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Milano | Porta Genova – La costante sciatteria di Corso Genova

Come abbiamo sottolineato spesso, purtroppo, il rinnovo e la riqualificazione di alcune vie di Milano dipende spesso da come vengono ridistribuiti gli oneri di urbanizzazione di importanti cantieri. Se nella zona non ci sono cantieri rilevanti, i soldi non arrivano facilmente e nessuno apparentemente, si interessa o vuole dare un certo decoro anche a vie e strade principali, come è il caso di Corso Genova.

Corso Genova nell’omonimo distretto di Porta Genova, è una delle vie che dal centro portano alla “campagna” (a Milano si chiamano infatti “Corso” tutte le vie che seguono questo schema urbano), creata in questo caso verso il finire dell’Ottocento, quando venne aperta nel 1870 la stazione ferroviaria di Porta Ticinese dal 1923 nominata Porta Genova, la più antica stazione ferroviaria di Milano ancora in uso nelle sue forme originali. Quando la nuova strada venne aperta, fu necessario aprire anche un varco nelle mura spagnole e creare proprio una nuova porta con tanto di dazi.

Il corso non è mai stato “nobile” in quanto i due quartieri che si sono sviluppati ai lati erano in prevalenza popolari. Da un lato vi era il macello (piazza Sant’Agostino) e dall’altro vi era la conca del Naviglio, la chiusa e la Darsena, con i magazzini che usufruivano della presenza del facile trasporto fluviale.

Da sempre la via è stata luogo di commerci, con botteghe di ogni genere, negozi che hanno animato la zona, che collegandosi con via Cesare Correnti e via Torino, diventava un’animata passeggiata dal Duomo alla stazione ferroviaria.

Oggi il Corso avrebbe bisogno di una riqualificazione o come si usa dire oggi, un restyling. Marciapiedi in asfalto, due-ruote parcheggiate ovunque, pali e cartelli costellano il percorso dei pedoni.

Non sarebbe bene che il Comune pensi ad una sua sistemazione, magari con alberature, se possibile e marciapiedi più ampi, in vista anche della prossima apertura della stazione M4 De Amicis?

Qui di seguito il nostro percorso da piazza Cantore verso il centro.

Nel 1898 all’angolo tra Corso di Porta Genova e Piazza Cantore, venne costruito, su progetto dell’architetto Sebastiano Locati, un grande edificio multifunzione di sei piani conosciuto come Casa Reininghaus (dal nome del proprietario, un produttore di birra austriaco), comprendente il Teatro Birraria Stabilini, café-chantant strutturato su tre piani di proprietà di Emilio Suvini e Luigi Zerboni. L’imponente edificio ospitava anche negozi, un ristorante e una sala da biliardo al piano ammezzato, nonché abitazioni ai piani superiori. Purtroppo l’elegante palazzo venne rovinato negli anni Trenta/Quaranta (così perlomeno ci pare) da un sopralzo di due piani alquanto discutibile e sgraziato.

Altri edifici di fine Ottocento si trovano ancora nella lunga via, anche se nel corso del tempo molti han ceduto il posto a condomini moderni costruiti soprattutto nel dopoguerra compresa l’elegante (e bisognosa di restauri) torre di via Ariberto, costruita tra il 1950-52 su progetto dell’architetto Mario Bacciocchi per INAIL.

Per il resto, vi mostriamo una carrellata della via con alcune criticità ben evidenti, come elencavamo prima: asfalto deforme dei marciapiedi, cartelli, pali ovunque e soprattutto bici e moto parcheggiate in maniera selvaggia sui marciapiedi che spesso rendono difficoltoso persino camminare normalmente lungo il corso. Le biciclette ormai passano spesso sul marciapiede per evitare soprattutto il fastidioso pavé.

Naturalmente bici e moto parcheggiate ovunque…

Ci sono anche i residui di quello che fu un periodo, per fortuna durato pochi anni, dove le auto potevano venir parcheggiate a cavallo del marciapiede, e dove, per agevolare il parcheggio, venne colmato lo scalino del cordolo con una “montagnetta” di catrame, rimasto in molti punti come in questa foto quei di seguito.

Nel frattempo, recentemente, è stata istallata una colonnina per la ricarica elettrica.

Per fortuna non mancano storici negozi che danno un tocco in più alla via.

Concludiamo con la visione del corso da Piazza della Resistenza Partigiana, dove si trova ancora il cantiere per la stazione M4 di De Amicis.

