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Milano | Ronchetto sul Naviglio – I “bambini” a nanna nel deposito della M4

A Ronchetto sul Naviglio, quasi al confine col Comune di Buccinasco, è stato costruito il deposito ATM per i treni della nuova M4, la linea Blu che presto entrerà in funzione tra pochi mesi (per la tratta ad Est da Argonne a Linate).

Nei mesi scorsi il deposito si è popolato dei treni che verranno messi in esercizio sulla nuova linea metropolitana (i “bambini” del titolo), calati uno alla volta in un ‘pozzo’ ricavato dall’asta di manovra della futura stazione di Linate e portati attraverso i binari già posati nei tunnel fino al deposito all’altro capo della linea M4, a Ronchetto, appunto, dopo la stazione terminale di San Cristoforo.

I convogli, che sono della Ansaldo-Breda, sono del tutto simili a quelli della M5 da cui si distinguono principalmente per la livrea, che qui richiama il blu della nuova linea, e per gli allestimenti interni. Però, a differenza della M5, qui si è deciso di creare sin da subito un vero deposito (nella M5 c’è un piccolo deposito sotterraneo a Bignami e per tutte le manutenzioni importanti bisogna mandare i treni nel deposito di Famagosta tramite un raccordo con M2) in modo da poter meglio gestire la linea anche nelle fasi iniziali, quando sarà aperta solo parzialmente.

Infatti la M4 verrà aperta a partire dal prossimo autunno per tappe successive, partendo da Est, per essere aperta tutta, da Linate a San Cristoforo, nei primi mesi del 2024. Nonostante questo le vetture percorreranno le stazioni non ancora aperte per raggiungere il deposito, restare a ricovero quando sono fuori servizio e ricevere tutte le cure necessarie alla loro manutenzione.

Seppure anche il deposito non sia del tutto terminato, la presenza dei treni al suo interno è un segnale che ci si sta preparando all’apertura, finalmente, della linea. E, se tutto va bene, vedremo questi stessi treni correre lungo i tunnel da dopo l’estate.

Nell’area intorno al deposito M4, saranno creati, anche perché non lontano dalla stazione di San Cristoforo, un parcheggio di interscambio denominato San Cristoforo-Ronchetto sul Naviglio-via Merula, da realizzarsi su un area di circa 20mila metri quadrati in parte comunali (la sede dell’ex scuola dell’infanzia demolita) e in parte di proprietà dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata; aree che erano inquinate. Le aree dell’Agenzia saranno concesse gratuitamente perché destinate a funzioni di pubblica utilità.

La maggior parte della superficie del parcheggio sarà dedicata a verde e spazio per il quartiere, collegata con via Martinelli e l’area oggi occupata dal cantiere che connetterà via Martinelli con via Lodovico il Moro. Tale area sarà pedonale e verde, e rappresenterà uno spazio per il quartiere oltre che la connessione con la passerella che collega con la stazione S. Cristoforo M4. In questa area è inoltre prevista la fermata dei bus assieme al prolungamento del tram 2 e il loro transito esclusivo. Sarà anche collocata una velostazione per custodire in sicurezza le biciclette. La realizzazione del parcheggio in sotterranea permetterà quindi di creare una connessione verde e di spazio pubblico tra il quartiere e il Parco Sud con cui confina.

Referenze immagini: Urbanfile

San Cristoforo, Ronchetto sul Naviglio, Via Lodovico il Moro, Via Cesare Chiodi, Via Enna, M4, Metropolitana, San Cristoforo, piazza Tirana, Naviglio Grande, 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


16 thoughts on “Milano | Ronchetto sul Naviglio – I “bambini” a nanna nel deposito della M4

  1. Anonimo

    Spero che la passerella ciclabile sarà realizzata in tempi rapidi.
    Di solito alle opere ciclabili vengono destinate le briciole degli investimenti pubblici e non hanno mai la priorità. Lieto di essere smentito ma temo che sarà così anche a sto giro.

    Nel frattempo leggo del parcheggio di interscambio, soldi a mio avviso che vanno ancora a sussidiare il mezzo privato e che andrebbero meglio spesi nel più che fattibile prolungamento della linea verso Corsico, appena oltre il deposito. Aumenterebbe l’uso della M4 più del parcheggio. I soldi sono sempre pochi, per cambiare passo si dovrebbe smettere di spenderli per le automobili.

    1. Anonimo

      Quando hanno finito, contiamo il numero di auto parcheggiate fuori dal parcheggio strapieno alle 8 del mattino (come Bisceglie) e il numero di bici che transitano sul ponte….

      1. Andrea

        I tuoi sono discorsi da vecchi che hanno ormai perso la voglia di ragionare.

