"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Mobilità – Inaugurata la M4, la nuova “linea blu”

Finalmente ce l’abbiamo fatta, Milano ha veramente 5 linee del metrò! Ieri, 26 novembre 2022 si è tenuta la cerimonia di inaugurazione, con tanto di autorità locali e nazionali, della nuova linea della metropolitana M4, la linea blu.

Con la M4 avremo in tutto 118 chilometri di metropolitane e 136 fermate“, ha detto il sindaco Beppe Sala inaugurando la M4 per i cui lavori ha ringraziato non solo le maestranze — è stato ricordato anche Raffaele Ielpo, l’operaio rimasto ucciso mentre stava lavorando alla realizzazione dell’opera — ma anche “tutti i cittadini per la pazienza che hanno avuto perché sono stati anni e anni di lavori e capisco i disagi. Ma quello che vediamo oggi è all’altezza di Milano”. 

Presente anche il ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini, cui Sala si è rivolto con “una piccola richiesta”: rivedere i parametri che assegnano i fondi alle città in base ai chilometri coperti. Per Sala, infatti, “il trasporto pubblico non può essere finanziato da 2 euro di biglietto perché è difficile far quadrare i conti. I fondi dallo Stato vengono attribuiti ai Comuni in base ai chilometri coperti, più ne fai e più hai rimborsi”. Ma il punto è che la “parametrizzazione dei chilometri è ferma al 2010, quindi chi è andato avanti come Milano è penalizzato. Siamo tanto capaci in questo territorio e oggi un’altra volta abbiamo dimostrato che siamo capaci di lavorare insieme per il bene dei cittadini”. Una richiesta cui il ministro ha replicato spiegando che “bisogna aiutare e valorizzare, sostenere e chi ha costi più alti deve avere contributo più alti”. 

Di M4 se ne discute dalla fine degli anni Novanta, poi ripresa nel 2005, subito dopo l’approvazione per la costruzione ( finanziata con capitali privati ) della M5, ma per varii motivi, soprattutto finanziari e politici, la M4 è rimasta a lungo nel cassetto.

Infatti, benché l’istruttoria del progetto della linea 4 fosse stata completata già nel 2005, il riacquisto da parte della Giunta Moratti delle obbligazioni e del controllo di A2A ha impedito il finanziamento del progetto, che è stato rimandato a più riprese. Finalmente, nell’agosto 2008 iniziarono gli scavi per le indagini archeologiche preliminari alla stesura del progetto esecutivo, su alcune vie della cerchia dei navigli, in piazza San Babila e largo Augusto.

Si dovrà attendere il 19 novembre 2010 quando la giunta comunale approvò lo stanziamento di 400 milioni di euro da parte del comune, su un importo complessivo di 1699 milioni. La quota restante fu a carico dello Stato per 786 milioni e di privati per 513 milioni. L’appalto venne assegnato all’inizio del 2011, con il metodo della finanza di progetto, alla cordata di imprese guidata da Impregilo, con a capo l’imprenditore Salvatore Ligresti.

Nei piani iniziali si prevedeva la consegna di tutta la linea da San Cristoforo FS a Linate Aeroporto in tempo per il 2015, anno dell’Expo, salvo ritardi causati in parte dal ricorso della cordata guidata dall’Impresa Pizzarotti & C. In seguito, anche l’idea di arrivare a costruire la tratta San Babila – Linate Aeroporto entro il 2015 fu abbandonata.

Il verbale firmato 6 marzo 2012 sanciva l’obiettivo definitivo: una prima tratta di tre stazioni da aprire entro l’Expo 2015. Si trattava delle tre fermate di Linate Aeroporto, Repetti (inizialmente denominata Quartiere Forlanini) e Forlanini FS. Presso quest’ultima sarebbe stata realizzata una nuova fermata di interconnessione col passante ferroviario di Milano e la linea di cintura est, da cui fare passare le linee ferroviarie S5, S6, S9.

Naturalmente non poteva filare liscio e le previste prime tre fermate da realizzare quanto prima, vennero posticipate a causa di un braccio di ferro tra le imprese di costruzione, che chiedevano 70 milioni di euro per la tratta, e il Comune, il quale si dichiarava disposto a spenderne non più di 50.

