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Milano | San Siro – Nuovo Stadio: cancellato totalmente il Meazza

Pare proprio sia così, lo Stadio Meazza a San Siro sarà completamente raso al suolo e al suo posto troveranno spazio una torre di 17 piani (alta 87 metri e doppia), un centro congressi di 4 mila metri quadrati e un centro commerciale di 68 mila metri quadrati disposto su tre livelli affacciato su via Dessiè. Mentre sulla copertura del nuovo complesso saranno realizzati: uno spazio per intrattenimento di 9 mila metri quadri, un Museo dello Sport di 2.700 metri quadrati e un Centro Attività Sportive di 1.300 metri quadrati che ospiterà un percorso di running urbano. Il tutto coronato da un’area a verde di cui una parte (oltre 50 mila metri quadri) saranno di tipo profondo per ospitare alberi ad alto fusto.

Naturalmente a questo punto per il vecchio stadio Meazza non vi è più spazio e scopo, non essendo risultato di interesse storico-artistico da parte della Sovrintendenza.

Per la realizzazione di tutte le opere compreso il nuovo stadio di Populous e il nuovo comparto di intrattenimento e sport, sono previsti circa 80 mesi di lavoro. A questo punto Milan e Inter, i due club sportivi promotori dell’opera, ipotizzano l’inizio dei lavori il primo gennaio del 2024 “così da garantire per le Olimpiadi invernali del 2026, l’apertura al traffico del sottopasso Patroclo, liberando le viabilità locali dal traffico di scorrimento”. Per far questo i club indicano la conclusione del processo di autorizzazione entro il 2023. Mentre la fine dei lavori è prevista per il 31 luglio 2030.

Il 19 settembre ci sarà l’avvio del dibattito pubblico che avrà la durata di due mesi, durante il quale si potranno fare osservazioni sul progetto nuovo e sull’impatto che avrà nel quartiere, che alla fine l’amministrazione potrà valutare per decidere il da farsi.

L’investimento prevede una spesa di 1,2 miliardi di euro. Questo perché oltre alla riduzione delle costruzioni le squadre stimano un incremento dei ricavi pari a 120,4 milioni di euro, di cui 80 dal comparto stadio e 40 dal comparto plurivalente. 

Accanto all’aggiornamento del piano economico finanziario c’è anche l’aggiornamento delle opere del comparto plurivalente che con l’indice volumetrico fissato allo 0,35 (le squadre volevano lo 0,51) scende a 98.321 metri quadrati di superficie lorda (prima erano 145 mila). Una riduzione che i due club hanno accettato a malincuore, rivedendo il precedente Masterplan con la soppressione di alcuni volumi a funzione terziaria.

Naturalmente non possono mancare le proteste dei cittadini che già ieri sera si erano radunati in piazza della scala contestando il progetto e la demolizione del vecchio stadio. Timorosi anche dell’impatto che avrebbe la demolizione della vecchia struttura, oltre al suo grande simbolismo storico.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Populous

Fonte: Corriere della Sera,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


85 thoughts on “Milano | San Siro – Nuovo Stadio: cancellato totalmente il Meazza

  1. Sandro

    Uno stadio senza torri a Milano nella zona San Siro sarebbe una vergogna per una città come Milano che punta a modernizzarsi 🤔 Molto probabilmente progetteranno anche una 3 terza torre uso uffici da 150 metri dopo il 2027 !! Devono soltanto far scorrere un po’ di tempo per far abituare i cittadini che non sono loro a mettere i soldi per queste infrastrutture !! E soprattutto aspettano che Milano cambi gestione , cambi il sindaco Sala che affiliato ai verdi che odiano i grattacieli moderni !! Bisogna costruire in altezza per risparmiare suolo e avere parchi con alberi !! Questa è l’ unica soluzione 🤔

      1. Sandro

        Anonimo che dici quanta superficialità Sandro…..vaffanbrodo e informati 🤔 gli investitori devono sottostare a quello che Vuole il comune di Milano con i propri soldi 🤔 i verdi ignoranti odiano i grattacieli . Punto E basta . Caso chiuso !! informati oppure dammi delle spiegazioni plausibili sulla mia superficialità !! Oppure stai zitto :)))