        Quanti ciclisti vuoi che avrà un nuovo percorso ciclabile di 200 metri? E soprattutto che senso ha paragonare il dato con il numero di automobili, quando per queste verrà realizzata una nuova strada di 800 metri e 20 mila metri quadri di parcheggio?

        È un po’ come aprire un panettiere ed un centro commerciale e chiedersi se il centro commerciale farà più clienti del panettiere.

        1. Anonimo

          Resta il fatto che in bici ci vanno in pochetti 🙂

          Se invece la questione è dove mettere gli investimenti, facciamo cicloparcheggi per bici elettriche e sviluppiamo ciclabili e strutture adatte alla mobibiltà elettrica: la vecchia “ciclabile” sta diventando rapidamente obsoleta mano a mano che la vecchia bici a pedali muore. (in mobilità elettrica vai più veloce)

          1. Andrea

            Sei ormai fuori dal mondo, fermo sulle tue vecchie convinzioni da “macchinaro che lavora e produce”.

            Vai a fare una visita alle le piste ciclabili fatte con una logica prima di dire che in bici non ci va nessuno.

            È una netta minoranza chi usa la bici elettrica, fa andare di pochi km all’ora più veloce e di fatto in città fa risparmiare pochi minuti, in compenso è molto più pesante, molto più costosa, va gestita la sua ricarica e, oltre a tutta la meccanica della bici tradizionale, ha un impianto elettrico da mantenere.

            Buongiorno, benvenuto nel 2022!

          2. Anonimo

            Dai capisco la vis polemica. Ma il futuro è la micromobilità elettrica o di certo non farsi 25 km a pedalare sotto il sole o la pioggia per raggiungere la MM4 …

          3. Andrea

            Il futuro non è farsi 25km.

            Il futuro è la città a 15 minuti: la maggioranza delle persone avrà tutto ciò di cui ha bisogno quotidianamente nell’arco di 4-5 km cioè 15 minuti su bici tradizionale o 12 minuti su bici a pedalata assistita.

            Questa idea da secolo scorso per cui tutta la provincia deve quotidianamente raggiungere il centro di Milano per usufruire dei servizi è superata. O almeno così dice l’UE…

          4. Anonimo

            Non è vero che in bici ci vanno in pochi. In paesi che stanno investendo da più tempo in mobilità ciclabile (Olanda e Danimarca) si arriva a percentuali superiori al 40-50% di spostamenti totali fatti in bici.

            Un risparmio incredibile per le casse delle amministrazioni cittadine che si ritrovano anche ad avere meno costi sociali per inquinamento, sanità e incidenti stradali.

            È solo questione di come si spendono i soldi, se si spendono in auto e parcheggi si ottengono automobilisti. Se si spendono in metro e bus si ottengono passeggeri del trasporto pubblico. Se si spendono in piste ciclabili e ciclostazioni si ottengono ciclisti.

            Spendere per le auto è controproducente per l’economia perché i costi sociali e ambientali sono troppo alti.

    2. Marco

      Concordo al 100 per cento cin riferimento alla necessità di prolungamento della linea M4 in direzione Sud Ovest.
      Da diversi anni ci battiamo come Comitato Civico M4 ma fino ad ora Milano non ci sente.

  2. Andrea

    Basta spendere ancora soldi per le automobili! Basta!

    Queste sono opere che dovrebbero servire a disincentivarne l’uso non a legittimarlo.

    Si va in bici a prendere la metro non in automobile.

  3. Anonimo

    Una correzione: i treni sono di Hitachi Rail, che ha comprato Ansaldo-Breda nel 2015.
    Sperando che i giapponesi riescano a fare di meglio dell’Ansaldo-Breda dell’ultimo periodo, che davvero lasciava molto a desiderare…

  4. Anonimo

    In realtà quando si fanno le ciclabili poi il numero di ciclisti aumenta, anche sensibilmente:

    https://amp.milanotoday.it/attualita/pista-ciclabile-baires-.html

    In Buenos Aires le bici sono quadruplicate, diventando tante quante moto/scooter, 6.500 al giorno.

    Facciamo due calcoli veloci. L’obbiettivo di una metro è trasportare persone e quello di un’amministrazione è spendere bene i pochi soldi pubblici.

    Costruire 1.000 posti auto in struttura costa almeno 20 milioni di euro, euro più o euro meno, e quanti passeggeri porta al metro ogni giorno? 2.000? 2.500? Con 20 milioni costruisci una rete ciclabile di tutto rispetto e ti avanzano soldi per migliorare anche un paio di linee bus di superficie. Bici + bus insieme possono portare ben più di 2.500 passeggeri al metro, e sarebbe anche ben più democratico perché bici e bus possono essere usati da tutti, non solo da chi ha auto e patente.

    Dove ha più senso investire?

  5. Anonimo

    Spero che siano custoditi bene quei treni e che non vengano graffittati prima di partire per il primo viaggio….

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