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Milano | Chiesa Rossa – Ciclabile Alzaia Naviglio Pavese: giugno 2022

Nel settembre del 2020 sono cominciati i lavori per la realizzazione del tratto milanese della VenTo, la ciclovia che collegherà Venezia a Torino. 

La zona cantierizzata al momento interessa il tratto dal ponte ferroviario dell’Alzaia Naviglio Pavese (viale Liguria e Tibaldi) e prosegue fino a via Schiavoni e via Fra Cristoforo (nei distretti di Navigli e Chiesa Rossa). 

Come si vede per l’arredo urbano sono stati re-impiegati i masselli del pavé e sampietrini, oltre a nuove aiuole che ospiteranno alberature.

Il cantiere per il momento è distribuito lungo l’alzaia Pavese sino al cavalcavia di via Schiavoni e poco oltre, sino a via Fra Cristoforo, nel Quartiere dei Promessi Sposi o Torretta.

La situazione è abbastanza avanzata (e ci mancherebbe, anche se pensavamo molto di più). Qui siamo all’altezza di via Imperia dove si trova anche uno dei ponti pedonali sul naviglio Pavese.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Pista Ciclabile, VenTo, Alzaia Naviglio Pavese, viale Liguria, Viale Tibaldi, via Schiavoni, via Fra Cristoforo, Navigli, Naviglio Pavese, Chiesa Rossa

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


15 thoughts on “Milano | Chiesa Rossa – Ciclabile Alzaia Naviglio Pavese: giugno 2022

  1. Maurizio

    Ottimo, due anni per qualche centinaio di metri, se ho capito bene, quindi immagino più o meno 2000 anni per completare tutto il percorso da Venezia a Torino.

    1. Anonimo

      Però se commenti ti devi informare. Purtroppo tra pandemia e guerra molte materie prime che servivano al cantiere non erano reperibili. Il cantiere si è dovuto fermare per un po’. Ora che hai qualche nozione in più continua a commentare a caso mi raccomando.

        1. Anonimo

          In effetti con la pandemia c’è stata una crisi epocale nel mercato della calce e del bitume per fare le ciclabili…

        2. Maurizio L

          Chiedilo a chi vive in Alzaia o agli autisti degli autobus cosa ne pensano del nuovo percorso.
          Facile fare i progetti e i rendermi, poi bisogna capire se ciò che si progetta è compatibile con la qualità di vita degli abitanti.

      1. Tiziana

        Tanto è vero che dal 15 giugno sarà chiuso tutto il quartiere in entrata per ben 3 mesi, peccato abbiano lavorato il 15-16-17, e da lunedì 20 NON SI VEDE PIÙ NESSUNO, e la STRADA È CHIUSA!!!

      2. Pino

        Io abito in quartiere. Tra pista ciclabile e cantieri sui marciapiedi dalla circonvallazione in poi, i poveri pedoni devono stare attenti a: biciclette, monopattini, moto, motorini, auto parcheggiate sui marciapiedi. Senza nessun controllo. Caos totale. Faccio a piedi ogni giorno quel tratto di strada. Se vuole venga a vedere
        Faranno prima il ponte di Messina.
        Pino

  2. Guido

    Abito in zona e in effetti i lavori si stanno trascinando da un bel po’ . Per fortuna ultimamente ho visto più operai all’opera, segno che stanno cercando di dare un’accelerata.
    A proposito, ho una domanda che mi frulla da un po’: ma chi abita tra via spezia e il naviglio pavese, in che quartiere abita? moncucco? tibaldi? navigli? romolo? barona?

    1. Anonimo

      Ok i lavori , forse un po’ lunghi ma tanto anche il Duomo ci hanno messo mezzo secolo . Siamo abituati non è un problema la durata . Il punto vero è che fanno abbastanza schifo . Troppo asfalto e il verde sembra è poco. Un intervento senza anima . Sembrano piazzole di una stazione di periferia . Invece dovrebbe essere trattata come ua delle zone più pittoresche di Milano . Boh🤦🏻‍♂️Ma proprio si impegnano a partorire interventi dozzinali da terzo mondo !!

  3. Anonimo

    Si accettano scommesse, finirà prima questa ciclabile o la sistemazione di piazza castello o la riqualificazione di corso Sempione?

    Troppi interventi strategici per rendere migliore la città sono portati avanti con lentezza esasperante. Non c’è proprio modo per far durare meno i cantieri, affidando i lavori a ditte che possono garantire tempi certi e molti operai al lavoro?

      1. Sauri

        Se si impegnassero a sistemare la ciclabile dell’alzaia pavese almeno specialmente da Binasco a Casarile che si possa usufruire perché tanto la Torino Venezia non la vedremo mai a parte l’autostrada

  4. I

    Ma non si fa prima a stendere una striscia di vernice come in viale Monza, Buenos Aires e adiacenze Rubattino?
    Almeno le auto e i furgoni potrebbero parcheggiare sopra con maggiore comodità.
    Tanto i vigili non è che si vedano.

  5. Alberto

    Temporaneamente, in attesa della ciclabile, potevano rendere utilizzabile dalle bici il marciapiede della via Chiesa Rossa lato naviglio; è quasi inutilizzato dai pedoni, i ciclisti avrebbero dovuto scendere dalla bici solo in corrispondenza di un paio di ponti. Certo, spesso, ci sono auto parcheggiate sul marciapiede in corrispondenza di bar e ristoranti. Da quando sono iniziati i lavori ho visto molti ciclisti, anche famiglie, rischiare la pelle, sia sull’alzaia sia in via Chiesa Rossa.

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