    1. lorenzo66

      Perfettamente d’accordo!! Oltretutto a mio avviso il vecchio stadio è proprio orribile, senza alcuna valenza architettonica e non è affatto una perdita irreparabile la sua demolizione. Per conservare il simbolismo storico bastano una lapide commemorativa e le vecchie fotografie. I cittadini che vanno a protestare in Piazza Scala, pensino piuttosto a protestare per abolire la sciagurata legge dei sottotetti, quella si che deturpa tutti i meravigliosi palazzi costruiti nei secoli passati…

    2. Anonimo

      Quanta superficialità, davvero.
      I grattacieli possono far risparmiare suolo ma non è certo questo il caso di questa proposta.
      In questa proposta gli alberi veri saranno confinati un un’area di soli 50.000 metri quadrati, nulla rispetto all’intero intervento e nulla rispetto ad ad adesso in cui esistono, oltre all’attuale stadio, centinaia di migliaia di metri quadri di parcheggi di superficie ombreggiati da alberi di alto fusto.

      1. Anonimo

        Milano, città ricca di tante cose è invece particolarmente povera, rispetto alle altre grandi città europee , di spazi permeabili a verde. La zona sportiva di S. Siro è una grande zona permeabile della città che meriterebbe di essere potenziata con la funzione di polmone, “radiatore” termico contro le bolle di calore e volano idraulico contro le grandi piogge improvvise.
        Invece si vuole impermeabilizzare e saturare quest’area di inutili volumetrie commerciali e terziarie. I palazzi per uffici non si vendono e i centri commerciali sono una moda dell’ultima parte del secolo scorso oggi fortunatamente passata. Oltretutto Milano già abbonda sia di uffici che di centri commerciali per cui si dovrebbe tenere anche conto che tutto a questo mondo, ha un’utilità marginale decrescente.

  2. Anonimo

    Meglio così, rispetto a una soluzione metà e metà, con brandelli di San Siro come ruderi archeologici.

    Indice di edificabilità giustamente allineato all’oggi.
    Stiamo a vedere.

    1. Anonimo

      Insomma, io una torre del vecchio San Siro l’avrei lasciata in piedi. Aldilà del valore sentimentale, che lascia il tempo che trova, poteva venirci fuori qualcosa di carino come un bar/ristorante in cima che avrebbe avuto una bella vista sul nuovo stadio e parco.

  3. Anonimo

    Centro commerciale, Centro congressi ,Spazio per intrattenimento
    ma il massimo è “Centro Attività Sportive di 1.300 metri quadrati che ospiterà un percorso di running urbano.”
    No no il massimo del massimo è IL MUSEO DELLO SPORT.

    Ma un ca..o di palasport degno di una città come Milano ?

    Ma li guardano mai, anche in Tv, i tornei di tennis, pallavolo ecc, che si svolgono in palazzetti in altre città europee e non?

    1. Eclipse

      Il nuovo palasport da 16.000 posti verrà realizzato nel quartiere Santa Giulia per le Olimpiadi 2026. Una breve ricerca e troverà diversi articoli in merito su Urbanfile.

      1. Anonimo

        Una breve ricerca e troverà che 16.000 posti per una città come Milano sono ridicoli.

        Solo in Europa:
        Paris La Defense Arena 40.000
        Belgrado Štark Arena 25.000
        Barcellona Palau Sant Jordi 24.000
        Manchester Arena 23.000
        Londra L’O 2 Arena 23.000

      2. Anonimo

        Il palazzetto di Santa Giulia è dimensionato per fare concorrenza al Forum di Assago che è leggermente più piccolo.

        Farlo più grande, lasciava forse troppo spazio al Forum (i grandi eventi sono molti meno) e quindi rischiava di ridurne il ritorno economico (non ci dimentichiamo che è privato)

          1. Anonimo

            Il comune e proprietario di tutte le aree e quindi di tutte le volumetrie. Quindi i soldi in ultima analisi li mette il comune. Li mettiamo tutti noi.