Il 23 aprile 2012 la giunta comunale approvò uno stanziamento di ulteriori 50 milioni di euro per la realizzazione del primo tratto da Linate Aeroporto a Forlanini FS entro il 30 aprile 2015, in tempo per l’Expo 2015. Nel tentativo di mantenere l’obiettivo, si prevedeva la possibilità che fosse “sacrificata” la fermata Quartiere Forlanini (rimandata a dopo l’Expo 2015) in favore del completamento di Stazione Forlanini e Linate Aeroporto.

Ulteriori slittamenti vennero decisi anche dalla nuova Giunta Pisapia, che aveva inizialmente promesso l’inaugurazione della linea entro il 2017. Tuttavia nel bilancio previsionale diffuso a giugno 2012, l’apertura venne fatta slittare al primo quadrimestre 2018.

Così arriviamo al 28 dicembre 2014, quando la giunta di Milano definitivamente escluse ogni ipotesi di apertura per il 2015 delle prime fermate della M4, istituendo per l’Expo un servizio navetta basato su autobus, deliberando inoltre una variante nelle tempistiche del progetto e ripianificando l’apertura dell’intera linea nel 2022.

Il 2 giugno 2018 la giunta nuovamente posticipò le date di apertura, collocandole tra il 2021 per la “tratta Expo” e il 2023 per l’apertura dell’intera linea.

Finalmente a tunnel completati, il 20 luglio 2019 venne calato in galleria il primo convoglio della M4 alla stazione di Linate Aeroporto con la presenza del sindaco Giuseppe Sala e sono state fatte delle corse di prova tra Linate e Forlanini FS.

Nel marzo 2021 le date dell’inaugurazione della tratta ovest furono ulteriormente posticipate, in un periodo dal 2023 al 2024, per ritardi dovuti alla pandemia di COVID-19 e a ritrovamenti archeologici nella tratta centrale. A realizzare la M4 è stata Webuild.

Così arriviamo a ieri, quando le porte della nuova metropolitana finalmente sono state aperte. 5,4 chilometri per un totale di sei fermate in soli sei minuti, dall’aeroporto di Linate alla stazione Dateo, passando per quelle di Repetti, Forlanini FS, Argonne e Susa, solo le prime delle 21 totali di tutta la linea.

Seguirà l’apertura di altre due fermate, Tricolore e San Babila per la fine della prossima estate (2023), per poi aprire l’intera linea sino a San Cristoforo per la fine del 2024.

A regime, “la Blu” avrà operative 21 stazioni con sei interscambi — a San Cristoforo con le linee regionali FS; a Sant’Ambrogio con M2: a Sforza Policlinico con M3 tramite collegamento (abbastanza ridicolo, diremo noi) con Missori; a San Babila con M1 e a Dateo e a Forlanini con il passante ferroviario. Avrà una previsione di passeggeri di 86 milioni l’anno per un totale di 47 treni a servizio (uno ogni 90 secondi nelle ore di punta). Fino a stasera, domenica 27 novembre, sarà possibile viaggiare sui nuovi treni gratuitamente. Per ora i vagoni messi a disposizione in questa prima fase, saranno solo cinque, di 50 metri di lunghezza l’uno e con una capienza di 600 persone per una velocità massima di 80 chilometri orari. 

Le nostre prime impressioni hanno confermato soprattutto una resa estetica molto migliore di quella della Linea Lilla, la M5, oltre alla presenza, dove possibile, di luce naturale nelle stazioni. Una pecca, forse, la frettolosa consegna (anche se era da mesi che si sapeva dell’apertura) delle stazioni, le quali le abbiamo trovate in alcuni punti un po’ sporche da cantiere (polvere da intonaco, filapperi elettrici lasciati dopo gli interventi e piccole cose del genere).

La più bella, dobbiamo dire, è la stazione di Dateo, dato il collegamento con il pausante ferroviario, risulta molto profonda, con uno spazio scale (mobili e normali) ampio e profondo, dove il gioco di rampe, di superfici metalliche e in grès, delle luci e sopratutto dell’ampio lucernario (non in linea con le pareti del cavedio, perché la stazione non è allineata con corso Plebisciti ma leggermente in diagonale), la fanno apparire molto accattivante. Purtroppo non come le stazioni di Napoli, ricche d’arte e orami un’attrazione turistica, ma sicuramente ci è sembrata molto bella.

