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Milano | Sempione – L’Antenna Rai diventa monumento

E’ notizia recente che la Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio ha intenzione di rendere l’antenna RAI di Corso Sempione un “monumento”, perché simbolo di un era oltre che della città stessa. Pertanto sarà vincolata e, da semplice traliccio-antenna quale è, diventerà patrimonio storico-architettonico da tutelare anche perché simbolo della Televisione Italiana e dell’Italia intera.

L’antenna a traliccio di circa 100 metri (90m la quota del ballatoio e 134m la punta dell’antenna per la precisione) venne realizzata per entrare in funzione il 12 aprile 1952 con le prime trasmissioni televisive della RAI. Edificata all’interno del complesso del Centro di produzione Rai di Milano di Corso Sempione 27 (ingresso principale Via Alberto Riva Villasanta 2), è stata per buona parte disattivata a partire dal 2015, quando i segnali principali vennero spostati nella nuova torre issata sul pennone del Dritto di CityLife (240 metri).

Questa tutela si accorpa a quella già in vigore per il palazzo progettato nel 1939 come nuova sede della EIAR (poi RAI), fu il risultato di un concorso vinto dallo Studio Ponti Fornaroli Soncini, in collaborazione con Nino Bertolaia, ingegnere. L’idea dell’Architetto Gio Ponti fu che i tre corpi di cui l’edificio si compone (uffici, trasmissioni, teatro) fossero separati e riconoscibili. Fra uffici e trasmissioni, un intervallo luminoso, il corpo trasparente delle comunicazioni verticali. Nella realtà, e nel tempo, l’edificio è stato molto modificato. Restano dei particolari architettonici (il portico, i portali su strada) che mantengono un discorso sulle proporzioni. Trasformazioni che hanno modificato anche la stessa antenna di trasmissioni, con nuovi impianti e successive aggiunte che hanno portato il traliccio a 134 metri circa.

Il Centro di produzione Rai di Milano è uno dei 4 centri di produzione televisiva e radiofonica della Rai insieme a quelli di Roma, Torino e Napoli. Attualmente è suddiviso in due sedi: quella storica di corso Sempione 27, in una zona elegante e residenziale, e quella di via Mecenate 76 a Taliedo, prossimo all’aeroporto di Linate.

Come abbiamo visto, la Rai ha intenzione di vendere l’immobile storico e spostare il centro di produzione al Portello, nel quartiere fieristico lungo viale Scarampo, anche se al momento non è stato presentato alcun piano. Questo comporterà comunque grandi trasformazioni anche se buona parte dell’edificio e ora dell’antenna, dovranno rimanere. Un vincolo che potrebbe rendere difficile la vendita dell’immobile in futuro.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Google; Andrea Cherchi; Paolo Monti

Sempione, Corso Sempione, RAI, Radio Televisione Italiana, Centro di produzione Rai di Milano, Via Mecenate, Gio Ponti




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


21 thoughts on “Milano | Sempione – L’Antenna Rai diventa monumento

  1. Anonimo

    Sarebbe bella solo se la rendessimo torre panoramica.

    Comunque i vecchi palazzi milanesi li buttiamo giù, tutte le cose brutte esteticamente fanno parte della tutela del paesaggio.

    Una città al rovescio!

  2. Anonimo

    c’è già la torre branca a poca distanza, per le funzioni panoramiche.

    che idea del ca**o: solo la soprintendenza poteva concepirla…

  3. _

    E così dopo
    Il muro di porta genova
    la tettoia di porta garibaldi
    la balena bianca a città studi

    ci cucchiamo anche l’antenna della RAI

    Non nego la fondamentale importanza di questi manufatti, ma la Soprintendenza lo vede lo scempio che stanno facendo dei palazzi storici a Milano?