  4. Andrea

    Gli interventi di riqualifica dei privati sono sempre lo stesso schifo. Una valanga di edifici privati usufruibili solo da chi se lo può permettere circondati da aiuole spacciate per parco.

    Nonostante CL e questo futuro progetto, chi vorrà passare del tempo in natura sarà ancora obbligato ad andare al solito Monte Stella (o al parco Alfa Romeo).

      1. Andrea

        Probabilmente il Portello è l’unico intervento privato decente costruito in città.

        Il centro commerciale non è un capannone al chiuso ma un luogo dove si può passeggiare similmente ad una via commerciale, le residenze si trovano in un’area pedonale dove le auto non riescono a parcheggiare in sosta vietata, il parco non è uno stupido praticello con degli alberi, occupa circa la metà dell’intera area, è ben diviso da tutto il resto e collegato con gli altri quartieri tramite due ponti ciclopedonali ben fatti (forse gli unici due ponti di Milano veramente ciclopedonali).

        1. Anonimo

          Chi abita attorno allo stadio ha già nelle vicinanze i parchi di Trenno, Cave e Boscoincittà (in estensione) e Monte Stella che insieme costituiscono un’area verde di oltre 340 ettari. A questi si aggiungeranno altri 11 ettari di questo nuovo progetto. È la zona più verde della città, non capisco le lamentele.

          1. Andrea

            Sì vabbè allora anche il parco sempione è li vicino, dista almeno tanto quanto il parco delle cave e il bosco in città.

            Ma poi sticazzi, c’è l’occasione di realizzare un bel giardino raggiungibile in 5 minuti a piedi dagli abitanti del quartiere. La mia speranza è che quegli 11 ettari non vengano sparpagliati tra palazzi stradoni pedonali sovradimensionati e strutture artificiali annullando così l’effetto di immersione nella natura che dovrebbe dare un giardino o un parco.

          2. Dario

            Esatto! Lamentele inutili anche perché il valore delle loro case aumenterà in maniera esponenziale!
            Ovvio spiace veramente abbattere un ICONA MONDIALE COME SAN SIRO!
            A mio avviso le due società dovevano rustrutturarlo e avere dal comune oneri di urbanizzazione..e il gioco era fatto! Jantenuto San Siro ristrutturato e voila’ STADIO PIÙ BELLO ED ICONICO DEL PIANETA! Difficile eh?…

          3. Anonimo

            Cerco di farle capire: i milanesi dispongono di una decina di metri quadri di verde a testa, i londinesi di 25 metri quadri, i berlinesi 40 gli abitanti di Stoccolma 80.
            Per rientrare nella media europea a Milano servirebbero altri 20 metri quadri a testa. Siamo circa 2 milioni pertanto servirebbero 4000 ettari in più spalmati in tutta la città di cui, diciamo, 1000 nel quadrante nord ovest della città dove si trovano i 340 ettari dei parchi da lei citati. I quali 340 quindi, come vede non sono poi così tanti.

          4. Anonimo

            Basta allargare i confini di Milano per renderli comparabili a quelli di Londra Berlino o Stoccolma.
            Prendi dentro il parco sud e le cose cambiano. Quando le statistiche vanno anche capite e non solo lette.

        2. Guido

          Non esiste oggi un nuovo stadio di calcio al mondo che non sia di esclusiva proprietà o uso. esemplare è la ristrutturazione del Bernabeu (a seguito di un prestigioso concorso internazionale di progettazione) e il progetto innovativo di gestione Senza ricorrere a scorciatoie obsete di investimenti immobiliari extrasportivi.

  5. G.

    Non prendetela come polemica, che per quanto mi riguarda potrebbero radere al suolo tutti gli stadi del mondo e non batterei ciglio:
    ma ha realmente senso abbattere un *vero* monumento allo sport italiano, storico e riconosciuto nel mondo, per far spazio a un museo dello sport con solito mall coi soliti brand, che solo a leggerlo dopo averlo scritto fa venire il latte alle ginocchia per quanto suona plasticoso e corporate?