Le stazioni di Susa e Argonne sono più banali ed essenziali.

La stazione di Forlanini FS è anch’essa molto bella, sopratutto nella parte esterna, con il grandioso pergolato, sicuramente molto scenografico.

Repetti è anch’essa abbastanza essenziale nella forma.

Altra stazione molto bella è anche il biglietto da visita per chi arriva a Milano dall’aeroporto Forlanini è la stazione di Linate, dove è presente un ampio lucernario coperto da una struttura a pagoda molto carina in superficie.

Qui vi è anche il “padiglione” del “kiss and ride” (bacia e vai) che corrisponderebbe ad una sosta veloce dove ci si ferma, si scaricano le valigie e ci si saluta. Sempre con questi anglicismi gratuiti, quando potrebbe esser tradotto con: permanenza limitata, fermata breve o più semplicemente area saluti. Comunque quest’area, posta lungo Viale Enrico Forlanini, sulla destra andando verso Segrate, è collegata alla stazione M4 tramite un lungo tapis roulant.

Grazie alla “pagoda” lucernario, la stazione è molto luminosa e ariosa di giorno, ma anche alla sera.

Poi, tra la stazione e l’aeroporto vero e proprio c’è un’ampia stanza circolare illuminata da dei fori che consentono alla luce esterna di filtrare nella stazione. Molto scenografico anche quest’ambiente. Un altro corridoio con tapis roulant porta alle scale che si uniscono alla parte arrivi e partenze dell’aerostazione.

Piccolo appunto, secondo noi l’aver scelto pareti trasparenti per il corpo ascensori non ci è parso molto azzeccato. Ora è pulito, ma per nostra esperienza potrebbe rivelarsi un brutto “vedere” (a Torino, ad esempio, nella metropolitana c’è un vano ascensori nella stazione Porta Nuova, ricoperto letteralmente di polvere e ragnatele, rischio che potrebbe correre anche in questo caso se non ben mantenuto).

Il video sulla nuova Metro 4

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Marco Montella; ATM

Fonti: Skyscrrapercity; Wikipedia; Corriere della Sera; La Repubblica

ATM, Trasporti, Mobilità, Metropolitana,M4, Metrò, Linate, Repetti, Forlanini FS, Argonne, Susa, Dateo, Underground, Subway, Webuild




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


61 thoughts on “Milano | Mobilità – Inaugurata la M4, la nuova “linea blu”

    1. Anonimo

      Magari perché ogni km in più di metro costa decine di milioni di euro?? E quindi si è partiti solo da dove c’era la domanda di traffico maggiore??

      Giusto così per dire

      1. Anonimo

        E quindi si è partiti solo da dove c’era la domanda di traffico maggiore??
        Giusto così per dire
        infatti il collegamento tramite ponte ciclopedonale (da fare) unisce il quartiere San Cristoforo che ha meno di 14000 abitanti
        il deposito che è già a buccinasco e le tre/quattro fermate già in progetto
        unirebbero buccinasco corsico e trezzano che ne fanno 85000
        Giusto così per dire

    2. Anonimo

      Perché la tratta finanziata non lo prevedeva, semplice. Il progetto approvato e finanziato era quello per la tratta Linate San Cristoforo, andare a modificare il tutto (e quindi richiedere una nuova trafila burocratica) per includere da subito anche Corsico avrebbe dilatato ulteriormente i tempi, in quanto per l’appunto si sarebbe trattato di presentare un progetto nuovo, e non quello in discussione da anni (e oggetto di mille passaggi burocratici).

      Si poteva avviare una procedura parallela per il prolungamento a Corsico? Forse si, forse no. Sarebbe stato meglio per la popolosa area di Corsico e Buccinasco (checché ne dicano i mille commenti sotto)? Sicuramente si.
      Resta il fatto che comunque è previsto il prolungamento di M4 in quella direzione, e che adesso tocca alle amministrazioni di Corsico e Buccinasco pressare in quella direzione.

