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Milano | Ortica – Ciclabile via Corelli-Rivoltana: luglio 2022, completata

Sabato 2 luglio è stata inaugurata la ciclabile CAMBIO che lungo la via Corelli, dall’Ortica arriva in sicurezza all’Idroscalo.

Si tratta di un percorso di circa 3 km, che si va ad integrare con la ciclabile già realizzata anni fa e che si arrestava alla rotonda per il Centro Sportivo Saini. Un progetto voluto dalla Città Metropolitana e approvato nell’ottobre scorso. Una ciclabile che si collegherà anche coi circuiti già attivi nel territorio di Segrate. Il cantiere è partito dalla rotonda, andando a creare il nuovo tracciato lungo il lato che costeggia la ferrovia e lo scalo. Proseguendo lungo la vecchia Rivoltana che entra nella frazione di Novegro di Segrate sino al Luna Park dell’Idroscalo. Come annunciato la consegna è avvenuta nei tempi giusti (strano!)

A quanto pare c’è ancora un punto critico da perfezionare, all’altezza del ponte sul Lambro, ma che presto verrà realizzato insieme alla modifica degli accessi alla ricicleria.

A Novegro, in Via Dante Alighieri la rotonda è ancora da completare.

Sappiamo che i costi per creare una ciclabile sono già alti, ma in certi punti, come qui a Novegro, dove si trova il famoso Lunapark, l’area di parcheggio e la stessa ciclabile, forse, potevano ospitare delle alberature, invece, come si vede, la rovente estate 2022 si percepiva tutta.

La ciclabile giunge alla grande rotatoria della Strada Provinciale Rivoltana, dove, attraverso due tunnel già realizzati anni fa, porta facilmente all’Idroscalo in completa sicurezza.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Pista Ciclabile, Viale Argonne, Via Corelli, Via Rivoltana, Ortica, Novegro, Segrate, Città Metropolitana




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


17 thoughts on “Milano | Ortica – Ciclabile via Corelli-Rivoltana: luglio 2022, completata

  1. Anonimo

    Vedo che finalmente qualcuno ha capito che si possono fare ciclabili a doppio senso senza che debbano essere larghe tremila metri, sono biciclette non TIR.

    1. Coso

      Non sono certo tir, ma la possibilità di poter avere due bici in parallelo lasciando ancora spazio per eventuali sorpassi fà si che due persone possano socializzare (vedi: parlare tra loro comodamente senza gridare e rompere le palle agli altri) senza bloccare tutta la pista, che non è affatto qualcosa da sottostimare. Quindi questa ciclabile mi vede un po’ deluso, un mezzo metro in più non sembrava impossibile da trovare.

    2. Anonimo

      Perdonami, pura curiosità, dove esistono ciclabili a Milano così larghe? Mi piacerebbe provarle.

      Tutte le piste ciclabili che conosco in città sono al limite minimo possibile per farci passare una bici e al massimo fare un sorpasso, ma nemmeno sempre.

      Viale Tunisia, Liberazione, Gioia, i pezzettini di pista in piazza XXIV Maggio… la stessa pista di Buenos Aires è spesso molto stretta. Anche la nuova in costruzione in Monte Rosa non si può certo dire larga, anzi.

      1. lisander

        Rispondo ad Anonimo delle 16.20: in Viale Molise/Mugello in zona P.ta Vittoria è presente una ciclabile esageratamente larga, come quella descritta sopra; ciclabile tra l’altro pochissimo utilizzata, e che sottrae parcheggi preziosi per i residenti, infatti tale è la larghezza che ne sarebbe bastata una e bidirezionale, come quella realizzata in Via Corelli/Rivoltana.

  2. Anonimo

    Finalmente, piste ciclabili a doppio senso su marciapiede anzichè nella careggiata con auto che sfrecciano a più di 50km/h
    Questa è la scelta giusta.
    Non come fatto anni fa da Maran (il saputello) in forze armate, e in via del regno italico, due interventi pessimi voluti dal personaggio sopra citato. Ovviamente interventi inutili e dannosi, vi pare normale che con parchi e marciapiedi inutilizzati bisognava togliere carreggiate rallentando il traffico e aumentando inquinamento e mettendo in pericolo i ciclisti…
    Inutile dire che questi sono gli interventi che vogliamo in zone periferiche dove non ci sono pedoni.

    1. Anonimo

      Tra tutte gli articoli sulle ciclabili hai commento proprio su quello dove viene mostrata tale segnaletica, essendo questa pista parte della rete CAMBIO, dove appunto questa segnaletica è prevista in stile “metropolitana”. Non avrebbe senso per le ciclabili locali in città perchè (e qui c’è un grosso “teoricamente”) le ciclabili dovrebbero essere ovunque, ed essendo parte delle stesse strade, possono tranquillamento utilizzare la segnaletica già esistente.

    2. Anonimo

      In realtà ci sono dei piccoli cartelli. Sono veramente molto piccoli, sono rosa, il colore della linea, le scritte sono in bianco. Non sono facili da leggere, saranno lunghi una trentina di centimetri ma ci sono.

      Ho già percorso la pista e sembra abbastanza ben fatta, a parte i passaggi già citati nell’articolo. Ho un dubbio sulla pendenza, in certi tratti sembra che penda verso il cordolo e non verso le aiuole, potrebbe, ma spero di no, allagarsi a ogni acquazzone.