    1. Anonimo

      Stanno rimettendo mano agli stadi più storici in tutto il mondo, da decenni ormai, per adeguarli sia in termini di sicurezza, sia economici (per renderli più fruibili e remunerativi).

      Nulla è intoccabile: il Bernabeu, il Nou Camp, Wembley etc etc

      Con poche eccezioni in Italia siamo rimasti al palo.
      Ci teniamo i “monumenti” e restiamo il fanalino di coda sia nel calcio, sia nell’organizzazione di grandi eventi oppure cambiamo?

      Questo credo sia il punto.

          1. Anonimo

            Giusto abbatterlo…. al massimo terrei il campo da calcio aperto al pubblico dentro il parco

    2. Isabella Barato

      Di sicuro abbiamo un’amministrazione cittadina di palazzinari pronti a genuflettersi alle società calcistiche che devono fare business a spese degli spazi pubblici e dei beni comuni perché il Meazza è un bene di tutti noi.
      Inoltre appare chiarissimo che a questa amministrazione di palazzinari non importa nulla la difesa dell’ambiente e degli spazi verdi.
      Ricordo a chi inneggia a questa immensa ferita da infliggere a una città già tanto provata da traffico e inquinamento che lo smantellamento del Meazza comporterà centinaia di camion che trasporteranno i detriti, in più polveri sottili a go go.
      Sindaco, giunta e Consiglio comunale che perseguiteremo in tutti i modi come criminali ambientali. Vergogna massima!

      1. Isabella Barato

        Ennesima massima vergogna per la nostra città svenduta ai più loschi interessi privati, complice sindaco e giunta palazzinari e senza alcuna sensibilità ambientale. Propongo che trasferiscano le loro abitazioni in via Tesio a respirarsi le tonnellate di polveri sottili e ad ammirare lo spettacolo giornaliero di camion trasportatori di detriti.

      2. Anonimo

        In tutto il mondo abbattono gli stadi..per fare un esempio a caso…wembley è stato completamente abbattuto..perché da in Italia no?

      3. Anonimo

        Quindi, essendo un bene di tutti voi, immagino che vi metterete insieme e creerete una Coop che si farà carico dei pesantissimi costi di gestione di una struttura che non userà nessuno.

        Giusto???

        Come dicono in Toscana, grezzo ma efficace, “son tutti fr**i con il c*** degli altri”

  6. Adriano

    Un vero peccato aver avuto un progetto presentato dai privati anzichè essere il comune che portava avanti la ristrutturazione e quindi presentava alle squadre come andava rifatto tendondo conto anche della parte economica e di guadagno….aver avuto in questo periodo Pisapia prima e Sala dopo ci ha rovinato.
    Peccato perderemo uno degli stadi più simbolici e unici per un copia incolla già visto che porterà meno persone e farà diventare il calcio e tutti gli eventi grandi che ci saranno a milano un evento per pochi eletti.
    I 15/10 euro per un biglietto allo stadio riducendo il numero di paganti sarà un lontatno ricordo, ma è quello che vogliono un città per ricchi e pochi eletti tutti gli altri fuori a prendere le briciole.

    Io avrei ristrutturato san siro con progetti seri, come ha fatto il real madrid, si poteva e si doveva fare… che peccato aver così poca lungimiranza…è stato ristrutturato tante volte non capisco perchè non si poteva fare ancora, incredibile errore di valutazione.

    Il fatto che Sala non abbia deciso in autonomia e abbia fatto questa pagliacciata delle consultazione pubblica è solo per scaricare la responsabilità sulla cittadinanza e sulle squadre… così non sarà lui da solo ad aver approvato di abbattere uno stadio anzichè ristrutturarlo….

    Sovrintendenza salva un muro inutile intorno a porta genova e non salva uno degli stadi più iconici d’italia che scandalo, sarebbero da lincenziare tutti.