  1. Alberto

    La stazione di Dateo é bellissima ma purtroppo lo sarà per poco, già mi vedo quelle enormi paretiricoperte di pubblicità di ogni tipo e colore, magari su schermi luminosi accecanti stile Garibaldi.
    La cosa che più mi ha impressionato della nuova linea é l’ordine e l’eleganza che si percepisce ed é dovuta prevalentemente all’assenza di pubblicità e cartelli di ogni tipo, inclusi quelli a terra coi percorsi messi durante il COVID

  2. Gianluca Brescia

    Nell’articolo i paragrafi dedicati alla storia della M4 nel corso degli anni non sono stati molto rielaborati.

    Dateo mi piace molto, non credevo fosse così grande.
    Finemente i treno sono spaziosi rispetto a quelli della M5.

      1. Anonimo

        Penso intendesse che i sedili sono messi per il lungo e non affiancati come sulla M5, lasciando più spazio ai passeggeri in piedi.

      2. Anonimo

        i treni hanno lo stesso numero di vagoni di quelli della M5. L’unica differenza è la disposizione dei sedili, molto più sensata e funzionale sui nuovi treni di M4

    1. Anonimo

      Ci fosse un secondo gestore (come accade per Trenitalia e Italo), passerebbe nella stessa identica devastata stazione Dateo.

      (che poi lasciando stare il modo con cui RFI tiene le stazioni), avere un secondo gestore tipo TILO in concorrenza con Trenord non sarebbe nemmeno male.

        1. Vigo Stefano

          Sabato sono sceso dalla M1 a Porta Venezia, e l’ingresso nel passante, è stato abbastanza imbarazzante: corridoi, e stazioni con anacronistici neon (Atm ed MM hanno installato da anni i Led, che vanno benissimo); stazioni sporchine e da tinteggiare; troppe scale mobili e ascensori in manutenzione; tabelloni con gli orari cartacei dei treni luridi e poco leggibili; ecc. In sostanza il gestore politico del baraccone Trenord, è da licenziare in tronco, vista la figuraccia che esce dal confronto con Atm-MM. Salito sulla nuovissima M4, poi ridendo mi sono detto visto l’infimo livello politico della Regione Lombardia, forse è già tanto che le stazioni del passante non sono illuminate con le torce, come nel medioevo! C’ è speranza che questi “trogloditi” si evolvano nel XXI Secolo, effettuando una sacrosanta manutenzione delle stazioni del passante ferroviario (anche x un doveroso “risparmio energetico”) modernizzandolo come ha fatto Atm-MM sulle sue infrastrutture? Ai posteri l’ardua sentenza!

          1. Luca

            Sul Passante, parlando della Regione Lombardia siete fuoristrada.

            Come binari e stazioni, il Passante è gestito da RFI S.p.A. (100% FS Italiane).

            Come treni, Trenord S.r.l. è una società partecipata al 50% da Trenitalia (a sua volta 100% FS Italiane) e 50% da Gruppo FNM (a sua volta 58% Regione Lombardia, 15% FS Italiane, + altre partecipazioni). Quindi la Regione qui è minoritaria.

            Se proprio ci tenete a buttarla in politica, allora prendetevela col ministero delle infrastrutture della Repubblica Italiana. Così non si fa confusione. Tanto voi siete contenti lo stesso, però almeno dimostrate competenza su ciò di cui si sta parlando.

          2. Anonimo

            Tecnicamente è vero.
            E’ anche vero che mentre le linee e le stazioni di RFI ce le dobbiamo tenere….Trenord opera con un Contratto di Servizio che andrebbe rinnovato con una Gara Europea, ma così non è stato un paio di anni fa. Mentre la concorrenza fa sempre bene.

            PS. Prima che arrivi il solito giannizzero polemico, la Gara Europea l’ha evitata fino ad ora anche ATM (che peraltro è pure sia gestore rete come RFI che operatore come Trenord), grazie ai imedesimi magheggi italici. Quindi c’è par condicio.

          3. Anonimo

            A Milano MM ha la rete e ATM la gestione. In Lombardia RFI la rete e Trenord la gestione.

            Il fatto che ATM e MM siano al 100% Milanesi mentre RFI sia Romana e Trenord una joint venture con Trenitalia venuta male, credo la dica lunga su dove sia la radice dei problemi.

