che stanno solo tra i piedi (o tra gli alberi, letteralmente)

      1. Jumbo

        E allora perché il comune non dà mandato ai vigili urbani di reprimere con tolleranza zero la sosta irregolare?
        Sarebbe più convincente di qualunque altra politica.

  11. Cittadino milanese

    Abito in una via limitrofa di Viale Beatrice d’Este, andate a vedere le nuove aiuole che hanno realizzato, veramente belle. Peccato che abbiano levato, per realizzarle, qualche posto auto. Comunque, bell’intervento.

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