  7. The Ciangio67

    Non so come andrà a finire però un riferimento al vecchio San Siro avrebbero potuto lasciarlo
    Lasciamo stare la Sovraintendenza, che si occupi di cose più importanti,
    ma dal punto di vista sportivo se non tuteli San Siro allora non tuteli nulla in Italia
    La torre poteva essere un’idea, utilizzandola magari per il Museo
    Per il resto teniamo conto che con le Olimpiadi invernali arriveranno nuovi impianti in CIttà, anche se volendola dire tutta un palazzo del nuoto potrebbe essere messo in cantiere

  8. Anonimo

    Maghi neri comandano il vostro pensiero, tramite le emozioni, creando gabbie di pensiero collettive intrappolanti.
    Green green green, bici bici bici, fluido fluido fluido, gender gender gender, digitale digitale digitale, Europa Europa Europa, resilienza resilienza resilienza, taglio col passato totale, fobia sanitaria medica, vita in uno stato costante e perenne d’emergenza e crisi (quasi un ossimoro) concetti come transizione ecologica, greenwashing, catcalling, bodyshaming et similia, etc.. sono davvero pensieri e istanze intimamente Vostre e sentite a priori nel Vostro profondo?
    O vi sono state semplicemente date-imposte già pre-pensate secondo un agenda ed una scansione ben determinata?! Rispondete.
    Detto ciò, wl’inter, w il milan, w san siro.

    1. Marta

      Ma scusami bello mio, tu fai questi discorsi ma mi vuoi fare un esempio di un pensiero e istanza intimamente tua e sentita a priori nel tuo profondo?

      Tu sei, come tutti, nessuno escluso, frutto della società in cui sei nato e degli insegnamenti e della cultura di cui fai parte. Tutto ciò che ti hanno detto, da tua madre alla televisione, ciò che hai letto e che hai visto formano e influenzano il tuo pensiero. Non c’è niente che ti inventi da solo, sei il frutto di condizionamenti.

      Quello che puoi fare è essere consapevole, informarti e farti una tua opinione. Oppure no, ma risparmiati la ramanzina complottista qua, che credere ai maghi neri non capisco a cosa possa essere utile.

      1. Martha my Dear

        Bella mia,
        (so so è disgustevole come inizio, ma hai cominciato tu)

        Era sarcasmo, non complottismo – ma purtroppo non l’ha capito.

        Che io sia figlio di struttura e sovrastruttura che informano il mio pensiero, è una tua idea. Legittima, andava anche molto di moda dirlo 34/50 anni fa anche se adesso ci siamo evoluti.

        Con affetto
        Anonimo delle 12:53

        1. Marta

          In che modo sarcasmo, scusami.

          A me sembrava che tu liquidassi temi dibattito molto attuali definendoli gabbie di pensiero collettive intrappolanti, frutto di una pre-imposizione che segue un agenda determinata. Vuoi dirmi che tutto il tuo commento era sarcastico e stavi in realtà criticando la mentalità di chi grida al brainwashing culturale, ma in realtà intendevi l’esatto opposto?

          Se così fosse ti chiedo di perdonarmi ma, no, non l’avevo capito che fossi sarcastico.

          Cosa andava di moda 50 anni fa io non lo so perchè non ero nata, ma immagino che se ne parlasse, come già ne parlava Kant nel ‘700 e altri ancora prima di lui. Mi fa comunque piacere che tu ti sia evoluto e mi dispiace stare qui ad annoiarti con le mie banalità.

          Buona serata

          1. Anonimo

            Le categorie Kantiane c’entrano poco a mio parere.
            Che “non ti inventi nulla da solo e sei solo frutto di condizionamenti” è il tristerrimo materialismo storico, alla base di tanta sociologia vecchia scuola.

  9. Anonimo

    Vero! E poi la gente cavalca d’istinto e di pancia secondo la logica del mi piace non mi.piace con spinta emotiva queste cose, ma senza essere consapevole.
    Conservare la tradizione!