      1. Anonimo

        Purtroppo TILO è una joint venture fra le Ferrovie Federali Svizzere e…. TRENORD, quindi dubito che vedremo mai treni TILO al di fuori delle linee della suddetta società. Che poi sia gestita cento volte meglio di trenord non ci piove

      2. Davide

        Non si possono avere due gestori dei servizi regionali e suburbani, perchè andrebbero entrambi sussidiati. Italo è un caso unico, perchè propone solo servizi AV a tariffa di mercato.

  3. Elenoire

    Le Linee S di Trenord non si trovano neppure su Google Maps. Le stazioni urbane sono messe malissimo. Saranno i soliti tangenti alla regione, non si fa neanche una gara per la gestione.

    1. Anonimo

      Nel passante ci sono ancora le mappe del 2015, quando hanno ripulito le stazioni per l’Expo, poi più nulla.

      In regione Fontana e i suoi dormono alla grandissima sul tema del trasporto pubblico tant’è che l’unica cosa che Fontana è riuscito a dire all’inaugurazione di M4 è che i cantieri dell’autostrada pedemontana sono stati sbloccati.

      Ma si può essere più inconsistenti? Inaugurano un metro e invece che di trasporto pubblico ti vanti di aprire autostrade??? Sono rimasti agli anni ‘60, la regione più ricca del Paese governata da costruttori di autostrade.

      1. Anonimo

        Per quanto le gestione di Trenord sia pessima, le mappe nel passante sono state immediatamente aggiornate appena finita l’Expo nell’autunno 2015. Ero un pendolare abituale del passante all’epoca e mi ricordo come sia prima che dopo l’evento ci fu questa “ventata di novità”, con finalmente un minimo di cura e di attenzione verso l’utenza. In teoria questo dicembre dovrebbe aprire la nuova stazione a Tibaldi, e dovrebbero tirare fuori le mappe aggiornate (già viste un paio presso Stazione Forlanini M4) con Tibaldi S9 e la nuova M4. Peccato solo che le nuove mappe ATM presenti in tutte le stazioni M4 non riportino Tibaldi, nonostante la prossima apertura

        1. Anonimo

          Stazioni devastate dai graffiti… arrivando dalle più che decenti stazioni metro gestite da ATM, l’impatto è sconsolante.

          Treni senza indicazione della destinazione o con l’indicazione del capolinea opposto (immagina un turista straniero…)

          Display e annunci vocali sui treni spessissimo non funzionanti (spesso entrambi)

          Tornelli aperti e zero controlli, si entra e si esce senza pagare come si vuole… mai visto un controllore sui treni

        2. Anonimo

          ATM cambia subito le mappe, soprattutto quelle nelle stazioni della metropolitana, in occasione di modifiche (già oggi sulla M3 segnavano tutte a tratto continuo la M4 Linate-Dateo)

      2. Anonimo

        Quando lo intervistano, su qualsiasi tema, Fontana sembra sempre uno che passa lì per caso, sai tipo quando fanno le interviste ai passanti per il TG.

        Almeno Maroni (parlandone da vivo) quando non conosceva la risposta cambiava abilmente argomento e parlava del Milan, di cui invece sapeva tutto.

        D’altronde in Lombardia il CDX vincerebbe le elezioni anche presentando Pippo Pluto e Paperino. Al di fuori della bolla milanese, questa è una regione ultra conservatrice, facciamocene una ragione.

        Certo, anche il PD che candida Majorino……….

        brava persona per carità, ma non certo l’ideale per attrarre eventuali moderati indecisi.

          1. Anonimo

            Moratti Batman contro Fontana Boh sarebbe stato un duello che ci stava…
            Peccato sia andata diversamente e non c’è praticamente più storia 🙁

  4. francesco Scrivante

    7 ANNI DI RITARDO PER UN’APERTURA PARZIALE .
    Purtroppo l’arrivo alla Stazione è traumatico: verde pubblico, pulizia, qualità della strada da Terzo Mondo.
    Mi chiedo se alla Stazione di Linate passi la 73.
    Poi da Linate a Segrate e Pioltello il nulla.
    Dimenticata l’integrazione Bici + Metro.