      Altro dubbio che ho è l’asfalto non continuo, sembra posato a blocchi, si vede anche dalle foto che ci sono fenditure ricorrenti. Temo che presto in quelle fenditure crescerà la vegetazione, rovinandolo.

      Solitamente chi progetta e fa i lavori per le ciclabili non va in bici e molte piccole cose non sono proprio contemplate.

      1. Anonimo

        Non è asfalto ma cemento drenante, ci vada dopo un acquazzone e vedrà la differenza tra il tratto nuovo e quello vecchio in asfalto in comune di Milano.

        1. Anonimo

          Ah ottimo, grazie! Lei è forse un tecnico che ha curato la realizzazione? Se si le chiedo perché nelle piste ciclabili milanesi spesso si usa mettere dei cordoli affogati nell’asfalto, tipo in foto 23/30. Ci sono in praticamente tutte le nuove realizzazioni (Galileo Galilei, Monte Rosa, Bicocca…) e sono fastidiosissimi perché alla lunga l’asfalto cede, il cordolo no, creando discontinuità nella marcia.
          Evitare di metterli farebbe risparmiare e migliorerebbe molto la marcia.

          Il passaggio tra un lato e l’altro di via Corelli si poteva fare rialzato per far rallentare un po’ le auto e permettere ai ciclisti di attraversare più in sicurezza.

    3. Anonimo

      Ecco uno dei mini cartelli di cui parlavo si vede in foto 14/30 sul primo palo a sinistra. In realtà gli altri che ho visto sono tutti rosa chiaro con scritte bianche, praticamente non si leggono ma almeno ci sono, è una piccola grande conquista per la mobilità ciclistica milanese che è indietro anni luce rispetto al mondo civilizzato.

    4. Manuel

      Perché non ci si arriva, perché non si sono competenze e chi progetta semplicemente NON va in bici! La si deve conoscere e basta, d’altronde è in gran parte così anche per le indicazioni stradali.. si “guida” a memoria e si vede.
      Ho percorso centinaia di Km In Germania, Austria e Svizzera dove vi è tutta una cartellonistica dedicata di supporto (direzioni, distanze, info su stazioni treni, S-Bahn e U-Bahn) e dove non sono presenti piste/corsie ciclabili si viene indirizzati verso percorsi sicuri con scarso traffico ecc. (zone 30 o strade ciclabili –> Fahrradstraße in D):
      Esempio: https://stadt.muenchen.de/infos/radwegenetz.html

  3. MUC72

    Una progettazione giusta partendo dalla carreggiata è; strada > pista ciclabile > marciapiede e NON invece Strada > spazio pedoni > pista ciclabile!
    Nessun pedone cammina sul bordo lato strada!
    L’asfalto rosso si usa solo in quei casi per evidenziare la corsia delle bici, che in quel caso senza protezione, si trova per vari motivi come ad es. attraversamenti stradali, corsia per casa avanzata al semaforo e non per tutto il suo percorso! Queste sono le basi.
    Dato che si è a l’anno zero.. urgono competenze in materia altrimenti si buttano letteralmente soldi.

  4. marco jose

    Finalmente dopo circa 16 anni di gestazione! Raccordo importante perché collega Segrate, San Donato e paesini limitrofi. Ciclabilità non solo per andare all’Idroscalo ma soprattutto per spostamenti da e per Milano.
    Dalle foto non si vede ma stanno rifacendo anche il lato esterno all’Idroscalo nel tratto tra il sottopasso e l’ingresso Riviera Est che prima era una gimcana tra tombini e lampioni (spesso spenti). Purtroppo il progetto non ha previsto il rifacimento anche del tratto sul lato opposto della Rivoltana relativo alla già esistente e striminzita “ciclabile” tra Tregarezzo ed il Luna Park che evita di dover transitare sui due sovrapassi “cima coppi” della Rivoltana e della Circonvallazione Est.

    Riguardo poi al tratto tra il LunaPark e Milano, si sono “dimenticati” di creare gli attraversamenti per il Parco di Novegro e per la seconda entrata/uscita al Saini. Rimane solo quello per il centro accoglienza che, curiosamente, hanno classificato “ciclabile”. Tutto senza alcuna segnalazione nè castellana o semaforo a chiamata per rallentare la velocità.
    Per il Parco sei obbligato ad attraversare alla rotonda che porta in Via Novegro e poi sperare di entrare dall’Ingresso 1 se aperto, altrimenti…

    In ambito milanese, in via Corelli rimane critico il cambio di mano all’angolo di via Taverna, anche qui senza alcun rallentamento delle auto.
    Inoltre, sul Cavalcavia Buccari, in virtù dei lavori di riqualificazioni del Parco dell’Ortica, hanno fatto sparire le due bike lane che portavano dal ponte in via Ortica. Arrivando dall’ortica rimane sempre critico attraversare la strada per imboccare la ciclabile essendoci in contemporanea la svolta a dx delle auto che notoriamente non danno precedenza alle bici, tanto meno se stai faticosamente spingendo in salita. Era giunta notizia due anni fà che a Febbraio dell’anno scorso sarebbero dovuti iniziare i lavori per il rifacimento dell’incrocio semaforico. Ad oggi nulla. Non ci vuole molto, basterebbe disaccoppiare il passaggio bici/Pedoni dal traffico motorizzato e considerare il tempo necessario per passare dalla ciclabile in via Amadeo che richiede due attraversamenti.
    Ora aspettiamo il progetto per superare il Lambro in sicurezza.

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