    1. Simone

      Francamente non capisco i commenti…. Milano mica è Genova dove sono stati tirati giù interi quartieri millenari!
      Ho abitato a due passi dalla “torre” per anni e anni ed oltre ad essere meravigliosa (insieme al palazzo Rai) è monumento, simbolo novecentesco e testimonianza… Come la Branca, la Breda, il Pirelli, il Meazza, la Velasca.
      Simbolo di ciò che è stata Milano nell’ultimo secolo, di quello che ha rappresentato: dice niente “lascia o raddoppia”, “Rischiatutto”, “La freccia nera”, e l’avvio delle trasmissioni della televisione italiana nel 1954!? Ecco, tutto è partito da Corso Sempione, da quell’antenna…

  4. Anonimo

    Per quanto San siro mi faccia schifo, hai pienamente ragione è un simbolo di Milano.

    Milano ha un senso assurdo nel custodire il brutto !
    Vorrei sapere solo cosa penserebbero i nostri antenati delle zone centrale ricostruite dal fascismo.

    Piazza Meda, San babila, Turati, repubblica, via larga.
    Pensando Milano prima della guerra me la immagino tipo Brera, Vincenzo Monti, corso Magenta!

    Assurdo che allora si sia dato il consenso a costruire con la “fame” del nuovo, moderno e squadrato.
    E ancora più assurdo e che dopo tanti anni costruiamo in stile.

    Non ci sono riusciti e non riescono adesso a rendere Milano bella dal punto di vista architettonico e in fine la paghiamo noi vivendo una città tremenda mente brutta.

    1. Simone

      Francamente non capisco i commenti…. Milano mica è Genova dove sono stati tirati giù interi quartieri millenari!
      Ho abitato a due passi dalla “torre” per anni e anni ed oltre ad essere meravigliosa (insieme al palazzo Rai) è monumento, simbolo novecentesco e testimonianza… Come la Branca, la Breda, il Pirelli, il Meazza, la Velasca.
      Simbolo di ciò che è stata Milano nell’ultimo secolo, di quello che ha rappresentato: dice niente “lascia o raddoppia”, “Rischiatutto”, “La freccia nera”, e l’avvio delle trasmissioni della televisione italiana nel 1954!? Ecco, tutto è partito da Corso Sempione, da quell’antenna…

  5. Anonimo

    È vero l’antenna è il simbolo del no sense!

    Poi con quei palazzi a metà Sempione è la ciliegina sulla torta.

    Bagdad vs Milan

  6. carlo silvani

    LA TORRE RAI DI CORSO SEMPIONE DIFFONDE TUTTORA IL SEGNALE DI TUTTI I CANALI TELEVISIVI E RADIOFONICI.
    TORRE ISOZAKI E’ UN’AGGIUNTA CHE TRASMETTE CON POLARIZZAZIONE VERTICALE A DIFFERENZA DI CORSO SEMPIONE CHE USA LA BEN PIU’ COMUNE POLARIZZAZIONE ORIZZONTALE.
    INOLTRE REALIZZA MOLTI PONTI RADIO ANCHE INTERNAZIONALI
    NONCHE’ OTTIMIZZA IL SEGNALE DI TUTTI I CANALI RAI E NON SOLO.
    I TRASMETTITORI SONO CONSIDERATI LUOGHI SENSIBILI E I DATI TECNICI PARTICOLAREGGIATI NON VENGONO DIFFUSI.

  7. Albe

    Ma che cavolata… che razza di architettura conserviamo? Una struttura a traliccio senza peculiarità che spenderemo per mantenere inattiva probabilmente a imperitura memoria del nulla.
    Basterebbero 2 foto a ricordarne la funzione…un nel museo RAI con una saletta e stop, poi via quell’antenna.
    Tuteliamo un’antenna…ma dai

  8. Ciccio

    E pensare che ho sempre pensato che fosse completamente fuori luogo… detto questo sinceramente a Milano la maggior parte di ciò che è stato costruito dal 1960 al 1990 o 2000 o forse anche dopo è abbastanza bruttino tra edilizia popolare e palazzi residenziali in klinken o condomini. Ma era proprio una “corrente” di edilizia mi sembra di capire. Apprezzo (opinione personale) più i grattacieli che stanno costruendo ora/negli ultimi 10 anni

  9. Adriano

    Quindi tuteliamo un muro di merda in Porta Genova e un brutto traliccio e buttiamo giù san siro uno degli stadi più iconici del mondo….va be siamo dei geni…

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