  5. Varty

    Considerando che nell’articolo è curata in margine anche la M5, si dice finanziata interamente da privati, io la utilizzo da 6 anni ma vedo che le carrozze dall’esterno fanno schifo per lo sporco e che i problemi di accesso / uscirà utenti, specialmente nelle stazioni di interscambio con altre metro dove c’è maggiore affluenza, non si dà il tempo di far uscire gli uni per fare entrare gli altri (tenendo presente che molti utenti dormono alla grande).

  6. Varty

    Considerando che nell’articolo è citata in margine anche la M5, si dice finanziata interamente da privati, io la utilizzo da 6 anni ma vedo che le carrozze dall’esterno fanno schifo per lo sporco e che i problemi di accesso / uscita utenti, specialmente nelle stazioni di interscambio con altre metro dove c’è maggiore affluenza, non si dà il tempo di far uscire gli uni per fare entrare gli altri (tenendo presente che molti utenti dormono alla grande). Riproposto modificando gli errori

    1. Anonimo

      Per lo sporco esterno sui treni di M5 il motivo è semplice, non esiste un vero e proprio deposito come su tutte le altre linee (M4 compresa, a San Cristoforo), e da quello che io ricordi non mi sembra che nella piccola officina di Bignami ci siano attrezzature atte al lavaggio esterno dei mezzi. Una volta che sarà realizzata l’estensione su Monza verrà costruito anche un vero deposito.

  7. Anonimo

    Tralascio l’aspetto tecnico, che sono sicuro sarà super all’avanguardia, e vorrei soffermarmi un attimo sul design (o sulla sua assenza).

    Premesso che rispetto all’effetto “bagni del centro commerciale” delle stazioni M5 questo è già un salto quantico, si poteva e si doveva fare di meglio.

    Innanzitutto, purtroppo, con la parziale eccezione di Dateo si è scelto anche qui, come sulla M5, di non creare spazi a doppia altezza come si fa ormai ovunque (es. Copenaghen e Brescia che usano la stessa tecnologia) e realizzare invece la solita sequenza di angusti mezzanini e contromezzanini dai soffitti bassi.

    Come sulla M5, le stazioni sono identiche anche nei colori, dimenticando la preziosa lezione di Albini & Helg sulla linea 1 (omogenee per stile, ma diverse l’una dall’altra e riconoscibili). Bello il ton sur ton di grigi, molto milanese, ma un tocco di colore (magari i pilastri, di un colore diverso per ogni stazione) non avrebbe guastato.

    Alcuni dettagli di design sono veramente non all’altezza, ad esempio i corrimano e le sedute (queste ultime, a mio parere, davvero sgraziate).

    Anche per l’illuminazione, specie dove i soffitti lo permettono (ancora Dateo), forse si poteva fare qualcosa di più delle solite plafoniere nel controsoffitto.

    Sto cercando il pelo dell’uovo e benvenuta M4, per carità, ma spiace vedere che i progettisti non abbiano fatto tesoro della valanga di critiche che aveva sommerso l’estetica della M5 e che ancora una volta non riusciamo purtroppo ad avere una linea di metro esteticamente al livello degli standard europei.

  8. Anonimo

    Adesso investimenti seri nelle linee ferroviarie regionali e suburbane. Trenord va modernizzata e gli investimenti RFI devono accelerare. Non ci sono più scuse. La regione ha dormito per troppo tempo sui trasporti pubblici, adesso bisogna voltare pagina. I pendolari fanno una vita inacettabile, soffrono di un servizio da terzo mondo. Puntualità, stazioni, decoro e pulizia devono essere portati ad un livello acettabile per una regione ed una metropoli nel cuore d’europa.

    1. Wf

      A questa regione i pendolari che vanno in treno non gliene è mai fregato un xazzo.

      Figuriamoci se si occupano dello spostapoveri!

      Bisogna cambiare la giunta per vedere cambiamenti

      1. UMS

        Vista il tasso di simpatia reciproco delle opposizioni, cambiare la Giunta credo sia del tutto illusorio…Non si convincono tra loro 3 figuriamoci con gli elettori. Amen.

        Molto più interessante e utile sarebbe invece capire cosa ne pensa del problema il Ministro delle Infrastrutture. Adesso se i treni vanno male in Lombardia è difficile dire che è colpa del più Padano dei ministri di Roma 🙂

        1. Wf

          La verità fa male povero protoleghista.