Forse basterebbe un po’ d’ordine, con un arredo urbano decente (ora inesistente), magari marciapiedi più regolari ed eliminare il parcheggio su entrambi i lati, sostituendo lo spazio con due piste ciclabili. In questo modo tornerebbero finalmente ad esserci sui marciapiedi solo i pedoni.

Se poi, il Comune decidesse di alberare Corso Genova, non ci offenderemo.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Porta Genova, Corso Genova, Piazza Cantore, Piazza della Resistenza Partigiana, Degrado, Sciatteria




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


13 thoughts on “Milano | Porta Genova – La costante sciatteria di Corso Genova

  1. _

    Finiranno per farci due grosse piste ciclabili ai lati, ma è coi marciapiedi più larghi e con gli alberi che diventerebbe bellissima.

  2. bis bald

    Si vede che le rastrelliere al comune non piacciono proprio.

    Ad esempio mercato comunale nuovo all’isola ( piazzale Lagosta )
    totale: 0 rastrelliere.

    Qui in questa zona ne servirebbero un sacco, ma nulla anche qui.

  3. Anonimo

    Ma la domanda è: davvero non si riesce a fare niente di niente per le povere strade di questa città? Milano è in uno stato pietoso ma nessuno sembra voler fare qualcosa o volersene occupare.

    1. Anonimo

      non ci sono soldi, tutte le città italiane sono allo sbando perché per anni lo stato ha tolto sempre di più i finanziamenti, quindi i comuni li spendono per manutenzione (spesso nemmeno per quello) e per i servizi minimi. Anzi, Milano si salva (non ovunque purtroppo) perché ci sono tanti progetti privati che con gli oneri di urbanizzazione sistemano tanti spazi pubblici.

      1. Anonimo

        Milano negli ultimi anni ha beneficiato anche dalla vendita di una bella parte del suo patrimonio immobiliare.

        Una congiunzione astrale tra oneri di urbanizzazione, vendita patrimonio immobiliare e (prossimamente) PNRR non capiterà mai più nella storia. Speriamo di averla sfruttata al meglio.

      2. Anonimo

        Si immaginavo che la risposta fosse questa, purtroppo Milano ha anche molte più problemi rispetto ad altre città tra le quali per esempio il costo della vita. A queste condizioni (costo/vivibilità) è davvero un posto improponibile.

        1. Cadian4

          Purtroppo il problema delle bici parcheggiate senza un minimo di civiltà è abbastanza diffuso.. Questa estate ho visto una scena abbastanza triste in Vittor Pisani dove un signore non vedente è rimasto bloccato fra le bici del bike sharing parcheggiate in gran numero fra le colonne verso Centrale e che ostruivano completamente il passaggio.. per fortuna un altro signore l’ha aiutato altrimenti non so come avrebbe fatto.. Stesso discorso per bici private agganciate agli archetti ed ai pali lungo i marciapiedi spesso senza lasciare un passaggio decente per i pedoni.. e questo anche in presenza di rastrelliere a poca distanza..

  4. J.

    Dire che a Milano non ci sono i soldi mi sembra assurdo. Stanno rifacendo tutte le vie della città (asfalto dove circolano le macchine) ma non i marciapiedi. Abbiamo delle strade bellissime per sfrecciare come dei pazzi per la città, ma non dobbiamo azzardarci fuori con il passeggino, dobbiamo stare attenti a non rompersi le caviglie nelle buche, e lo slalom tra macchine e motorini sui marciapiedi è la vera disciplina olimpica di Milano…
    Persone a mobilità ridotta: state a casa !
    La giunta di Milano ha deciso: prima le macchine, poi vediamo se rimane un po’ di pittura per fare delle piazze e fare “bella” figura.

  5. GG

    Bis bald ha ragione, inutile lamentarsi delle bici “parcheggiate ovunque”, sono parcheggiate dove c’è un punto a cui fissarle, se non ci sono rastrelliere si usano pali ecc, se questi vengono messi sul marciapiede a caso e non a bordo strada non è colpa dei ciclisti.
    I motorini sul marciapiede invece sono una piaga, occupano un po’ più spazio di una bici, ma sono molto più pesanti e pericolosi e ne vedo troppi che prendono i marciapiedi contromano rispetto al senso unico della carreggiata per tagliare o semplicemente per arrivare al loro “posto speciale” dove parcheggiare, una bici ha un velocità e una manovrabilità che non è neanche lontanamente paragonabile a uno scooter…i motorini dovrebbero essere parcheggiati nei posteggi dentro le righe!

  6. Claudio

    Interi marciapiedi occupati dalle moto che oltretutto con i cavalletti lasciano evidenti buchi sull’asfalto. È vergognoso. ..!

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