  10. Maurizio

    Tutti noi ci affezioniamo alle cose vecchie, tipo la prima auto, è normale, ma quanti di noi poi l’hanno tenuta fino ad oggi? Si cambia, in meglio, con qualcosa di più moderno e funzionale, che costa meno e rende di più. Così è per uno stadio, non è il Colosseo o il Duomo, che non possono essere sostituiti o ricostruiti, in meglio. Anche il San Siro di oggi è completamente diverso da quello del 1930, eppure nessuno se ne lamenta…

    1. Anonimo

      Dal tuo ragionamento mi sfugge cosa costerebbe di meno e renderebbe di più,
      in verità a qualcuno renderebbe di più sicuramente, non a te o a me però.

  11. Isabella Barato

    Ennesima massima vergogna per la nostra città svenduta ai più loschi interessi privati, complice sindaco e giunta palazzinari e senza alcuna sensibilità ambientale. Propongo che trasferiscano le loro abitazioni in via Tesio a respirarsi le tonnellate di polveri sottili e ad ammirare lo spettacolo giornaliero di camion trasportatori di detriti.

    1. Albe

      Rispondo qua ma vale per tutti i precedenti commenti insensati e casuali.
      Non capisco cosa vuoi dire: il progetto ha poco verde? Opinabile ma ora è conforme all’indice volumetrico senza deroghe e rispetto alla condizione attuale il verde aumenta, soprattutto quello fruibile.
      Non demoliamo perché facciamo polvere? Aspettiamo l’erosione naturale? Ristrutturiamo San Siro facendo una colletta? Confermo la mia idea della vicenda: il dibattito pubblico è una perdita di tempo che rischia di delegare la scelta a gente che cavalca pulsioni popolari senza né testa né coda

      1. Anonimo

        Va beh ma è palese che sia la classica NIMBY che non vuole i lavori vicino a casa quindi cerca di aggrapparsi a un finto ambientalismo per giustificare il no al nuovo stadio.

  12. Federico

    Liquidato il problema totemico della conservazione del vecchio stadio (della serie: via il dente, via il dolore), il passo successivo è quello di allontanare il nuovo stadio dalle abitazioni che non devono subire un tale aggravio dato dalla vicinanaza dello stadio.
    Va messo in una posizione bairicentrica dell’area, massimizzando la sua distanza da tutti i residenti (anche quelli nuovi del ex Trotter).
    Anche a costo che le due squadre facciano due stagioni in trasferta, la qualità della vita delle persone vale più di qualche problema di bilancio il cui costo rientra nell’investimento da fare. Sempre che non sia possibile usare San Siro magari privato delle tribune che interferiscono.
    Questo, ammesso e non concesso che lo stadio nuovo si debba fare.

  13. Federico

    Liquidato il problema totemico della conservazione del vecchio stadio (della serie: via il dente, via il dolore), il passo successivo è quello di allontanare il nuovo stadio dalle abitazioni che non devono subire un tale
    aggravio dato dalla vicinanza dello stadio nuovo.
    Va messo in una posizione baricentrica dell’area, massimizzando la sua distanza da tutti i residenti (anche quelli nuovi del ex Trotter).
    Anche a costo che le due squadre facciano due stagioni in trasferta, la qualità della vita delle persone vale più di qualche problema di bilancio il cui costo rientra nell’investimento da fare. Sempre che non sia possibile usare San Siro magari privato delle tribune che interferiscono.
    Questo, ammesso e non concesso che lo stadio nuovo si debba fare.

  14. sergio celant

    esteticamente sembra meglio, che senso era mantenere un mozzicone ?

    ma faccio presente che nei dintorni, dopo più di 20 anni, abbiamo ancora piazzale Lotto e la circonvallazione fino a piazzale Brescia non completata con uno sterrato come centro della via .. . . ..

  15. giuseppe

    Io parlo di fatti: Milan e Inter non sono disponibili a ristrutturare il Meazza, il Comune non può sostenere la gestione dello stadio senza i club, la soprintendenza dichiara che non c’è interesse storico artistico o culturale al suo mantenimento quindi i nostalgici del vecchio Meazza possono solo prendere atto del fatto che non si possono più sperperare soldi pubblici per mantenere ricordi di glorie passate (Vigorelli docet) e che se a Londra hanno demolito Wembley la perdita del Meazza si può superare.