          A voi leghisti fascisti delle persone che prendono il treno non ve ne è fregato mai un xazzo.

          E si vede.
          Il servizio dei treni fa schifo in ritardo e saltano 2 treni su 3 ogni volta.

          Ma a voi non ve ne frega nulla.

          Perché i poveracci non portano voti..

          Con la sfrontatezza di chi non gliene frega nulla dei pendolari.

          I treni con voi non arrivano in orario.
          Mai una volta

          1. Anonimo

            Wf, se vuoi i proverbiali “treni in orario”….io un’idea su chi votare ce l’avrei !!
            🙂

          2. Anonimo

            La verità è che a fare gli estremisti e i populisti in questa città non si ottiene niente (e questo me la fa amare). Dai una scorsa alle elezioni comunali dal dopoguerra, quanti arruffapopoli destrorsi o sinistrorsi hanno vinto qui? Idem con patate per elezioni regionali e nazionali nelle circoscrizioni milanesi.

            Damm a tra’… lascia stare i toni da rivoluzionario bolscevico o da ghigliottinatore robespierriano (come dovrebbero evitare comportamenti simmetrici i tuoi dirimpettai che accomunano i tratti della macchietta borghesotta che porta i bambini a scuola con il SUV e della camicia nera).

            Ancor di più in uno spazio virtuale che ha nei suoi obiettivi e nel suo stile esempi e stimoli per un nobile utilizzo della materia grigia

          3. Andrea

            Beh il “vicesindaco sceriffo” e tutta la propaganda pro-auto che ha subito la città per decenni con danni quasi irreparabli non sono roba da “arruffapopoli”? I militari nelle strade, i vigili con la pistola e i costosi tunnel autostradali in città non sono populismo? Mah.

            Io, anche visti i risultati delle ultime elezioni comunali e delle ultime elezioni politiche nella circoscrizione di Milano, terrei comunque le antenne belle alte, gli “arruffapopoli” non necessariamente sono stupidi e in alcuni casi sanno bene come bisogna parlare per prendere la seggiolina e potersi fare gli affari propri.

          4. Anonimo

            Andrea, se la metti così uno che ti deve rispondere?

            Che se votate sbagliato vi triplicano il costo del biglietto di Trenord in Lombardia come ha fatto ATM a Milano e mettono gli stalli per le bici nelle stazioni più remote delle Valli Lombarde per far la lotta alle auto e aumentano del doppio le tasse su qualsiasi servizio per sovvenzionare l’accoglienza???

            Dai, il populismo non è nelle tue corde.

          5. Lo zio di Andrea

            Andrea, Andrea,
            Solito mischione ideologico… I militari nelle strade, il vicesindaco con la pistola, i vigili urbani armati… sembra di sentire la descrizione di uno stato di polizia. Di cui non mi sono accorto ai tempi di sindaci di centrodestra

            Di tutte le amministrazioni susseguitesi negli anni non si ricordano posizioni massimaliste e la caricatura che ne fai tu è partigiana (non nel senso positivo e storico del termine). Un tuo amico/nemico dell’altra sponda potrebbe caratterizzare gli ultimi tre cicli (Pisapia, Sala, Sala) in modo altrettanto grottesco. E sbaglierebbe uguale, a mio modo di vedere

            La città è indiscutibilmente migliorata enormemente negli ultimi vent’anni, e una delle ragioni è stata una continuità di approccio alla gestione delle faccende locali pragmatica e concreta… l’esatto contrario degli urlatori professionisti che sono molto più inconcludenti e che spesso hanno successo altrove

          6. Anonimo

            Più che altro inviterei Wf e compagni di andare a fare propaganda politica su altri blog.

          7. Wf

            Ma infatti manco quello siete capaci di fare…

            I treni in orario.

            Eppure visto che vinispirate a lui almeno quello avreste dovuto farlo.
            Invece non ne siete capaci

            Siete incapaci su tutta la linea.
            Solo chiacchiere e distintivo.
            🤡🤡🤡🤡🤡🤡

          8. Anonimo

            Ecco, come previsto è arrivato l’amico “dirimpettaio” di Wf. Per entrambi vale l’appello già fatto prima: andate a fare propaganda politica su altri blog.

