"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Genova – Il grattacielo di via Ariberto che andrebbe restaurato

Nel distretto di Porta Genova svetta un piccolo grattacielo di 60 metri, fa parte del complesso costruito nel 1950-52 da Mario Bacciocchi per INAIL denominato Grattacielo di via Ariberto-Corso Genova, il cui indirizzo è in via Ariberto 1 e corso Genova 20.

Mario Bacciocchi nacque a Fiorenzuola d’Arda (provincia di Piacenza in Emilia-Romagna) il 17 settembre 1902.

Bacciocchi fu uno dei migliori allievi di un’eccezionale stagione dell’architettura lombarda del Novecento che vide in Piero Portaluppi l’autore più interessante e dotato. L’amicizia tra Mario e il suo maestro Piero è segnata dalle numerose cartoline presenti nell’archivio di Portaluppi e da piccole tracce rivelate da biografie ormai sempre più attente alla sua figura. In quella stagione particolare di rinnovamento che furono le procedure concorsuali degli edifici pubblici del regime di Mussolini, Bacciocchi segnò punti interessanti accanto ai più famosi Terragni, Ponti e Del Debbio, partecipando ai grandi concorsi come a quello del palazzo Littorio a Roma, con attenzione e lode di Giuseppe Pagano su Architettura. Poi fu da subito un grande realizzatore di opere ”novecentiste”, urbane, solide e innovative, come la prima torre di 17 piani a Milano (Torre Locatelli, 1936-1939), in piazza della Repubblica.

Fu anche definito “l’architetto dei grattacieli”: infatti, dopo la Seconda Guerra Mondiale realizzò sempre a Milano un secondo grattacielo, alto 60 metri in via Ariberto nº 1, a lato di corso Genova, sempre di 17 piani. Ma progettò altre torri, Nel dopoguerra la sua fama varcò i confini nazionali, in India predispose il Piano regolatore della città di Gandidham, importante esempio di pianificazione urbana studiata per una popolazione di un milione e mezzo di abitanti, e successivamente negli Stati Uniti, realizzò la Cittadella Sacra a Boston, un’opera promossa dalla Fondazione Don Orione, finanziata dagli italo-americani e dal Governo americano[1]. Negli anni 1952-1958 collaborò con Enrico Mattei, presidente dell’ENI, realizzando numerosi progetti per conto di quest’azienda, fra cui le stazioni di servizio realizzate in serie per l’Agip, fra le quali il capolavoro di Piazzale Accursio, oggi Garage Italia, e alcuni edifici della company town di Metanopoli. Si spense a Milano il 24 maggio 1974.

L’elegante torre di via Ariberto angolo corso Genova, è una composizione articolata formata da parallelepipedi ad incastro. Ha un corpo di sei piani su Corso Genova, che si collega alla cortina degli altri palazzi del corso. Mentre, posto ad angolo, si trova il corpo più basso, solo due livelli (quello commerciale e quello del primo piano), rivestito in marmo scuro, che si allunga sul lato di via Ariberto formando anche l’atrio d’accesso alla torre. Il blocco scuro è scandito anche dalle finestre del primo piano molto alte e strette. Sul lato di via Daniele Crespi, il palazzo ripropone un edificio più alto di 5 piani.

Il parallelepipedo del grattacielo presenta una bella facciata su via Ariberto con una griglia formata dalle finestre tutto piano. Ai lati corti invece si trovano i balconi a loggia, così come sul retro. Balconi a loggia anche nel palazzo di Corso Genova 5.

Molto bella la soluzione per l’ingresso, realizzato con un patio a doppia altezza con piccolo giardinetto. L’ingresso è scandito da tre alte aperture dove tre cornici in candido marmo bianco, collocate al centro di ogni apertura, formano una sorta di portale libero e indipendente dalla struttura del palazzo, come porte all’interno di porte.

Purtroppo, come si vede dalle foto, il palazzo avrebbe un urgente bisogno di essere riqualificato e restaurato. Soprattutto i dilavamenti sono ben evidenti un po’ ovunque e sopratutto nella parte alta della torre, ma anche i corpi bassi hanno problemi id scostamento degli intonaci e strati di smog accumulato nei suoi settant’anni di vita. Certo non è un capolavoro dell’architettura, ma secondo noi, è abbastanza dignitoso e ben proporzionato, simbolo di una Milano che rinasceva dalle sue enormi ferite della II Guerra Mondiale.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | Porta Genova – Il grattacielo di via Ariberto che andrebbe restaurato

  1. Anonimo

    Bellissimo esempio del razionalismo milanese. Da preservare e restaurare bene. Il patrimonio architettonico di Milano va salvaguardato, è una ricchezza discreta e nascosta!

  2. Federico Donda

    Abito ad un passo da lì, l’ho sempre trovato bellissimo e mi sarebbe piaciuto abitarci… mai visto un cartello vendesi…. probabilmente non è più dell’Inail, sarà stato diviso in tanti proprietari che non si mettono d’accordo per il restauro….. annoso problema tutto italiano….

  3. Wf

    Tutti questi bellissimi pezzi darchitettura sono purtroppo rovinati da un pessimo panorama a livello stradale con marciapiedi in catrame nerastro e ancora troppo stretti.

    Il plateau che ospita queste architetture rovina la bellezza stessa di queste architetture.

    Sopra new york.
    Sotto bangalore….

    Lo sciatto e disordinato deellarredo e della viabilita milanese influisce parecchio sullarchitettura della città intera…. purtroppo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.