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Roma-Milano | Le interviste di Urbanfile: Claudio e Silvia Ricci di Ricci S.p.A.

Per le interviste ai protagonisti della trasformazione urbana, abbiamo incontrato Claudio e Silvia Ricci di Ricci S.p.A. una delle più importanti imprese del settore delle costruzioni. 

Ricci Spa è presente da oltre 35 anni sul mercato italiano: ci raccontate la vostra storia? 

La nostra azienda nasce nel 1986 da un’idea di Mario Ricci, nostro padre, e del suo socio attuale Tullio Ricci. 

All’inizio ci occupavamo di piccoli lavori a Roma e provincia ma negli anni Novanta abbiamo ricevuto l’incarico di gestire la manutenzione del patrimonio immobiliare di Generali Real Estate su Roma. Con questo primo passaggio ci siamo trasformati in una S.r.l.

Nel 2004, dopo aver acquisito un’importante commessa su Milano, è avvenuta la trasformazione in S.p.A. e la successiva gestione di importanti lavori su tutto il territorio nazionale.

Proprio la genesi di Ricci S.p.A. spiega perché manteniamo ancora quello spirito “familiare” delle origini.

Il 2020 è stato l’annus horribilis per tutti i settori economici e ovviamente anche il nostro ne ha risentito, ma ora – pur mantenendo la nostra impronta originaria di impresa di costruzioni – abbiamo deciso di affacciarci nel mondo dello sviluppo immobiliare con un progetto su Roma. Pur operando prevalentemente in commesse per conto di grandi committenze nazionali nel settore dell’edilizia privata, questo non si tratta del primo progetto di sviluppo immobiliare, dal momento che nel corso degli anni sono stati già realizzati progetti di questo tipo, anche se di più modeste dimensioni.

Cosa possiamo dire di questo progetto su Roma che vi vede protagonisti in una nuova veste?

Si tratta di un progetto residenziale che si svilupperà su un’area dismessa di circa 2500 mq in via Cardinal De Luca, nel quartiere Flaminio a pochi passi da Piazza del Popolo. 

L’edificio si inserirà in un contesto urbano di grande pregio e al momento siamo in attesa di avviare le procedure legate alla Soprintendenza. Roma è una città stratificata, non sappiamo cosa troveremo quando inizieremo a scavare le fondamenta: giustamente sarà necessario seguire l’iter previsto nei minimi dettagli e avere cura di confrontarsi costantemente con le istituzioni preposte prima di procedere con i lavori. 

Proprio per questo motivo, il progetto definitivo è ancora in fase di definizione, ma abbiamo già una bozza che renderemo pubblica appena possibile. 

Pensiamo che Roma si meriti di tornare sulla scena nazionale ed internazionale, e vorremmo con questa nostra scelta di sviluppo contribuire a una rinascita della città. Siamo orgogliosi di portare avanti un tale progetto a Roma per via delle nostre radici. In aggiunta, riteniamo che sia necessario stimolare con energia una rinascita della Capitale nel breve-medio termine, nell’ottica del Giubileo del 2025 e, ci auguriamo, dell’EXPO del 2030.

Ancor prima dell’inizio dei lavori, abbiamo deciso di realizzare un’iniziativa dal forte carattere artistico, in collaborazione con l’Università RUFA di Roma e con il patrocinio del Municipio II del Comune di Roma. Il progetto si intitola “Arte in Costruzione ” e riguarda la realizzazione di un’opera d’arte che andrà a posizionarsi su una parte della recinzione di cantiere.  Il valore aggiunto di questa iniziativa risiede nell’unione di tre realtà fondamentali per lo sviluppo di un Paese: Impresa, Cultura e Territorio.

Avviata la partnership con la RUFA, gli studenti hanno partecipato ad un contest che ha visto Roma come tema centrale del concept. L’opera vincitrice, I Rami che raccontano, è stata decretata da una giuria di esperti in ambito artistico, ed ideata da una giovane artista italoamericana, Alexandra Fongaro, che ha cercato di raccontare la storia di Roma attraverso i rami degli alberi storici che  la città ancora custodisce.  L’opera che la stessa artista ha realizzato in loco, rimarrà esposta per tutta la durata del cantiere diventando un segno distintivo del quartiere.

Noi pensiamo che la promozione e il sostegno alla cultura sia un elemento imprescindibile nello sviluppo di un Paese e speriamo che questo possa essere un primo passo verso una valorizzazione sempre più ampia del territorio di Roma. Arte e mondo delle costruzioni possono sembrare due realtà molto distanti tra loro: la prima pragmatica e la seconda visionaria ma in realtà possono e devono dialogare, quasi a creare un connubio Arte ed Artigianato.