          9. Anonimo

            Ecco, è arrivato l’amico e “dirimpettaio” di Wf, l’anonimo delle 13:49. Per entrambi vale l’appello già fatto prima, cioè di andare a fare propaganda politica altrove.

  9. Franco

    Sono pienamente d’accordo con Luca del 28/11/2022.
    La gestione delle stazioni interrate del passante è di RFI e non certo della regione.
    Pulizia e decoro spettano interamente alle ferrovie dello stato e non a TRENORD e regione Lombardia.
    Ricordo anche come erano vandalizzate dai graffiti carrozze e stazioni della metro negli anni 90.
    ATM ha risolto in gran parte il problema. RFI dovrebbe seguirne l’esempio e adottare le stesse misure di contrasto e prevenzione.
    Infine, last but not least, dovrebbe potenziare l’illuminazione per aumentare la sicurezza e contrastare l’effetto di catacomba attuale delle banchine e delle zone di transito..

  10. Luca

    Nella mappa di ATM è indicato il collegamento tra M4-Sforza Policlinico e M3-Missori. Ma veramente vogliono tenere quell’indicazione?
    Quanti scenderanno in una stazione per scoprire poi che devono fare a piedi 300 metri, magari sotto la pioggia, per raggiungere l’altra stazione? Possibile che nessuno ha pensato a quei poveretti che all’oscuro di ciò provengono proprio da Linate carichi di bagagli?

    Quel collegamento semplicemente non c’è!

    Quell’indicazione va tolta! Cioè, molto meglio usare le vere fermate di corrispondenza e allungare il percorso, rispetto a cambiare linea in quel punto.

  11. Anonimo

    Attendo di avere il tempo di visitare la nuova linea, sono contento sia stata aperta, una domanda a chi l’ha gia vista, considerato che on line non trovo risposta, le stazioni Dateo sono connesse in sotterranea ? oppure serve uscire da M4 per entrare nel passante? Spero la prima..
    Più in generale considerazioni sul trasporto e metropolitane a Milano, avedno abitato sia fuori che dentro la big apple, affermo che ho provato a fare Cassina de’ Pecchi – Duomo in 30/35 minuti grazie ai treni di M2 che all’epoca correvano più veloci degli attuali, che stante il loro loro peso causano danni agli edifici e quindi vengono rallentati. Questo è un errore progettuale di ATM che non ha valutato correttamente i requisiti di gara e Hitachi glieli ha fatti così e quindi devono circolare “rallentati”.
    Oggi abito in city e da casa mia ci metto oltre 45 minuti in tram ad arrivare in Duomo, grazie al mancato asservimento semaforico che è il tabù di ATM, (chissà pèrchè non vogliono almeno provare, forse perchè loro i mezzi non li usano..).
    Stazioni passante non so chi le gestisca alcune, molte sono brutte e sporche , probabilmente non le hanno mai pulite, altre mi viene in mente Pta Vittoria mi piacciono, bella funzionale e pulita. e qui fine al discorso sul design. Parlando di pianificazione tra Regione e Comune di Milano, in passato ed oggi di cappellate ne hanno fatte a iosa entrambi, la prima insiste sulle autostrade, nei miei anni di vita professionale ne ho viste parecchie, vi dico che per costruire un autostrada servono 5 anni per fare una ferrovia ce ne vogliono trenta. Questa è la risposta a tante domande a volte stupide che vedo. Datio di fatto se volete ve li posso elencare.
    Poi se volete far campagna elettorale fate pure io sto pensando a chi votare ma non lo decido certo dalle vostre stupide recriminazioni

  12. Anonimo

    Par condicio le cappelle comunali, Rfi voleva costruire il secondo passante, era merce di scambio per la valorizazzione (cubatura) le aree cedute a S. Cristoforo e P.Ta Romana, il Sindaco (lo stesso di oggi). Ha detto no voleva edilizia “popolare”, è vero è utile ma davvero valeva quel prezzo? Oggi si parla di circle line in un modo ridicolo, quando poteva essere già fatta. (o quasi visti i tempi di realizzazione delle opere ferroviarie).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.