    1. Anonimo

      Bravo, mantenere il vecchio stadio vuol dire sperperare soldi pubblici solo per chi non vuole accettare che la realtà è ormai cambiata.
      Le squadre di Milano, città moderna, si vogliono invece adeguare.

    1. Anonimo

      L’opzione Sesto non è mai esistita. Era solo un tentativo per gettare fumo negli occhi e premere per la soluzione milanese.
      Poi il comune, quindi tutti noi, cosa ce ne facevamo di un mostro di cemento da mantenere? Sarebbe marcito all’abbandono. Su dai, non ci vuole molto.

  16. Francesco

    Ma la merda di nulla e cemento che c’è oggi là intorno qualcuno la vede? Fate come Archiloco. Alla malora San Siro. Ne faremo uno migliore. Ci guadagnano tutti. Non i palazzi nati e basta. Sara più bello. Fine. Cosa c’entra Sala? Oggi fa schifo quel posto. Si può solo migliorare. Moriremo tutti. E anche il Meazza. Ormai inadatto. Fine.

  17. Axel

    E alla fine vincono sempre il solito centro commerciale e il grattacielo demolendo Sansiro. Vabbè… Lo si poteva immaginare. Però aspetto che sia tutto realizzato prima di giudicare

  18. Gianfranco

    Tanto il calcio lo guarda solo chi se lo può permettere, e poi sarà mica sport quello che vediamo oggi. Non avete neanche detto niente quando volavano i motorini!!! Giù tutto

  19. Wf

    La domanda da farsi non è cosa andiamo a distruggere…

    Ma cosa sarà il noovo progetto!

    Case e centro commerciale, oppure un ridisegno di un nuovo quartiere organico con pluralità di interessi aperto e fruibile da tutta la città?

    Cosa c’è in questi nuovi rendering? Solo lottizzazione?

    Cosa restituiscono alla città?
    Area sport?
    Parco?
    Palestre allaperto?
    Aree picnic?
    Biblioteche?
    Percorsi mountain bike?


    ???
    Sapete rispondermi?

  20. Guido

    Non esiste oggi al mondo un nuovo stadio di calcio che non sia di esclusiva proprietà o uso. Quando il Real Madrid per la ristrutturazione del Bernabeu (a seguito di un autorevole concorso di progettazione) non ha ottenuto dal comune l’autorizzazione di affiancargli iniziative immobiliari, ha optato per una soluzione innovativa per incrementare i ricavi. Realizzando un cosiddetto “campo retrattile”. In pratica, il terreno di gioco – grazie a un meccanismo automatizzato – potrà essere rimosso per lasciare spazio all’organizzazione di altri eventi, consentirà infatti di ospitare più agilmente fiere e concerti, ma anche altri sport (basket, di tennis e addirittura di football americano).

  21. Anonimo

    Quante storie per una schifosa montagna di cemento. Abbattere subito San Siro, tempo due mesi che sarà inaugurato quello nuovo e nessuno lo rimpiangerà più.

    Come non penso che ci sia qualcuno a rimpiangere la vecchia fiera al posto di City Life o il non luogo di Garibaldi prima di porta Nuova e del suo bel parco.

    Qua si gioca il futuro di una fetta di città che avrà finalmente una degna riqualificazione. E basta chiamarlo “Cattedrale”, è un insulto a tutte le cattedrali vere, Duomo incluso.

  22. Anonimo

    Finalmente lo buttano giù sto stadio orrendo e finalmente costruiranno qualcosa di nuovo e moderno. Con buona pace dei rincitrulliti verdi

  23. GIANNI BUGNO

    Meglio così, con la torre, centro commerciale, centro congressi.. ci sono più ricavi………… ma non si puo almeno conservare il terreno di gioco/panchine del vecchio San Siro integrato in questa cittadella dello sport?? sarebbe un bel dettaglio..

  24. Wf

    Il rendering di questo nuovo stadio mi sembra tanto una nuova piazza Alvaar Alto del Portello…

    Spero veramente per tutti voi che non facciano una enorme spianata desolata e bollente di cemento…

    Mi preoccupa moltissimo quella superficie completamente vuota a lastroni di pietra.

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