Nel 2020, in un momento di grande difficoltà per il mondo culturale, abbiamo deciso di sostenere il Teatro Vittoria, nel quartiere Testaccio di Roma; oggi sosteniamo e valorizziamo la creatività dei più giovani Inoltre, siamo particolarmente legati al Teatro Franco Parenti di Milano, in cui abbiamo potuto lavorare per la riqualificazione dei Bagni Misteriosi e vi collaboriamo per la stesura di recensioni di spettacoli ed eventi del Teatro.

Parliamo di sostenibilità: che ruolo riveste nella gestione di un cantiere? 

Il mondo dei cantieri ha certamente necessità di particolari attenzioni dal punto di vista ambientale; lato nostro lavoriamo da sempre seguendo il concetto di “cantiere circolare”. I nostri protocolli prevedono un costante monitoraggio dei consumi in cantiere e la supervisione di tutto il ciclo di smaltimento dei materiali di scarto che, se non opportunamente differenziati, potrebbero avere un impatto notevole dal punto di vista ambientale. 

Collaboriamo ormai da qualche anno con l’Osservatorio Green dell’Università Bocconi di Milano per la diffusione delle buone pratiche di edilizia sostenibile. 

A Milano siete presenti in alcuni interventi molto significativi come Monte Rosa 91. Cosa significa intervenire su un edificio che porta la firma di Renzo Piano Building Workshop?

Per noi è un grande onore e privilegio fare parte del team che si sta occupando del progetto di Monte Rosa 91.

Si tratta di una condizione particolarmente stimolante per noi come impresa. Come è giusto che sia vengono imposti dettami procedurali e direttive molto rigidi: è fondamentale un coordinamento continuo dell’impresa con tutte le altre figure professionali coinvolte nel cantiere.

Il livello qualitativo è altissimo, non solo dal punto di vista architettonico con la direzione artistica di Renzo Piano Building Workshop, ma anche dal punto di vista impiantistico.

Il nuovo corpo di fabbrica che nasce dalla sostituzione della precedente collina aprirà l’edificio alla città, in un ambito territoriale che nei prossimi sarà oggetto di importanti trasformazioni. L’edificio che precedentemente era pensato per i soli tenant, cambia parzialmente la propria funzione e questo, anche dal punto di vista dell’impresa di costruzioni, è molto sfidante.

Silvia è presidente del gruppo giovani di Ance: quali sono le difficoltà attuali del settore e quali le prospettive future?

Pochi giorni fa è stata eletta la nuova presidente nazionale di ANCE, Federica Brancaccio, in un momento molto particolare per il settore delle costruzioni.

Le imprese sono molto presenti nel PNRR: dei 220 miliardi, circa la metà coinvolge il settore delle costruzioni.

Purtroppo, al momento, la situazione non è semplice. Il settore è interessato da un caro materiali senza precedenti di natura speculativa, dovuto in primis al post pandemia e in secundis alle note vicende internazionali. 

La speculazione che ne è seguita ha comportato un aumento incontrollato del costo dei materiali, dei semilavorati, dal gas, dell’energia elettrica e dei trasporti. 

Oltretutto l’incidenza del superbonus rispetto a questa pressione inflazionistica è, di fatto, marginale. 

Il superbonus e stata una misura molto importante per moltissime imprese ma bisogna fare un distinguo: la maggior parte delle imprese lo ha sfruttato con serietà, ma si è anche verificato un fenomeno molto particolare. Nell’ultimo semestre del 2021 sono state aperte circa 12.000 partite IVA con codice Ateco legato al mondo delle costruzioni, per la maggior parte “scatole vuote” senza know how gestionale e tecnico per affrontare questo settore. 

ANCE sta prendendo posizione per istituire al proprio interno non solo nuovi protocolli legati alla sostenibilità ambientale, all’iscrizione del registro antimafia, ma anche alla qualifica dei costruttori rispetto a chi si improvvisa tale solo per finalità speculative. 

Le misure del superbonus sono state molto importanti per le aziende serie, ma attualmente molte banche hanno raggiunto il plafond e non riescono a rilasciare liquidità alle imprese, per questo, una misura governativa così impattante come i bonus edilizi dovrebbero avere dei tempi congrui affinché le realizzazioni che ne derivano possano essere sviluppate. Il caro materiali incide inoltre in maniera consistente e speriamo che una proroga del superbonus possa aiutare a superare questo periodo complesso

Per gli appalti privati, che sono quelli che maggiormente coinvolgono Ricci Spa, questi costi ricadono unicamente sulle imprese che devono, attraverso la negoziazione con il Committente, cercare di arginarli con spirito di collaborazione nella speranza che presto si arrivi a una stabilizzazione del mercato

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